Crac delle Ferrovie Sud Est: indagati 21 dirigenti Bnl, anche ex Ad Gallia

BARI – Nella mattinata odierna, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, su delega della Procura della Repubblica firmata  dal procuratore aggiunto Roberto Rossi insieme ai pm Francesco Bretone, Bruna Manganelli e Luciana Silvestris, stanno eseguendo la notifica del provvedimento di avviso all’indagato di conclusione delle indagini preliminari e informazione sul diritto di difesa nei confronti di venti dirigenti e funzionari (molti ex), alcuni dei quali costituenti il top management della BNL PARIBAS (ex Banca Nazionale del Lavoro) , nonché del rappresentante legale pro tempore della società di trasporto pubblico pugliese Ferrovie Sud Est s.r.l., società ora incorporata nel gruppo Ferrovie dello Stato – e la conseguente ammissione della stessa alla procedura concordataria, in palese violazione della par condicio creditorum.

Fabio Gallia

Tra gli indagati compare anche Fabio Gallia, all’epoca dei fatti contestati amministratore delegato dell’istituto bancario, successivamente passato come amministratore delegato e direttore generale di Cassa Depositi e Prestiti, dal 2015 al 2018 (indicato e nominato del Governo Renzi), ed attualmente  al vertice di altre società. Le ipotesi di reato contestate nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per 21 persone,  è di bancarotta fraudolenta preferenziale in favore di Ferrovie Sud Est e bancarotta fraudolenta impropria, L’avviso è stato notificato anche all’ avvocato tarantino Luigi Fiorillo, già coinvolto nella precedente inchiesta a carico di 16 persone ( funzionari e consulenti della società ed imprenditori) sul crac da 230 milioni di euro delle Ferrovie Sud Est, che si trovano attualmente sotto processo per bancarotta .

Il filone investigativo sulla BNL, nacque proprio da quella indagine partendo dagli accertamenti compiuti del nucleo di polizia economico – finanziaria della Guardia di Finanza che vennero contestati all’epoca dei fatti contestati a Giuseppe Maria Pignataro, originario di Putignano (Bari) responsabile mercato pubblica amministrazione della direzione centrale di BNL Paribas di Roma, “gestore di fatto – dice la procura – dei rapporti con Fse e artefice della concessione dei finanziamenti e delle linee di credito in favore della società“. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti i pareri firmati dai funzionari della banca e le loro delibere, che sono state passate sotto ai riflettori  da due consulenti della Procura, che hanno evidenziato la deliberata assenza di qualunque tipo di controllo da parte degli addetti alla Valutazione dei rischi”. Gli indagati rispondono, a vario titolo per fatti che sarebbero stati compiuti dal 2009 al 2017.

Treni Ferrovie Sud Est

Per favorirla, sarebbero stati firmati una serie di pareri e delibere, con cui l’istituto avrebbe concesso linee di credito e facilitato il rientro del debito. Anche BNL Paribas, dal canto suo, sarebbe stata favorita da queste operazioni, perché – essendo uno dei più grossi creditori di Ferrovie Sud Est, avrebbe ottenuto il rimborso di parte del credito a scapito di altri creditori.

La BNL PARIBAS, a  partire dal 2012 avrebbero rimodulato i rapporti bancari a proprio favore, determinando il rientro della propria posizione di creditori in danno della massa degli altri creditori. Nell’avviso di conclusione delle indagini si legge che  a garanzia delle linee di credito concesse dalla banca,  Ferrovie Sud Est, si sarebbe impegnata anche a cedere alla banca “l’intero importo dei corrispettivi maturati e maturandi” previsti dal contratto di servizio stipulato con la Regione Puglia nonchè dai “progetti di finanziamenti erogati dalla Regione o dal Ministero dei Trasporti“, e persino all’importo “che sarebbe derivato in caso di vittoria di un contenzioso con la Regione“, per un totale fino al 2016, di 93 milioni di euro.

La sede e direzione generale di BNL PARIBAS a Roma

Oltre a Fiorillo, Pignataro e Gallia, sono indagati i seguenti dipendenti di BNL PARIBAS: Rodolfo Biagetti, funzionario addetto ai finanziamenti Corporate della divisione Corporate banking; Massimo Bonciani, presidente comitato rischi; Maurizio Caruso, funzionario responsabile portafoglio crediti corporate;  Vito Colaprico, responsabile dei rapporti con la pubblica amministrazione per la Filiale di Bari ; Fabio Ferretti, responsabile dei rapporti con Fse della Filiale di Bari; Pasquale Cecere e Ugo Mazziotti, analista e responsabile territoriale crediti della Credit Corporate Office Sud ; Silvestro Demurtas funzionario responsabile finanziamenti Corporate; Veronica Elmi, funzionario addetto ai finanziamenti grandi clienti; Gustavo Antonio Gualano, funzionario responsabile valutazione rischi; Stefania Lombardi, funzionario addetto alla valutazione di rischi della Direzione rischi; Fabio Miceli, responsabile Bari territoriale pubblica amministrazione; Roberto Notari, funzionario addetto portafogli; Marcello Romano, funzionario senior crediti; Bruno Luca Scampini, funzionario responsabile settore centrale valutazione crediti della direzione rischi; Mario Spaziante, responsabile valutazione rischi della Direzione di rischi; Mauro Simonato, funzionario senior delegation holder; Alessandro Tavella, addetto Nord est centro della divisione Corporate banking .

