Arrestato in Sicilia Paolo Ruggirello, ex deputato regionale Pd

Arrestato in Sicilia Paolo Ruggirello, ex deputato regionale Pd

Il deputato Ruggirello: “Si offriva come punto di riferimento ai mafiosi”Venticinque le persone in manette per l’operazione “Scrigno”. Tra loro anche Ivana Inferrera, ex assessore comunale della città siciliana. Tutte le attività imprenditoriali degli esponenti mafiosi, le società che li gestiscono e relativo compendio sono stati sequestrati dai Carabinieri, per un valore complessivo dei beni di circa 10 milioni di euro.

colonnello Gianluca Vitagliano

ROMA –  200 Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani guidato dal colonnello Gianluca Vitagliano, hanno tratto in arresto, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal  GIP del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Procura della Repubblica – DDA, 25 persone accusate di associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio e altro, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini dei Carabinieri, coordinati dal Procuratore Francesco Lo Voi della D.D.A. di Palermo dal Procuratore Aggiunto Paolo Guido, e dai Sostituti Procuratori Gianluca De Leo e Claudio Camilleri, hanno permesso, con l’operazione odierna, di disarticolare il mandamento mafioso di Trapani retto dai fratelli Francesco e Pietro Virga, figli del “boss” ergastolano Vincenzo, nonché di colpire il vertice della famiglia mafiosa di Paceco, capeggiata dal pregiudicato Carmelo Salerno e esponenti della famiglia mafiosa di Marsala.

Gli esiti investigativi hanno fornito inoltre elementi che dimostrano, per la prima volta, l’esistenza di una articolazione mafiosa sull’isola di Favignana, capeggiata dall’anziano Vito D’Angelo, originario di Ravanusa (AG), il quale dopo aver scontato una lunghissima pena per omicidio, era poi rimasto a Favignana, inizialmente in regime di semilibertà, diventando un punto di riferimento per gli esponenti di cosa nostra trapanese dell’intera provincia.

 

 

L’obiettivo dell’organizzazione mafiosa di acquisire il controllo di attività economiche, soprattutto nel campo dell’edilizia e della gestione di esercizi commerciali per reinvestire i capitali, ma anche di raccogliere consensi elettorali in occasione delle varie consultazioni.

Sono infatti stati tratti in arresto anche alcuni esponenti politici del trapanese, come l’ex Deputato regionale Paolo Ruggirello in passato di centrodestra ma entrato nel Pd nel 2015 accusato di associazione mafiosa.  Indagata per voto di scambio politico-mafioso Ivana Inferrera 55 anni laureata in Conservazione dei beni culturali,  nel 2013  assessore comunale alle Strategie di sviluppo, alle politiche sociali e al Turismo del Comune di Trapani candidatasi alle elezioni regionali del 2017,  in passato direttrice del museo della preistoria.   e l’ex consigliere comunale di Erice, Giovanni Maltese.

Le indagini hanno infatti permesso di registrare interferenze dell’organizzazione mafiosa nelle diverse competizioni elettorali; in alcuni casi persino la gestione diretta del rapporto con i candidati, attraverso l’attivazione della rete di contatti del circuito mafioso e l’acquisto di voti a seguito di accordi illeciti. La particolarità che emerge è data dal fatto che sono proprio i rappresentanti locali della politica che si offrono ai mafiosi, proponendosi come loro punti di riferimento, arrivando, in alcuni casi, addirittura ad affidare loro la gestione, seppur parziale, della propria campagna elettorale, così come fatto dal consigliere comunale Giovanni Maltese, nel momento in cui si rivolgeva direttamente a esponenti di cosa nostra di assoluto rilievo, come Francesco Virga e Francesco Orlando, organizzando con gli stessi incontri riservati.

La candidata alle elezioni regionali Ivana Inferrera , unitamente al marito Antonino D’Aguanno, accettavano la promessa di procurare voti, mediante le modalità mafiose, da parte dei fratelli Virga, in cambio di somme di denaro con le quali acquistare le preferenze e promesse di assunzione di manodopera.

