Oggi si esauriscono le mascherine al Policlinico di Bari. Il direttore Migliore: "Dopodichè possibile stop alle cure"

ROMA – L ‘allarme arriva per voce di Giovanni Migliore direttore generale del Policlinico di Bari, : “Le scorte di mascherine, camici e tute bastano solo per oggi“. Domani i malati potrebbero non ricevere più le cure necessarie. Al Policlinico di Bari  è una battaglia quotidiana contro il tempo per potersi approvvigionare dei dispositivi di protezione individuale. “La difficoltà quotidiana ad assicurare Dpi, che arrivano in quantità contingentate e non sufficienti, si somma alla criticità derivante da forniture di Dpi approvati dalla Protezione civile ma senza certificazione standard. È il caso delle tute monouso prive di certificazione sul rischio biologico“. aggiunge Migliore.

Nei giorni scorsi, il governatore Michele Emiliano aveva criticato il modello di distribuzione dei Dpi da parte della Protezione civile, dimenticando che la Regione Puglia ha fatto un bando per acquistare mascherine per un milione di euro soltanto il 20 marzo. Cioè un mese dopo l’esplosione del CoronaVirus in tutt’ Italia. Ed è proprio Emiliano il principale responsabile della disastrosa situazione della sanità pubblica in Puglia.

“Servono forniture tempestive, regolari e adeguate  -continua Migliore – che consentano ai nostri professionisti di essere adeguatamente protetti per affrontare in maniera più serena possibile l’emergenza ci troviamo a dover combattere contro il Covid19 con le armi spuntate. Mancano i Dpi e manca anche il personale. Dobbiamo fronteggiare l’elevato numero di assenze in corsia, il rifiuto dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa predisposti per l’emergenza Covid19. Ecco perché ritengo necessario un intervento legislativo per adeguare il decreto legislativo 81/08 alla situazione emergenziale e per assicurare la possibilità di contrattualizzare gli specializzandi a tempo determinato“.

Il testo unico 81/08 sulla salute e sicurezza sul lavoro,  pone in capo al datore di lavoro gli obblighi di valutare di tutti i rischi connessi all’attività lavorativa, elaborando un documento di valutazione dei rischi ed attuando quanto previsto agli articoli 17 e 18. “Nel caso dell’emergenza Covid tali disposizioni possono contrastare con la gestione dell’emergenza che il Governo ha voluto correttamente centralizzare“, conclude Migliore.




I dati regione per regione del Coronavirus: preoccupante l’andamento al Sud

ROMA –  “Tra Nord e Sud c’è un intervallo di una manciata di giorni”, ha detto Luigi Lopalco, il virologo nominato dal presidente della Regione Puglia a capo del coordinamento regionale per l’emergenza

L’espansione del Covid-19 (per tutti il CoronaVirus)  nelle regioni del Sud Italia inizia a preoccupare sensibilmente gli amministratori locali. Le regioni del Centro e del Sud più colpite , sulla base dell’ultimo bollettino, diffuso domenica 15 marzo sono le Marche, con 1.133 contagiati e 98 persone in terapia intensiva, e la Puglia, dove in un giorno l’aumento dei contagi è stato del 38 per cento.

Il maggior numero di contagiati di tutto il Centro-Sud si trova però in Lazio: sono 396. «Tra Nord e Sud c’è un intervallo di una manciata di giorni», spiega il dr. Luigi Lopalco, il virologo nominato  a capo del coordinamento regionale pugliese per l’emergenza, “noi speriamo che l’ondata arrivi qui quando al Nord si è già allentata la morsa. Se si liberano risorse al Nord, possono essere spostate al Sud“.

Il direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, ha confermato quanto già denunciato dal nostro giornale nei giorni scorsi che ha provocato la reazione sotto forma di minacce del Presidente (in scadenza) Michele Emiliano, che sembra ogni giorno di più in campagna elettorale sotto mentite spoglie di Protezione Civile, ricordando che scarseggiano le necessarie protezioni  fondamentali come mascherine, ventilatori e monitor: “Oltre alle forniture della Protezione civile che arriveranno nei prossimi giorni abbiamo chiesto milioni di dispositivi su canali nazionali e internazionali – ha aggiunto ancora Montanaroabbiamo 500 ventilatori a disposizione, ce ne servirebbero altri 200“.

Non contento Emiliano è tornato ad attaccare le migliaia di pugliesi tornati a casa dalle regioni del Nord: “Dall’8 marzo si sono poste in quarantena 19mila persone. Stimiamo che ce ne siano altre 10mila che non lo hanno fatto. Il flusso di rientro in Puglia è stato fortissimo ed è ininterrotto”. dimenticando che sono quelle stesse persone a cui intende chiedere il voto per restare alla guida della Regione Puglia. Con poche probabilità. Ecco perchè è particolarmente nervoso, arrivando al punto di da definire “criminali” le critiche del centrodestra pugliese. Ed a dare i “numeri” a vanvera intervenendo ieri sera nel programma “Live non è la D’ Urso”su Canale5 .

Mai come in questo caso è valido il motto latinoSimilia cum similibus“. I simili con i simili ….

 




La mancata prevenzione di Emiliano: "16mila pugliesi rientrati da nord. Un sovraccarico difficilissimo da gestire per noi"

ROMA – “C’è un altro esodo in corso dalle regioni del Nord verso la Puglia. Le persone che stanno arrivando in queste ore da zone interessate all’epidemia HANNO L’OBBLIGO DI AUTOSEGNALARSI”.  Il presidente uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano continua a condividere inutilmente videomessaggi su Facebook, dopo che nella scorsa notte vi è stato un nuovo esodo dei pugliesi residenti al nord rientrati nelle cittadine pugliesi di origine. Senza alcun controllo e prevenzione della Regione.

Ben altra intelligenza politica quella del Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca , che una settimana fa ha firmato un’ordinanza che dispone l’obbligo di isolamento domiciliare per le persone rientrate in Campania dalla “zona rossa” definita nel decreto del Presidente del Consiglio dell’8 marzo 2020.

“Ben 3000 persone dal 12 marzo si sono autosegnalate sul sito della Regione -scrive Emiliano su Facebook  –  e si sono poste in auto quarantena. Sarebbe opportuno che anche i familiari si mettano in autoquarantena. Dal 29 febbraio a oggi sono 16545 i pugliesi che si sono autosegnalati compilando il modulo online come tornati a casa dalle regioni del Nord interessate dall’epidemia. Un sovraccarico di questo genere del sistema sanitario pugliese sarà difficilissimo da gestire”.

Il presidente della Regione Puglia che sin dal suo primo giorno di nomina, ha voluto avocare a se l’interim dell’ assessorato salute, dopo aver falcidiato la sanità locale chiudendo dappertutto (fuochè in terra di Bari) ospedali e pronto soccorso, ora teme che il problema contagio da CoronaVirus si possa abbattere sulla barcollante  sanità locale.

In Puglia si registrano a ieri altri 42 casi di infezione da Coronavirus e 4 decessi di persone infette (per le cui case si aspetta conferma dall’Istituto Superiore di Sanità) . In totale sono 200 i casi positivi nella regione. In provincia di Lecce sono morte tre persone (di 81, 79 e 99 anni), mentre un 96enne è morto in provincia di Bari.

Da oggi chiunque rientri in Puglia,da ogni parte d’Italia o del mondo”, dovrà auto segnalarsi e restare in isolamento a casa per almeno 14 giorni. Lo stabilisce una nuova ordinanza del governatore Michele Emiliano emanata soltanto dopo l’arrivo di oltre 15mila cittadini dal  Nord.

Ancora oggi Emiliano però non spiega diverse cose, preferendo minacciare di querele temeraria (si è già beccato una nostra denuncia-querela) chi giornalisticamente porta alla luce problemi che mettono a rischio la salute della collettività pugliese. Tamponi non effettuati dappertutto, mascherine invisibili, mancanza di controlli preventivi Emiliano preferisce “scimmiottare” Guido Bertolaso copiandolo  indossando la maglietta della Protezione Civile, che probabilmente è un abito che non dovrebbe mai indossare, per non offendere chi realmente lavora  alla protezione civile.

C’è anche un nuovo medico contagiato da Covid-19. E’  un medico di medicina generale di Bari città che lavora in una guardia medica in provincia. A confermare la notizia è stata la Fimmg di Bari: “Il medico è risultato positivo al tampone – spiega il segretario Nicola Calabrese il collega sta bene. Ma ora è diventato impellente fornire ai medici i dispositivi necessari per proteggerli“. La Fimmg ribadisce dunque l’allarme già lanciato nei giorni scorsi dal presidente degli Ordini dei medici Filippo Anelli che sollevando il tema dei contagi fra il personale ospedaliero ha fatto notare che i medici sono definiti “super diffusori” per la capacità di infettare fino a dieci persone, a differenza dei comuni cittadini che arrivano a infettare fino a due persone.

“Si fa ogni giorno più urgente la necessità di tutelare i medici di medicina generale di fronte all’epidemia, distribuendo i dispositivi di protezione individuali. In assenza dei dispositivi ai medici dovremo evitare qualunque contatto con i pazienti e non potremo più garantire nessun tipo di assistenza. Nelle situazioni di emergenza la prima regola è tutelare chi interviene per aiutare – continua Calabrese – serve urgentemente che la Regione definisca un piano strategico sul territorio per il contenimento dell’infezione coinvolgendo anche la medicina generale”.

Una Regione che ha speso milioni e milioni di euro per la propria nuova sede faraonica, con 1.600 plafoniere dal costo di 637 euro l’una (su cui indaga la Magistratura) campagne pubblicitarie faraoniche per controllare la stampa locale, annunci roboanti, senza pensare minimamente alla prevenzione. Sarebbe bastato infatti prevedere un servizio di prevenzione, acquistando e dotando il personale paramedico  di rilevatori laser termico-sanitari (come hanno fatto altrove) e presidiare i terminal dei bus extra-urbani, le stazioni ferroviarie ed aeroporti pugliesi dove arrivano o fermano voli di linea e collegamenti ferroviarie con le regioni del nord italia colpite dal CoronaVirus.

Ad esempio in Campania sul molo, prima dell’imbarco per le isole, ai passeggeri viene misurata la temperatura e vengono chieste le informazioni su condizioni di salute e l’esibizione di un documento. I passeggeri possono poi imbarcarsi solo dopo un visto degli operatori sanitari che attesta l’effettuazione del controllo. In caso di eventuali sospetti – febbre oltre 37.5 e condizioni di possibile contatto con pazienti risultati positivi – i sanitari invitano il cittadino a controlli più approfonditi con un medico dell’azienda Sanitaria. Una gestione delle attività questa coordinata dall’Asl Napoli 2 Nord, dalla Protezione Civile, dalla Capitaneria di Porto, col supporto della Polizia Municipale .

La Regione Campania d’intesa  con le Prefetture, Questure, Asl e Protezione Civile ha  attivato un immediato servizio di presidio all’arrivo di bus e treni provenienti dalla zona rossa. Tutti i passeggeri sono sottoposti ad identificazione, controlli sanitari e quarantena obbligatoria.  La stessa iniziativa è stata adottata in Toscana ed Emilia Romagna.

i controlli della Regione Campania a Salerno

L’ultimo e affollato treno partito dalla “zona rossa” per la Campania  un Intercity formatosi a Torino e poi transitato da Milano alle 22.55 – è arrivato a Napoli dopo quasi 14 ore di viaggio e una lunga sosta nel Casertano. Il convoglio , che sarebbe dovuto arrivare alle 10 a Napoli e cinquanta minuti dopo a Salerno, mentre è giunto in stazione poco prima delle 14, dopo circa tre ore di stop a Villa Literno: ufficialmente “per un controllo tecnico al treno”.

In realtà  lo stop si è reso necessario per poter predisporre, con presidi a Napoli e Salerno, identificazione e controlli sanitari dei passeggeri che, dopo la firma in mattinata di una ordinanza da parte del governatore Vincenzo De Luca, avranno l’obbligo di quarantena nelle proprie abitazioni. Infatti, una volta giunti alla stazione centrale di Napoli, i passeggeri in discesa sono stati controllati e identificati dagli agenti della Polfer. In mattinata sono giunti nel capoluogo campano altri due treni provenienti da Venezia e Torino: anche in questo caso sono stati effettuati controlli sui passeggeri.

Ma evidentemente Emiliano non ama adeguarsi ed imparare. Ed il CoronaVirus in Puglia aumenta di giorno in giorno….

ULTIMO AGGIORNAMENTO

 




Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus

ROMA – Vi raccontiamo cosa è accaduto ad un operatore sanitario in un ospedale pugliese. Nella struttura presso cui presta servizio è stata ricoverata nei giorni scorsi una anziana signora affetta da disturbi polmonari, alla quale però nessuno ha mai pensato di effettuare un tampone.

L’operatore sanitario si è immediatamente preoccupato di una eventuale contaminazione ed ha quindi allertato i settori competenti, ma tutti i medici hanno preso alla leggera la vicenda, escludendo qualsiasi tipo di rischio e nessuno loro si è mai sognato di effettuare alcun controllo sulle condizioni di salute dell’ anziana signora ricoverata.

Qualche giorno dopo l’operatore sanitario ha iniziato ad avere dei disturbi, ed ha contattato il numero verde previsto dal ministero e cioè il 1500, dove è stato risposto di rivolgersi al medico di base o alla guardia medica, o viceversa di continuare a lavorare a proprio rischio e pericolo  nel proprio reparto in ospedale mantenendo però una distanza di almeno 2 metri da tutte le altre persone. Resta da capire però come questo operatore sanitario avrebbe mai potuto continuare lavorare !

Sono 90 al momento casi di infezione da CoronaVirus accertati in Puglia, 25 in più nelle ultime 24 ore, ed aumento il numero dei medici che si ammalano, o che sono costretti alla quarantena. Sono il Foggiano e il Salento le aree con più contagiate, ma preoccupa la situazione anche in provincia di Brindisi. Ieri a Cisternino  il virus è stato rilevato in altri cinque pazienti, tutte persone rientrate dal Nord in Puglia per un funerale.

Un altro caso di positività è stato registrato a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi e riguarderebbe un’ insegnante di una scuola superiore, che è stata ricoverata presso il locale Ospedale Perrino. Preoccupazione a Bari per il contagio di un barista che lavorava in un bar molto frequentato  del quartiere San Paolo i cui proprietari hanno deciso di chiudere per precauzione e hanno invitato tutti coloro che frequentano il locale a restare in isolamento.  Non ci risultano accertamenti sanitari in corso anche per questo episodio.

