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6 Marzo 2026 23:17

Teleperformance scopre dipendenti in finta malattia

La multinazionale di call center ha deciso di utilizzare investigatori privati per scoprire i dipendenti in finta malattia, e precisa: "Rispettata la legge"

La multinazionale di call center Teleperformance  che a Taranto occupa 1600 dipendenti diretti e circa mille a progetto, ha deciso di utilizzare investigatori privati per fronteggiare il fenomeno crescente di propri dipendenti malattia e controllarne la veridicità. Secondo il sindacato Slc Cgil ” tutto questo fuori legge e contrario alla normativa vigente, oltre che lesivo della privacy e della dignità dei lavoratori “.

Schermata 2015-11-06 alle 01.05.54Il sindacalista che è molto facile incontrare a spasso per le vie del centro cittadino, ha reso noto un episodio che ha visto coinvolta una operatrice del call center iscritta al sindacato, accortasi che un’auto che si era appostata davanti alla sua abitazione e poi l’aveva seguita, ha richiesto l’intervento della Polizia di Stato, i cui agenti hanno accertato che non erano malintenzionati, ma degli investigatori privati legittimamente ingaggiati dall’azienda Teleperformance per cui lavora l’operatrice, con il fine  di verificare se la dipendente si trovasse realmente in malattia . Qualche giorno dopo la lavoratrice ha ricevuto un provvedimento disciplinare  per una infrazione commessa dopo il termine dell’orario di reperibilità per la malattia.

Il sindacato lamenta  che “l’azienda, dopo le che la donna aveva fornito e le sue spiegazioni e informato dell’intervento della polizia in conseguenza del suo stato di agitazione, le ha risposto scrivendo “prendiamo atto di quanto da lei comunicato in ordine alla sua richiesta di intervento della polizia, riservandoci ogni azione a tutela dei nostri diritti, ove da ciò derivassero conseguenze pregiudizievoli per nostra società”. Motivo per cui la CGIL ha deciso di denunciare la vicenda alla Procura della Repubblica ed all’opinione pubblica. Dimenticando però che le vicende di lavoro sono competenza del giudice del lavoro. Nessun riferimento o spiegazione invece, su dove si fosse recata l’iscritta al sindacato mentre doveva stare in malattia a casa.

Puntuale è arrivata la risposta di Paolo Sarzana, dirigente di Teleperformance, il quale replicando alla nota della CGIL ha ricordato e precisato che  “tutte le azioni svolte a favore di una migliore organizzazione aziendale sono sempre state effettuate nel pieno rispetto della legge, seguendo pertanto le disposizioni previste dalla normativa in materia“.
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