L’ accusa formulata dalla Procura di Bari  nei confronti della BNL Paribas indica che “in un tempo assai più breve rispetto al previsto e in virtù degli atti, dei pareri e delle delibere meglio descritte otteneva il rimborso del suo credito, con conseguente compressione delle ragioni degli altri creditori di Fse , che, al contrario, vedevano aumentare a dismisura i tempi di realizzazione delle proprie pretese”  nonostante “l’assenza di qualunque tipo di controllo sulla destinazione delle somme erogate in favore di Fse, almeno fino all’anno 2012, determinava un forte incremento della debitoria complessiva che a quella data si attestava su una somma di oltre 200 milioni di euro“.

 




2.263 creditori a secco: nessun pagamento dalle Ferrovie Sud Est

BARI – Appare molto lontana la fine della vicenda collegata al fallimento della più grande azienda di trasporto locale del sud Italia, evitata solo per un miracolo. Il piano di concordato  che era stato accolto ed omologato nel luglio 2018 dal Tribunale Civile di Bari, ad oggi è stato attuato in minima parte e l’avvicinarsi del 30 giugno sta creando non poca apprensione nei creditori privilegiati, tra i quali vi sono anche molti lavoratori, nei cui confronti la società Ferrovie Sud Est è debitrice di somme non imponenti ma sicuramente importanti per le rispettive vite.

Mentre da un lato il Tribunale ha provveduto a sequestrare crediti per 25 milioni a tredici imputati per il “crac” delle Ferrovie Sud Est, non si intravede alcuna speranza per il pagamento di 66 milioni di euro dovuti a 2.263 creditori privilegiati, che dovrebbe avvenire entro il 30 giugno.  Per non parlare poi di quei debiti con molti zeri maturati con alcune aziende, che speravano sulla boccata di ossigeno dei pagamenti che sarebbero dovuti arrivare già entro lo scorso dicembre per dare linfa alle rispettive attività.
La società Ferrovie Sud Est aveva chiesto ed ottenuto una proroga dai giudici , rinviando al 31 dicembre 2021 il termine per il pagamento dei 541 creditori chirografi, ai quali peraltro verrà saldato soltanto il 50% del dovuto, cioè altri 60 milioni di euro.
Ferrovie Sud Est ha ottenuto anche il via libera dalla terna di giudici davanti ai quali si sta celebrando il processo ai presunti responsabili del crac da 230 milioni. a partire dall’ex amministratore Luigi Fiorillo ed altre 14 persone, accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, dissipazione e distrazione di fondi.
La richiesta di sequestro dei crediti era stata avanzata dai pm Francesco Bretone, Bruna Manganelli eLuciana Silvestris della Procura di Bari. ancor prima degli arresti avvenuti nel gennaio 2018,  ma venne rigettata dal Gip in quanto all’epoca, erano ” utilità non ancora percepite ma solo attese” e quindi conseguentemente  “crediti non certi” in quanto il concordato non era ancora stato approvato. Adesso a seguito dell’approvazione al concordato quei crediti sono diventati ” liquidi, certi ed esigibili ” in quanto i pagamenti sono ormai prossimi.
Il provvedimento di sequestro è stato eseguito nei confronti dagli imputati per i debiti nei confronti delle Ferrovie Sud Est: 11,6 milioni di euro ad Angelo Schiano, presunto amministratore occulto e legale della società; 240 mila euro dall’imprenditore Franco Cezza, che assieme sua moglie Rita Giannuzzi ed il figlio Gianluigi, gestivano l’archivio storico di Fse; 1,8 milioni da Sandro Simoncini, proprietario dell’immobile a Roma preso in affitto da Fiorillo dal 2008 al 2014.
Poi ci sono i sequestri alle cinque società imputateBit ( a cui sono stati sequestrati  5 milioni) Centro Calcolo (3,8 milioni di euro),  ed Entel ( 1,3 milioni) dell’imprenditore Ferdinando Bitonte che gestivano i servizi informatici; 600 mila euro alla  Prato Engeneering dell’ingegnere Vito Antonio Prato, progettista per Fse, e  200 mila euro alla Svicat dell’imprenditore Fabrizio Camilli, fornitore di carburante.
Il sequestro ha riguardato anche società non imputate nel processo penale, come  la Sil (500 mila euro); Sintass (6 mila euro) e la Vittucci sas di Fausto Vittucci, certificatore dei bilancio di Fse ( 200 mila euro).
Intanto la Procura ha richiesto che vengano ripristinati gli arresti domiciliari nei confronti dell’ imputato “numero uno”, cioè Luigi Fiorillo, attualmente sottoposto all’obbligo di dimora a Roma, che sarà discussa davanti al Tribunale del Riesame giovedì 27 giugno.



Crac Ferrovie Sudest, la procura di Bari chiede il processo per 18




Inchiesta Ferrovie Sud Est. Indagato dirigente della BNL Paribas

Giuseppe Maria Pignataro

ROMA – Nell’ambito dell’indagine della Procura di Bari  sul crac della società Ferrovie Sud Est è stata disposta una interdizione di 12 mesi  nei confronti di Giuseppe Maria Pignataro, Responsabile Mercato Pubblica Amministrazione Direzione Centrale di BNL PARIBAS . Il dirigente della BNL  sarebbe coinvolto anche nella crisi dell’ ATAC  a società municipalizzata di trasporti del Comune di Roma, per la gestione dei rapporti fra la BNL Paribas e la pubblica amministrazione.