Attenendosi ai numeri ufficiali  i casi di positività riscontrati ed accertati dal laboratorio del Policlinico sono stati come dicevamo sopra 25.  Si tratta il numero più alto dall’inizio del contagio nella Regione Puglia. A Bari e in altri comuni della stessa provincia sono stati rilevati 4 casi;  nella Bat 2 casi; in provincia di Brindisi 4 casi,  così come  nel Foggiano, che resta l’area più colpita. Altri 2 nuovi casi, anche in questo risalenti ai giorni scorsi riscontrati a Gagliano del Capo (Lecce), uno in provincia di Taranto.

Quest’ultimo riguarda una  donna di Torricella, parente delle altre tre persone contagiate nello stesso paese, che è la nipote del 43enne Massimo Mezzolla, un carpentiere 33enne originario di Manduria, rientrato da Codogno lo scorso 24 febbraio,  ricoverato all’ospedale Moscati da cui è stato dimesso proprio oggi. Invece la moglie del portatore del CoronaVirus nel tarantino, inizialmente asintomatica, nei giorni successivi è stata ricoverata  nello stesso ospedale per per complicazioni di una crisi respiratoria , e ora si trova sottoposta a ventilazione controllata. Il fratello del Mezzolla appena dimesso non presenta sintomi particolari e si trova attualmente n quarantena fiduciaria nella sua abitazione. E pensare che il consigliere regionale-medico di base Peppo Turco sosteneva che il suo assistito non fosse stato a contattato con nessuno al suo rientro da Milano Malpensa!

Nella tarda serata di ieri il sindaco di Massafra (Taranto) ha reso noto della positività al virus  accertata ad un tarantino che lavora a Massafra. Il sindaco ha anche aggiunto che l’ASL Taranto starebbe mettendo in atto la profilassi necessaria che prevede l’imposizione alla famiglia e i colleghi di lavoro del contagiato nelle prossime ore di sorveglianza sanitaria obbligatoria.

Il paziente infetto in realtà risiede a Taranto e lavora a Massafra  alle  dipendente della CISA  spa, è stato ricoverato in medicina al SS Annunziata prima di essere trasferito al Moscati. Si era presentato all’ Ospedale SS Annunziata per una polmonite senza dire niente di essere stato in contatto con una persona di Torino infetto dal CoronaVirus . Poi la moglie ha confessato. I dipendenti della CISA al momento sono in quarantena ed aspettano l’esito di altri quattro tamponi

La realtà dei fatti è  che in molte strutture ospedaliere il personale medico non effettua i tamponi esclusivamente per motivi economici, circostanza questa che dimostra l’incapacità del governatore Emiliano di garantire gli standard previsti per tutelare la popolazione pugliese dal rischio di contagio.

Sarebbe interessante accertare quante chiamate dalla Puglia sono pervenute ai numeri previsti dal Ministero della Salute, e sopratutto capire il grave ritardo con cui la Regione Puglia ha istituito il numero verde locale da contattate. Non a caso come potete vedere con i vostri occhi, nel prospetto iniziale diramato dal Ministero della Salute, fra i numeri verdi delle varie regioni non compariva la Puglia.

La domanda legittima da porsi a questo punto è questa: ma in Puglia dovevamo aspettare che un incosciente di Torricella (Taranto) recatosi a Codogno, il principale focolaio di CoronaVirus in Italia, rientrasse in aereo da Milano Malpensa a Brindisi senza sottoporsi ad alcun controllo fidandosi soltanto dei consigli scellerati del proprio medico di base Peppo Turco che come spiegavamo, è anche un consigliere regionale eletto nelle liste civiche di Emiliano.

Per non parlare poi del personale sanitario ospedaliero abbandonato a se stesso senza mascherine, come quello di Andria (Bari) e Manduria (Taranto) che ha dovuto farsi realizzare a proprie spese dalle sarte locali delle mascherine, visto che la Regione Puglia e le ASL territoriali non le hanno fornite ! Emiliano se preferisce, può rispondere al suo compagno di partito Ludovico Vico che con un nota chiede  come mai, a tutt’oggi, non a tutto il personale ospedaliero è stato ancora fornito il Dispositivo di Protezione Individuale ( mascherine Ffp3 e Ffp2, occhiali, tute, ecc) per poter svolgere serenamente il proprio lavoro. O forse vuole querelare anche lui ?

Risultato finale: il CoronaVirus ha invaso Puglia ringraziando la mancanza di controlli effettuata su tutte le persone provenienti dalle zone a rischio di contagio. Non a caso l’assessore regionale alla salute si chiama Michele Emiliano. Speriamo,  ancora per poco.




Coronavirus. I fatti smentiscono Emiliano e Turco: anche la moglie ed il fratello del 33enne di Torricella sono "positivi"

ROMA – Due nuovi contagiati in Puglia del Coronavirus: sono il fratello e la moglie di Massimo Mezzolla, un carpentiere 33enne originario di Manduria e residente a Torricella,  risultato “positivo” al test dopo il suo rientro con un volo EasyJet  da Milano Malpensa a Brindisi, lo scorso 24 febbraio, dopo una breve permanenza a Codogno, “focolaio” del virus in Lombardia . Dall’aeroporto milanese è stato accompagnato a casa dove sarebbe entrato in contatto con pochissime persone.

Il carpentiere di Torricella era partito il 19 febbraio dalla Puglia per la Lombardia recandosi un primo momento a casa di suo fratello residente in un comune del Lodigiano, e successivamente il 21 febbraio è andato a trovare la madre a Codogno, una delle principali zone-focolaio del virus. .

Attualmente si trova sottoposto a terapia, come da protocollo, ed è ricoverato nella stanza a pressione negativa dell’ Ospedale Moscati di Taranto, dove è giunto nella mattinata del 25 febbraio scorso, accompagnato da un’ambulanza del 118.

Ho fatto il tampone e sto bene – scrive Mezzolla sui social network  – voi sapete tutto e io ancora devo avere conferma. Sono io la persona che più odiate in questo momento, il primo caso del coronavirus in Puglia“. “Sono salito il giorno 19, con volo Ryanair delle 14,55 – continua il racconto  – arrivato a Lodi ho soggiornato presso casa di mio fratello in un comune chiamato Caselle Lurani. Il giorno successivo sono rimasto tutto il tempo a casa. Poi mi sono recato a Codogno (non all’ospedale dove sono stati poi successivamente individuati i casi) ma nello stesso comune, a trovare mia madre, che era stata ricoverata in un centro nelle vicinanze“.

La ricostruzione dei fatti

Domenica 23 febbraio: Codogno è diventata zona rossa, teoricamente è impossibile entrare o uscire. Massimo Mezzolla sostiene di aver  ha chiamato i numeri a disposizione, cioè il 112 e il 1500. Così sostiene: “Mi hanno detto di partire perché non sono stato a contatto con le persone malate. Per una premura mia abbiamo chiamato il medico di base di mia cognata il 23 febbraio, che mi ha mandato la mail con tutte le indicazioni che ho seguito alla lettera e nella quale diceva, essendo io asintomatico, che potevo partire, ma in via precauzionale mettermi in quarantena“.

Lunedì 24 febbraio: Massimo Mezzolla sale sul volo Easyjet Milano Malpensa-Brindisi,  con partenza alle 15: “Nessun blocco, nessuna strada chiusa, nessun controllo all’aeroporto“. Una volta arrivato a Brindisi, viene prelevato in auto ed accompagnato a casa dal fratello, ed ha scritto alla pagina Facebook del Comune di Torricella per avere un contatto telefonico della Asl di riferimento, ma gli è stato risposto che gli unici numeri erano “quelli nazionali indicati dal ministero“.

Mezzolla sostiene di aver contattato anche i vigili (???), ai quali ha raccontato la sua situazione, ed il medico Giuseppe Turco, anch’egli di Torricella, consigliere regionale. È stato lui (non si capisce con quale autorità e competenza – n.d.r. ) a confermare la quarantena. “Non mi sono più mosso. Durante la notte ho sentito i brividi, ho controllato la febbre e ho informato subito il dottor Turco, il quale ha avviato immediatamente le procedure“.  Legittimo chiedersi : cosa aspettava Turco ad avvisare le Autorità sanitarie competenti ?

Martedì 25 febbraio:  Mezzolla  raggiunge con un’ambulanza del 118 l’ospedale Moscati di Taranto-Statte , dove viene ricoverato in una stanza a pressione negativa. Vengono effettuati tamponi anche ai familiari. “Vivo isolato – scrive in conclusione del suo sfogo sui social – ma evidentemente non abbastanza, e spero di avere le spalle forti per sopportare tutta la cattiveria che sapete esprimere. Voi avreste fatto ciò che ho fatto io: queste erano le direttive“.

Il suo commento  ha le sembianze più che di una riflessione, bensì di uno sfogo, con il quale si rivolge direttamente ai tanti utenti dei social che alla diffusione della notizia l’hanno attaccato, reputandolo a ragione secondo noi uno sconsiderato poiché ha lasciato la zona rossa ed è tornato in Puglia.

A comunicare la positività dei tamponi degli altri due contagiati pugliesi è stato il governatore Michele Emiliano attraverso una nota : “L’indagine epidemiologica condotta dal Dipartimento di Prevenzione della ASL della Provincia di Taranto ha identificato i soggetti con i quali è entrato in contatto il paziente di Torricella. Si tratta della moglie e del fratello, ai quali è stato effettuato il test risultato positivo. Entrambi sono in quarantena fiduciaria da ieri. Anche per questi due casi sospetti si provvederà ad effettuare il test di seconda istanza da parte dell’Istituto superiore di sanità. Attualmente sono in corso le attività per sottoporre a permanenza domiciliare con sorveglianza attiva domiciliare i passeggeri del volo con il quale il paziente è rientrato da Milano Malpensa. L’elenco ed i relativi numeri di telefono è stato ricevuto nel pomeriggio dalla compagnia aerea e fatto oggetto di una apposita ordinanza contingibile ed urgente, che sarà notificata attraverso i Carabinieri dei NAS del Comando Provinciale di Bari”.

Nel frattempo sono in corso le attività per sottoporre a permanenza domiciliare con sorveglianza attiva tutti i passeggeri del volo con il quale il 33enne tarantino è rientrato in Puglia dimostrando una irresponsabilità ogni oltre limite. L’elenco ed i relativi numeri di telefono è stato ricevuto nel pomeriggio dalla compagnia aerea e fatto oggetto di una apposita ordinanza urgente, che sarà notificata attraverso i Carabinieri dei Nas del Comando Provinciale di Bari.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha reso noto inoltre che i tamponi dei 20 casi faringei dei casi sospetti giunti al Laboratorio di riferimento regionale, sono risultati tutti negativi al test per SarsCoV-2, l’agente eziologico del COVID-19,  , ad eccezione dei due parenti stretti del cittadino di Torricella, proveniente dalla città di Codogno. Il livello di allerta resta molto elevato e l’attività di screening per il nuovo virus dei casi sospetti continua incessantemente.

Sulla questione è intervenuta anche Francesca Franzoso  consigliere regionale di Forza Italia, , con una nota “La gestione di un virus è una cosa seria, non un cruciverba o un gioco di parole. In pieno caos Coronavirus la Regione, anziché emanare ordinanze urgenti per gestire l’emergenza, va avanti a colpi di ‘inviti’ e ‘raccomandazioni’ e vara la ‘quarantena fiduciaria’. Ordini, direttive e disposizioni, insomma ciò che serve, è ciò che manca: una grande assunzione di responsabilità”.

“In Puglia le disposizioni urgenti in materia di coronavirus – prosegue la Franzoso–  si declinano in un semplice, inutile e quasi offensivo, ‘invito’ del Presidente della Regione ai cittadini provenienti dalle zone rosse a comunicare la propria presenza al medico di medicina generale.  I medici di famiglia, a loro volta, sono allo sbando – senza istruzioni né coordinamento – perché non sanno cos’altro fare oltre che invitare alla quarantena volontaria, o come l’ha creativamente definita oggi il responsabile del Dipartimento Salute, ‘fiduciariaInsomma, la prevenzione, in Puglia è affidata al buon senso dei cittadini. Peccato che qui il buon senso c’entri poco. In tanti, semplicemente, non sanno cosa fare in mancanza di direttive univoche e di controlli rigidi e serrati“.

E così accade che il primo caso di Coronavirus, gestito in ‘quarantena fiduciaria’ abbia paralizzato un intero paese preoccupata dall’esito degli esami effettuati ai familiari di Massimo Mezzolla il ‘paziente 1’  pugliese, “considerato che per loro l’isolamento non c’è stato, ma hanno continuato la loro normale attività quotidiana, le ripercussioni saranno molto più serie” conclude la Franzoso.

Soltanto dalle 18 di questo pomeriggio la Regione Puglia si è degnata di attivare un numero verde informativo sul Coronavirus. Gli operatori del servizio rispondono al numero 800- 713931 tutti i giorni dalle 8 alle 22 .

Per informazioni generali sul Coronavirus, sulle misure  in atto e sui numeri da contattare per segnalare il transito o il contatto con persone provenienti da aree a rischio è online la sezione del portale istituzionale: regione.puglia.it/coronavirus.  Meglio tardi che mai !




Coronavirus. L'on. Sasso (Lega) interroga il ministro Lamorgese sul "caso Taranto"

ROMA – “Ho presentato questa mattina una interrogazione parlamentare al ministro Lamorgese, affinché si chiariscano modi e tempi dell’allontanamento dalla zona rossa del giovane di Torricella (Taranto)“, rientrato in Puglia da Codogno e “che, stando a quanto dichiarato dalle autorità competenti, avrebbe contratto il Coronavirus“.

Lo comunica in una nota il deputato pugliese della LEGA, Rossano Sasso. “Augurandomi che questo paziente possa guarire al più presto – prosegue – non posso rimanere indifferente dinanzi a una condotta irresponsabile che, laddove verificata, avrebbe messo a rischio la salute di centinaia di persone”.

Dalla ricostruzione del medico curante del paziente nonché consigliere regionale Giuseppe Turco (eletto nelle liste civiche di Emiliano – n.d.r.) – rileva Sasso – il giovane avrebbe preso l’aereo Milano-Brindisi, in violazione di legge ma soprattutto non curandosi del fatto di esporre la salute altrui al rischio contagio“.

“Esprimo ferma condanna per l’atteggiamento del cittadino che ha infranto le più elementari norme del vivere civile – prosegue il parlamentare della Legae sto valutando di presentare anche un esposto alla Procura della Repubblica“.




