Ctp Taranto. Condannati 5 imputati per gli affidamenti irregolari

ROMA – Dopo la decisione del giudice delle udienze preliminari  del tribunale di Taranto dr.ssa Paola Rosalia Incalza che  valutò le posizioni penali dei quattro dirigenti del Consorzio trasporti, concordando con la richiesta  della Procura della repubblica di Taranto di  mandare sotto processo il vertice e dirigenti della vecchia gestione di CTP Taranto, per degli stipendi che erano stati “gonfiati” per un periodo di 10 anni a partire dal 2005, in cui avevano percepito degli emolumenti indebiti, ieri la seconda Sezione Penale del Tribunale di Taranto ha unificato i fatti per continuazione, ed applicando le norme del codice ha applicato degli sconti sulla pena finale per effetto della concessione delle attenuanti generiche hanno ottenuto la sospensione condizionale della pena. Per il Consorzio CTP Taranto, che si è costituito parte civile, è intervenuto in udienza l’avvocato Caterina Campanelli, che ha chiesto la condanna degli imputati anche a risarcire il consorzio.

Gli imputati per effetto della sentenza di primo grado, adesso saranno chiamati a  risarcire il consorzio attraverso separato giudizio. Il collegio della seconda Sezione Penale del Tribunale di Taranto presieduto dal giudice dr.ssa Fulvia Misserini ha condannato ad un anno di reclusione l’ex amministratore unico Giovanni D’Auria, l’ex-direttore generale Cosimo Rochira (accanto nella foto con il consigliere comunale di Taranto Piero Bitetti) , e Mario De Felice, nella sua veste  responsabile dell’ufficio approvvigionamento e somministrazione. I dirigenti Michele Ciccimarra, in qualità di direttore di esercizio, e Luigi Pacucci, in qualità di responsabile dell’ufficio approvvigionamento sono stati condannati a dieci mesi di reclusione.

Sotto i riflettori mirino della procura di Taranto a seguito dell’esposto presentata da Vito Marinelli dirigente del CTP Taranto, attuale direttore d’azienda del CTP (nominato dal successivo amministratore unico dr. Roberto Falcone e riconfermato dall’attuale amministratore unico Avv. Egidio Albanese) ai sensi della Decreto 148,  è finita la precedente gestione del consorzio, cioè quella condannata, in relazione al pagamento delle riparazioni effettuate sui mezzi aziendali, dei pezzi di ricambio e dei  rifornimenti di carburante. I sospetti erano stati sollevati sulla procedura seguita per l’affidamento della serie di servizi, dopo una circostanziata denuncia presentata contro i vertici del consorzio trasporti.

L’esposto aveva attivato l’ apertura di un fascicolo in procura affidato all’attuale procuratore aggiunto Maurizio Carbone e la conseguente attività investigativa delegata alle forze dell’ordine mediante l’ acquisizione della documentazione relativa alle forniture, nelle quali gli investigatori hanno scoperto alcune anomalie, inserite poi nella relazione trasmessa alla Procura in cui si evidenziava il mancato ricorso alla gara di appalto per individuare il fornitore di alcuni servizi.

Secondo il procuratore Carbone  erano stati ravvisati profili di responsabilità penale nell’affidamento delle commesse sino al 2014, e sollevate forti perplessità su rifornimenti di carburante che avevano superato il milione di euro, appalto che era stato assegnato a una società diversa da quella detentrice di un contratto, per una commessa analoga.

 




CTP Taranto & dintorni. Le diffamazioni, i veleni e le dimenticanze….della Gazzetta del Mezzogiorno

di Antonello de Gennaro

Ancora una volta cari lettori ci vediamo costretti, chiamati in causa, dal solito giornalista-sindacalista della redazione tarantina de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, a dover dare lezioni di giornalismo onesto e trasparente, ad un giornalista che  è riuscito ad entrare alla Gazzetta soltanto grazie ad una vertenza di lavoro: parliamo di tale Cosimo (detto Mimmo) Mazza,  da San Marzano di San Giuseppe (Taranto).

In un primo momento ve lo confesso, avevamo pensato di ignorarlo, ma a causa delle sue attività di pura e vera persecuzione nei miei e nostri confronti, dopo averlo querelato ancora una volta , ho pensato che era giusto e doveroso spiegare e chiarire ogni cosa anche ai nostri lettori, che per noi contano molto, ma molto di più di qualche centinaio di lettori disperati del quotidiano barese che ha recentemente chiuso le proprie redazioni di Barletta, Brindisi e Matera in attesa di chiudere (secondo fonti di corridoio baresi) prossimamente anche l’improduttiva redazione tarantina.

Per correttezza e trasparenza nei confronti dei nostri lettori, quella trasparenza che altrove latita da molto tempo, ho deciso di rendere noto tutto, e di operare come sempre con trasparenza e, con quello che più conta, a differenza di altri, con le mani pulite. Nel corso di questi quattro anni di attività editoriale e giornalistica questa testata, come tante altre, ha ricevuto ed effettuato regolarmente soltanto due inserzioni pubblicitarie commissionateci da CTP Taranto.

Pubblicità che CTP Taranto peraltro ha commissionato ed acquistato anche sui vari organi di stampa (fra cui la stessa Gazzetta del Mezzogiorno) che si occupano di Taranto. Quindi inserzioni pubblicitarie assolutamente legittime, regolarmente fatturate, che però non ci hanno mai impedito di occuparci anche di vicende scabrose accadute all’interno della società di trasporti della provincia jonica.

Abbiamo pubblicato un servizio sulle dimissioni da presidente del dr. Marcello Carone (durato in carica solo 4 mesi) , abbiamo pubblicato un servizio su una vicenda giudiziaria relativa ai  5 dipendenti della società pubblica iscritti nel registro degli indagati e rinviati a giudizio, per gli appalti “allegri” del Ctp, effettuati sotto la direzione del direttore Cosimo Rochira (ora pensionato) braccio destro del consigliere comunale Piero Bitetti di cui è stato anche tesoriere della sua sfarzosa ma poco trasparente inutile campagna elettorale a Sindaco di Taranto.

Così come abbiamo pubblicato qualche mese dopo un articolo su CTP Taranto con cui si dava notizia dell’utile di bilancio di 300mila euro della società Consorzio Trasporti Pubblici, passata nel frattempo sotto la guida  del dr. Roberto Falcone, il quale nonostante l’assunzione di ben 45 conducenti di linea che sono risultati vincitori di concorso pubblico ha riportato l’azienda in attivo. Gestione ed assunzioni apprezzate pubblicamente anche dal presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano, ente che detiene il pacchetto di maggioranza delle azioni della società consortile.

Quello stesso Tamburrano che utilizzava il suo ruolo, per cercare di fare avere della pubblicità dalla società CTP Taranto alla Gazzetta del Mezzogiorno, il cui responsabile della pubblicità all’epoca dei fatti (tale Antonio Oliva ora trasferito dalla concessionaria pubblicitaria Mediterranea in Sicilia) era un abituale commensale a pranzo e cena del presidente della Provincia di Taranto, nonchè buon amico della moglie di quel Tonino Albanese, da sempre sostenitore e “sponsor” della carriera politica di Martino Tamburrano.