Anche l’allora deputato regionale Paolo Ruggirello si rivolgeva, in distinte occasioni, ad esponenti dell’associazione mafiosa, tra, Pietro Virga,  Francesco Orlando , Carmelo Salerno, Pietro Cusenza (tutti della famiglia mafiosa di Trapani) per ottenere supporto elettorale in occasioni delle consultazioni regionali del 2017 e nazionali del marzo 2018. Significativa era l’ assoluta sinergia tra articolazioni mafiose di territori differenti, quali ad esempio Trapani e Marsala.

Dalle indagini sono emersi elementi significativi sui rapporti inter-mandamentali (Trapani e Marsala, che fa parte del mandamento di Mazara del Vallo), con incontri dei diversi rappresentanti nel corso dei quali sono state gettate le basi delle scelte imprenditoriali-mafiose e la spartizione degli introiti illeciti. Il mandamento mafioso di Trapani, aveva anche diversificato i propri investimenti, riuscendo ad acquisire anche la proprietà del Gran Hotel Florio di Favignana, riconducibile a Francesco Virga . Ma anche due negozi “LO SCRIGNO” e “LO SCRIGNO 2” sempre riconducibili ai Virga ; un’impresa edile e un autonoleggio riconducibili all’arrestato Francesco Peralta e l’Efri Bar della centralissima Via Conte Agostino Pepoli di Trapani, gestito dall’arrestato Francesco Orlando.  Tutte le citate attività imprenditoriali, le società che li gestiscono e relativo compendio sono stati sequestrati dai Carabinieri, per un valore complessivo dei beni di circa 10 milioni di euro.

Gli inquirenti sostengono che gli indagati avrebbeto partecipato a “riunioni riservate” anche con persone ritenute vicine al boss Matteo Messina Denaro. Il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi ha precisato che gli indagati non avevano un collegamento diretto con il boss latitante di Castelvetrano.

il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi

“Ruggirello ha rappresentato il ponte tra la mafia e le istituzioni – ha spiegato il procuratore di Palermo in conferenza stampa  – , al punto tale da avere offerto somme di denaro per ottenere aiuto per le elezioni 2017. Fatta salva la sua presunzione di innocenza. Il Gip lo ha ritenuto un vero e proprio referente politico dell’organizzazione mafiosa, aiutato nel suo percorso elettorale fin dal 2008. Un cambio promesse di incarichi e promesse di posti di lavoro“. I componenti dell’associazione mafiosa, ha aggiunto il procuratore Lo Voi “si sono attivati per raccogliere voti prescindendo dall’ideologia. Siamo in presenza di un appoggio elettorale che è stato offerto nei confronti di soggetti candidati nell’uno e nell’altro schieramento politico, in particolare alle ultime regionali. E lo hanno fatto per i loro scopi: creare contatti con soggetti politici per sfruttare poi il ruolo ottenuto”.

L’ex deputato regionale Ruggirello , ha spiegato Lo Voi, “è accusato di partecipazione all’associazione mafiosa, 416 bis secco, il gip accogliendo le nostre richieste lo ha ritenuto referente dell’associazione mafiosa. Veniva anche informato anche delle posizioni giudiziarie dei suoi interlocutori e ottiene anche aiuti per le sue questioni personali e sentimentali e in cambio promette aiuto per gli appalti regionali. Ruggirello avrebbe rappresentato, sono sempre parole del gip il ponte tra la mafia e le istituzioni al punto di avere offerto somme di denaro per ottenere voti alle elezioni del 2017″  ha concluso il procuratore Lo Voi.

L’ elenco degli indagati:

Alcamo Michele, Angileri Diego, Angileri Salvatore, Bianco Biagio, Buzzitta Antonino, Cusenza Pietro, D’Aguanno Antonino, D’angelo Vito, Ferrara Vincenzo, Gucciardi Vito, Inferrera Ivana Anna Maria, La Russa Domenico, Letizia Mario, Maltese Giovanni, Martines Michele, Orlando Francesco, Peralta Francesco, Piccione Giuseppe, Ruggirello Paolo, Russo Francesco Salvatore, Russo Leonardo, Salerno Carmelo, Tosto Filippo, Virga Francesco, Virga Pietro.

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