Coronavirus, se l'ASL Taranto si affida a Google Moduli....

di Giacomo Dotta*

L’emergenza Coronavirus sta mettendo alla prova l’Italia sotto molti aspetti e non è certo un caso se nelle ultime ore le tensioni tra Stato e Regioni son venute a moltiplicarsi: l’improvvisazione di qualcuno, il protagonismo di altri, la fragilità dei protocolli e un sistema evidentemente non ben coordinato per poter affrontare una situazione simile, hanno dato luogo ad una grande frammentazione di azioni mal coordinate tra di loro. In alcuni casi, però, l’interventismo potrebbe aggiungere problemi ulteriori a quelli che in parte già ci sono.

Il caso è ad esempio quello di una Azienda Sanitaria Locale pugliese, quella di Taranto dove per raccogliere informazioni sui cittadini si è affidato il tutto ad un modulo su Google Moduli. Leggete questa storia, c’è molto da imparare sul fatto che la fretta sia cattiva consigliera e la rigidità dei protocolli sia invece una guida utile soprattutto in casi di emergenza.

Quella raccolta dati su Google Moduli

Affidarsi a Google Moduli in caso di emergenza assoluta potrebbe essere una scelta pragmatica, ma si sta parlando in questo caso della Puglia, ossia di una regione che al momento non registrava alcun caso positivo al Coronavirus: di emergenza, insomma, sicuramente non si può parlare. Semmai di situazione seria, con la premura di agire per evitare il contagio, ma anche con le necessarie cautele onde evitare problemi collaterali.

Con lecite finalità preventive tali da omologare il comportamento della Regione a quello delle altre, il governatore Emiliano ha emesso una serie di misure precauzionali (Pdf) tra le quali si può leggere:

“…] gli individui che dal 1 febbraio 2020 sono transitati ed hanno sostato nei comuni di cui all’allegato 1 [zone colpite da Coronavirus] sono obbligati a comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, ai fini dell’adozione, da parte dell’autorità sanitaria competente, di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”

Ogni ASL è dunque deputata alla raccolta dei dati così come da indicazioni regionali, ma non vengono indicate modalità operative specifiche. Così come la maggior parte delle ASL si limita a riportare i dettami regionali, la sola ASL di Taranto tenta di farsi proattiva e porta online un vero e proprio modulo da compilare. Il problema sta nelle modalità.

“Il Dipartimento di Prevenzione ASL Taranto rende disponibile un form di compilazione online per rendere più agevole il censimento dei cittadini rientrati dalle regioni nelle quali ci sono stati casi di coronavirus. […] I cittadini provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, e che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni, che rientrano nel territorio della provincia di Taranto devono, pertanto, comunicare la circostanza al proprio medico di medicina generale o, in mancanza accedere al link e compilare il form online. Clicca qui.”

Vengono forniti due strumenti all’utente interessato: un link e un QR Code. Entrambi rimandano non ad una pagina sul sito dell’ASL  Taranto (dunque verificabile, certificato, trasparente, inoppugnabile) ma su un form creato con gli strumenti di Google Moduli. L’utente, insomma, viene rimandato su un sito terzo, privo di qualsivoglia riferimento certo all’Azienda Sanitaria stessa.

Sul modulo vengono chiesti dati personali quali cognome, nome, numero di telefono, residenza, email. Al click vengono spedite le informazioni e l’utente non ha ovviamente certezza alcuna di quale sia il destinatario della missiva. Dove saranno raccolti i dati? Con quali protocolli di sicurezza? Ma c’è dell’altro.

E se qualcuno producesse un modulo fake?

Chi conosce Google Moduli ben sa quanto semplice sia replicare un modulo altrui. Lo prevede la facilità dello strumento, pensato per consentire la produzione di un modulo in pochi minuti, scegliendo poche opzioni e rendendolo immediatamente utilizzabile. Ipotizziamo dunque che qualcuno produca un modulo del tutto identico e che faccia circolare l’indirizzo su Facebook o WhatsApp (come sta ampiamente succedendo in Puglia in queste ore per spargere la voce sulla richiesta di informazioni avviata a livello regionale). Ipotizziamo che le persone rispondano, convinte di aver inviato i propri dati alle autorità competenti.

Nessuno contesta la buona fede dell’ASL Taranto, che anzi ha cercato proattivamente una soluzione per dar corpo alle richieste della Regione; nessuno contesta la buona fede dell’utente, che compila il form pur senza verificarne la sicurezza, certo della buona fede dell’ASL e di chi ha inoltrato il messaggio. Ma in questo meccanismo si aprono scenari sconcertanti, del tutto ovvi e del tutto pericolosi.

Abbiamo fatto un test che ci ha richiesto appena 10 minuti di tempoabbiamo prodotto un modulo fake, uguale in tutto e per tutto al modulo predisposto dall’ASL Taranto. Sulla pagina abbiamo esplicato che si tratta di un fake, così che nessuno possa sfruttarlo a fini maligni. Chiunque avrebbe potuto fare quel che abbiamo sperimentato noi ed avrebbe drenato informazioni da persone in situazione di fragilità, poiché potenzialmente contagiate. La combinazione tra il timore del contagio e la fragilità del sistema adottato per la raccolta dei dati potrebbe portare ad organizzare facili truffe a domicilio, sfruttando email, telefono o una visita porta a porta di sicura pericolosità (come già successo altrove in Italia in questi giorni).

Confrontate i due moduli e la pericolosità di questo sistema emerge in tutta chiarezza:

Il modulo era segnalato sul sito ASL Taranto, ma al tempo stesso era condiviso in gran quantità sui social network o tramite messenger: siccome anche l’url non dava alcun riferimento affidabile, il modulo non certificava in alcun modo la provenienza dello stesso. Sfidiamo chiunque a distinguere il vero dal falso partendo semplicemente dalle url:

  • https://forms.gle/WJYGRYQVccTSeCaw8 (Modulo dell’ASL di Taranto, non più raggiungibile)
  • https://forms.gle/MtJNurJKkSmmx1nV9 (Modulo FAKE prodotto da noi)

Ovviamente nessuno può capire dove sta atterrando dopo il click a partire dall’indirizzo, dunque la truffa sarebbe estremamente semplice da portare avanti: una semplice opera di spam, magari affidata all’innocente passaparola dei cittadini sui social network, e il gioco è fatto.

Cosa abbiamo fatto

Abbiamo provato in più modi a contattare l’ASL di riferimento, cioè quella di Taranto, riuscendo a distanza di 12 ore dalla scoperta ad entrare in comunicazione con alcuni responsabili i quali, in modo estremamente cortese e collaborativo, hanno compreso la situazione e vi hanno posto sollecito rimedio. Il modulo è stato portato offline in queste ore e con ogni probabilità sarà sostituito a breve da soluzioni più sicure.

All’insegna della responsible disclosure, raccontiamo questa storia a soluzione avvenuta poiché chiunque avrebbe potuto ricavare medesima idea e tentare una truffa che in poche ore si sarebbe potuta mandare a segno con grande facilità. Non si segnalano invece problemi di sorta, i dati sono stati raccolti nel database corretto e saranno utilizzati secondo le modalità indicate. A cambiare da adesso in avanti sarà però la metodologia scelta per la raccolta, evitando di aprire semplici opportunità di raggiro per sciacalli e malintenzionati.

Si raccomanda inoltre agli organi di stampa locali che han comunicato l’iniziativa originale di notificare anche le nuove modalità di raccolta dati, così da evitare che il passaparola del primo form possa continuare e tutti possano sapere come agire per garantire la prevenzione da contagio.

Questa è una storia che può insegnare molto ad associazioni, aziende, pubbliche amministrazioni e tutti coloro i quali in questa fase hanno un ruolo di responsabilità: la fragilità degli individui di fronte ad una emergenza sociale costringe ad una attenzione maggiore, suggerendo una applicazione ancor più rigida dei protocolli. Al di là di fretta e pragmatismo, insomma, perché la privacy è un bene da proteggere anche ai tempi del Coronavirus.

*articolo tratto dal sito Punto-Informatico.it




Coronavirus: i retroscena sul caso del carpentiere di Torricella risultato positivo dopo un viaggio a Codogno

ROMA – E’ arrivato in Puglia,  a Taranto il “Coronavirus“. A portarlo, risultando positivo un uomo di 43 anni, Massimo Mezzolla , carpentiere originario di Manduria e residente a Torricella (entrambe località in provincia di Taranto)  rientrato in Puglia pochi giorni fa da Codogno, zona “focolaio” del virus in Lombardia, dopo esser andato a trovare alcuni parenti,  volando in aereo lunedì sera da Milano Malpensa a Brindisi  per fare rientro a casa .

Secondo le prime informazioni il 43enne di Torricella è stato prelevato all’ Aeroporto di Brindisi e riportato a casa dove sarebbe entrato in contatto solo con la moglie. Doveroso a questo punto accertare chi abbia consentito al cittadino di Torricella di lasciare la “zona rossa” e prendere un aereo mettendo a rischio anche gli altri passeggeri. Anche perchè i familiari del ragazzo, il fratello che lo ha portato dall’aeroporto a casa senza nessuna indicazione di quarantena, come ci segnalano degli abitanti di Torricella, hanno trascorso normalissime giornate scandite dal lavoro , la spesa mettendo a rischio la diffusione del virus contratto dal loro parente.

Secondo notizie circolanti e mai smentite la persona ricoverata, sarebbe stato “consigliato” dal suo medico curante, tale Peppo Turco che è anche un consigliere regionale del centrosinistra, ed il 33enne affetto dal virus, il quale ancora prima di farsi ricoverare in Ospedale, si sarebbe rinchiuso nella sua villetta a Trullo di Mare sul litorale jonico, in una specie di “quarantena” autogestita, sino a quando le sue condizioni non sono peggiorate ed è stato allora che è scattato l’allarme sanitario anche in Puglia.

 

 

Sui socialnetwork corre voce che il consigliere regionale Peppo Turco, in passato già sindaco di Torricella sarebbe stato al corrente di tutto, quale medico curante di Massimo Mezzolla  (il 43enne originario di Manduria e residente a Torricella) ma si sarebbe preoccupato esclusivamente di “tutelare la nostra comunità”, cioè il paese in questione, senza rendersi conto che invece stava facendo esattamente l’opposto.

Ma qualcosa non quadra, in quanto il 24 febbraio il Comune di Codogno (il “focolaio” principale del CoronaVirus) si trovava già in isolamento per decreto ministeriale. E giustamente qualcuno fa notare l’incongruenza con le dichiarazioni del medico curante Peppo Turco che è anche consigliere regionale eletto nelle liste civiche di Emiliano. Qualcuno quindi sta mentendo. Ci auguriamo a questo punto che la Procura di Taranto, segua l’esempio di quelle di Lodi e faccia la dovuta chiarezza sulla vicenda piena di contraddizioni, che definire inquiete, è dire poco.

Dopo aver verificato gli avanzati sintomi riconducibili agli effetti del virus  le autorità sanitarie intervenute hanno trasferito Massimo Mezzolla con la massima cautela in ambulanza  all’Ospedale Moscati, ricoverandolo nel reparto Malattie Infettive, dove gli è stato praticato il tampone per la ricerca del virus.

Incredibilmente il governatore pugliese Michele Emiliano che ricopre anche il ruoo di assessore alla sanità pugliese preso dalla foga di dare la notizia, ha persino sbagliato il nome dell’ ospedale indicandolo in un primo momento come il S.S. Annunziata di Taranto. Ma non solo, infatti Emiliano scrive nel suo comunicato stampa sopra riportato, che il 33enne Massimo Mezzolla affetto dal CoronaVirus avrebbe dichiarato di vivere da solo, quando invece sui socialnetwork si dichiara “sposato“.

Il test verrà domani trasmesso all’Istituto Superiore di Sanità per la conferma di seconda istanza. Tutte le persone con le quali il soggetto è stato in contatto dopo il soggiorno a Codogno verranno sottoposte a tampone e poste in quarantena nelle prossime ore secondo i protocolli previsti.

 

La Regione Puglia a seguito dell’individuazione del caso sospetto in Provincia di Taranto ha reso noto, di concerto con il presidente della Provincia di Taranto, col sindaco di Taranto, col prefetto di Bari coordinatore dei prefetti pugliesi, con il direttore dell’ufficio scolastico regionale che, a partire dalla giornata di oggi e sino a domenica 1 marzo verranno effettuate in tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Taranto, operazioni sanitarie di sanificazione, in attesa di concordare con il Governo una specifica ordinanza che contenga ulteriori provvedimenti di prevenzione sanitaria.

Ecco di lato la prova che le dichiarazioni fatte ai soliti “amichetti” pennivendoli dal consigliere regionale-medico di base Peppo Turco non sono veritiere !

A tal fine il presidente della Provincia di Taranto  e i sindaci dei vari comuni poichè il presidente della Regione Puglia non ha alcun potere per poter disporre la chiusura delle scuole, hanno emesso dei provvedimenti di chiusura degli istituti scolastici al fine di consentire di poter procedere alle necessarie operazioni di sanificazione.

 




Chiarelli vice coordinatore regionale della Lega in Puglia

ROMA – In concomitanza con la discesa in Puglia di Matteo Salvini, la Lega inizia a mettere ordine nel proprio organigramma regionale. Il coordinatore regionale pugliese l’ On. Luigi D’ Eramo,  nei giorni scorsi ha proceduto alla nomina dell’ avvocato Gianfranco Chiarelli, già deputato, quale vice coordinatore regionale.

L’ avvocato Gianfranco Chiarelli, affermato professionista, già componente dell’esecutivo regionale ed incaricato del programma elettorale, presenta un curriculum politico di particolare spessore, avendo maturato in un recente importanti esperienze politiche ed amministrative prima in Regione e poi in Parlamento.

Il rapido consolidamento della Lega in Puglia, dove il partito guidato da Matteo Salvini  è  ormai presente con numerosi amministratori e coordinamenti in ogni provincia,  grazie al gioco di squadra dei deputati ed esponenti “storici” pugliesi come l’ avv. Giovanni Riviello, Rossano Sasso, Roberto Marti, Anna Rita Tateo e Nuccio Altieri ha determinato l’avvio di una nuova fase sul piano della organizzazione politico-territoriale.

Insieme ai parlamentari pugliesi e ai vari coordinatori provinciali la Lega ha avviato il proprio percorso per definire la strategia e soprattutto la proposta da offrire all’elettorato per porre fine alla disastrosa esperienza  del Governatore Michele Emiliano, la cui gestione che si è caratterizzata per una serie di fallimenti, a partire dalla sanità che ha visto attuare unicamente la riduzione dei servizi, l’aumento esponenziale delle liste di attesa, l’assenza totale di sviluppo delle medicina territoriale, la disastrosa gestione Xxylella, la schizofrenica politica industriale ed energetica, i fondi europei persi, e tanto altro.