Il dirigente della BNL Paribas risponde dell’accusa di bancarotta fraudolenta in concorso con Luigi Fiorillo  l’ex amministratore unico di Ferrovie Sud Est , insieme a due altri funzionari di BNL PARIBAS  in servizio entrambi presso la Filiale di Bari, Fabio Ferretti, responsabile dei rapporti con Fse, Vito Colaprico, responsabile dei rapporti con la pubblica amministrazione.

la sede di Bari della BNL Paribas

Secondo le indagini della Guardia di Finanza di Bari , coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi e dai sostituti procuratori  Francesco Bretone, Bruna Manganelli e Luciana Silvestris e , le condotte dei funzionari dell’istituto di credito avrebbero aggravato la situazione debitoria della società di trasporto pugliese attraverso la concessione di finanziamenti a fronte di una serie di garanzie praticamente illimitate, il mantenimento di linee di credito in favore della società oramai in fase di dissesto e l’assenza di qualunque tipo di controllo sulla destinazione delle somme erogate.

Agli indagati vengono contestati in particolare i reati di bancarotta fraudolenta impropria, a causa di operazioni dolose, effettuate ai danni della società Ferrovie Sud Est  e di bancarotta fraudolenta preferenziale in favore di BNL PARIBAS  . In pratica i funzionari bancari nonostante la crisi finanziaria ben nota della società pubblica di trasporti pugliese, avrebbero continuato ad erogare crediti che l’ex amministratore Fiorillo in realtà avrebbe utilizzato per ingenti e sproporzionate spese indebitando così facendo la società pubblica, contribuendo con il proprio operato a generare un grave impoverimento finanziario di Fse.

I dirigenti della BNL PARIBAS    avrebbero rimodulato a partire dal 2012 i rapporti bancari a proprio favore, così determinando il rientro della propria posizione creditori a scapito della massa degli altri creditori. La Procura di Bari aveva chiesto il carcere per Giuseppe Pignataro ma per sua fortuna,  il Gip del Tribunale di Bari dr.ssa  Alessandra Susca, ha ritenuto sufficiente ad evitare il rischio di inquinamento probatorio e la reiterazione del reato disponendo il divieto di esercitare per un anno gli uffici direttivi dell’istituto di credito BNL o di alta persona giuridica o impresa operante nel settore bancario-finanziatio.

Lo scorso febbraio erano state arrestate (e poste ai domiciliari) dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Bari11 persone, tra cui l’ex commissario Fiorillo, per i reati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, dissipazione e distrazione di ingenti quantità di denaro, per il crac da 300 milioni. Alcuni giorni dopo la BNL PARIBAS  non era stata ammessa al concordato preventivo, in quanto sull’istituto bancario italo-francese erano in corso accertamenti da parte della Procura di Bari che aveva depositato in aula un decreto di perquisizione eseguito nei mesi scorsi nei confronti di BNL, che  negli anni in cui sarebbero state commesse le condotte fraudolente che avrebbero portato al crac, era la banca di riferimento di Ferrovie Sud Est.

Dagli atti della Procura di Bari sul crac della società di trasporti pugliese Ferrovie Sud Est che ha portato all’interdizione di Giuseppe Maria Pignataro  sono emerse “analoghe pressioni nella gestione della crisi Atac“.Secondo i magistrati baresi ci sarebbe un vero e proprio “sistema Pignataro” che nella gestione dei rapporti fra BNL e la pubblica amministrazione, coinvolgerebbe anche la crisi dell’ Atac la municipalizzata del Comune di Roma) .  Infatti secondo i magistrati baresi  “attraverso molteplici logiche organizzative, indubbie capacità relazionali e discutibili trame comunicative si conferma l’estrema pericolosità sociale di Pignataro sempre pronto a cercare, anche attraverso evidenti mezzi di pressione, soluzioni alternative allo schema legale onde evitare, per evidenti finalità affaristiche, che società pubbliche come Atac e Fse, finanziate da Bnl, possano essere assoggettate a procedura concorsuale“.

Agli atti dell’inchiesta compaiono delle intercettazioni telefoniche intercorse nel luglio 2017 fra il  Pignataro e Maria Grazia Russo, direttore Amministrazione e Finanza di Atac ed anche con Lorenzo Bagnacani, amministratore delegato di Ama (la municipalizzata ambientale di Roma Capitale) con il quale la banca stava valutando la concessione di una linea di credito. Pignataro per convincere la Russo a non ricorrere alla procedura di concordato,  spiega alla dirigente Atac che la questione “riguarda tutte le società del Comune di Roma che andrebbero immediatamente in default perché le banche uscirebbero da tutti i rapporti”   definendo l’eventuale concordato “una scorciatoia” che porterebbe “direttamente al burrone tutto il Comune di Roma”.

BNL Paribas in un  comunicato  invece “ribadisce la totale legittimità dell’operato della banca, del dottor Pignataro e degli altri dipendenti coinvolti, già attestato in diverse ordinanze pronunciate dal Tribunale civile di Bari, di cui l’ultima proprio nella giornata del 13 marzo. In particolare, la Banca e il dottor Pignataro non hanno mai posto in essere alcuna condotta di bancarotta preferenziale né hanno mai determinato con operazioni dolose il dissesto della società. Al riguardo, le notizie attribuite alla Procura di Bari sono nel merito destituite di ogni fondamento, come finora riconosciuto anche dall’autorità giudiziaria civile, che ha pienamente riconosciuto le ragioni della banca” e continua “Nella stessa ordinanza il gip ha espressamente escluso ogni coinvolgimento del dottor Pignataro in condotte di bancarotta fraudolenta per distrazione o dissipazione di somme di Ferrovie del Sud Est e ha riconosciuto come non consti che il dottor Pignataro fosse in relazione con Luigi Fiorillo o altri indagati per tali reati, né che abbia tratto vantaggi personali dai fatti ipotizzati a suo carico. Si confida, pertanto, che anche alla luce degli ulteriori elementi che saranno portati all’attenzione dell’autorità giudiziaria, la stessa chiarirà presto l’assoluta linearità e la piena correttezza dell’operato della Banca e degli esponenti di BNL coinvolti“.