Come spiega il Mazza della coincidenza….  che il suo amico e collega Vittorio Ricapito, giornalista tarantino aderente ad una loggia francese della massoneria “Le Droit Humain”, a seguito della sua espulsione dalla Grande Loggia Italiana,  dopo essere stato accompagnato alla porta dall’ Ordine degli Avvocati di Taranto, di cui era addetto stampa, nominato e riconfermato dall’ Avv. Angelo Esposito (quando era presidente) il quale è stato rinviato a giudizio in dal procuratore aggiunto della Repubblica Maurizio Carbone, secondo cui Esposito “con l’utilizzo di una carta di credito, e con l’emissione di assegni bancari tratti sul medesimo conto” avrebbe sottratto per uso personale 250mila euro dal conto corrente del consiglio dell’ Ordine degli Avvocati di Taranto di cui era presidente.

Vittorio Ricapito dopo aver perso la collaborazione con il  quotidiano La Repubblica da Taranto per l’edizione pugliese e dopo essersi offerto (senza alcun successo) come collaboratore  dal quotidiano Taranto Buona Sera aha trovato lavoro prima sotto contratto con una società del Gruppo CISA di Massafra (leggasi Tonino Albanese)e subito dopo come per incanto… ha iniziato la sua collaborazione con la redazione tarantina della Gazzetta del Mezzogiorno . Redazione della quale l’attuale caposervizio Mimmo Mazza, aveva aderito anch’egli alla massoneria tarantina, salvo poi dileguarsi per oscuri motivi.

Guarda caso l’accoppiata Mazza-Ricapito  in un recente passato si era resa responsabile di aver depositato false dichiarazioni sottoscritte da entrambi al Tribunale di Taranto nell’avvicendarsi alla direzione del periodico locale “Ribalta di Puglia“, periodico ormai chiuso ed inesistente, e di cui ci siamo già occupati in precedenza.  Una circostanza  questa, non soltanto strana, ma sopratutto illegale, e fortemente imbarazzante,  per la quale il Tribunale competente a seguito di un mio esposto andato a segno, ne ha disposto la cancellazione dall’elenco delle testate giornalistiche registrate presso il Tribunale tarantino.

 

L’ accoppiata Pinuccio-Sabino,  inviati pugliesi del programma Striscia la Notizia, a questo punto direbbe: “coincidenze“. “Massafresi“, aggiungiamo noi. Il giornalista Mimmo Mazza dovrebbe spiegare anche la sua “disponibilità” ad intervistare, praticamente a pagamento il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, per iniziative di piazza, con interviste da pubblicare (sempre “a pagamento”) successivamente sulle pagine speciali della Gazzetta del Mezzogiorno, pagine per le quali la concessionaria Mediterranea paga profumatamente i giornalisti che ci scrivono. Se questo è il giornalismo, allora capiamo perchè anni fa il quotidiano LA REPUBBLICA quando arrestarono un direttore del giornale barese, titolò “La Mazzetta del Mezzogiorno” !!!

offerta Mediterranea

 

Non è un caso vedere a spasso per le vie del centro di Taranto, il sindaco Melucci e sua “stampella” in consiglio comunale Piero Bitetti, seguiti come ombre dall’ex- “staffista” Doriana Imbimbo e dal “caro” Mimmo Mazza  ! Proprio quel Mazza che sosteneva che CTP si avvaleva di un addetta stampa non iscritta all’ Ordine, dimenticando e non scrivendo neanche una parola sulla la presenza ben “nota” ma occulta dietro le quinte del Sindaco Melucci della sua “staffista del cuore”, cioè Doriana Imbimbo nonostante non abbia alcun ruolo nell’ Amministrazione Comunale dopo essere stata indotta alle dimissioni ed indagata dalla Procura di Taranto per essersi fatta retribuire come “laureata” senza esserla, motivo per cui deve ancora oggi rimborsare il Comune di Taranto di ben 28mila euro ! Ma volete che Mazza e la Gazzetta attacchino il Comune che elargisce loro migliaia e migliaia di euro sotto forma di mancette pubblicitarie ?

E’ questo il giornalismo autorevole…affidabile…ed indipendente di cui si vanta il Mazza ? A noi non sembra ed è per questo che investiremo della vicenda l’ Autorità Antistrust ed il Consiglio Nazionale di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti, nonche la Direzione Generale competente del Ministero di Giustizia, che controlla gli ordini professionali regionali, visto che a Bari l’ Ordine dei Giornalisti che va a braccetto con l’ Assostampa di Puglia (di cui il Mazza è vicepresidente) fa finta di non accorgersi di nulla, come ha fatto finta di tante altre situazioni illegali  che abbiamo già denunciato giornalisticamente con una nostra inchiesta.  che ha portato alle proprie dimissioni il magistrato in pensione Nicola Colaianni ex-senatore del PCI, che la “cricca giornalistica-sindacale pugliese” aveva insediato illegalmente sulla poltrona di Presidente del Consiglio di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia !

Delibera-Albo-Pretorio-Comune di Taranto

 

I nostri articoli sul CTP Taranto

Nel luglio 2016 abbiamo raccontato e svelato un concorso-truffa al CTP, cioè su una misura disposto dall’ormai ex- direttore generale Cosimo Rochira a pochi mesi dalla sua pensione, che venne pensato da  ed indetto su misura proprio per la moglie del consigliere comunale Piero Bitetti. (sopra nella foto, insieme a Cosimo Rochira) il quale sembra molto interessato alle attività nel settore del trasporto pubblico, indicando al sindaco Melucci una persona a lui molto cara: l’ avv. Giura che dopo aver fatto decadere il CdA dell’ AMAT grazie ad uno statuto demenziale.

E’ stato infatti a seguito dell’avvenuta pubblicazione su questo giornale del concorso-truffa che l’amministratore unico Roberto Falcone lo ha annullato e revocato in autotutela ripristinando la legalità , e siamo stati sempre e solo noi a raccontare e documentare le due sentenze dei Tribunali a cui la moglie di Bitetti si era rivolta venendo sempre sconfitta !

Nel dicembre 2016 è sempre stato il CORRIERE DEL GIORNO a dare notizia che Michele Ciccimarra, ex direttore di esercizio di CTPCosimo Rochira, direttore generale (in pensione a fine 2016) , Luigi Pacucci, dirigente del settore economico finanziario, e Giuseppe Portulano, dirigente al Movimento del “Ctp”, erano stati mandati a processo  dalle tesi accusatorie del pm dr. Maurizio Carbone, secondo la quale i quattro dirigenti avrebbero intascato senza diritto quasi un milione di euro: esattamente 947mila euro con dei presunti aggiustamenti sulle voci strategiche dei propri emolumenti.

E’ stato nell’ottobre 2017 che il nostro giornale si è occupato dell’andamento di gestione di CTP Taranto, che sotto la guida di Roberto Falcone (amministratore unico) e di Vito Marinelli (direttore ) è passato dalle perdite all’utile. e lo abbiamo sempre fatto, come i nostri lettori ben sanno,  attenendoci sempre, solo e soltanto ai dati ufficiali, cioè quelli del bilancio. Ma i numeri di un bilancio bisogna saperli leggere….e quindi la deduzione più che logica e conseguenziale è che alla Gazzetta del Mezzogiorno, i numeri ed i documenti ufficiali (sono sul sito di Ctp) o  non sono capaci di leggerli, o ancora peggio non li vogliono pubblicare per non dare dei dispiaceri a qualcuno degli amici di campagna, partendo da Massafra e finendo a Crispiano.

