Trovati resti compatibili del piccolo Gioele: “È Il corpo al 99 per cento” Anche la maglietta del bimbo e resti irriconoscibili

Trovati resti compatibili del piccolo Gioele: “È Il corpo al 99 per cento” Anche la maglietta del bimbo e resti irriconoscibili

Le tracce segnalate da un carabiniere in congedo, uno dei volontari che aveva risposto all’appello del padre del bambino per partecipare alle ricerche. Poco dopo le 12, ha lanciato l’allarme. Il ritrovamento è avvenuto a circa un chilometro dall’autostrada Messina-Palermo, dove lo scorso 3 agosto Viviana aveva avuto un incidente, e scavalcato il guardrail portando il bimbo in braccio.

Una maglietta che assomiglia “al 99 cento” a quella che indossava il piccolo Gioele Mondello sparito 16 giorni fa, resti ossei che sembrano quelli di un bambino, e dei peli che potrebbero essere di un animale. “Hanno trovato qualcosa ma non sappiamo cosa. Siamo qui in attesa di capire” a darne notizia intorno a mezzogiorno è stata Mariella Mondello, la zia del piccolo Gioele che si trova nella zona in cui è arrivato il procuratore di Patti.

I resti presumibilmente del piccolo Gioele sono stati ritrovati nelle campagne di Caronia, il tronco a circa 400 metri dal traliccio dove è stato trovato il corpo della madre Viviana Parisi, e la testa molto distante, sarebbero stati trascinati lì “o da maiali o da cani” spiegano fonti investigative che sono sul luogo del ritrovamento. I familiari del bimbo, il padre Daniele Mondello che si è recato sul luogo del ritrovamento insieme alla sorella Mariella e al padre Letterio, non sono stati fatti avvicinare al punto esatto.

E’ arrivata così la svolta nella drammatica vicenda del piccolo di quattro anni che non si trovava da quindici giorni e della madre, Viviana Parisi, trovata morta l’8 agosto sotto un traliccio. Si fa strada sempre più l’ipotesi dell’omicidio-suicidio a causa del forte disagio psichico negli ultimi tempi della madre che avrebbe ucciso il figlio e si sarebbe suicidata, lanciandosi dal traliccio. 

Le tracce segnalate da un carabiniere in congedo, uno dei volontari che aveva risposto all’appello del padre del bambino per partecipare alle ricerche. Poco dopo le 12, ha lanciato l’allarme. Il ritrovamento è avvenuto a circa un chilometro dall’autostrada Messina-Palermo, dove lo scorso 3 agosto Viviana aveva avuto un incidente, e scavalcato il guardrail portando il bimbo in braccio.

Il carabiniere si chiama Giuseppe Di Bello, 55 anni originario di Capo d’Orlando (Messina) era arrivato stamattina con un amico, Francesco Radici, che lo ha accompagnato nelle campagne di Caronia, racconta di aver fatto il ritrovamento alle 10.28 e che il corpicino era “straziato da animali selvatici“. “È stato un dono di Dio” dice Di Bello, che ha ritrovato i resti umani di un bambino che “quasi certamente è Gioele” , rispondendo ai cronisti che gli chiedono come abbia fatto a trovare il corpo che da giorni si stava cercando. “L’ho trovato dove nessuno l’aveva cercato, ho spostato dei cespugli e i resti erano lì”. ha aggiunto il carabiniere in congedo.

Il carabiniere in congedo Giuseppe Di Bello

Sul luogo del ritrovamento in montagna, è arrivato il procuratore di Patti Angelo Cavallo, accompagnato dagli investigatori della Polizia e dal medico legale Elena Ventura Spagnolo chiamato a repertare i resti trovati. «I resti sono compatibili con un bambino di 3 o 4 anni – ha precisato il procuratore Cavalloovviamente ancora non possiamo dare certezze scientifiche, vanno fatti tutti gli accertamenti medico legali» aggiungendo che sono stati ritrovati anche i frammenti di alcuni indumenti che adesso saranno mostrati al padre e ai familiari del bimbo per una conferma che si tratti di quelli che Gioele indossava al momento della scomparsa.

«In questo momento ci dobbiamo stringere attorno a questa famiglia e a questo bambino. Abbiamo sempre pensato che si trovasse in questo posto e i fatti ci hanno dato ragione. Ringrazio tutte le persone che a qualsiasi titolo hanno contribuito alle ricerche. Ora dobbiamo lavorare come abbiamo fatto fin’ora e andare a fondo a questa storia triste» ha aggiunto il procuratore Cavallo.

Il papà di Gioele stamattina appariva molto turbato e provato: “Viviana non l’ha ucciso, l’amava troppo” escludendo le piste dell’omicidio-suicidio e dell’aggressione da parte di cani” ripeteva a chi gli stava accanto, “dobbiamo trovarlo” . Sua sorella Mariella non crede che ci fosse qualcosa o qualcuno che ha indotto la la cognata ad allontanarsi: “Era solo nel panico in quel momento, non fuggiva da niente“.

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