BNL  è stata ammessa al voto per il salvataggio di Fse e ha votato a favore della proposta di concordato. La società di trasporti pugliese è quindi salva dal fallimento (pur mancando ancora la fase di omologazione del concordato) avendo ottenuto più della maggioranza dei voti a favore dei creditori. Il voto è avvenuto ieri dinanzi al Tribunale Fallimentare di Bari. Nella scorsa udienza il giudice aveva sospeso il voto di BNL e di altri creditori coinvolti nell’indagine penale sul crac di Ferrovie Sud Est, dietro richiesta della Procura di Bari . Oggi il giudice ha sciolto la riserva ammettendo BNL (che è il principale creditore con il 38 per cento dei crediti vantati, pari a circa 70 milioni di euro). La proposta di concordato prevede il pagamento della intera somma di 152 milioni di euro ai creditori privilegiati (che saranno liquidati entro un anno) e del 51 per cento degli altri 130 milioni di euro ai creditori chirografi. Il crac della società ammonta a complessivi 230 milioni di euro.




La BNL sott’inchiesta: nessun controllo sull’utilizzo dei fidi alle Ferrovie Sud Est


ROMA
– La Regione Puglia socia all’ 8%  favorevole al salvataggio di Ferrovie Sud Est mentre BNL-Paribas  non è stata ammessa per il momento al voto sul concordato preventivo, poichè  sono in corso accertamenti anche sulla banca nell’ambito dell’indagine sul crac della società di trasporti pugliese. E’ partita così l’udienza del Tribunale fallimentare di Bari nella quale l’adunanza dei creditori era chiamata a votare per il salvataggio della società. Il procuratore aggiunto Roberto Rossi e i pm Bruna Manganelli e Luciana Silvestris avevano chiesto un rinvio dell’udienza per consentire di rivalutare i crediti reali. all’indomani degli 11 arresti effettuati per bancarotta fraudolenta a carico degli ex vertici di FSE a seguito degli sprechi e distrazioni di fondi, avevano chiesto un rinvio dell’udienza per consentire di rivalutare i crediti reali.

 

La Procura di Bari ha anche depositato un decreto di perquisizione già eseguito in BNL, banca di riferimento di Fse negli anni in cui sarebbero state commesse le condotte fraudolente all’origine del crac da 230 milioni. Il giudice fallimentare non ha concesso il rinvio ma ha accolto la richiesta di non ammettere per il momento al voto BNL e gli altri creditori coinvolti nell’indagine.

 

Luigi Fiorillo

E’ salita di livello l’inchiesta della Procura barese sulla spoliazione delle Ferrovie Sud Est con il decreto di perquisizione eseguito nelle scorse settimane a Roma nella sede centrale della BNL Paribas. Il nuovo filone di indagine, è stato affidato nuovamente ai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari , e costituisce lo sviluppo naturale della maxi-inchiesta conclusasi giovedì con l’arresto dell’ex amministratore unico Luigi Fiorillo e altre dieci persone coinvolte, ritenute responsabili  della bancarotta fraudolenta delle FSE . Nell’ordinanza di custodia cautelare la gip Alessandra Susca punta il dito contro la “libertà” concessa dalla  BNL a Fiorillo nella sua gestione delle somme anticipate.

Il Gip nella sua ordinanza scrive che  la “BNL si è limitata a eseguire le richieste formulate da Fse trasferendo le somme dai conti investimento al conto corrente ordinario numero 13.000 senza alcun controllo sulla reale destinazione. Da ciò ne è discesa una estrema libertà da parte della società nell’utilizzo dello strumento delle anticipazioni, specie nel periodo 2009- 2012. Le somme concesse dalla Regione Puglia o dal Ministero degli Interni sono soggette al vincolo di utilizzo per l’esecuzione del progetto approvato. E invece è emerso che molte somme richieste a BNL a fronte dell’ammissione ai progetti di investimento risultano poi effettivamente utilizzate per pagamenti relativi alla gestione ordinaria ( imposte, tasse, stipendi)“.  La Gip continua sostenendo di un ” abuso dello strumento dell’anticipazione bancaria da parte di FSE, favorevolmente concessa da BNL considerati gli esosi guadagni per la banca“.

 

 

Il secondo troncone di indagine costituisce anche un ulteriore scossone alla situazione economica finanziaria della società partecipata dal Ministero dei Trasporti, concessionaria per la Regione Puglia del servizio ferroviario, che è stata sottoposta a procedura di concordato preventivo in continuità. Nel corso dello svolgimento della procedura fallimentare si è assistito ad un vero e proprio braccio di ferro tra i contrari al concordato che chiedono il fallimento della società,  e quelli  che invece vogliono salvaguardare dell’attività di trasporto e la precarierà occupazionale dei 1.300 dipendenti.

 

Ferrovie Sud Est negli anni ha accumulato debiti milionari nei confronti di oltre tremila soggetti. L’adunanza dei creditori convocata dal presidente Nicola Magaletti, per poter ospitare tutti gli aventi diritto insinuati nella procedura fallimentare si è svolta nell’aula della Corte d’assise . dove all’ingresso delle hostess delle Ferrovie Sud Est hanno consegnato ai partecipandi la loro scheda verde per il voto. Tra questi c’era immancabile anche il governatore Michele Emiliano, il cui voto in rappresentanza della Regione Puglia rappresenta l’8 per cento, il quale si è espresso in favore del concordato.