Non è quindi colpa nostra se nei mesi scorsi, insieme agli amici di Striscia la Notizia, abbiamo sempre pubblicato degli articoli che ricostruivano lo scontro fra Martino Tamburrano e Roberto Falcone , culminato con denunce penali ed atti amministrativi che hanno sempre visto prevalere le ragioni di Falcone dinnanzi al Tar, al Consiglio dello Stato, e quelle dell’organismo anticorruzione del CTP, che di fatto ha impedito a Tamburrino di effettuare una nuova “lottizzazione” spacciata per spoil system.

Per non parlare poi degli atti illegittimi posti in essere dal consiglio e giunta provinciale, della nomina di ben due amministratori illegittimi, e di tutti i ricorsi presentati a dalla Provincia di Taranto rappresentata dall’ avv. Quinto di Lecce (che guarda caso è lo stesso legale che assiste la CISA di Massafra…coincidenze !) dinnanzi al TAR Puglia , al Consiglio di Stato, al Tribunale delle Imprese, sono stati sempre rigettati, decisioni queste di cui abbiamo dato corretta informazione e pubblicando con la massima trasparenza sempre i documenti integrali.

Siamo riusciti a scoprirle e pubblicarle noi da Roma …. mentre quelli che si autodefiniscono  “grandi giornalisti” della Gazzetta del Mezzogiorno non ci sono mai riusciti.  Mazza infatti tramite un suo collega ieri ha cercato in tutte le maniere attraverso delle telefonate di salvarsi dalle querele in corso di deposito da parte di alcuni dirigenti del CTP di Taranto, non sapendo che questa volta nessuno le ritirerà…

Mazza e la Gazzetta del Mezzogiorno, più che occuparsi del nostro legittimo ed onesto lavoro, che evidentemente dà loro molto fastidio, considerando che i dati ufficiali dicono che i nostri lettori aumentano in maniera esponenziale , mentre contrariamente le copie dalla Gazzetta vendute in edicola diminuiscono a vista d’occhio, giorno dopo giorno.  dovrebbero preoccuparsi del loro editore Mario Ciancio Sanfilippo  attualmente sotto processo  per concorso esterno all’associazione mafiosa , a seguito della decisione della Corte di Cassazione  che ha annullato con rinvio a processo, il precedente proscioglimento dell’imprenditore siciliano disposto dal gup catanese Gaetana Bernabò Distefano.

Come mai la Gazzetta del Mezzogiorno non si occupa di qualche altro particolare... che abbiamo accertato noi da Roma, grazie ad una nostra fonte interna alla società CTP spa, che ci ha riferito che in contabilità esistono fatture per circa 5.000 euro, relative all’ acquisto disposto dal dr. Emanuele Fisicaro  (l’ ormai ex amministratore unico che rea stato nominato illegittimamente dalla Provincia di Taranto) del più potente modello di telefono-smartphone Iphone in vendita e di un potente computer portatile Mac-Apple ? Beni strumentali questi che alla data odierna il dr. Fisicaro si è ben guardato dal restituire alla società non avendo egli alcun titolo per detenerli.

A questo punto ci sembra più che legittimo chiedersi, ma lo chiediamo sopratutto ai nostri lettori : fare informazione attendibile e documentata, equivale “fare il tifo” ? Non è sicuramente il nostro caso. mentre invece lo è molto più probabilmente per coloro i quali come Mazza sono abituati a diffamare chiunque non sia “amico degli amici di campagna….”, salvandosi dai processi soltanto grazie alla prescrizione o alle le transazioni economiche stragiudiziali pagate dall’ EDISUD (la società sicula-barese editrice della Gazzetta del Mezzogiorno per evitare delle condanne pressochè scontate e certe, anche al povero irresponsabile direttore Giuseppe De Tommaso.

Ecco spiegato cari lettori come è caduta in basso la Gazzetta del Mezzogiorno a Taranto, ecco spiegato perchè vende soltanto una media di circa 1.200 copie in tutt la provincia jonica che conta circa mezzo milione di abitanti. Ed eccovi spiegato come è caduto in basso il giornalismo a Taranto, fra incappucciati, prezzolati e diffamatori. Ha ragione quindi il collega MarcoTravaglio direttore del Fatto Quotidiano quando definisce comportamenti analoghi come “munnezza“,  quella stessa munnezza  con la quale “qualcuno” da Massafra crede e pensa di poter condizionare la vita della città di Taranto ed il giornalismo libero ed indipendente.

 

Ma il CORRIERE DEL GIORNO e tantomeno il sottoscritto non lo si condizionano con qualche pubblicità ! Ed è questa la ragione per cui il nostro giornale online, scoppia di salute, cresce ogni giorno per numero di lettori e sopratutto per l’attendibilità ed autorevolezza delle notizie che pubblichiamo . E l’invidia è una brutta bestia….

 

 

 

 




Il presidente della Provincia di Taranto, Tamburrano sospeso per tre mesi. Non potrà fare nomine o dare incarichi al CTP

ROMA – Come esclusivamente il CORRIERE DEL GIORNO aveva sostenuto sin dal primo momento della diatriba Tamburrano-Falcone, il comportamento del presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano di rimuovere e sostituire Roberto Falcone con la contestuale nomina vergognosa Giuseppe Marraffa al posto dell’ amministratore unico di CTP Taranto spa,  era illegittimo e quindi illegale,  e circostanza ancora più grave è stato il comportamento illegale del collegio sindacale che ha consentito tutto ciò.

CTP Provvedimento_ai_sensi_dellart.18_dlgs39.2013

 

Tamburrano conseguentemente alle sue “follie” politiche, è arrivato il provvedimento di sanzione al presidente della Provincia Martino Tamburrano per la nomina irregolare dell’amministratore unico di CTP Taranto spa, ed è stato interdetto al conferimento di incarichi di propria competenza per il periodo di tre mesi a partire dal 29 maggio scorso, che significa che praticamente sino alla fine del suo mandato di presidente della Provincia di Taranto è un presidente dimezzato.

Martino Tamburrano

Come al solito negli uffici della Provincia i dirigenti, funzionari e avvocati interni stanno cercando di trovare una soluzione, mediante l’ approvazione di un regolamento per delegare un altro rappresentante per l’assemblea societaria di CTP che si terrà venerdì. Un’ escamotage a forte rischio di illegalità, che potrebbe aggravare ulteriormente le vicende penali in seno all’ Amministrazione Provinciale che vede il suo presidente Tamburrano iscritto nel registro degli indagati della Procura di Taranto a seguito delle denunce presentate dal dr. Roberto Falcone.

Questi i fatti: Tamburrano chiedeva all’ amministratore unico Falcone la convocazione dell’ assemblea societaria del CTP con all’ordine del giorno la sua rimozione. Falcone rispondeva a Tamburrano che la sua richiesta di convocazione era illegittima in quanto egli essendo decaduto dal suo incarico non poteva chiedere alcuna convocazione. Tamburrano si rivolgeva al presidente del Collegio sindacale dr.ssa Tullia Cuzzucrea la quale intimava a Falcone di indire l’assemblea societaria, che quindi veniva indetta per la data del 9 maggio 2018 . In detta occasione interveniva persino la DIGOS della Questura di Taranto a seguito di alcuni scontri dialettici e verbali fra i due litiganti (Falcone e Tamburrano) che rischiavano di degenerare.

