Telecomunicazioni. Ultimatum dal ministro Calenda alle bollette a 28 giorni: “Serve una soluzione rapida”

Telecomunicazioni. Ultimatum dal ministro Calenda alle bollette a 28 giorni: “Serve una soluzione rapida”

Al centro della polemica la fatturazione degli operatori media e telefonici.Le associazioni dei consumatori_ «Gli utenti stanno pagando milioni e milioni di euro in più a causa di fatture fuorilegge». La “follia” interpretativa dell’ AGCOM: no per il fisso, ok per il mobile. Con quale logica ?

ROMA – “Inaccettabile – l’ha definita il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda –  È una cosa che va messa a posto il più rapidamente possibile“, ha replicato a chi gli domandava se il Governo fosse intenzionato a porre rimedio alla questione delle “bollette corte” adottate a catena dagli operatori di telefonia e pay tv (fatture ogni 28 giorni anziché 30),

Si attende, infatti, un intervento già in manovra. Ma del divieto atteso, attualmente non ci sarebbe traccia nella versione delle legge di Bilancio appena varata dal Consiglio dei ministri. Chiaramente non è ancora l’ultima possibilità . Infatti  alla domanda se è in preparazione un emendamento in materia il ministro Calenda risponde che occorre trovare una soluzione. Ed apparirebbe come la soluzione più immediata quella  di una modifica al testo della manovra, o al decreto collegato,.

Il polverone sulla vergognosa fatturazione a 28 giorni si è alzato mesi fa, con la discesa in campo dell’Autorità di garanzia per le comunicazioni, che a marzo scorso ha indicato come scadenza per la fatturazione i 30 giorni per tutti gli operatori di telefonia fissa, mentre incredibilmente per il traffico mobile i 28 giorni potevano considerarsi ancora ammissibili ! Sarebbe interessante capire e conoscere l’origine di una decisione così incoerente ed allucinante.

La decisione dell’ AGCOM non è piaciuta persino alle compagnie di telecomunicazioni (telefomo, internet. paytv ecc.)  ed è quindi scattato il ricorso unitario al Tar che a giugno ha accolto le richieste di sospensiva, fissando al prossimo 7 febbraio 2018  la data per il giudizio. Nel frattempo tutti gli operatori progressivamente hanno “virato” per la bolletta accorciata a 28 giorni. Un cartello di settore ha innescato la reazione dell’Agcom che  un mese fa ha avviato procedimenti sanzionatori nei confronti di Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb e ha lanciato un avvertimento alle pay tv, come Sky. Con multe ridicole se rapportate rispetto a quanto stanno incassando di più con il mese accorciato i gestori di telecomunicazione a danno dei consumatori.

“Come Autorità abbiamo fatto tutto quello che dovevamo e potevamo fare e ovviamente seguiamo con interesse la cosa, l’annunciato intervento legislativo” ha dichiarato il presidente dell’Authority, Angelo Marcello Cardani ricordando che davanti al Parlamento, il Governo aveva definito le pratiche “scorrette” e lasciato intendere di voler imporre una scadenza unica a un mese. Senza però spiegare se tale decisione sia valida per tutti (fissi, mobili, paytv ecc.)

A queste dichiarazioni “diplomatiche-politiche” si sono contrapposte quelle delle associazioni dei consumatori che denunciano il comportamento illegittimo degli operatori che va avanti da mesi, ed in effetti  non si capisce cosa aspettino le autorità Antitrust e quella sulla Comunicazioni (AGCOM)  ancora ad elevare una maxi-sanzione,  contestando l’aggravio di costi addebitati nelle tasche dei consumatori (+8,6%). E qualcuno chiede al ministro Calenda che si batta ed impegni per inserire l’emendamento nella Legge di Bilanci».

Open chat
1
Vuoi contattare la nostra redazione ?
Ciao, vuoi contattare la nostra redazione ?