 

La BNL che detiene il 38 per cento delle Ferrovie Sud Est in virtù di un contratto di pegno firmato nel 2012, su tutti i crediti  della società di trasporti pugliese (71 milioni di euro) sarebbe invece contraria. La banca, coinvolta nei nuovi atti d’indagine, aveva richiesto al Tribunale Fallimentare di Bari di poter  votare assieme a tutti gli altri creditori, ma la Procura si è opposta alla richiesta  depositando in aula il decreto di perquisizione. Un colpo di scena che ha costretto anche gli avvocati di FSE a chiedere un rinvio sulla votazione, per poter aver il tempo di leggere l’ordinanza di custodia cautelare e di prendere legittima visione del decreto.

 

Il presidente Magaletti  ha consentito il voto ai presenti, proprio sulla base degli atti prodotti in udienza,   ad eccezione della BNL e di 25 creditori contestati che rappresentano il 13 per cento. Si tratta delle posizioni “sospette” emerse a seguito delle misure cautelari disposte. Conclusesi le operazioni di voto, l’udienza è stata rinviata al 14 marzo, allorquando il giudice scioglierà la riserva sul diritto a votare di BNL e degli altri soci contestati.

 

Renato Mazzoncini A.D. del Gruppo FS Italiane

In una nota Renato Mazzoncini l’ amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato (estranea all’inchiesta) ha dichiarato che “la scelta del Ministro dei trasporti Graziano Delrio di trasferire il 4 agosto 2016, con decreto, a Fs Italiane la partecipazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in FSE (Ferrovie del Sud Est) si sta rivelando la più idonea per la soluzione degli annosi e gravi problemi dell’azienda, frutto delle precedenti gestioni”  aggiungendo che  “Il nuovo percorso industriale di Fse, avviato dal Gruppo Fs Italiane in accordo con il Mit, attraverso gli interventi di potenziamento della rete ferroviaria e con l’acquisto di nuovi bus (nei prossimi cinque anni sono previsti investimenti per 578 milioni di euro), come elaborato nel Piano concordatario che deve essere approvato dai creditori, ha rimesso al centro delle politiche aziendali la sicurezza del sistema e il rapporto trasparente con i clienti“.

“Il concordato preventivo in continuità – conclude Mazzoncini – potrà determinare, nel rispetto delle norme italiane e comunitarie, il risanamento contabile della società. Inoltre la procedura concordataria ha consentito e consentirà alle Autorità competenti di accertare le cause che hanno determinato il dissesto economico e industriale di FSE e di perseguire le condotte dissipatorie della precedente gestione nonché il recupero dei connessi crediti, diversamente destinati ad andare prescritti”.

 

“Il prossimo passo dell’indagine sarà quello di verificarele responsabilità di chi avrebbe dovuto controllare ed evidentemente non lo ha fatto ” . dice il procuratore capo Giuseppe Volpe ha già indicato la direzione che gli inquirenti baresi seguiranno da qui ai prossimi mesi per capire come mai nessuno nelle istituzioni si sia reso conto del saccheggio da centinaia di milioni di euro attuato nelle Ferrovie del Sud Est.  L’unico ad accorgersene è stato il compianto Guglielmo Minervini. Giusto chiedersi a questo punto e capire chi doveva controllare sull’ operato di Fiorillo, se non quelle stesse istituzioni che avevano contatti  quotidiani con quella società ?  Minervini,    denunciava sin dal 2012 dei “motivi di preoccupante criticità” nei bilanci di Sud Est e chiedeva  al ministero una due diligence, dove però nessuno lo ascoltava. Perchè ? E’ stato proprio Minervini a comprendere quattro anni prima dell’addio di Luigi Fiorillo e dell’arrivo dei commissari straordinari, che era in atto un saccheggio della società,  e lo deduceva in quanto la Regione Puglia cofinanziava gran parte degli investimenti delle Ferrovie Sud Est . Ed anche perché i contratti conseguenti a quegli investimenti venivano affidati sempre allo stesso giro di consulenti, mediatori, avvocati. E’ stato solo grazie a GuglielmoMinervini che la Regione Puglia ha iniziato a non rendicontare più le spese della società ,  arrivando a bloccare 25 milioni di euro di cofinanziamenti.

 

Numerosi i politici che si sono avvicendati nel ruolo di assessore regionale ai Trasporti. Partendo soltanto dagli ultimi vent’anni, si può escludere dall’elenco Fabrizio Camilli, che è stato assessore dal 1996 al 2000 nella giunta regionale presieduta da Salvatore Distaso che si trova attualmente agli arresti domiciliari  a seguito delle accuse o di aver venduto alle Ferrovie Sud Est  il carburante con un ricarico del 40 per cento rispetto ai prezzi correnti di mercato all’epoca dei fatti. Ancor prima di Camilli quella poltrona è stata ricoperta da Enrico Santaniello. Dal 2000 la carica passa nelle mani dell’assessore tarantino Pietro Franzoso. Ma non cambia nulla. Anche se voci ricorrenti raccontano che Fiorillo, anch’egli tarantino, sia stato riconfermato alla guida delle FSE durante i governi di centrodestra proprio grazie alle “pressioni” di un politicante del centrodestra tarantino.

 

Luigi Fiorillo e Mario Loizzo

Ma anche quando cinque anni dopo cambia la giunta, con la presidenza di Nichi Vendola alla Regione Puglia, non cambia nulla. L’ assessore regionale ai Trasporti   Mario Loizzo (dal 2005 al 2010) attuale Presidente del Consiglio Regionale, durante il suo mandato non si accorge di niente…  non si scopre niente…  eppure  le sue conferenze stampa accanto a Fiorillo erano frequenti e trionfali,  come quella sui 120 milioni di euro di fondi regionali stanziati nel 2008 per l’acquisto del materiale rotabile per le varie aziende di trasporto e l’acquisto dei nuovi treni, cioè dei convogli Minuetto e Vivalto (“in una regione dove da decenni non si acquistava un nuovo treno” diceva Loizzo ) successivamente finiti nei guai e sequestrati in seguito dell’informativa depositata dai Carabinieri del Noe di Bari che ipotizza lo scarico dei reflui dei bagni (sulla stessa linea) non a norma perché assente il trattamento preventivo.. O come quella per i treni Atr220 Pesa, che nel 2016 sono stati bloccati per motivi di sicurezza. Inutile provare a contattare Loizzo per approfondire le sue “memorie” sugli anni in cui è stato assessore regionale ai trasporti, ma non risponde. Un’altro smemorato come Emiliano ?