 

la visura camerale di CTP da cui si evince che la dichiarazione di Tamburrano che sosteneva che Marraffa non aveva accettato l’incarico, era FALSA e CONTRARIA al vero

 

Quindi lo scorso  9 maggio, il presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano nominava illegittimamente e conseguentemente illegalmente il suo ex-assessore Giuseppe Marraffa (accanto nella foto) ad Amministratore Unico di CTP spa, nonostante costui si trovasse nella palese condizione di inconferibilità in base all’articolo 7 comma 2 del decreto legislativo 39 dell’aprile 2013,  essendo stato assessore e componente della giunta del Comune di Massafra (azionista peraltro di CTP spa) nei due anni precedenti alla nomina del 9 maggio scorso di amministratore unico nel CTP .

Peraltro lo stesso Marraffa presiedeva persino l’ Organismo di Vigilanza del CTP da cui incassava (nonostante fosse pensionato…) la bellezza di 12mila euro l’anno, grazie a chi l’aveva nominato, e cioè il Presidente della provincia Martino Tamburrano !

Le vigenti norme di Legge prevedono che  Comuni e/o Amministrazioni Provinciali con più di 15mila abitanti e Unioni con la stessa dimensione non possono attribuire incarichi di amministratore in società o organismi sottoposti al loro controllo a soggetti che siano stati nei due anni precedenti amministratori locali negli enti conferenti senza indicare alcun limite dimensionale,  o che nell’anno precedente siano stati amministratori locali di un comune o un’unione con più di 15mila abitanti.

Quindi sulla base di quanto previsto  il responsabile anticorruzione e trasparenza dr. Giuseppe Murgolo ha contestato la presunta inconferibilità dell’incarico di Amministratore unico a Marraffa invitandolo a eventuali osservazioni; il 29 maggio, accertata la sussistenza dei presupposti dell’articolo 8 del decreto legislativo 39 del 2013,  adottava il provvedimento di nullità del conferimento.

Ieri, il consiglio provinciale di Taranto ha approvato un nuovo regolamento (peraltro nullo ed illegittimo di cui i consiglieri potrebbero rispondere) facendo riferimento allo stesso decreto legislativo del 2013. I consiglieri provinciali  credono di aver risolto il tutto con un regolamento che di fatto è nullo poichè a dover applicare quel regolamento di fatto dovrebbe essere CTP, che a qualcuno sfugge è a tutti gli effetti civilistici una Società per azioni che ha come socio di maggioranza la Provincia di Taranto ma ima fra i soci compaiono i 23 Comuni della provincia jonica, a partire dal Comune di Taranto

Una situazione allucinante che purtroppo non si chiarirà definitivamente dopodomani, come qualcuno erroneamente ha scritto, in quanto non sarà facile far passare all’approvazione dell’assemblea dei soci un regolamento deciso al di fuori della stessa assemblea dal socio di maggioranza, e cioè dalla Provincia di Taranto. Una sola cosa è certa: a causa della “follia” amministrativa di Tamburrano, Marraffa e Cuzzocrea, i 290 dipendenti di CTP Taranto non hanno ancora ricevuto lo stipendio e chissà quando lo vedranno nonostante l’azienda sia sana ed abbia sui suoi conti bancari i soldi per pagarli.

Non si possono condividere neanche le accuse di Tamburrano nei confronti di Falcone di aver distrutto il CTP Taranto, allorquando la sua gestione nonostante gli oltre 50 assunti da un concorso indetto dall’ex-direttore Rochira prima di andare in pensione, secondo quanto risulta dai bilanci pubblici disponibili sul sito della società,  è sempre stato attiva con utili esercizio, ed al contrario delle precedenti gestioni, i bilanci firmati da Falcone si sono sempre chiusi in attivo.

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Ed incredibilmente a certificarlo è stato proprio lo stesso Marraffa. come si evince dalla sua stessa attestazione disponibile nella sezione Amministrazione Trasparente del CTP Taranto spa. Quindi  dai documenti in nostro possesso emerge che o Tamburrano dice il falso, o Marraffa non ha vigilato ed ha certificato il “falso” unitamente al Collegio Sindacale. A questo punto spetterà alla Magistratura Penale e Contabile accertarlo, e ci auguriamo lo faccia nel più breve tempo possibile, trattandosi di soldi ed incarichi “pubblici”.

La vicenda verrà spiegata più approfonditamente dal nostro direttore Antonello de Gennaro questa sera intorno alle ore 19 nella sua diretta “OreDiciannove e dintorni”  online sulle nostre pagine pubbliche dei socialnetwork Facebook ed Instagram

 

 




Minacce al conducente di un bus pubblico del Ctp di Taranto. Condannato a 15mila euro di multa

ROMA – I fatti sono accaduti nel settembre del 2011 quando su un bus CTP della linea Taranto-Manduria alcuni minori e un maggiorenne rifiutarono di pagare il biglietto e con fare minaccioso invitarono l’autista a procedere, nonostante tutto a destinazione. L’autista , allertati i Carabinieri di Manduria (TA) , arrivato  a destinazione si portò con tutto il bus nella locale caserma consentendo l’identificazione dei soggetti coinvolti.

A seguito della denuncia penale, si è svolto un processo dinnanzi al tribunale di Taranto nei confronti dell’unico maggiorenne al tempo dei fatti accaduti, conclusosi con una inevitabile condanna a due mesi di reclusione per aver turbato il regolare svolgimento di un servizio pubblico determinando un grave ritardo nel collegamento con la città di Manduria.  Una sentenza esemplare che da giustizia al lavoratore coinvolto, all’intero sistema dei trasporti e a tutti i cittadini. Su richiesta della difesa dell’imputato la pena detentiva è stata commutata in pena pecuniaria che il Giudice ha determinato in ben 15.000 Euro più le spese legali.

Roberto Falcone

Una sentenza esemplare  come scrive l’ amministrate di CTP Roberto Falcone in un comunicato, che “rappresenta una sicura deterrenza assolutamente indispensabile nei confronti di quanti utilizzano i mezzi di trasporto pubblico senza il rispetto delle regole comuni di convivenza e di socialità arrecando disturbo ed imbarazzo agli altri utilizzatori e agli stessi operatori già oberati dalla responsabilità di condurre un mezzo di trasporto e quindi doverosamente concentrati per la sicurezza dei passeggeri e del traffico stradale più in generale“.

Una vera e propria lezione nei confronti di quanti non si comportano civilmente e con educazione sui mezzi di trasporto pubblico: ogni sopruso e violenza nei confronti del personale a bordo dei bus viene a costare davvero molto a “bulli” e “bulletti” che ora sono avvisati con una sentenza che è il caso di dire, farà testo.




CTP Taranto: bilancio record con oltre 600mila euro di utile

ROMA – Approvato il bilancio della Ctp Spa, amministrata da Roberto Falcone, nella seduta di assemblea del 27 giugno, alla presenza del socio di maggioranza la Provincia di Taranto, rappresentata dal Presidente Martino Tamburrano che ha espresso congratulazione per il risultato raggiunto, del collegio sindacale e del revisore dei conti ed alla presenza di alcuni soci, come il Comune di Grottaglie ed il Comune di  Faggiano. Grande soddisfazione per tutti per aver approvato un bilancio che registra un utile di esercizio di € 673.937 post imposte.