La prossima consultazione elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale in Puglia assume dunque una particolare rilevanza in riferimento alla ormai necessità di cambiamento avvertita in Puglia che, dopo oltre 15 anni di fallimentari amministrazioni di sinistra, rappresenta una priorità assoluta per i cittadini pugliesi. In occasione del suo blitz jonico-salentino, Matteo Salvini ha dichiarato che il candidato per le regionali pugliesi sarà ufficializzato “entro fine mese“. Il leader della Lega, adesso vuol assestare il colpo di reni.




Regionali Puglia. E' ufficiale: semaforo rosso della Lega a Fitto

ROMA – Si inizia a fare chiarezza nel centrodestra in vista delle prossime elezioni  Regionali che si terranno in Puglia la prossima primavera. La Lega fa chiarezza una secca nota del segretario regionale Luigi D’Eramo, che di fatto ha bloccato ufficialmente la candidatura di Raffele Fitto, avanzata da Giorgia Meloni. Una presa di posizione condivisa da tutto lo stato maggiore ed i parlamentari  pugliesi della Lega.

Questa la nota ufficiale della Lega diffusa dall’ On. D’ Eramo : “Trovo quantomeno bizzarro che Ignazio La Russa venga in Puglia a promuovere l’armonia nella coalizione accusando gli alleati di provincialismo e “cazzettismo”. Delle due l’una! Sicuramente sarà stata una svista. “Sviste” che, però, non si possono commettere quando si gioca con il destino di quattro milioni e mezzo di Pugliesi che chiedono un nuovo modello di gestione e sviluppo regionale dopo 15 anni di cattiva amministrazione di sinistra. Quindici anni in cui la sinistra ha vinto essenzialmente per demeriti del centrodestra che si è presentato diviso per sfide e imposizioni personali“.

“Oggi abbiamo l’obbligo di imparare dagli errori del passato per vincere e rinnovare la Puglia. – continua la nota della Lega PugliaSono certo che al tavolo nazionale i nostri leader sapranno leggere la storia per scrivere il futuro, rispettando quanto ci hanno detto e chiesto gli elettori con il loro voto. Questo sia quando ci hanno premiato ma soprattutto quando non ci hanno dato fiducia, perché è in quel momento che ci hanno dato la direzione per non sbagliare. E in Puglia con la Lega non si sbaglierà più, abbiamo la responsabilità del consenso della maggior parte dei pugliesi e la vittoria è alla nostra portata con tre parole d’ordine: unità, lavoro e rinnovamento. Questa è la visione della Lega e questa sarà la visione da condividere nella coalizione“.

I vertici della Lega pugliese, in stretto collegamento con il vertice nazionale, hanno interpretato come delle  vere e proprie “provocazioni”  le dichiarazioni fatte ieri dal senatore Ignazio La Russa e dall’eurodeputato Raffaele Fitto a Bari,  in occasione della commemorazione di Pinuccio Tatarella, padre della nuova destra italiana. Dall’europarlamentare salentino, candidato da Giorgia Meloni per la guida della Regione contro Michele Emiliano, sono pervenuti i “soliti” richiami al rispetto dei patti e degli accordi presi tempo fa con Fitto che ha incredibilmente affermato di essere già in campagna elettorale.

Esponenti della Lega pugliese raccontano che le parole di Fitto hanno scatenato una vera e propria quasi un’insurrezione tra i militanti leghisti, in quanto “si era deciso che tutto era demandato al prossimo tavolo nazionale del centrodestra fra Salvini, Berlusconi e la Meloni” e pertanto le dichiarazioni dei due esponenti di Fratelli d’ Italia vengono ritenute come delle vere e proprie “provocazioni”.

Le invasioni di campo  “ingombranti” di La Russa e l’autocandidatura di Fitto a Bari,  non sono state accolte molto bene tra i leghisti pugliesi ed hanno scatenato la dura  ma ponderata reazione molto chiara che emerge dalla nota ufficiale del segretario regionale On. Luigi D’Eramo.

E’ stata questa la ragione che ha indotto di rispondere con una nota ufficiale – rivista ed analizzata  con continui contatti telefonici del segretario regionale Luigi D’Eramo con la Calabria, dove si trova in visita Matteo Salvini ed e il vicesegretario Giancarlo Giorgetti –   al momento unico delegato a parlare in nome e per conto della Lega in Puglia, la cui sintesi altro non è che il mancato accordo e sostegno sulla candidatura di Fitto. La Lega infatti, ha già un ventaglio di candidature abbastanza autorevoli, qualcuno persino priva di “colorazione” politica, sull’esempio della trionfale candidatura ed elezione alle scorse regionali in Basilicata a governatore  del Gen. Bardi,  grazie alla quale il centrodestra ha mandato a casa il centrosinistra rappresentato dalla famiglia Pittella che da decenni imperversava e governava la Basilicata.

Teresa Bellanova

I numeri dei recenti sondaggi commissionati che danno il Centrodestra vincente con il 43%, a seguito anche  dei forti contrasti e divisioni in Puglia tra Pd, M5S e Italia Viva  dai quali non emerge alcuna  volontà  comune di rieleggere Michele Emiliano . “Faremo pressing sul Pd perché individui in Puglia un candidato che faccia unità e mobiliti la coalizione. E questo non può essere Emilianoha detto a Lecce la ministra per l’Agricoltura, Teresa Bellanova (Italia viva), nel corso della prima assemblea provinciale del partito. “In Calabria e in Basilicata il centrosinistra ha perso – ha aggiunto la Bellanovaora si voterà in Puglia e in Campania. Da queste due regioni può partire il processo di riformismo del centrosinistra – ha concluso – ma se il Pd continua a guardare solo al risultato dell’Emilia Romagna, vuol dire che abbandona il Mezzogiorno al ribellismo”.

Ma è stato sopratutto il recente risultato delle Elezioni Europee 2019, che ha indotto la Lega a puntare sulla Puglia e non sulla Campania. Raffaele Fitto infatti in tutte le sue precedenti competizioni elettorali pugliese, ha sempre creato rotture e frizioni a partire da quella con Silvio Berlusconi per finire a quella con Adriana Poli Bortone. E secondo i sondaggisti per vincere in Puglia occorre un centrodestra unito e non diviso .




Arcelor Mittal continua a non pagare i fornitori di Taranto

ROMA – Le imprese dell’indotto Arcelor Mittal, si sono autoconvocate “in considerazione della persistente situazione di impasse riguardante i pagamenti da parte di Arcelor Mittal Italia, si autoconvocheranno domani, giovedì 30 gennaio, alle ore 10, nella Palazzina Direzionale dello Stabilimento ex Ilva di Taranto”

Lo la comunicato Confindustria Taranto con un comunicato, segnalando il protrarsi di nuovi ritardi nel pagamento dei crediti maturati alle imprese fornitrici.  Un gruppo di autotrasportatori dell’indotto che lavora con ArcelorMittal aveva manifestato nei giorni scorsi per le stesse ragioni davanti alla portineria dell’accesso riservato alle  imprese.

La protesta venne interrotta a seguito di un incontro avuto la dirigenza di Arcelor Mittal Italia che aveva lo garantito il pagamento dell’80% delle fatture scadute. In quella circostanza  Il vertice di Confindustria Taranto avevo prese le distanze da quella forma di protesta  avendo ricevuto rassicurazioni dall’azienda, in seguito disattese, con il protrarsi dei ritardi nei pagamenti .

Michele Emiliano, Lucia Morselli e Rinaldo Melucci

Quanto sta accadendo conferma che la costituzione nel novembre scorso di un coordinamento con la partecipazione anche di Regione, Comune e Confindustria per vigilare su modalità e tempi di pagamento delle fatture, è stata l’ennesima pagliacciata a scopo “passerella elettorale” dei soliti ben noti politici-fantocci pugliesi.

 




Puglia. Salvini frena sulla candidatura di Fitto: "Da oggi ragioniamo sul candidato"

ROMA – Intervenendo nel programma  “Radio anch’io” su Rai Radio 1, il leader della Lega Matteo Salvini, rispondendo alla domanda su chi sarà il candidato del centrodestra che correrà alle regionali in Puglia, dove Fratelli d’Italia ha proposto il nome di Raffaele Fitto, ha detto : “Sulla Puglia ci ragioniamo da oggi in avanti“.

La candidatura di Fitto era stata proposta da Giorgia Meloni leader di Fratelli d’Italia  che, ospite a “Quarta Repubblica” ha detto che “Per la Puglia abbiamo già il candidato e chiuso un accordo sulle altre Regioni che vanno al voto. Nell’ambito di queste trattative, abbiamo Puglia e Marche, abbiamo fatto i nomi di Raffaele Fitto e Francesco Acquaroli e altri nomi per altre Regioni esistono. Gli accordi ci sono e non credo si debbano ridiscutere“.

Probabilmente il risultato in Emilia Romagna sta facendo riflettere Salvini  con maggiore realismo sulla ricerca di una candidatura “forte” per cercare di sconfiggere Michele Emiliano, candidato del centrosinistra e governatore uscente.

La vittoria del centrodestra in Calabria, per Matteo Salvini, “è il modo migliore per avvicinarsi ai due appuntamenti elettorali in Puglia e in Campania, perchè l’obiettivo anche lì è offrire una valida alternativa al poco fatto dal Pd, da Michele Emiliano e da Vincenzo De Luca”.

Il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano commentando il voto ha fatto sapere di “avere tirato un sospiro di sollievo” ma non dice una parola di più, evitando di azzardare altri commenti, mentre il suo  staff è già al  lavoro per organizzarsi in vista dell’imminente campagna elettorale. anche se dicono che non hanno ancora deciso “come impostare la campagna elettorale”. Una posizione attendista in quanto la contesa contro un possibile candidato leghista, sarebbe ben diversa da un confronto che viene considerato più facile con l’eventuale candidatura Raffaele Fitto nei confronti del quale sarebbero già stati preparati una serie di “dossier da tirare fuori al momento opportuno” per diventare motivo di imbarazzo per Fitto.
Ma Emiliano dimentica i vari procedimenti a suo carico della Procura di Bari che lo vedono “indagato”. Al di là delle questioni giuridiche, gli uomini di Emiliano si preparano a rappresentare la vicenda come motivo di imbarazzo per Fitto. Poi ci sono le questioni amministrative da imputare all’eurodeputato di FdI. “Se Fitto non sarà della partita – dice oggi un anonimo collaboratore di Emiliano al Corriere del Mezzogiorno  saremo amici come prima. Ma se sarà lui a correre non gli daremo tregua”.
Una cosa è certa: senza una candidatura forte ed autorevole in Puglia, il centrodestra rischia di fare un altro “flop” che non può permettersi. Ed i nomi che girano al momento sembrano un pò deboli.

 




La vera mappa politica nelle Regioni dopo il voto

ROMA – La vera situazione generale nelle Regioni d’ Italia dopo le ultime elezioni Regionali, che ieri hanno coinvolto Emilia Romagna è stato riconfermato il governatore dem Stefano Bonaccini mentre in Calabria la vittoria e la maggioranza è andata a Jole Santelli,  candidata di Forza Italia per il centrodestra e prima governatrice donna, è ben diversa da quella che vi raccontano i giornali schierati  da sempre con il centrosinistra o negli ultimi con il M5S.

Esiste una nuova mappa nelle Regioni d’Italia, che rispetto a soli sei anni fa vede oggi un netto cambiamento . Un cambiamento che illustri “politologi” ( o meglio conta frottole !) non riescono a percepire.

Il Corriere della Sera unico giornale serio ed equilibrato, ha messo correttamente a confronto le ultime precedenti elezioni  regionali 2014 con quelle del 2020. Ebbene sei anni fa, le Regioni italiane guidate dal centrosinistra erano 16, mentre solamente 3 erano amministrate dal centrodestra. Successivamente il rapporto di forze politiche nel 2019, si era ribaltato ed il voto per la Regione Umbria aveva consegnato la vittoria a Donatella Tesei, della coalizione di centrodestra.

Adesso dopo il turno elettorale di domenica scorsa, conclusasi con un “pareggio” tra le due coalizioni, con la sconfitta del centrosinistra nella Regione Calabria dove ha perso la maggioranza e la guida,  le proporzioni rimangono invariate.  Se l’Emilia Romagna resta rossa, quindi, la Calabria si colora di azzurro (nella mappa sono colorate in rosso le regioni guidate dal centrosinistra e in azzurro quelle guidate dal centrodestra).

Il governatore uscente Stefano Bonaccini ha vinto con il 51,4% contro il 43,6% di Lucia Borgonzoni e il Pd è rimasto primo partito della Regione col 34,7% a fronte del 31,9% ottenuto dalla Lega. Per molti “politologi”…si tratta di  una sconfitta netta, considerato anche il fatto che, a differenza di cinque anni fa, ha votato quasi il 30% in più degli emiliano-romagnoli: si è passati dal 37,8% del 2014 al 67,7%.

La scarsa affluenza, alle precedenti elezioni Regionali del 2014, è da considerarsi un’anomalia cosneguente alle dimissioni anticipate dell’ex governatore Vasco Errani che venne condannato in primo grado nell’ambito del processo sul caso “Terre emerse”, inchiesta dalla quale due anni dopo è stato assolto . particolare che la dice tutta sulle ingerenze della magistratura sulla vita politica democratica del nostro Paese.

Matteo Renzi

Ma non solo. Infatti, l’allora segretario del Pd, Matteo Renzi si trovò a dover scegliere tra due “fedelissimi”: Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, entrambi indagati (poi assolti) per l’inchiesta sulle “spese pazze” che coinvolse numerosi ex consiglieri regionali dell’Emilia Romagna. Questa volta, invece, l’aumento di partecipazione alle Elezioni regionali è stato causato dalla personalizzazione dello scontro politico voluta da Salvini contro il Governo e dalla conseguente mobilitazione voluta dalle “sardine”.

Se è vero che i consensi per Bonaccini sono leggermente aumentati (dal 49% al 51%), è altrettanto vero che il distacco dal suo sfidante si è notevolmente ridotto. Nel 2014, infatti, il leghista Alan Fabbri, attuale sindaco di Ferrara, si fermò al 29, 8%, mentre la Borgonzoni, ha ottenuto 14 punti percentuali in più. raggiungendo il 43,6%, Un risultato certamente non pessimo per una candidata che è stata dipinta ripetutamente in cmpagna elettorale dal proprio rivale Bonaccini come “debole“, “invisibile” “inconsistente“.

