MENU
25 Giugno 2022 18:05
25 Giugno 2022 18:05

Roberto Chieppa

Nazionale |
Non compaiono in pubblico, e sui giornali, ma sono coloro che attuano le decisioni che contano. Sono la macchina operativa più che dei semplici consiglieri
15 Febbraio 2021
Basterebbe andare negli archivi dei Palazzi per ricordare la foga di Sandro Pertini dopo il terremoto del 1980 in Irpinia o lo straordinario impegno di Silvio Berlusconi, e soprattutto di Gianni Letta, dopo il terremoto de L’Aquila. Ma il convento oggi ci passa un Premier che vive di passerelle e di annunci.
30 Agosto 2020
Alla cerimonia presenti in veste di testimoni, il sottosegretario alla presidenza, Riccardo Fraccaro e il segretario generale di Palazzo Chigi, Roberto Chieppa
16 Settembre 2019
Il premier Giuseppe Conte è entrato nell’aula, dove è stato accolto da urla da parte di alcuni senatori leghisti e dal coro “traditore, traditore” . Vi sono stati momenti di tensione con l’Aula sospesa per alcuni minuti quando una senatrice della Lega rivolgendosi al premier Conte si è tolta la giacca ed ha mostrato una maglietta bianca con la scritta “Parliamo di Bibbiano”
10 Settembre 2019
Dopo il giuramento al Quirinale non c’è stato il tradizionale “passaggio di consegne” a palazzo Chigi, suggellato, in caso di cambio di governo, dallo scambio della campanella dalle mani del premier uscente a quelle del premier che si va a insediare. I ministri del Conte Bis sono 21. Il nuovo esecutivo giallo-rosso lunedì mattina dovrà presentarsi alla Camera per la fiducia e martedì al Senato. L’Italia ha indicato l’ex premier Paolo Gentiloni come candidato alla Commissione europea
5 Settembre 2019
La notte prima della salita al Quirinale del premier Conte con la lista di 21 ministri, c’è stato uno scontro con Di Maio per il ruolo di sottosegretario che aveva portato le trattative sull’orlo della crisi. Ma le tensioni nonostante i sorrisi di Conte e Di Maio non sono sono finite
5 Settembre 2019
I dem arrivano alla stretta finale avendo dovuto cedere posizioni chiave. Questa storia, dove la parola chiave è “rinuncia”, si conclude, alla stretta finale, col Pd fuori da palazzo Chigi, dove si consuma una tensione tutta interna al partito che ha ritrovato una centralità politica, trascinato dal plebiscito su Rousseau, diventato da “algoritmo” opaco, che cozza con le consuetudini costituzionali, a grande levatrice del nuovo governo del cambiamento.
4 Settembre 2019

Cerca nel sito