Risultato da record per le statistiche della società che dalla sua trasformazione in Spa avvenuta nell’anno 2001, non aveva mai registrato un risultato cosi significativo. Risultato che fino a qualche mese sembrava inimmaginabile in quanto nel corso dell’intero anno 2016 la società ha registrato un maggior costo di circa € 700.000 della spesa del personale per le 59 nuove assunzioni di autisti avvenute negli ultimi mesi dell’anno 2015.

Roberto Falcone

A questo maggior costo si aggiunge una significativa perdita del rimborso del caro petrolio per circa altre € 250.000. Nonostante una differenza di quasi € 1.000.000 tra maggior costi e minori rimborsi, rispetto agli anni precedenti, la società senza chiedere sacrifici economici ai lavoratori, lasciando inalterati i contratti di secondo livello attualmente in vigore, ha potuto registrare un cosi significativo risultato grazie al contenimento dei costi delle manutenzioni affidate all’esterno, attraverso una politica di internalizzazione di esse, nonché attraverso una politica oculata delle risorse pubbliche.

La società tra l’altro ha registrato un valore della produzione di notevole rispetto e al di sopra di ogni aspettativa, addirittura maggiore rispetto a quanto previsto nel piano industriale valevole per il triennio 2016-2018. Un risultato questo che si è potuto raggiungere grazie allo spirito di collaborazione di tutto il personale che ha saputo fare squadra, ivi comprese le organizzazioni sindacali.




Rapporto Economia Taranto 2016, tutti i veri “numeri” dell’imprenditoria tarantina | 6a puntata

schermata-2016-09-24-alle-15-11-17a cura di Marco Ginanneschi

Arriva alla 6a puntata la nostra inchiesta giornalistica sull’imprenditoria tarantina,  accolta con grande successo di consensi fra i lettori, il mondo imprenditoriale serio e sano,  un rapporto sullo stato dell’economia in provincia di Taranto che abbiamo realizzato, e perdonateci se lo ripetiamo ancora una volta, con un unico scopo: consentire ai lettori di conoscere meglio il tessuto imprenditoriale tarantino e sopratutto conoscere meglio coloro i quali a torto o ragione vengono definiti “imprenditori” in provincia di Taranto.

Per poter leggere e comprendere meglio i numeri che vi forniamo , ricordiamo che tutto viene valorizzato da questi indicatori: il MOL (Margine Operativo Lordo), il ROA (acronimo che sta per  ReturnOn Assets e il suo calcolo è piuttosto immediato: si prende l’utile netto di gruppo e lo si divide per il totale delle attività)Il valore minimo del ROA dev’essere superiore o uguale al costo del denaro (tassi d’interesse scelti dalle varie banche centrali), perchè ovviamente essendo il totale delle attività l’ammontare complessivo degli investimenti fatti dall’azienda ed essendo stati finanziati da indebitamento, cassa e/o denaro preso in prestito, il tasso minimo da ottenere è ovviamente quello dei tassi d’interesse. Se fosse inferiore significherebbe che il costo di questo denaro è stato per l’azienda maggiore a quanto quel denaro ha reso, quindi non sarebbe stato conveniente prenderlo. Ma sopratutto, quello che maggiormente conta è l’ UTILE DI ESERCIZIO da cui capire se la società lavora, guadagna ed è gestita bene.

 

CONFEZIONI LERARIO S.R.L.

CONFEZIONE DI ARTICOLI DI ABBIGLIAMENTO (ESCLUSO ABBIGLIAMENTO IN PELLICCIA) | FATTURATO  € 20.685.270,00

Ottima la performance dell’azienda martinese, che ha incrementato del +20% il proprio fatturato, raddoppiando il MOL, e triplicando l’utile di esercizio in settore come quello dell’abbigliamento che deve confrontarsi quotidianamente con la dura concorrenza sul mercato.

 

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CTP S.P.A.  

TRASPORTO TERRESTRE DI PASSEGGERI IN AREE URBANE E SUBURBANE | FATTURATO  € 16.249.093,00

Ottima la performance della società pubblica di trasporti, controllata dalla Provincia di Taranto, guidata dall’ amministratore unico Roberto Falcone. Il fatturato della società è rimasto pressochè stabile, diminuendo di sole 200mila euro, così come il MOL , a fronte del risanamento in corso rispetto alle precedenti gestioni deficitarie sotto la guida del precedente CdA, il cui operato ha richiesto persino l’intervento della magistratura. Il bilancio di esercizio chiude con un attivo di circa 179mila euro, che potrebbe sembrare esiguo, mentre invece rappresenta un ottimo risultato, nonostante un incremento notevole dei costi di personale, aumentato di 42 unità lavorative.

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NURITH S.P.A.

FABBRICAZIONE DI PORTE, FINESTRE E LORO TELAI, IMPOSTE E CANCELLI METALLICI | FATTURATO  € 16.025.353,00

La società pur in presenza di un piccolo incremento di fatturato ( + 140mila euro circa)  ha visto ridurre il MOL di circa -500mila euro , con un calo dei ricavi del – 50% rispetto al precedente bilancio di esercizio, dovuto in parte anche alle 8 nuove assunzioni.

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Tutta la verità sul processo per la nomina del segretario generale della Camera di Commercio di Taranto

di Antonello de Gennaro

Leonardo Giangrande

nella foto, Leonardo Giangrande

Era esattamente un anno fa quando Leonardo Giangrande l’attuale presidente della Confcommercio di Taranto, associazione sempre più in crisi, per numero di iscritti e sopratutto per la diminuita rappresentatività e calente credibilità nell’economia jonica, affiancato dall’ avv .Egidio  Albanese,  tenne una conferenza stampa “accusatoria” , alla luce dell’assoluzione nel processo di 1° grado relativo alla nomina contestata e turbolenta di Segretario Generale della Camera di Commercio di Taranto . Giangrande all’atto della sentenza di assoluzione del processo di 1° grado, in una poco strategica trionfale… conferenza stampa, affermò con poca oculatezza e competenza giuridica che “si evince facilmente l’infondatezza di tutto il processo che è frutto delle logorroiche accuse mosse dal signor Falcone che ha trasmesso denunce ed esposti contenenti illazioni e pettegolezzi” dimenticando che in realtà per il pubblico ministero e per il Gip, cioè il Giudice per le Indagini Preliminari che lo avevano mandato sotto processo, non si trattava evidentemente soltanto di pettegolezzi…

Infatti solo e soltanto questo quotidiano,  a suo tempo, nel desolante panorama di un giornalismo “prezzolato” ed accondiscendente dove i “cappucci” non mancano… fece presente che si trattava soltanto di una sentenza di 1° grado del Tribunale di Taranto, e  scrivevamo (leggi QUI )lo ricordiamo per dovere di cronaca e rispetto ai nostri lettori, al momento non è definitiva in quanto non è ancora passata in giudicato“. Eravamo quindi stati facili profeti  nello scrivere che “gioire manifestando rancori, accusando gli assenti è a dir poco una mancanza di tatto, e strategia processuale-difensiva. Ma dato il personaggio non ci meravigliamo“.

Per un anno abbiamo provato ad avere la sentenza, gli atti processuali, i verbali delle udienze, chiedendole direttamente od indirettamente ai vari imputati, e cioè Riccardo Caracuta, Leonardo Giangrande, Paolo Nigro, Luigi Sportelli (recentemente riconfermato alla presidenza della ), Tommaso Valentino (attuale dirigente delle cancellerie del Tribunale di Taranto)  ma inutilmente. E tutto questo ci ha insospettito non poco. Lecito chiedersi: ma perchè nessuno di loro ha interesse a pubblicare quella sentenza se sono stati assolti ?