 

Ancora una volta, quando si tratta di sperpero e saccheggio di denaro pubblico , nessuno si accorge mai di nulla. Per fortuna esistono i magistrati seri e la Guardia di Finanza. Ed i soldi come diceva ed insegnava l’indimenticabile magistrato  Giovanni Falcone follow the money”  ( trad.: segui i soldi) lasciano sempre tracce….



Ferrrovie Sud-Est, Fiorillo a processo per la truffa sui vagoni

CdG Tribunale di BariIl gup del Tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli ha rinviato a giudizio Luigi Fiorillo ex amministratore unico di Ferrovie Sud Est, , e altri quattro imputati al termine dell’udienza preliminare su due presunte truffe ai danni della Regione Puglia. La vicenda riguarda l’acquisto, in due commesse, di 52 vagoni, pagati complessivamente più di 115 milioni di euro ma, secondo la magistratura barese, 23 milioni in più del prezzo di mercato.  Il giudice ha disposto quindi il rinvio a giudizio per le truffe, escludendo però l’aggravante della transnazionalità, dichiarando invece il non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste” per i reati fiscali contestati a Fiorillo e la prescrizione di un episodio di corruzione.

La vicenda conclusasi in udienza preliminare, riguarda le 52 carrozze che le Sud Est avevano acquistato pagandole 22 milioni di euro mentre, secondo un consulente della Procura, il valore reale era esattamente la metà. Secondo le ricostruzioni della Guardia di Finanza, quando le Ferrovie Sud Est acquistarono nel 2006  da due diverse società tedesche 25 carrozze passeggeri che costavano 912mila euro. “Facendo riferimento a pregresse trattative” la Varsa società polacca, trasmise alle Sud Est una proposta di acquisto dei treni, impegnandosi a ristrutturarli per immetterli nuovamente sul mercato e a versare 7 milioni di euro. Inoltre la società Varsa offriva a Fse l’opzione di riacquistare le carrozze a 22 milioni e mezzo. Solo che ad effettuare la ristrutturazione in realtà fu un’altra società che ha sede in Croazia.

A giudizio anche Giuseppe Fiaccadori, rappresentante legale della Railconsulting srl di Marmirolo, Marco Mazzocchi e Carlo Beltramelli, all’epoca rispettivamente rappresentante legale e procuratore speciale della società polacca Varsa Sp. Z.o.o. di Varsavia. Il giudice Annachiara Mastrorilli  ha assolto  in conclusione del contestuale processo con rito abbreviato “perché il fatto non costituisce reato“,   i due imputati che avevano chiesto il rito alternativo e cioè Tomasz Zaboklicki e Zygfryd Franciszek Zurawski, rispettivamente presidente e componente del direttorio della società polacca Pesa Bydgoszcz Sa.

CdG luigi fiorillo inaugurazioneE’ bene però ricordare anche le collusioni fra Fiorillo e la politica. Quando esplose il “caso Fse” a causa dei bilanci perennemente in perdita, l ’ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, fece dei tentativi con il ministro dei Trasporti in carica all’epoca dei fatti e cioè Corrado Passera (governo Monti), uno con il suo successore Maurizio Lupi (governo Letta): gli incontro tenuti con i responsabili del dicastero che controlla le Ferrovie del Sud Est furono tre,  tra il 2012 e il 2013.  Iniziative purtroppo fallite che invece contrariamente, avrebbero potuto bloccare una situazione contabile già disastrosa con 200 milioni di “buco”, diventati attualmente 311 milioni accertati dalla gestione commissariale di Andrea Viero.

Il primo incontro  a cui presero parte Passera, Vendola e Davide Pellegrino, ex capo di gabinetto della Regione  avvenne alla fine 2012 ed il ministro Passera, appresa la situazione debitoria fuori controllo, si mostrò preoccupato della vicenda, e nonostante Vendola chiese una gestione commissariale, fece poi far perdere le tracce di un eventuale provvedimento di rottura con il passato . “Il governatore Vendola  — ricorda Pellegrinoespose al ministro tutte le preoccupazioni per una situazione già fuori controllo”.

CdG ministero trasportiA quella riunione ne fece seguito un’altra sempre con Passera, e successivamente un altra questa volta con il nuovo ministro Maurizio con Lupi che nel 2013 prese la guida del dicastero ai Trasporti. Ma coma mai in presenza di una situazione così delicata di bilancio non furono presi provvedimenti?  Gli archivi di Internet aiutano a capirlo grazie alle parole di Guglielmo Minervini un politico-gentiluomo recentemente deceduto”Semplicemente –  chiariva al Corriere del Mezzogiorno , Minervini, dal 2010 al 2013 assessore ai Trasporti della Regione Puglia  –  le Sud Est sono sprofondate nella palude dei poteri trasversali occulti e palesi che avevano da sempre blindato le sorti della rete ferroviaria. La nostra richiesta di commissariamento non fu accolta e l’amministratore Luigi Fiorillo rimase al suo posto e anni dopo fu premiato con il rinnovo dell’incarico”.