Nicola Zingaretti che è felice per il 34,7% conseguito domenica, ma dovrebbe ricordarsi che il Pd cinque anni fa ottenne il 44,5% e, quindi, l’emorragia di consensi per la sinistra emiliano-romagnola che ha perso quasi 10 punti in percentuale di consensi, non si è affatto arrestata, come invece vogliono far credere ai propri iscritti ed agli italiani.

Le regioni Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia e Campania sono governate da forze di centrosinistra. Infatti, queste 6 regioni sono guidati rispettivamente da Stefano Bonaccini, Enrico Rossi, Luca Ceriscioli, Nicola Zingaretti, Michele Emiliano e Vincenzo De Luca. Altre 13 regione italiani, invece, sono amministrate dal centrodestra, con il Trentino Alto Adige che vede le due province di Trento e di Bolzano sotto la guida di due politici diversi: Maurizio Fugatti della Lega a Trento e Arno Kompatscher, del Partito popolare sudtirolese a Bolzano.

Adesso bisognerà aspettare il voto di maggio e giugno in altre 6 Regioni, che  verranno chiamate al voto, cioè Veneto, Toscana, Campania, Puglia, Marche e Liguria per avere una nuova mappa dell’Italia definitiva per il 2020.




Renzi sulle Regionali Puglia: "Italia Viva avrà un candidato diverso da Emiliano"

ROMA –  Matteo Renzi intervenendo nel programma “L’aria che tira” condotto da Myrta Merlino su La7, ha così commentato l’esito delle primarie pugliesi nel Pd . “Non sono d’accordo con il Pd su alcune cose – sottolinea – ad esempio in Puglia appoggerà Emiliano, il governatore uscente. Io ho grandissimo rispetto per lui ma guardo la storia e dico che la Puglia di Emiliano è l’emblema di  quella parte di sinistra che non amo troppo

La Puglia di Emiliano è l’emblema dell’alleanza culturale con il grillinismo: Ilva, Tap, la Xylella, la Banca Popolare di Bari che non doveva diventare una Psa” . La decisione era nell’aria ed è stata così spiegata dall’ex premier, da anni in netta contrapposizione con il presidente uscente della Giunta regionale pugliese.

Un annuncio quello dell’ex premier due giorni dopo le primarie del centrosinistra pugliese, vinte dal governatore uscente Michele Emiliano con il 70 per cento delle preferenze sugli avversari: Fabiano Amati, Elena Gentile e Leonardo Palmisano, competizione  ha visto l’affluenza al voto crollare di circa il 50% dei votanti.

“In Puglia noi presenteremo un candidato diverso da Emiliano” ha detto Renzi che,  alla domanda su chi sarà il candidato di Iv in Puglia, ha risposto: “Lo annunceremo a febbraio, dopo le elezioni in Emilia. Un candidato che farà campagna elettorale per la Puglia”. Alla successiva domanda se ìl candidato governatore in Puglia sarà Teresa Bellanova, il leader di Italia Viva ha replicato: “La Bellanova fa il ministro e lo fa bene, ed è anche il presidente di Italia Viva“. 

Quanto annunciato da Renzi ne è la diretta conseguenza dei rapporti ormai interrotti da tempo con Emiliano e la loro rivalità aveva raggiunto momenti di grande tensione, non solo formale, durante  alla corsa della segreteria nazionale del PD .




Emiliano vince le primarie (a spese dei pugliesi !)

BARI  – Soltanto 56.773 votanti hanno votato ieri alle primarie del centrosinistra in Puglia sui 1.684.000 aventi diritto al voto alle prossime Elezioni Regionali in Puglia. Un risultato  più che deludente per Michele Emiliano,  sopratutto se confrontato ai 793.831 voti ricevuti nel 2015 grazie ai quali venne eletto Presidente della Regione Puglia.  Alle primarie a livello regionale hanno partecipato in circa  80mila persone, quasi la metà dei 149 mila della scorsa tornata.

Emiliano che  ha incassato ieri il 70,4% dei consensi sui 56.773 votanti , sconfiggendo i suoi tre sfidanti – l’ex europarlamentare del Pd Elena Gentile, il consigliere regionale del Partito democratico, Fabiano Amati e il sociologo Leo Palmisano (indipendente) – i quali adesso di dicono “pronti a lavorare tutti insieme” (ma qualcuno gli crede ?)  in vista delle regionali in primavera “al fine di contrastare la destra”.

“Con il mio risultato, di cui sono molto contenta – ha detto la Gentile (12,1%, 9.753 voti ) – sarò a disposizione della coalizione perché io voglio vincere, perché sento di poter rappresentare un pezzo di società che chiede un’attenzione differente rispetto al passato: donne, terzo settore, le tante persone che non ce la fanno, i ragazzi e le ragazze di questa regione a cui dobbiamo restituire la speranza di un futuro” aggiungendo “Michele Emiliano ha dimostrato di avere consenso  e quindi siamo in campo, con la stessa forza e determinazione di sempre, per non consentire alla destra di scippare questa regione al centrosinistra“.

“Prendo atto del risultato – ha commentato Fabiano Amati (14,3%, 11.559 voti) – le primarie servivano a decidere il candidato presidente del centrosinistra ed è stato deciso che sarà Michele Emiliano. Ora tutti a lavoro per il voto di primavera“. “Bisogna tenere larga la coalizione – ha aggiunto – e coinvolgere chi non ha partecipato, perché il dato sull’affluenza ha un significato imponente e quindi tutti a lavoro per evitare che la destra possa vincere“.

Il consigliere regionale Amati è stato il più suffragato sia nella città di Brindisi che in provincia , nonostante il sindaco Rossi abbia sostenuto apertamente il governatore Emiliano. Sono stati 4.729 i voti conquistati nel brindisino dal consigliere regionale fasanese Fabiano Amati contro i 3.755 di Michele Emiliano

Nella provincia di Taranto dove i votanti sono stati solo 8738 Emiliano ha infatti conquistato 5767 preferenze, contro le 1450 di Elena Gentile, le 1082 di Fabiano Amati e le 385 di Leonardo Palmisano.

Tra i voti registrati nel versante occidentale della provincia, emerge il contributo ricevuto del sindaco di Laterza,  Gianfranco Lopane, che ha consentito ad Emiliano di ricevere su 1003 votanti e ben 941 preferenze . 

Seppure con un’affluenza decisamente più fredda (solo 161 votanti) nel Comune di Castellaneta quasi la totalità delle preferenze sono state per Emiliano,con il PD cittadino che ha palesemente disertato le primarie, affidando a Facebook tutto il suo malcontento in virtù di un chiacchierato “asse politico” tra il sindaco Giovanni Gugliotti ed Emiliano.

Le dichiarazioni di Palmisano (3,1%, 2.532 voti): “Ci mettiamo al lavoro per incontrare coloro che ci hanno ostenuto  per capire se abbiamo la forza per coagulare questo consenso e farlo crescere in una lista. Per quanto mi riguarda è fuori di dubbio la nostra adesione alla coalizione. Una ventata di aria pulita che deve spazzare le nubi del sovranismo che incombono sul cielo della Regione Puglia.

Non c’è stato solo Michele Emiliano nelle primarie del centrosinistra. A Canosa di Puglia, appena dietro il governatore, si è piazzato a sorpresa lo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio.(non candidato !)  a cui sono arrivati ben 63 i voti su 197 !  Una protesta singolare scelta da alcuni elettori per indicare il loro desiderio di un nome diverso da quelli proposti per chiedere una nuova stagione della politica a sinistra . Le schede, naturalmente, sono risultate nulle. I risultati finali:Amati 5, Gentile 13, Palmisano 3, Emiliano 109, Carofiglio 63. Quattro le altre nulle.

Ma nella Bat vi sono state anche altre sorprese, come a Margherita di Savoia, uno dei più piccoli centri della Bat, dove  alle urne si sono presentati più elettori di quanti hanno votato nella città di Barletta. Un fenomeno legato all’attivismo del primo cittadino, Bernardo Lodispoto che ha sostenuto Emiliano tra proclami e scivoloni. Come lo spot nei panni di un mafioso.

I votanti alle primarie del centrosinistra nel 2010 per la scelta del candidato alla presidenza della Regione tra Vendola e Boccia  erano stati 200.000; 134.000 nel 2015 tra Emiliano, Minervini e Dario Stefàno ; nel 2020 solo 80.000 votanti dichiarati dal Pd, quindi  negli ultimi 10 anni c’è stato un calo di votanti di 120.000 persone, in percentuale del 120 per cento.

Facendo un raffronto tra i votanti alle primarie del centrosinistra e i votanti alle elezioni ‘vere’ occorre segnalare che nel 2010 i votanti alle primarie (200.000) rappresentarono circa il 19,29 % (sul valore assoluto dei votanti la coalizione di centrosinistra 1.036.638). Nelle primarie del 2015 i votanti furono 134.000 (elezioni votanti per centrosinistra 793.831 con percentuale circa del 17 per cento); alle ultime primarie nel 2020 i votanti 80.000. Quindi ne consegue che se  la percentuale rimane intorno al 20%, gli elettori per il centrosinistra saranno circa 400.000 a fronte di circa  4.000.000 aventi diritto al voto.

Nessuno però ricorda l’utilizzo spregiudicato che ha fatto Emiliano del suo ruolo e delle strutture (persone) comprese della Regione Puglia utilizzate ( a spese quindi dei contribuenti pugliesi) in questa campagna per le primarie, dove nessuno dei concorrenti del governatore uscente si è mai soffermato a ricordare tutte le inchieste della magistratura che coinvolgono Michele Emiliano.

Il presidente della regione Puglia Michele Emiliano è indagato insieme al suo capo di gabinetto Claudio Stefanazzi e tre imprenditori due di un’azienda barese che avrebbe finanziato con 65mila euro parte della campagna elettorale per le primarie del Pd del 2017 e un altro, titolare dell’agenzia di comunicazione, creditrice della somma, che curò quella campagna. a seguito dell’indagine svolta Guardia di Finanza di Bari, coordinata dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno,  dalla Procura di Bari.

L’inchiesta riguarda una fattura da 65mila euro pagata da due imprenditori baresi a un’agenzia di comunicazione che aveva curato la sua campagna elettorale per le primarie nazionali del Pd del 2017. I reati contestati a vario titolo sono “induzione indebita a dare o promettere utilità”, “abuso di ufficio” e false fatture. Nell’ambito dell’indagine, i finanzieri baresi hanno acquisito documentazione nella sede della Presidenza della Regione Puglia.

 




"Stupidario" della politica: le assurdità dette nell'ultimo decennio | 1a puntata, 2010-14

ROMA – Dieci anni esatti, 3.651 giorni, tre legislature, sette governi. Un lungo viaggio tra frasi celebri e scandali sessuali e abitativi, fiammate omofobe e razziste, congiuntivi fantozziani e gaffe planetarie, e contraddizioni, complotti e menzogne.  Ma tutto ciò è niente.
E’ giunto il momento di attraversare questo decennio attraverso le peggiori dichiarazioni proferite dai più alti vertici istituzionali del Paese, dal gennaio 2010 al dicembre 2019.

2010

Governo Berlusconi, dal 2010 fino al 16 novembre 2011

Per la Camera è Sì
Il presidente del Consiglio ha chiamato la Questura di Milano nella convinzione che Ruby fosse davvero la nipote di Mubarak”. (Maurizio Paniz, parlamentare Pdl, 27 gennaio 2010)
Prescriz…
Il giorno dopo la sentenza di assoluzione dell’avvocato Mills la politica si divide”.(Tg1, direttore Augusto Minzolini, 26 febbraio 2010)
L’insaputa
Un Ministro non può sospettare di abitare in una casa pagata in parte da altri”. (Claudio Scajola, ministro e parlamentare Pdl, 4 maggio 2010)
La casa di Montecarlo
Anch’io mi chiedo chi sia il vero proprietario della casa di Montecarlo. È mio cognato Giancarlo Tulliani, come tanti pensano? Non lo so…”. (Gianfranco Fini, presidente della Camera, 25 settembre 2010)
Fino alla morte
Io sono eletto nell’Italia dei Valori e tale voglio rimanere, fino alla morte. Mi tentano, ma io resisto. Come potrei farmi vedere in giro domani se passassi con Berlusconi?”. (Antonio Razzi, parlamentare Idv, settembre 2010)
Wikileaks
Julian Assange vuole distruggere il mondo, il suo è terrorismo”. (Franco Frattini, ministro degli Esteri, 29 novembre 2010)

2011

Messaggi culturali nuovi”
Dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni, sei uno sfigato”. (Il viceministro del Lavoro Michel Martone alla sua prima uscita pubblica, 24 gennaio 2011)
Il laser antidepilatorio di Ruby
L’ho aiutata e le ho dato perfino la chance di entrare con una sua amica in un centro estetico. Doveva fornire un laser antidepilatorio. Costava, se ricordo bene, 45 mila euro. Così ho dato l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla alla prostituzione”. (Silvio Berlusconi, 11 aprile 2011)
Freud
La Minetti non è mai stata la mia igienista mentale”. (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, 14 aprile 2011)
La mia è lesbica
Tutti noi abbiamo un 25% di omosessualità. Ce l’ho anch’io, solo che la mia omosessualità è lesbica”.(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, 16 aprile 2011)
#tunnelGelmini
In rete è già un cult. La gaffe della ministra Gelmini sul «tunnel tra il Cern e il Gran Sasso» sta facendo il giro del Web”. (La Stampa, 24 settembre 2011)
I ristoranti pieni
Mi sembra che in Italia non ci sia una forte crisi. La vita è la vita di un Paese benestante, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni”. (Silvio Berlusconi, 4 novembre 2011)
Democrazie minori
La dittatura di Mussolini? Beh, diciamo che era una democrazia minore”. (Silvio Berlusconi, 14 dicembre 2011)
I cazzi miei
Io te lo dico chiaro: il 14 dicembre ho fatto i cazzi miei… 10 giorni mi mancavano per la pensione, e per 10 giorni mi inculavano… io c’ho 63 anni, dove vado a lavorare io? Cazzo me ne frega, tanto qui sono tutti malviventi, se non fai da solo ti si inculano loro”. (Antonio Razzi, tra i “responsabili” che salvarono il governo Berlusconi, ripreso in Parlamento dalla telecamera nascosta dell’onorevole Barbato, dicembre 2011)