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A distanza di un anno fa, lo abbiamo capito, grazie anche alle parole molto chiare del Procuratore Generale della Repubblica dr.ssa Pina Montanaro, contenute nel suo ricorso in appello, in cui ha impugnato la sentenza di 1° grado, scrivendo che “la decisione emessa dal Tribunale è manifestamente e radicalmente errata e va riformata in toto.

Negli ambienti del Palazzo di Giustizia jonico,  ci si aspettava che il ricorso venisse presentato dal pubblico ministero del procedimento di 1° grado , e cioè dalla dr. ssa Filomena Di Tursi, la quale al termine della sua arringa aveva chiesto una sentenza di condanna nei confronti degli imputati a “8 mesi per ciascuno degli imputati, riconosciute le attenuanti generiche“. Ma così non è stato. Qualche “maligno” ha ipotizzato che nella sua decisione di non appellarsi , potrebbe aver pesato la presenza una sorta di conflitto d’interessi “familiare“, in quanto suo marito, il commercialista tarantino Raffaele Amodio  (di cui ci siamo già occupati – leggi QUI ), ricopriva e ricopre ancora oggi delle cariche in società di cui la Camera di Commercio di Taranto è importante azionista . “Cogito ergo sum” (trad. “Dubito quindi esisto“) dicevano i nostri padri latini.

Chiaramente un dubbio non può e non deve costituire un’accusa, e noi vogliamo assolutamente credere nella piena rettitudine e totale buona fede della dr.ssa Di Tursi che altrimenti non avrebbe chiesto una condanna per tutti !

nella foto il pm dr.ssa Di Tursi ed il marito Amodio

nella foto (visibile liberamente su Facebook) il pm dr.ssa Filomena Di Tursi ed il marito Raffaele Amodio

I 5 imputati nel procedimento di 1° grado era stato chiamati in causa in quanto, secondo il pubblico ministero “favorivano il candidato Tommaso Valentino, in concorso con questi, in particolare nella fase preliminare della valutazione dei curricula professionali attribuivano al Valentino, laureatosi con il voto finale di 97, il punteggio di “8“, superiore a quello di “7” attribuito al candidato Mele (che aveva riportato come voto di laurea di 106) ed identico a quello attribuito al candidato Maggio, laureatosi con il voto di 105. Così consentendo al detto Valentino di accedere alla fase successiva del colloquio – dalla quale sarebbe stato escluso in caso di corretta attribuzione del punteggio – ed agendo al fine di procurargli intenzionalmente ingiusto vantaggio patrimoniale consistente nell’attribuzione dell’incarico, conseguente al colloquio al  cui esito veniva attribuito il punteggio più elevato con collocazione al primo posto della graduatoria“.

Quello che Giangrande definiva logorroiche accuse mosse dal signor Falcone che ha trasmesso denunce ed esposti contenenti illazioni e pettegolezzi“, in realtà, come racconta la sentenza di 1° grado, altro non erano che “gravi anomalie relative all’ammissione di Valentino alla fase orale a causa dell’attribuzione anomala del punteggio concernente la valutazione dei titoli di studio”,  affermazioni queste rese dal teste dr. Roberto Falcone nell’udienza del 29 settembre 2014. Ma Falcone non era stato il solo ad accorgersi di quanto accaduto “illegittimamente“.

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Lo racconta e conferma, persino la sentenza di 1° grado, che riferisce che “le stesse incongruenze venivano segnalate da Buonfrate Patrizia, responsabile del procedimento, la quale nel corso della procedura e, specificamente dopo la conclusione dei lavori della commissione, si premurava di redigere in data 20/09/2011 una nota nella quale ripercorreva pedissequamente le fasi della procedura e manifestava che la stessa “non era immune da criticità oggettive” che rappresentava quanto accaduto, tanto da consigliare l’annullamento in autotutela dell’intero concorso. Annullamento che intervenne nella seduta camerale del 07/10/2011.Criticità questerecita la sentenza di 1° gradoche venivano manifestate dal teste Sanesi (attuale vicesegretario generale della CCIAA di Taranto- n.d.r.), Vinciguerra e De Giorgio (che successivamente è diventato il segretario generale – n.d.r.) .

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Infatti nel ripercorrere i fatti, leggendola bene, la sentenza conferma espressamente che le illegalità erano avvenute, sostenendo che “appare evidente che vi è stata una manifesta violazione di Legge nell’attribuzione di un punteggio che evidentemente non poteva spettare al candidato che aveva il volto di laurea più basso“.

A leggere tutto ciò, il lettore  potrebbe giustamente chiedersi “ma allora perchè li hanno assolti ?“. La lettura della sentenza completa, che solo il CORRIERE DEL GIORNO , come sempre vi offre in “ESCLUSIVA” , si basa su un discutibile concetto e cioè che “quanto detto piuttosto induce a credere che non si è trattato di una disegno teso a favorire il candidato Valentino a discapito degli altri, quanto piuttosto ad un mero errore, poi emendato dai successivi avvenimenti“.

E’ stato proprio il disaccordo giuridico con questa teoria processuale che ha indotto  il Procuratore Generale della Repubblica dr.ssa Pina Montanaro ad impugnare la sentenza di 1° grado, depositando lo scorso 27 gennaio 2016 il proprio ricorso in appello. Notizia questa che ha trovato “spazio” ed ospitalità esclusivamente su questo quotidiano online che state leggendo. I giornali e giornaletti locali, stampati ed online infatti, si sono ben guardati dal pubblicare ed approfondire la questione. Loro preferiscono ospitare le dichiarazioni e comunicati stampa dei vari “amici/clienti” e girarsi dall’altra parte. E poi si lamentano….che a Taranto l’informazione anno dopo anno muore lentamente come l’economia locale.

La decisione emessa dal Tribunale è manifestamente e radicalmente errata e va pertanto riformata “in toto” è la principale motivazione del ricorso in appello del Procuratore Generale,  sostenendo che l’assoluzione degli imputati Riccardo Caracuta, Leonardo Giangrande, Paolo Nigro, Luigi Sportelli “è da considerarsi priva di qualsiasi fondamento sia in diritto che in fatto” , adducendo principi giuridici enunciati in ben due sentenze della Suprema Corte di Cassazione (la più recente, è la n. 36179 del 15/04/2014) sulla base delle quali “l’ipotesi del “mero errore“, come proposta dal Giudice di I grado, appare veramente carente e comunque non esaustiva“, aggiungendo che “se di mero errore si fosse trattato – a fronte dell’evidente macroscopica dell’abuso – al primo cenno si sarebbe proceduto alla revoca, che invece è intervenuta solo dopo l’atto formale del responsabile del procedimento“.

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Ma l’atto d’accusa contenuto nell’appello della Procura Generale della Repubblica è abbastanza “forte”, con delle accuse abbastanza pesanti: “Si è omesso, infatti, di tenere conto della “preparazione culturale” e quello dell’esperienza e conoscenza dei sistemi di pianificazione strategica dovevano comunque essere corroborati da documentazione ed il Valentino, con ogni verosimiglianza non era in possesso di documentazione idonea per aspirare ad un punteggio più elevato, in ordine ai medesimi parametri“.