CdG massimo d'alemaAlle resistenze esistenti nella struttura ministeriale ne spuntarono altre anche di matrice regionale. “In verità — denuncià Minervinile prime lettere ai Trasporti furono inviate a fine 2011 a seguito di dubbi avanzati dalle banche che assistevano le Fse. Lamentavano livelli di esposizione creditizia importanti. Facemmo un bando per avviare una due diligence, ma l’azienda non fornì i dati. E quando iniziai a chiedere più dati al management e a sollevare la questione fui criticato, anche in maniera pesante, da parti rilevanti del mio schieramento. Soprattutto dalla componente Dalemiana del Partito Democratico (all’epoca il presidente era Michele Emiliano e il segretario Sergio Blasi, ndr)”.

Eppure, il “periodo d’oro” delle Ferrovie del Sud Est si ebbe con il primo governo Vendola. “Quando sono subentrato ai Trasporti (per cinque anni l’assessorato è stato gestito da Mario Loizzo, attuale presidente del Consiglio Regionale di Puglia) ho trovato investimenti complessivi per 500 milioni — concludeva Minervinie alcuni francamente di dubbia utilità. Che senso ha acquistare treni a gasolio se si spendono fondi pubblici per elettrificare la linea?”. Adesso lo abbiamo capito tutti …in primis i magistrati e la Guardia di Finanza




Ferrovie Sud-Est. Anche la Procura di Roma apre tre filoni d’ inchiesta

Il fascicolo-bis della  Procura della Repubblica di Roma sulla seconda linea ferroviaria italiana gestita dalle Ferrovie Sud Est, aperto a seguito del ricevimento da parte del ministro Graziano Delrio della relazione commissariale, è stato assegnato al pm Erminio Amelio che ha delegato le indagini alla Guardia di Finanza. Ma all’interno dell’inchiesta si sono aperti  tre filoni di indagine in relazione  alla sfascio economico-gestionale delle Ferrovie Sud-Est e nei giorni precedenti il “ponte” festivo ha ascoltato in veste testimoni i due sub-commissari  Angelo Mautone e Domenico Mariani .

CdG procura romaI magistrati della procura romana  in settimana  dovrebbero formalizzare  la richiesta di  una riunione di interscambio informativo e coordinamento con i magistrati della Procura di Bari, in precedenza titolari dell’inchiesta aperta lo scorso gennaio. I “filoni” investigativi  individuati dai magistrati romani  sono relativi a delle responsabilità radicate nella Capitale ed in particolare oltre ai rapporti intercorsi tra le Sud-Est e i ministeri competenti e le decisioni assunte negli anni per i quali si indaga, ma anche le eventuali responsabilità del collegio sindacale dell’azienda ferroviario. Un altro filone investigativo è quello relativo ai dirigenti, e in particolare all’ex direttore amministrativo in quante responsabile dell’utilizzo e destinazione dei fondi pubblici.

nella foto Luigi Fiorillo

Le Ferrovie Sud-Est hanno sede legale a Bari, e dunque sulle eventuali responsabilità penali degli amministratori procede per competenza territoriale la Procura barese che ha affidato le deleghe d’indagine a un “pool” di magistrati costituito “ad hoc”. La Procura di Roma invece ha intenzione di procedere su questioni connesse, relative ad atti compiuti nella Capitale, a partire del procedimento di nomina ministeriale dell’ex amministratore unico, l’avvocato tarantino Luigi Fiorillo (a sinistra nella foto) che nel 2012  venne riconfermato al vertice delle Ferrovie Sud-Est nonostante la presenza del parere contrario degli uffici ministeriali competenti ritenuto inoltre responsabile di cattiva gestione a causa dei precedenti bilanci già molto indebitati.

CdG Ministero Infrastrutture targaInoltre, è questa l’eccezione della Procura di Roma, le assemblee dei soci  sono svolte a Roma, così come una parte delle riunioni del collegio sindacale che era ed è attualmente composto da funzionari ministeriali e da magistrati della Corte dei Conti, in quanto la società ferroviaria fino al prossimo 31 dicembre, è partecipata e controllata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

E’ questa la ragione per cui la Procura di Roma, dopo aver aperto il fascicolo ed aver ascoltato i commissari sui contenuti della relazione già resa nota a marzo, intende valutare una riunione di coordinamento con i magistrati della Procura di Bari, gli aspetti sulle rispettive competenze territoriali. Nel caso contrario in cui Roma dovesse dichiararsi incompetente,  trasferirebbe le tre deleghe di indagine già individuate, in maniera tale che sia la Procura di Bari a portare a termine le indagini avviate dalla Guardia di Finanza.

CdG procuratore giuseppe volpeNel frattempo il “pool” messo in piedi dal procuratore capo di Bari dr.  Giuseppe Volpe ( a sinistra nella foto) prosegue il proprio lavoro sulle cause del dissesto economico-finanziario-gestionale delle Ferrovie Sud-Est, indagini che sono state affidate anche in questo caso alla Guardia di Finanza . Sarebbero attualmente 14 gli indagati, a carico dei quali pendono accuse a vario titolo di abuso d’ufficio, di peculato in relazione all’utilizzo dei fondi pubblici e di truffa allo Stato. In prima fila oltre all’ex amministratore Luigi Fiorillo, anche l’ingegnere salentino Vito Prato e l’avvocato romano Angelo Schiano, alcuni dirigenti ed ex dirigenti dell’azienda pubblica, insieme a tutti i professionisti ed imprenditori e  che negli anni hanno beneficiato di appalti e consulenze dalle Ferrovie Sud-Est . All’interno del fascicolo pendente in procura a Bari sono stati inseriti i 13 esposti da gennaio a oggi ,riportanti la firma dell’attuale commissario Andrea Viero e dei suoi due subcommissari, contenenti ulteriori dettagli su degli episodi emersi di sottrazione di denaro pubblico sui quali cui i finanzieri stanno effettuando tutti gli accertamenti del caso.