2012

Cavalli di razza
Credo che i Razzi e gli Scilipoti siano davvero un esempio che ci conforta… in Antonio Razzi riconoscerete un cavallo di razza della politica”. (Silvio Berlusconi, 1 febbraio 2012)
Emergenza neve
È un fatto geografico e botanico: a Roma gli alberi non sopportano bene il peso della neve, non ci sono abituati” (Gianni Alemanno, sindaco di Roma, 6 febbraio 2012)
La pipì in strada
Che effetto mi fanno due donne che si baciano per strada? Come chi fa pipì in pubblico, può dare fastidio”. (Carlo Giovanardi, senatore Pdl, 12 febbraio 2012)
Il dna del Duce
Rivedendo quella foto dico che forse nel mio codice genetico c’è qualcosa che riporta a Mussolini… le scelte giuste fatte dal Duce sono state moltissime”. (Domenico Scilipoti, deputato Pt, 14 marzo 2012)Nella vasca da bagno

Sto di merda. Non dovevo accettare quel pesce. Mi processo davanti a tutti per quattro spigole e cinquanta cozze pelose”. (Michele Emiliano, sindaco di Bari, Pd, 18 marzo 2012)

Asini
Io ero asina a scuola, non mi ha mai neppure sfiorato l’idea di iscrivermi ad una università”. (Rosy Mauro, vicepresidente del Senato, Lega Nord: 10 aprile 2012)

Nicole come Nilde
Nicole Minetti è come Nilde Iotti. Anche Togliatti aveva come amante la Iotti, poi lei è diventata il primo presidente donna della Camera, e sicuramente non aveva vinto dei concorsi”. (Daniela Santanchè, esponente Pdl, 12 aprile 2012)
Grillo e la mafia
La mafia non ha mai strangolato le proprie vittime, i propri clienti, si limita a prendere il pizzo (…)”. (Beppe Grillo, 29 aprile 2012)
Sfigati
Ma il giornalista del Corriere fa le vacanze sempre da solo? Eh ma che sfigato! Le vacanze da solo! Che malinconia, che tristezza, che sfigato. Voi non fate mai vacanza di gruppo?”. (Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, Pdl, aprile 2012)
A bordo, cazzo!
Perché sono sceso dalla nave? Il legno era ormai scivoloso, creando un piano inclinato 50-55 gradi sono stato praticamente favorito ad andare sulla lancia, non so se sono scivolato o se sono caduto, o se è la nave che si è spostata”.
(Francesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia, 10 luglio 2012)
Le ascelle di Berlusconi
Altroché culo flaccido, Silvio ce l’ha sodo e tosto, è un toro. Ricordate quando vi dissi che gli baciai i piedi? Poi lo rifeci di nuovo, ma c’è una novità: gli ho pure baciato le ascelle. E dopo una giornata di lavoro, alle nove di sera, profumavano di rose”. (Sabina Began, l’Ape Regina delle feste di Arcore, 16 luglio 2012)
Lo spirito giusto
Lo stipendio da parlamentare non è un granché alla fine. Per me, con le case che ho, spese di qua e di là… ma poi che cazzo gliene frega alla gente di cosa faccio dei miei soldi? Perché vado poco al Senato? Io l’ho già detto, sono in Parlamento solo per legittima difesa contro i magistrati. Di votare non me ne frega niente”. (Marcello Dell’Utri, senatore Pdl, 19 luglio 2012)
Choosy
Bisogna entrare subito nel mondo del lavoro, mai essere troppo ‘choosy‘, come dicono gli inglesi”. (Elsa Fornero, ministro del Welfare, 22 ottobre 2012)
First lady
Basta fango, ora seguirò il mio sogno, vado negli Usa: mi piacerebbe incontrare un bellissimo uomo di due metri, che gioca a baseball e che riesca a conquistarmi. Oppure diventare la first lady americana”. (Nicole Minetti, ex consigliere regionale Pdl, 30 ottobre 2012)
Mangino cornetti
Ma quale crisi!? Sono passata davanti ad un famoso bar di Roma alle dieci del mattino, ed era pieno di gente che si faceva cornetto e cappuccino! Se ci fosse davvero tutta ‘sta povertà…”. (Michaela Biancofiore, onorevole Pdl, 13 novembre 2012)

2013

Beppe come Gesù
Prima del blog vivevamo in Matrix: ora il messaggio di Beppe Grillo è contagioso come quello di Gesù Cristo”. (Roberto Casaleggio, co-fondatore del Movimento 5 Stelle, 4 gennaio 2013)

Beppe e l’antifascismo
Se io sono antifascista? Questo è un problema che non mi compete… Se un ragazzo di CasaPound volesse entrare nel nostro Movimento, con in requisiti in regola, non ci sarebbe nessun problema. Che poi hanno pure alcune idee condivisibili”. (Beppe Grillo, 10 gennaio 2013)

Duce grande statista
Buio pesto le leggi razziali, ma nel fascismo ci sono state molte luci. Mussolini fu un grande statista: se lo dicono di Monti figuriamoci se non possiamo dirlo di Mussolini”. (Ignazio La Russa, Fdi, 1 febbraio 2013)

Empy
Vi presento il mio nuovo cane, si chiama Empatia, per gli amici Empy”. (Mario Monti, presidente del Consiglio, 6 febbraio 2013)

Tanti amici gay
Ho tantissimi amici omosessuali, ma il matrimonio gay è una cosa profondamente sbagliata. Non è detto che l’Europa sia sempre e comunque da imitare, in alcuni paesi hanno legalizzato dei movimenti che facevano anche apologia della pedofilia”. (Pierferdinando Casini, leader Udc, 7 febbraio 2013)

Sberleffi a vita
Un bambino che viene adottato da una coppia gay sarà soggetto agli sberleffi, al bullismo, sarà preso per il culo per tutta la vita. Di solito le coppie gay sono eccentriche – pensate ad Elton John – quei bambini non crescono nella normalità. Gesù Cristo ha fatto l’uomo e la donna, per procreare”. (Michaela Biancofiore, da onorevole Pdl, 7 febbraio 2013)

Mannoia alla Cultura
Il mio governo ideale? Dunque, io premier e pure ministro della Giustizia, ad interim. Marco Travaglio all’informazione, Giacché all’Economia, un operaio al Lavoro, un poliziotto agli Interni, e Fiorella Mannoia alla Cultura”. (Antonio Ingroia, candidato premier di Rivoluzione Civile, 15 febbraio 2013)

La scuola di Chicago
Mi sono inventato anche la partecipazione allo Zecchino d’Oro… però ho fatto le selezioni, sono andato all’Antoniano e sono stato scartato, bisognava comprare l’enciclopedia…”. (Oscar Giannino, candidato premier di Fare Futuro, dopo lo scandalo dei titoli di studio inventati, 20 febbraio 2013)

Dice e non dice
Da noi la magistratura è una mafia più pericolosa della mafia siciliana”. (Silvio Berlusconi, 23 febbraio 2013)

Giovanardi su Cucchi
Ilaria Cucchi sta costruendo una carriera politica su una bugia collettiva, suo fratello Stefano non è stato ammazzato di botte, è morto perché era un tossicodipendente e uno spacciatore“; “il tempo è galantuomo e ha fatto giustizia di pregiudiziali ideologiche, enfatizzate dai media, che attribuivano responsabilità agli agenti di custodia per un pestaggio mai avvenuto”; “nessuna relazione tra la morte di Stefano ed eventuali percosse subite. Le lesioni? La causa è la malnutrizione. Ha avuto una vita sfortunata”. (Carlo Giovanardi, senatore Pdl, 2013)

Umettare la matita
Prima del voto bagnatevi la mano con la saliva, umettate la matita e poi votate. Solo così il vostro voto sarà indelebile”.
(Matteo Dall’Osso, onorevole 5 Stelle, 24 febbraio 2013)

Microchip istituzionale 
Ciao, sono Paolo, ho 25 anni, sono vegano e mi sono disiscritto dalla Chiesa cattolica… ho scoperto la politica con il documentario Zeitgeist: mi ha fatto vedere il mondo in maniera completamente diversa… non so se lo sapete, ma in America hanno già cominciato a mettere i microchip all’interno del corpo umano”. (Paolo Bernini, futuro onorevole M5S, 4 marzo 2013)

Hey
Guardi, chi mi rimprovera di aver scelto un abbigliamento alla Fonzie forse si sente un po’ Ralph Malph…”. (Matteo Renzi e la partecipazione ad Amici, 4 aprile 2013)

La mutanda
Le mutande si possono cambiare ogni quattro giorni, basta metterle fuori a prendere aria, e lavarsi bene. Io faccio così, non si possono sprecare 25 litri d’acqua per una mutanda”. (Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, 14 aprile 2013)

L’Altissimo
Ci affidiamo completamente a Lei, Presidente Napolitano, con lo stesso trasporto di Papa Francesco quando si rivolge all’Altissimo”. (Enrico Letta, pronto per la premiership, 29 marzo 2013)

Miracolati
Rodotà è un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi. Gli auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra”. (Beppe Grillo scarica il candidato M5S al Quirinale, 28 maggio 2013)

Diversità
Le donne sono diverse! Le donne non guardano il culo degli uomini!”. (Laura Ravetto, onorevole Pdl, 31 maggio 2013)

Eventi
“Il Restitution Day è l’evento politico più rivoluzionario dagli omicidi di Falcone e Borsellino”. (Carlo Sibilia, onorevole M5S, 7 luglio 2013)

Come sotto il Fuhrer
I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler”. (Silvio Berlusconi, 6 novembre 2013)

Palle d’acciaio
Sapete cosa pensano di me in Europa? Che ho delle palle d’acciaio”. (Enrico Letta, presidente del Consiglio, 7 novembre 2013)

L’orango
Ogni tanto smanettando con internet trovo le foto del governo italiano, e cazzo, quando vedo le immagini della Kyenge con le sembianze di un orango, io resto sconvolto”. (Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, Lega Nord, 13 luglio 2013)

Silvio Einstein
Presidente, pensando a lei mi torna in mente Albert Einstein, e quello che diceva: ‘le grandi menti, le grandi personalità, hanno sempre ricevuto violenta opposizione da parte delle menti mediocri’”.(Mara Carfagna, onorevole Pdl, 30 settembre 2013)

Le sirene esistono 
Prove schiaccianti! Sei scienziati che stavano facendo studi sulla sirena l’hanno vista, ma l’Amministrazione Nazionale Oceanica nega tutto, gli sequestra il materiale e li caccia via! Perché? Di cos’hanno paura? Perché non ammettere un fatto tanto evidente?”. (Tatiana Basilio, deputata 5 Stelle, 2 novembre 2013)

Mahatma Silvio
Tutti i grandi della storia sono andati in carcere: Gandhi, Mazzini, De Gasperi, Mandela, De Gaulle, in ogni epoca ci sono stati magistrati che volevano sbarrare il corso della storia. Proprio come succede a Berlusconi…”. (Daniela Santanchè, onorevole Pdl, 30 novembre 2013

2014

Il democristiano Kim
Kim Son Un (Kim Jong-un, ndr), sembra un dittatore, ma è un moderato, lui sta cercando di portare un po’ di democrazia in Corea del Nord. E siccome lo zio voleva fare un complotto, il nipote ha fatto magnare lo zio dai cani! Io non lo vedo come un dittatore, ma come un vecchio democristiano, un politico bravo. In Corea del Nord mi sono sempre trovato benissimo, e non ho visto nessuna bomba atomica...”. (Il senatore di Forza Italia Antonio Razzi, 6 gennaio 2014)

Uomini sessuali
Siete omosessuali, avete cercato di diventare etero e non ci siete riusciti? Stasera Porta a Porta è fatta per voi”. (Bruno Vespa, presentando la puntata di Porta a Porta, 14 gennaio 2014)

Fortunelli
I neri “hanno la fortuna di non doversi truccare, e quindi sono più fortunati di noi”.
(Jole Santelli, onorevole di Forza Italia, 15 gennaio 2014)

Socialismo reale
Noi siamo marxisti-leninisti, che vogliono il socialismo. Come vivo? Ricevo un vitalizio perché ho fatto 20 anni in Parlamento, sono 4.500 euro netti al mese”.
(Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, 16 gennaio 2014)

Enrico stai sereno
Diamo un hashtag: #EnricoStaiSereno”. (Matteo Renzi, da segretario Pd, 17 gennaio 2014
)

La figlia di Giovanardi ed il rastone gay
Mia figlia qualche anno fa tornò a casa dal Sudafrica e mi disse: ‘Papà, mi sono fidanzata con un Rasta’, e mi ha spiegato cos’era… ‘è di colore’, e mi ha spiegato cosa significava… ‘è sposato’, ed io, vabbè, sono un uomo di mondo… ‘è sposato con un uomo’, e lì mi sono risvegliato al pronto soccorso…”.(Carlo Giovanardi, senatore Ncd, 24 gennaio 2014)

Nichi ma che stai a dì?
Che parola pregnante e multidimensionale: disarmo! È politica internazionale, politica della sicurezza, è conversione dei modelli produttivi, è rispetto della natura, è educazione alla convivenza e alla convivialità, è critica degli armamenti e dell’armarsi, a partire dagli apparati industriali militari per finire agli apparati genitali. Le guerre stellari, la guerra infinita, le guerre umanitarie e democratiche, le fosse comuni, le stragi chimiche, le Twin Towers, i kamikaze…”. (Nichi Vendola, congresso di Sel, 25 gennaio 2014)

Pompinare
Voi donne del Pd siete qui perché siete brave solo a fare i pompini”. (Massimo Felice De Rosa, deputato M5S, si sarebbe rivolto così alle colleghe democratiche in Commissione giustizia alla Camera, 30 gennaio 2014)

Indimenticabile la risposta dell’onorevole Pd Giuditta Pini
Noi siamo qui solo per i pompini? Ho preso 7.100 preferenze in tre giorni, mi fa ancora male la mascella”. (31 gennaio 2014)

Immaginate le risposte…
Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?…”. (Beppe Grillo, su Facebook, 31 gennaio 2014)

Sorpresa
Non immaginavo di diventare ministro… stavo guardando Peppa Pig in televisione”. (Marianna Madia, ministra alla Pa, 22 febbraio 2014)

Mosè
Non posso negarlo, quando Renzi mi chiama sul display del telefono compare la scritta Mosè… eheh… Mosè porta il suo popolo fuori da una condizione opprimente e allo stesso tempo rassicurante”. (Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, 22 aprile 2014)