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La “stoccata” finale del Procuratore Generale Montanaro è condensata nelle ultime tre righe della sua impugnazione, laddove scrive: “Vi è, da ultimo, da annotare che il Valentino, come dichiarato dalla dr. Buonfrate, non era persona del tutto “estranea” in quanto lo stesso aveva partecipato alla fase della selezione dei bandi di concorso, benchè il fac-simile da lui proposti non fosse stato, poi, prescelto”. La parola adesso alla Corte di Appello.

nella foto, Luigi Sportelli

nella foto, Luigi Sportelli

In questo anno di attesa… dopo la sentenza di 1° grado, abbiamo incontrato il dr. Tommaso Valentino, con cui abbiamo parlato e registrato la sua versione dei fatti, e con il Presidente della Camera di Commercio Luigi  Sportelli. Entrambi ci hanno fornito le loro versioni, ed avevano promesso di fornirci i documenti processuali, i verbali d’udienza, ma alla fine hanno preferito non fornirceli. Un loro diritto, sia chiaro.

Leonardo Giangrande Presidente della Confcommercio di Taranto,  invece si è limitato alle sue solite ripetute annunciate denunce nei miei/nostri confronti, che però dopo un anno a questa parte non hanno mai scaturito nulla. Neanche una semplice elezione di domicilio. Non a  caso Giangrande non ha mai avuto il coraggio di accettare un’intervista video-filmata che gli abbiamo richiesto “pubblicamente” e che avremmo pubblicato integralmente. Probabilmente non gli stiamo più simpatici, dopo averci telefonato (inutilmente) per una vicenda giudiziaria di un suo associato. O forse preferisce farsi intervistare da qualche “pennivendolo” in ginocchio, da ricompensare con qualche centinaio di euro. Molto più facile, vero ?

Adesso sarà bene che Giangrande si faccia spiegare da qualche “giurista”, e non da qualche avvocato a libro paga, come mai le sue denunce contro di noi, dopo oltre un anno, non sortiscono alcun effetto. Neanche una semplice necessaria elezione di domicilio. Anche perchè il nostro quotidiano online ha sede a Roma, città dove per fortuna la Procura non è facilmente condizionabile.  Nel frattempo, permetteteci di spiegarlo noi, ai nostri lettori: non abbiamo mai diffamato nessuno, ma solo  e soltanto semplicemente pubblicato notizie e raccontato fatti, lasciando sempre parlare i documenti a conferma di quanto abbiamo scritto.

P.S. A proposito…. non abbiamo ancora finito di occuparci degli “affarucci” dei furbetti della Confcommercio tarantina. Molto presto ne leggerete delle belle !

ECCOVI LE SENTENZE INTEGRALI:

Processo CCIAA Taranto

Processo Appello CCIAA Taranto




CTP Taranto: scongiurata la sospensione del collegamento con l’aeroporto di Brindisi

CtP Tarantodi Valentina Taranto
L’intervento deciso dell’amministratore unico del CTP Dott. Roberto Falcone ha mantenuto in piedi il collegamento con bus tra Taranto e l’aeroporto di Brindisi. Una decisione quella presa dalla giunta regionale ( D.G.R. n. 1645 del 18/09/2015) che arriva dopo che una nota, scritta dallo stesso Dr. Falcone, aveva informato della situazione il Presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano, l’Assessore regionale Gianni Liviano e tutti i consiglieri regionali.
In un incontro tecnico tenutosi a Bari e al quale hanno preso parte, oltre al Dr. Falcone e al Direttore del CTP Cosimo Rochira,  e l’assessore regionale ai trasporti Giannini, e’ stata ribadita con forza la necessità di continuare l’importante collegamento e nel contempo reperire i finanziamenti necessari per renderlo fruibile almeno fino al 2018. Nella stessa sede e’ stata decisa l’istituzione di una fermata sulla superstrada Taranto-Brindisi all’altezza dello svincolo Paparazio all’altezza di Grottaglie ed orari più adeguati alle esigenze della utenza e non più vincolati alle scelte di Aeroporti di Puglia .
È importante sottolineare che il servizio bus da e per l’aeroporto di Brindisi consente la possibilità all’utenza tarantina di raggiungere lo scalo aeroportuale comodamente, con una spesa contenuta e soprattutto evitando l’esborso di cospicue somme dovute al parcheggio di Brindisi per custodire la propria auto. Di seguito le informazioni che potrete trovare anche sul sito www.ctptaranto.com :
CTP Taranto effettua servizio di collegamento tra Taranto – Brindisi Aeroporto Casale attiva dal lunedì al sabato escluso Festivi. Le partenze avverranno dall’area ex parcheggio camper antistante SARAM/Palamazzola che comprende un parcheggio recintato e custodito in forma gratuita. Il biglietto ha un costo di € 5,50. Per Informazioni rivolgersi al n° verde 800/230083, ed i biglietti posso essere acquistati  direttamente a bordo degli autobus Ctp collegandosi alla biglietteria online a questo link: www.ctptaranto.com
Le biglietterie convenzionate CTP S.p.A.  non dispongono di biglietti PugliAirbus

 




Ctp in attivo: 45 assunzioni per gli autisti vincitori di concorso.

Martino Tamburrano

nella foto Martino Tamburrano

L’utile di bilancio Consorzio trasporti pubblici, si trasforma in assunzioni nell’ organico. Un risultato importante sopratutto di questi tempi di crisi per le aziende pubbliche, in cui tutti parlano di ripresa dell’economia senza però far seguire fatti ed iniziative e concrete. Quarantacinque lettere di assunzione, a tempo indeterminato e full-time, sono state consegnate ai nuovi dipendenti,oltre ad  un utile in bilancio di 300mila euro. Questi i risultati del Ctp, il Consorzio trasporti pubblici, ufficializzato ieri dal presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano, dall’amministratore unico Roberto Falcone e dal direttore generale Cosimo Rochira. L’utile di bilancio del consorzio ha consentito di poter consegnare una buona notizia ai 45 conducenti di linea che sono risultati vincitori di concorso pubblico ed entrano in servizio a lavorare proprio oggi.




Sarà Roberto Falcone il nuovo Ammininistratore Unico del CTP

Schermata 2015-07-23 alle 22.41.02Roberto Falcone, dopo essere stato in passato commissario della Camera di Commercio di Taranto, e recentemente nominato Presidente dell’Agenzia di Sviluppo, di cui sono soci fondatori il Comune di Taranto, la Provincia di Taranto, la Camera di commercio di Taranto e l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, sarà il nuovo Amministratore Unico del CTP il ConsorzioTrasporti Pubblici subentrando al posto del presidente uscente dimissionario Marcello Carone.

Il CTP è stato recentemente coinvolto in un’inchiesta della Procura di Taranto e degli uomini della Digos della Questura di Taranto, aperta circa un anno fa dopo una denuncia in Tribunale, sull’affidamento dei lavori di manutenzione, delle forniture e dei rifornimenti al Consorzio Trasporti Pubblici di Taranto. Il pm Maurizio Carbone ha iscritto cinque persone nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta (a cui il dr. Carone è assolutamente estraneo) con l’ ipotesi di reato di “abuso d’ufficio”. Secondo il magistrato, la società non avrebbe emanato alcun bando per queste commesse, nonostante il valore delle stesse lo avrebbe richiesto, che sarebbero piuttosto avvenute a “chiamata diretta”.




