Upi, nasce la Rete degli uffici stampa delle Province. Parte monitoraggio sui territori

Upi, nasce la Rete degli uffici stampa delle Province. Parte monitoraggio sui territori

Da una prima analisi effettuata, il quadro degli uffici stampa delle Province non risulta positivo, benché ci siano esperienze innovative e modelli esportabili. Gli uffici stampa, tranne qualche eccezione, risultano presidiati da un solo giornalista o addetto, senza dotazione di strumenti quali agenzie di stampa o giornali.

ROMA – In vista di appuntamenti estremamente importanti per le Province, sia per quanto riguarda il confronto con Governo e Parlamento sullo stato di emergenza finanziaria degli enti e sulla prossima legge di bilancio, sia rispetto alle piattaforme programmatiche che Upi sta definendo sui temi istituzionali che finanziari, diventa strategico il ruolo dell’informazione pubblica e istituzionale.

Da questa esigenza – spiega l’Upi, Unione delle Province d’Italiaè discesa la decisione di convocare una riunione di tutti gli Uffici stampa delle Province, per verificare lo stato di questi uffici negli enti, avviare uno scambio di esperienze e di conoscenze tra territori ed elaborare strategie condivise rispetto alle parole chiave, le notizie, i temi su cui si deciderà di focalizzare la comunicazione.  Al termine della riunione che si è svolta a Roma si è costituita la Rete degli Uffici Stampa delle Province, un coordinamento assolutamente unico e innovativo nel panorama della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di costruire un modello di comunicazione unitaria che possa rendere la piena informazione rispetto a quanto accade nelle Province”.

Nell’incontro sono emerse alcune priorità della rinnovata azione volta a potenziare l’attività degli uffici stampa delle Province. “Un’attenzione particolare – prosegue l’Upi sarà rivolta alla formazione e qualificazione continua dei giornalisti e degli addetti all’ufficio stampa rispetto alle tematiche inerenti le istituzioni e il futuro assetto istituzionale che si andrà costruendo, alle questioni finanziarie, ai nuovi strumenti offerti dalla tecnologia per favorire una piena diffusione dei contenuti di informazione”.

Da una prima analisi effettuata, il quadro degli uffici stampa delle Province non risulta positivo, benché ci siano esperienze innovative e modelli esportabili. Gli uffici stampa, tranne qualche eccezione, risultano presidiati da un solo giornalista o addetto, senza dotazione di strumenti quali agenzie di stampa o giornali. In alcuni casi,  dove l’ufficio stampa non è proprio presente, e l’informazione è affidata alla buona volontà di chi, nei ritagli di tempo, si presta a scrivere o inviare un comunicato stampa. Nella nota diramata dall’ UPI si legge che “In diversi uffici, inoltre, il servizio è affidato a personale con articolo 90 applicato prima del blocco del 2014, pertanto salvo interventi normativi, tra qualche mese anche questi risulteranno scoperti”.

In generale al personale degli uffici stampa sono affidati altri compiti che esulano dal ruolo (segreteria di presidenza, digitalizzazione dell’ente, gestione della privacy): questo, nei tanti casi di Uffici stampa presidiati da un solo giornalista addetto, porta, di fatto, ad uno svilimento della funzione di informazione. Ci sono però dei modelli estremamente interessanti, rappresentati alla riunione dalle Province di Terni, Perugia e Pesaro Urbino , dove la funzione assegnata dalla Legge 56/14 di assistenza tecnica ai Comuni è stata declinata in maniera estensiva anche sull’informazione: l’ufficio stampa, attraverso accordi strutturati con l’Anci, cura l’informazione dei Comuni del territorio. “Un servizio reso possibile anche perché che in questi casi l’ufficio dispone di una redazione giornalistica e dei mezzi operativi sufficienti a coprire sia il lavoro per l’ente, sia quello per i Comuni che ne fanno richiesta” osserva l’Upi.

Tra le prossime priorità della nuova Rete: inserire il rilancio delle funzioni di informazione e il consolidamento degli uffici stampa tra le priorità della piattaforma istituzionale Upi in via di elaborazione e inserire il modello dell’ufficio stampa al servizio dei Comuni laddove possibile tra i servizi offerti dalla Provincia “Casa dei Comuni” per esaltare anche questa funzione. L’Upi avvierà inoltre una verifica con le agenzie di stampa per cercare soluzioni e individuare strumenti utili per assicurare la fruizione delle agenzie alle Province e consoliderà il servizio di rassegna stampa diffuso alle Province, in modo da colmare la mancanza di disposizione di quotidiani nazionali.

In programma anche l’organizzazione di un evento formativo per i giornalisti degli uffici stampa delle Province e una serie di incontri, uno a carattere nazionale a Roma e almeno due a livello territoriale sull’utilizzo dei nuovi social, sulle opportunità offerte dalla tecnologia, ma anche sulla possibilità di informare i giornalisti della stampa nazionale e locale rispetto a cosa accade nelle Province. “Gli incontri formativi – conclude l’Upidovranno essere realizzati in collaborazione con l’ Ordine nazionale dei Giornalisti così da entrare nei programmi ufficiali della formazione obbligatoria continua riservata ai giornalisti. A tale scopo l’Upi avvierà la procedura di accreditamento dell’Associazione tra i soggetti esterni di formazione dell’Ordine dei giornalisti».

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