Una vita da mediano
Calcisticamente parlando, qualcuno pensa che io sia un fantasista, cioè quello che inventa il colpo a sorpresa, o il portiere fortunato, che para i rigori perché provoca l’avversario. Non hanno capito che, dal punto di vista amministrativo, io sono un mediano, un mulo, che su tutti i palloni si mette lì e ‘butubum-butubum’ studia le carte”.(Matteo Renzi, presidente del Consiglio, 13 luglio 2014)

Il bibliofilo
Marcello Dell’Utri ha una bellissima famiglia, è un cattolico fervente e praticante, non conosco cose negative che abbia fatto Marcello. È un uomo molto colto, è probabilmente il più colto bibliofilo italiano”
. (Silvio Berlusconi, 28 aprile 2014)

Ha stato il Bilderberg
Il mandante della bomba di Piazza della Loggia è lo Stato italiano. Una strage di Stato. C’era di tutto. I servizi segreti deviati, la politica, la Cia, e come dice Imposimato, anche il gruppo Bilderberg. Dietro alla strategia della tensione e alle stragi c’è anche il gruppo Bilderberg”. (Claudio Cominardi, onorevole M5S, 31 maggio 2014)

L’autistico Renzi
Matteo è come un ragazzino autistico: lo vorresti proteggere, perché tante cose non le sa, però se lo metti a ragionare di politica e di rapporti di forza, suona”. (Corradino Mineo, senatore Pd, 14 giugno 2014)

Fair play istituzionale
Fa piacere mandare a fare… gli inglesi, boriosi e coglioni”. (Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, dopo la vittoria dell’Italia sull’Inghilterra al mondiale brasiliano, 14 giugno 2014)

Zlatan fa sesso
I bellocci alla Brad Pitt mi fanno cadere i gingilli per terra, a me piacciono gli uomini baudeleriani… per dire, se c’è uno che mi fa sesso è Zlatan Ibrahimovic: irruente, forte, maschio, mi dà il senso che quando ti acchiappa ti acchiappa, ti fa uscire la passione dall’anima…”. (Michaela Biancofiore, onorevole forzista, 26 giugno 2014)

Man on the moon
Oggi si festeggia anniversario sbarco sulla #luna. Dopo 43 anni ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa…”.(Carlo Sibilia, parlamentare M5S, 20 luglio 2014)

In Corea con Razzi
Sono contento di esserci andato, un senso di comunità splendido. Ho fatto un’esperienza che consiglio a tutti. Cinque giorni senza telefonino, senza Internet, senza Facebook, senza Twitter. In pratica, il paradiso. La libertà di stampa? D’accordo, lì non fanno altro che parlare del ‘Grande Maresciallo‘, ma da noi non si cantano le lodi a Renzi tutti i santi giorni? Razzi è una persona spumeggiante, piena di iniziativa. In Corea è un’autorità assoluta”. (Matteo Salvini di ritorno dalla missione in Corea del Nord, 3 settembre 2014)

Ah ok
Sarò il nuovo Berlusconi, ma in meglio”. (Corrado Passera, fondatore di Italia Unica, 22 settembre 2014)

Scie comiche
Porterò il caso delle scie chimiche in Parlamento europeo: all’attenzione della commissione agricoltura, di cui faccio parte”. (Marco Zullo, eurodeputato M5S, 24 settembre 2014)

Delicatissima
Meno droga, più dieta, messa male”. (Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri risponde così, su Twitter, ad una giovanissima fan di Fedez, 19 ottobre, 2014)

Nuove strategie
La nostra nuova battaglia sarà ‘Dentiere gratis per tutti’…”. (Silvio Berlusconi, 22 ottobre 2014)

The Artist
Io Hitler lo considero un artista. Ha fatto meno danni della Merkel…”. (Mario Borghezio, eurodeputato leghista, 24 ottobre 2014)

Carta di credito Rai
Ostriche e champagne? Ma stiamo scherzando? Adesso mi incazzo. Io sono allergico a questi crostacei. E lo champagne te lo danno in qualsiasi ristorante appena ti siedi, senza nemmeno chiederlo…”. (Augusto Minzolini, senatore di Forza Italia, 30 ottobre 2014)

Svelato l’arcano
L’Isis stampa moneta senza il consenso di Usa e Fmi. Minare così tanto gli interessi occidentali non è più tollerabile…”.(Paolo Bernini, deputato M5S, 14 novembre 2014)

Panda-gate
La mia famosa Panda rossa ormai è considerata più pericolosa di un caccia bombardiere nordcoreano che invade lo spazio aereo dell’isola di Okinawa”. (Ignazio Marino, sindaco di Roma, 18 novembre 2014)

Ladylike
In politica io voglio avere il mio stile, l’essere sempre a posto, è un quid in più. Io ad esempio ho deciso di andare dall’estetista ogni settimana. Mi prendo cura di me, mi faccio le meches, mi faccio la tinta. Cosa dovrei andare in giro con i peli ed i capelli bianchi? Ho un ruolo pubblico, rappresento tante persone, e voglio rappresentarle al meglio. Il nostro stile di fare politica è ‘Ladylike’…”. (Alessandra Moretti, da eurodeputata Pd, 18 novembre 2014)

Er Batman
Tutta Italia pensa che io sia andato a cena con ostriche e champagne ma non l’ho mai fatto. Non mangio ostriche, so’ carnivoro. Non ho mai avuto una Harley Davidson. Anche il soprannome ‘Er Batman‘ è totalmente inventato. Altroché Batman, io sono un fagiano, l’unico che non prenderà il vitalizio…”. (L’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito torna sullo scandalo rimborsi, 20 novembre 2014)

Dna
Come diciamo che culturalmente i francesi amano l’amore e gli italiani amano la musica, i rom culturalmente sono ladri…”. (Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d’Italia, 1 dicembre 2014)

Nientemeno
Alcune mie dichiarazioni sono state parzialmente riprese anche da Papa Francesco”. (Alessandro Di Battista, deputato M5S, 9 dicembre 2014)

2015

Nientemeno… / 2
Mi piacerebbe essere ricordato come il Che Guevara di Napoli”. (Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, 15 gennaio 2015)

Lo diceva l’internet
Vanessa e Greta sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo!”. (Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri rilancia su Twitter una pesante falsità “letta in rete” e relativa alle due giovani cooperanti italiane rapite in Siria, 17 gennaio 2015)

I consigli del leader
Guardare Peppa Pig rilassa il cervello!”. (Matteo Salvini, 9 febbraio 2015)

Su Radio Padania
Il popolo padano è vittima di pulizia etnica coordinata dall’Europa!”. (Matteo Salvini, 16 febbraio 2015)

Un tweet, doppio fail
Che origini hanno i piloti dell’autobus caduto???”. (Era un “Airbus”, non un “autobus”, mentre i piloti erano tedeschi da generazioni… L’onorevole forzista Daniela Santanchè sul disastro dell’aereo Germanwings, costato la vita a 150 persone, 26 marzo 2015)

Lapsus
Per essere giornalisticamente circoncisi…”. (Il capogruppo forzista Renato Brunetta, durante la conferenza stampa sulla riforma della scuola a Montecitorio, 23 aprile 2015)

Tutti in piedi
Il ruolo in politica non ha cambiato le mie abitudini: stiro, lavo e vado al supermercato da sola”. (Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme, 19 aprile 2015)

Elementare
Per risolvere il problema degli sbarchi di clandestini, ho la mia cura: basta togliere il motore alle barche!”. (Silvio Berlusconi su Telepadova, 19 maggio 2015)

Il liceale
“’Migranti’… questo vocabolo nuovo inventato dalla Boldrini… sono clandestini! ‘Migrante’ è un gerundio!”. (In realtà sarebbe un participio presente… Matteo Salvini, 5 giugno 2015)

Tweet poi rimosso
Elezioni per Roma il prima possibile! Prima che Roma venga sommersa dai topi, dalla spazzatura e dai clandestini”. (Beppe Grillo, 17 giugno 2015)

Corriere della Sera: “Vito Crimi e il ‘complotto’ dei piedi sporchi, le ironie della Rete su M5S”
Il senatore Crimi pubblica la lettera di un amico che si lamenta per i piedi sporchi del figlio a causa della polvere dopo due settimane di assenza da casa per le vacanze, e chiede il monitoraggio dell’aria. Esplodono le prese in giro sui social”.
(15 luglio 2015)

Lo zoo
310 morti per un pellegrinaggio? Cose da pazzi! Sono come animali… più che alla Mecca, dovrebbero andare allo zoo!!!”.(Gianluca Buonanno, da eurodeputato leghista, 24 settembre 2015)

Maria
Sì, è vero, ho fatto un provino ad Amici, dalla De Filippi. Avevo 20-22 anni, e non andò bene...”. (Alessandro Di Battista, deputato 5 Stelle, 15 ottobre 2015)

Gesù Cristo
Io trovo una vicinanza incredibile tra l’azione rivoluzionaria di Gesù Cristo e l’azione rivoluzionaria alla quale noi del Movimento 5 Stelle stiamo chiamando i cittadini…”. (Paola Taverna, senatrice M5S, 30 novembre 2015)




Elezioni Regionali: Fitto candidato del centrodestra per sconfiggere Emiliano

ROMA – L’annuncio pubblico è stato affidato ad una nota di Fratelli d’Italia: “Nel rispetto degli accordi assunti con gli alleati che, oltre all’Emilia-Romagna e alla Calabria, riguardano tutte le altre Regioni nelle quali si voterà nel 2020 – continua il documento – Fdi conferma il proprio sostegno, con convinzione e impegno , alle candidature di Lucia Borgonzoni ( indicata dalla Lega n.d.r.) e di Jole Santelli (candidata da Forza Italia )“.

Allo stesso tempo, sempre in base agli accordi assunti – che assegnano a Fdi l’indicazione dei candidati per Puglia e Marche – annunciamo le candidature di Raffaele Fitto per la Puglia e di Francesco Acquaroli per le Marche“.

È quindi Raffaele Fitto il candidato del centrodestra alle prossime elezioni regionali in Puglia del 2020. L’eurodeputato, che ha già governato la Puglia prima di passare il testimone a Nichi Vendola, sfiderà Michele Emiliano. che giorno dopo giorno non sembra  più godere del sostegno di tutto il centrosinistra, a partire da una consistente parte del Pd pugliese.

“Come sempre Fratelli d’Italia sarà coerente e leale rispetto agli impegni presi con gli alleati del centrodestra, e siamo certi – prosegue la nota – che anche loro sapranno fare altrettanto. Lavoreremo insieme, con convinzione ed entusiasmo, per vincere in tutte le Regioni e garantire ai cittadini dei governi alternativi alla sinistra”.




Il giudice firma lo stop dell'Altoforno AFO2 dell' ex-ILVa di Taranto: oggi ultimo giorno di attività prima dello spegnimento

di Giovanna Ferrari

il Tribunale di Taranto

ROMA –  A partire da  domani sabato 14 dicembre, essendo scaduti  infatti i tre mesi precedentemente concessi dal Tribunale del Riesame di Taranto per ottemperare alle prescrizioni di automazione del campo di colata, l’Altoforno AFO2 dello stabilimento siderurgico di Taranto non potrà più essere usato: il giudice Francesco Maccagnano facendo seguito alla decisione di tre giorni fa di rigettare la proroga della facoltà d’uso chiesta dai commissari di ILVA in Amministrazione Straordinaria ha firmato l’ordine di esecuzione di spegnimento.

Quindi domani riprenderà lo spegnimento interrotto in settembre. Il giudice Maccagnano ha richiesto al custode giudiziario Barbara Valenzano di implementare “ogni più utile modalità di custodia tale da assicurare che a partire dal 14 dicembre 2019 l’Altoforno 2 non sia utilizzato“. L’impianto era stato più volte sequestrato e dissequestrato a seguito dell’ inchiesta della Procura di Taranto sulla morte dell’operaio Alessandro Morricella, investito mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’altoforno da una fiammata mista a ghisa incandescente nel giugno del 2015. Circostanza questa che sarà tutta da provare in giudizio,  in presenza di un video che sembra confutare la dinamica dei fatti

il governatore pugliese Emiliano, e la sua dirigente regionale Barbara Valenzano

I legali incaricati dai commissari dell’ ILVA in amministrazione straordinaria in queste ore sono al lavoro per predisporre un nuovo ricorso al Tribunale del Riesame il cui deposito è previsto entro venerdì della settimana prossima, per essere poi discusso il 30 dicembre, data della prima udienza utile, ma è possibile anche che secondo le date già calendarizzate dal Tribunale di Taranto,  venga rinviata a quella fissata per il “caso AFO2“, o al più tardi il 7 gennaio 2020.

Il giudice Francesco Maccagnano ha richiesto all’ing. Barbara Valenzano attuale dirigente della Regione Puglia (e considerata molto vicina al governatore Michele Emiliano) custode giudiziario dell’area a caldo dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, una serie di chiarimenti sulle procedure di spegnimento, nella comunicazione inviata ieri sera in viene ordinato di agire per “assicurare che, a partire dal 14 dicembre 2019, l’Altoforno 2 non sia utilizzato“.

In particolare è stato disposto che il custode giudiziario fornisca informazioni entro il 17 dicembre   in relazione “alle modalità di custodia dell’Altoforno in sequestro; alle tempistiche residue del cronoprogramma di spegnimento già avviato prima del 17 settembre 2019 ed agli effetti che detta operazione può avere su tale impianto; alle tempistiche entro le quali, ad Altoforno 2 ‘spento’, Ilva in As potrebbe adempiere alle prescrizioni di cui al decreto di restituzione emesso dalla Procura della Repubblica in data 7 settembre 2015, allo stato non ancora adempiute”, cioè le prescrizioni previste sull’automazione del campo di colata, e sinora disattese da tutti i commissari dell’ ILVA in A.S. che si sono succeduti, a seguito di relazioni tecniche che confutavano le indicazione della Valenzano, che però non hanno convinto il giudice, evidente fermo su una radicata posizione ideologica che emerge dalla sua decisione.

Inoltre, il giudice ha richiesto alla custode Valenzano di curarel’esecuzione del decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso in data 18 giugno 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto (convalidato con ordinanza emanata in data 26 giugno 2015 dal Giudice per le indagini preliminari)“, in ottemperanza alle disposizioni dell’ordinanza del Tribunale del Riesame emessa il 17 settembre scorso. In parole più chiare per il lettore, di applicare il sequestro dell’AFO2 disposto subito dopo l’incidente in cui perse la vita l’operaio Morricella.