Qualcuno spieghi a Giangrande che una sentenza di 1° grado non è definitiva…

Prima di raccontarvi cosa è successo ieri, vogliamo informare i nostri lettori che stiamo per parlare di Leonardo Giangrande attuale presidente (in scadenza di mandato) della Confcommercio  che non ama questo quotidiano online, andando a raccontare alla giunta  dell’associazione presieduta di “averci in pugno“. Su queste affermazioni stendiamo un velo pietoso, avendo già avuto un contradditorio con Giangrande nei suoi uffici, smentendo punto per punto le sue affermazioni e provando documentalmente quanto abbiamo scoperto e che vi racconteremo e documenteremo presto. Ed a nulla servono le sue ultime “frequentazioni” con un rappresentante delle forze dell’ordine che fra 6 mesi finalmente lascerà Taranto, dopo aver fatto il “lobbista” ed il “chierichetto” invece di fare il servitore dello Stato ed occuparsi di illegalità e criminalità, che dovrebbe essere il suo lavoro !

Leonardo Giangrande

nella foto, Leonardo Giangrande

Ma torniamo a Giangrande. Ieri ha tenuto una conferenza stampa “accusatoria” , alla luce dell’assoluzione dal processo relativo alla nomina contestata e turbolenta del segretario generale della Camera di Commercio, ente camerale ove il presidente dei commercianti tarantini siede in consiglio di amministrazione, e dove ha sognato per qualche ora di diventarne il Presidente. Al momento, inutilmente.

Giangrande ha detto che “si evince facilmente l’infondatezza di tutto il processo che è frutto delle logorroiche accuse mosse dal signor Falcone che ha trasmesso denunce ed esposti contenenti illazioni e pettegolezzi” dimenticando che per il Gip, cioè il Giudice per le Indagini Preliminari e per il pubblico ministero dr. Remo Epifani, non si trattava di pettegolezzi.

Accanto al rappresentante della Confcommercio tarantino vi era il suo legale Egidio Albanese, che ha di fatto svolto una seconda arringa difensiva,  dimenticandosi che ieri non erano presenti nè il Gip, cioè il giudice che aveva deciso che bisognava procedere nei confronti delle persone sottoposte ad indagine per la vicenda in questione, nè il pm Remo Epifani. Che secondo voci di corridoio della Procura, sarebbe intenzionato a ricorrere in Appello.

 Quindi questa sentenza di 1° grado del Tribunale di Taranto, di cui prendiamo atto, ed abbiamo già dato notizia, e lo ricordiamo per dovere di cronaca e rispetto ai nostri lettori, al momento non è definitiva in quanto non è ancora passata in giudicato. Quindi gioire manifestando rancori, accusando gli assenti è a dir poco una mancanza di tatto, e strategia processuale-difensiva. Ma dato il personaggio non ci meravigliamo.

CdG mozione sfiduciaNello sfogo “provinciale” di Giangrande, che non ci ama al punto tale da aver dato disposizioni alla sua addetta stampa di non inviarci comunicati, e di non invitarci alle sue conferenze stampa (e di questo lo ringraziamo…pubblicamente !) vi sono delle forti accuse nei confronti dell’ex-commissario della Camera di commercio, cioè Roberto Falcone, che fanno seguito alle paventate azioni legali di rivalsa preannunciate dal rappresentante dei commercianti tarantini. Peccato che non sappia, che i tempi per una querela per calunnia, sono ampiamente scaduti.

CdG firme mozione sfiduciaMa ieri nella sua conferenza-sfogo Giangrande si è dimenticato di raccontare qualcosa…. ai giornalisti tarantini e cioè di una mozione di sfiducia nei suoi confronti  firmata nel 2012 da ben 19 consiglieri della Camera di Commercio di taranto, in cui veniva contestato ed evidenziato il “costante ed indebito tentativo di volersi ingerire nella gestione dell’ Ente pubblico attraverso il condizionamento del suo legittimo Presidente (il Cav. Luigi Sportelli n.d.r.) ….omissis….fatto questo assolutamente grave oltre che palesemente contrario alla Legge e allo Statuto Camerale“.

Fra i firmatari di questa mozione nomi ben noti e rappresentativi dell’economia ed imprenditoria tarantina, come l’attuale presidente della Confindustria  Taranto  Vincenzo Cesareo, del direttore generale della BBC San Marzano Emanuele Di Palma, di Gerardo Giovinazzi (all’epoca dei fatti, presidente della Confagricoltura), ecc. Tutti pazzi ? Tutti complottisti ?

Schermata 2015-03-01 alle 10.14.26  Giangrande ci spieghi piuttosto e lo spieghi pubblicamente sopratutto ai commercianti tarantini, alle loro famiglie di cui parla spesso inutilmente, ai cittadini di Taranto, delle vicende societarie della società Comunicare srl (controllata dalla Confcommercio Taranto) e dei capannoni realizzati con soldi pubblici nelle vicinanze di San Giorgio Jonico, e che fine hanno fatto. Ci spieghi una poco chiara vicenda sulle decine di fax partiti dalla Confcommercio (in nome e per conto di alcuni propri iscritti) per la partecipazione ad un bando di gara della Camera di Commercio, per effettuare i lavori di installazione delle telecamere di video sorveglianza nelle farmacie tarantine. Bando che prevedeva però l’invio a mezzo Pec o raccomandata , pena la nullità, e che è stato vinto da un’azienda che aveva rispettato le modalità di partecipazione al bando di gara aggiudicandoselo.

Schermata 2015-03-01 alle 10.08.15Azienda che guarda i casi… della vità è di un “sodale” che siede insieme a Giangrande nella Giunta esecutiva della Confcommercio di Taranto. E ci spieghi come mai insieme ad  Aldo Manzulli, il suo vice presidente in Confommercio , che siede anche nel consiglio di amministrazione della Camera di Commercio di Taranto, non abbiano ancora oggi inviato il proprio curriculum vitae all’ Ente camerale (come previsto dalla legge).  Giangrande ci  spieghi anche se trova normale che il suo “vice” presidente nell’associazione dei commercianti tarantini partecipi con le sue società di famiglia ai bandi della Camera di Commercio in netto conflitto d’interessi ! Fa un pò sorridere la sua dichiarazione reddituale da “lavoratore dipendente” che nel 2013 ha dichiarato solo 34mila euro di reddito.

Così come ci fà sorridere Giangrande quando parla di  avere “centinaia di dipendenti nella sua azienda“, quando in realtà non risulta essere proprietario di nessun’azienda, ma bensì solo azionista al 10% della Supercentro s.p.a di Taranto ed al 33% della Gi.Ma.Ca. di Avetrana, sua cittadina natale. Società che gestiscono in franchising dei supermercati nella provincia di Taranto.

Noi restiamo a disposizione di Giangrande e dei suoi “sodali” della Confcommercio qualora volessero chiarire quanto abbiamo scritto e raccontato, e lo siamo nel rispetto delle norme di Legge sulla Stampa, e nel rispetto del nostro dovere “deontologico” nei confronti dei nostri lettori.

P.S. Ecco la situazione aggiornata al 31.12.2014 delle attività d’impresa nella Provincia di Taranto: le imprese registrate e attive, le iscrizioni, cessazioni e saldi nell’anno, suddivisi per sezione di attività economica. Questi numeri parlano da soli…non sono nostri commenti o opinioni. E dicono chiaramente una cosa: il commercio tarantino è “moribondo”. Esattamente come la Confcommercio di Taranto ! Di cosa meravigliarsi ?

CdG dati camerali TA 2014