ArcelorMittal, a seguito al rigetto tre giorni fa della proroga d’uso dell’AFO2 presentata da ILVA in A.S., ha comunicato ai sindacati il ricorso alla cassa integrazione per 3.500 lavoratori , che comprendono i precedenti 1.273 per i quali era stata annunciata nei giorni scorsi la proroga a partire dal 30 dicembre per altre 13 settimane.




ILVA. Il Tribunale di Taranto nonostante il parere favorevole della Procura rigetta l' istanza di proroga per AFO2

ROMA – Questa mattina si era svolto un incontro durato circa due ore fra la delegazione governativa dei tecnici del Mise e del Mef,  guidata da Francesco Caio, per illustrare  ai rappresentanti di ArcelorMittal il piano industriale del Governo per l’ Ilva di Taranto, quando è arrivata la notizia da Taranto che il giudice del dibattimento del Tribunale jonico Francesco Maccagnano, ignorando la richiesta della Procura, ha rigettato l’istanza avanzata dai commissari governativi dell ‘ ILVA in Amministrazione Straordinaria con la quale si chiedeva una proroga di  12 mesi per ottemperare alle prescrizioni di automazione del campo di colata dell’ altoforno AFO2.

Il parere della Procura era favorevole ma con le prescrizioni  che riguardavano l’adozione, da parte di ArcelorMittal, affittuario dello stabilimento siderurgico di Taranto, delle nuove procedure operative individuate da ILVA in Amministrazione Straordinaria. Nella relazione del custode giudiziario Valenzano  è stato evidenziato proprio questo punto, a seguito del quale il custode ha dato atto a ILVA di aver depositato entro il 13 novembre scorso (termine previsto, ), l’analisi di rischio ma ha altresì evidenziato che ArcelorMittal non aveva applicato le modificate procedure operative e finalizzate ad ottenere più sicurezza sull’impianto.

La decisione del giudice Maccagnano comporterebbe l’ inizio delle operazioni di spegnimento degli impianti a partire dal 13 dicembre data in cui scadono i tre mesi precedentemente concessi dal Tribunale del Riesame per ottemperare alle prescrizioni. Ma anche in questo caso sarà nuovamente il Riesame di Taranto a dire l’ultima parola in merito, ancor prima ci si si rivolga alla Suprema Corte

nella foto lo stabilimento siderurgico dell’ ILVA di Taranto

La pm Antonella De Luca della Procura della repubblica di Taranto aveva concesso parere favorevole, indicando nuove prescrizioni, alla richiesta di proroga avanzata dai commissari di ILVA in Amministrazione Straordinaria  dopo aver esaminato la relazione depositata dal custode giudiziario del siderurgico, Barbara Valenzano.  dirigente della Regione Puglia, considerata molto “vicina” ed allineata alle posizioni del Governatore Michele Emiliano. La decisione del giudice Maccagnano, dinanzi al quale si svolge il processo sulla morte dell’ operaio Alessandro Morricella, si esprimerà tra domani ed il prossimo 12 dicembre.

I legali dei Commissari governativi sono già al lavoro per fare ricorso al Tribunale del Riesame. Secondo il giudice l’altoforno AFO2 al momento non sarebbe sicuro per gli operai e quindi concedere il tempo richiesti per procedere all’ultimazione della messa in sicurezza secondo il teorema a dir poco discutibile del Tribunale, significherebbe far prevalere il diritto al lavoro sul diritto alla salute, mettendo così a rischio l’economia e l’occupazione di un’intera provincia, quella di Taranto, il cui 70% dell’economa è di fatto “Ilva-dipendente“.

 

Si è di fronte ad una situazione paradossale: da un lato, infatti, ci sono i giudici del tribunale milanesi che hanno invitato Arcelor Mittal a non spegnere gli altoforni e a continuare la produzione; dall’altro un giudice tarantino tarantina che impone lo spegnimento. L’ennesimo scontro istituzionale all’interno dello Stato. Senza l’ altoforno AFO2 rimangono in funzione solo gli altri due altoforni, Afo1 e AFO4: ognuno dei due altoforni  infatti può produrre al massimo due milioni di tonnellate di acciaio l’anno, e soli  quattro milioni di tonnellate sono pochi legittimando di fatto i 4.700 esuberi dichiarati dall’azienda . Per rimettere in esercizio l’  AFO5, il più grande altoforno d’Europa, attualmente spento per opere di in ristrutturazione, occorre non poco tempo ed ingenti investimenti. Al momento infatti, gli altoforni elettrici restano ancora solo un’idea contenuta in un progetto.

“Nonostante tutte le proroghe della facoltà d’uso di cui ha beneficiato Ilva Spa, concesse espressamente oppure implicitamente, si impone a questo giudice rilevare che il termine richiesto per l’adempimento delle residue prescrizioni (pari, nella sua estensione massima, a 14 mesi) appare poco più del triplo del termine originariamente concesso dalla Procura” scrive Maccagnano nel provvedimento di 29 pagine “il termine richiesto risulta troppo ampio, in palese contrasto con tutte le indicazioni giurisprudenziali e normative, e dunque tale da comprimere eccessivamente l’interesse alla salvaguardia dell’integrità psico-fisica dei lavoratori“. Per il giudice Maccagnano i tempi di proroga complessivi chiesti da ILVA (14 mesi totali con due step intermedi a 9 e 10 mesi), nonché quello “di poco meno di tre mesi già riconosciuto dal Tribunale della Libertà comporti in sacrificio eccessivo delle esigenze cautelari sussistenti nel caso in specie, e dunque de bene dell’integrità psicofisica dei lavoratori”.

Il contropiano presentato dal Governo è sicuramente lontano dagli intenti di ArcelorMittal, elencati nelle slide del nuovo piano industriale illustrato da Lucia Morselli, Ad di Arcelor Mittal Italia,  lo scorso  4 dicembre scorso al Mise . Dopo un mese di trattative la richiesta iniziale di 5 mila esuberi presentata lo scorso  4 novembre da Lakshmi Mittal  al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è scesa di ben poco, fermandosi a 4.700 tagli, di cui 2.900 a partire dal 2020. Nel dettaglio,

La proposta di ArcelorMittal prevede la riduzione degli attuali 10.789 dipendenti , cioè quelli “garantiti” del piano originario presente nel contratto firmato il 6 settembre 2018 ,  a 6.098 nel 2023, con 2.891 esuberi a partire dal 2020 ed altri 1.800 previsti nei successivi tre anni , cioè dopo che ArcelorMittal prevedeva lo spegnimento dell’ altoforno Afo2 sostituendolo con un forno elettrico ad arco che assorbirebbe minor mano d’opera, con un aumento della produzione fino a 6 milioni dal 2021, in risalita quindi dei 4,5 milioni di tonnellate attuali .

Ma adesso è arrivato da Taranto il nuovo problema giudiziario “ad orologeria” su Afo2, che è bene ricordare era una delle due giustificazioni ( o pretesti come sosteneva il premier Conte)  insieme alla scomparsa dello “scudo penale” per iniziativa del M5S a firma di Luigi Di Maio, che aveva spinto ArcelorMittal a comunicare lo scorso 4 novembre il proprio recesso  contrattuale. Da allora, nessuno dei due punti è stato rimosso.

Il salvataggio dell’ex ILVA di Taranto a questo punto si complica sempre di più. “I lavoratori dell’Ilva, dopo 32 ore di sciopero e una grande manifestazione a Roma, non sono nemmeno riusciti a tornare a casa  — ha dichiarato ieri sera Rocco Palombella segretario generale della Uilm  —  e trasmettere alle proprie famiglie un po’ di fiducia, che è arrivata la doccia gelata della decisione del Giudice di rigettare l’istanza dei commissari sulla continuità di marcia dell’altoforno 2“. ” Non voglio giudicare la decisione del Giudice – aggiunge il leader Uilmma ritengo che questa situazione sia l’ultimo tassello di una trattativa sempre più in salita, che vede allontanarsi una soluzione che vada nella direzione della tutela della salute, della salvaguardia dell’ambiente, della garanzia dei livelli occupazionale e della continuità produttiva“.

Rocco Palombella segretario generale della Uilm

” Anche in questa situazione drammatica – concluda Palombella –  mi sento di trasmettere un messaggio di speranza nei confronti dei lavoratori e del lavoro che porteranno avanti le istituzioni. Con la fermata dell’altoforno 2 si prefigurano scenari preoccupanti che potrebbero portare fino alla chiusura dello stabilimento di Taranto e alla fermata degli altri siti italiani del gruppo. Questa decisione, inoltre, potrà inasprire il contenzioso tra Arcelor Mittal e lo Stato italiano”.

La decisione del giudice del Tribunale di Taranto complica senza alcun dubbio l’esito della trattativa in corso fra il Governo ed i Mittal, che non può prescindere dall’uso dell’ altoforno AFO2, senza del quale gli impianti dello stabilimento siderurgico di Taranto sarebbero produttivamente inutilizzabili. Per dovere di cronaca occorre segnalare che il giudice Maccagnano fa parte della stessa sezione penale del Tribunale di Taranto presieduta dall’ ex Gip  Patrizia Todisco, da sempre “acerrima” nemica dello stabilimento siderurgico di Taranto. Solo una coincidenza ?

La parola adesso passa al Tribunale del Riesame di Taranto che ha molto spesso dato prova di assoluto equilibrio, annullando delle discutibili decisioni di qualche giudice a caccia di eccessivo protagonismo derivante da posizioni ideologiche e politiche che i magistrati dovrebbero rigorosamente evitare.

 

 




Emiliano, Morselli e Melucci: "Ora stiamo insieme". Della serie al ridicolo non c'è mai fine... !

ROMA – Ci sarebbe voluta la presenza di Roberto Giacchetti durante un assemblea per le primarie del PD quando disse ad Emiliano : “avete la faccia cole il culo”,  alla conferenza stampa “farsa” di ieri  con  l’ad Arcelor Mittal Italia Lucia Morselli , il governatore Michele Emiliano e il sindaco Rinaldo Melucci nella consueta parte degna del suo soprannome di “Sergente Garcia” con il quale ormai viene chiamata ed indicato da tutta Taranto .

Ascoltare  Emiliano dire cheper la prima volta mi sono sentito a casa” e Melucci aggiungere “Momento di ricucitura” e la Morselli affermare “L’acciaieria non finisce con un perimetro, esce da questa cerchia in cui sembra definita ed entra nelle case di tutti i dipendenti – ha dichiarato la numero uno di Am Italia per la prima volta dal suo subentro al cospetto della stampa locale (profumatamente “legata” cioè retribuita pubblicitariamente dal gruppo franco-indiano)  – abbiamo costruito una comunione d’intenti e sappiamo che stiamo insieme“.

Dire “Adesso sappiamo che stiamo insieme”, il giorno dopo in cui la Regione Puglia ed il Comune di Taranto si sono costituiti nel giudizio di Milano contro Arcelor Mittal Italia, relativo al ricorso cautelare presentato dai commissari contro il tentativo di sottrarsi agli obblighi contrattuali stipulati del gruppo franco-indiano.

La conferenza stampa fortemente voluta da Emiliano a fini elettori (a giugno 2020 si vota per il rinnovo del Consiglio regionale)  come di consueto ha quindi rasentato il ridicolo. La Morselli ha dichiarato sulla questione pagamenti che c’è stata “qualche difficoltà nei giorni scorsi, non voglio minimizzare perché sono cose molto serie. Con l’aiuto del presidente e del sindaco siamo riusciti a trovare rapidamente una soluzione. Una soluzione anche immaginando un percorso di coordinamento tra realtà produttiva locale e acciaieria di Taranto“. Sarà cioè costituita una specie di task force tra i fornitori dell’indotto ed appalto e l’amministrazione di Arcelor Mittal per evitare malintesi e difficoltà: si incontreranno con cadenza mensile “ma faccio un invito a loro per qualsiasi chiarimento, dubbio: siamo aperti e disponibili tutti i giorni”.

Resta da chiedersi, visto che nessun giornalista in conferenza stampa si è degnato di domandarlo, cosa c’entrino un governatore regionale ed un sindaco nelle procedure di pagamento di un’azienda facente parte di un Gruppo come Arcelor Mittal Italia quotato in Borsa . E sopratutto come mai siano “aperti e disponibili tutti i giorni” allorquando nei giorni precedenti, come dimostrato su alcuni programmi televisivi nazionali, ai loro centralini amministrativi non rispondeva nessuno, fino al vero intervento risolutivo e cioè quello delle procure di Milano e Taranto .

In serata è arrivata la notizia da Milano  l’udienza della causa civile a Milano che si è svolta ieri mattina all’interno della quale è stata  comunicata il cronoprogramma per il riassortimento dei magazzini. Il giudice Claudio Marangoni ha manifestato in apertura di udienza il proprio apprezzamento verso ArcelorMittal che rispettato l’invito, contenuto nella sua decisione del 18 novembre scorso, a non svolgere attività che potessero avere effetti irreversibili e danneggiare l’azienda. Fonti presenti all’udienza hanno riferito che Lucia Morselli Ad di ArcelorMittal Italia  “ha garantito il normale funzionamento degli impianti e la continuità produttiva” e quindi nessuno stop degli altoforni, con una ripresa del riassortimento dei magazzini nel prossimo mese con una produzione che da 10,5 kiloton che aumenterà fino a 12 kiloton in quattro settimane.

Adesso ArcelorMittal qualora la mediazione con il Governo non dovesse portare ad un accorso, avrà tempo fino al 16 dicembre per depositare una propria memoria nel procedimento sul ricorso cautelare presentato dai commissari. Quindi se il 20 dicembre ci sarà una convergenza sul contratto definitivo, che non sarà più quello originario ma dovrebbe contenere una serie di modifiche, la causa si estinguerà con un “non luogo a procedere”. nel procedimento sul ricorso d’urgenza dei commissari ILVA in A.S.  contro l’addio di ArcelorMittal, presenti come parti la Procura di Milano, la Regione Puglia e il Comune di Taranto. I legali dell’associazione di consumatori del Codacons hanno annunciato di essersi costituiti nel procedimento civile.

All’udienza erano  presenti per Am InvestCo (Arcelor Mittal) gli avvocati Giuseppe Scassellati, Ferdinando Emanuele, Roberto Argeri, Roberto Bonsignore (dello studio Cleary Gottlieb), De Nova, Enrico Castellani e Marco Annoni per l’ ILVA in Amministrazione Straordinaria.  La Procura di Milano , intervenuta nell’udienza di ieri, parallelamente continua a lavorare nell’ambito dell’inchiesta penale con le ipotesi di reato di aggiotaggio informativo e falsa dichiarazione dei redditi nei confronti del gruppo franco-indiana.