CdF sede ferrovie dello stato

Il prossimo venerdì 18 novembre è prevista a Bari l’udienza per la dichiarazione di fallimento presentata dalla Procura, mentre la scorsa settimana, come abbiamo già dato notizia, il consiglio di amministrazione della holding del  Gruppo Ferrovie dello Stato ha deliberato il parere favorevole alle procedere per l’acquisizione delle Ferrovie Sud-Est, assumendosi l’onere della necessaria  ricapitalizzazione dell’azienda secondo quanto previsto dalle norme del Codice civile. Proprio venerdì 18  il commissario Viero dovrebbe consegnare questa documentazione al giudice Pino Rana del tribunale fallimentare barese, per comprovare che con l’acquisione le Ferrovie Sud-Est sono di fatto salve del pressochè certo fallimento.

Su questa soluzione però non sono d’accordo i sostituti procuratori della repubblica di Bari Francesco Bretone e Luciana Silvestris  i quali sostengono ed osservano che incredibilmente tra i creditori dell’azienda figurano anche alcuni dei “professionisti” sospettati di averla messa in ginocchio con prestazioni inutili o fittizie, motivo per cui  i legali del Gruppo Ferrovie dello Stato per ovviare a questo conflitto d’interesse, stanno valutando l’eventualità ed opportunità di ricorrere al concordato preventivo, che comporta una dichiarazione di dissesto e permetterebbe nello stesso ai magistrati inquirenti ipotizzare anche il reato di “bancarotta fraudolenta”.

Una cosa è certa: se l’inchiesta non troverà ostacoli di natura procedurale o “politica” saranno molte le teste anche istituzionali a dover cadere e rispondere per aver consentito lo “sfascio” dell’azienda ferroviaria pugliese lasciando fare a Fiorillo e “compagni di merende” praticamente quello che volevano.




Le FS vanno avanti: mandato per concludere l’acquisto delle Ferrovie Sud Est.

Le Ferrovie dello Stato compiono un importante passo avanti per l’acquisizione delle Ferrovie SudEst, che con i suoi 471 chilometri in Puglia è tra le più grandi ferrovie concesse in Italia, nonostante i 200 milioni di debiti accumulati a causa della folle gestione dell’ex-amministratore unico, l’avvocato tarantino Luigi Fiorillo. Il CdA di Ferrovie dello Stato nell’ultima riunione di martedì scorso, ha dato semaforo verde a procedere nell’acquisto della società pugliese.  secondo quanto previsto dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che la controlla paritariamente insieme alle FF.SS.

cdG Pm Isabella GinefraAppena 24 ore prima la dr. Isabella Ginefra ( a destra nella foto) sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Bari, al termine dell’udienza preliminare del contestuale processo con rito abbreviato  ha richiesto il rinvio a giudizio di cinque imputati e la condanna di altri due , per le truffe commesse da parte di ex amministratori delle FSE (attualmente commissariata) ai danni della Regione Puglia. Secondo le accuse della Procura barese fra il 2006 ed il 2012 sarebbero state commesse due truffe. La prima è quella relativa all’acquisto di 27 nuovi vagoni ferroviari dalla società polacca Pesa, costati 93 milioni e pagati grazie ad un finanziamento ricevuto dalla Regione Puglia.

La seconda truffa è quella che riguarda invece l’acquisto di 25 carrozze “revampizzate” dalla società Varsa pagate 22.5 milioni di euro, e cioè secondo la Procura barese, il doppio del reale valore di mercato. Sentenza attesa per il 29 novembre




Delrio riporta la legalità nelle Ferrovie Sud-Est: “faremo azione di responsabilità nei confronti di Fiorillo”

Nell’ultimo decennio che ha condotto le Ferrovie Sud-Est sull’orlo del baratro accumulando debiti per almeno 350 milioni di euro, a causa di appalti pilotati e consulenze milionarie la responsabilità non può che essere dell’avvocato tarantino Luigi Fiorillo, un ex-democristiano che è stato per 23 anni il “dominus” dell’azienda , venendo riconfermato nella sua carica da 16 ministri. Sino alle sue dimissioni imposte dal ministro delle Infrastrutture  Graziano Delrio.

CdG graziano delrioDelrio, ospite a Polignano a Mare (Bari) in occasione del festival  “il Libro possibile“, è intervenuto alla presentazione del libro inchiesta “Niente treni la domenica”, scritto da Giovanni Longo e Massimiliano Scagliarini, un approfondimento sull’inchiesta scaturita dal malaffare nelle Ferrovie Sud Est.  “È iniziata – ha esordito il ministro – un’opera di pulizia e moralizzazione dell’azienda, dove evidentemente qualcosa non ha funzionato. In questi casi è meglio dire chiaro ciò che non va. Sud-Est rappresenta un patrimonio per la Puglia e per l’Italia intera considerando quanto è importante la mobilità su ferro per i pendolari ma anche per le imprese e lo sviluppo del turismo. Anche per questo, abbiamo ritenuto che Fs offrisse tutte le garanzie per una rapida soluzione del problema e per il recupero della qualità del servizio: poi però dovremo riaprire il discorso con la Regione, che è l’approdo naturale di questo tipo di aziende”.

La battaglia per la legalità nelle Ferrovie Sud Est, come nei casi del Mose e di Expo, è uno dei principali scopi e delle sfide della nostra stagione di governo – ha aggiunto ieri sera Delrio –  Il denaro pubblico deve essere usato bene e chi ruba deve andare via. L’Italia, combattendo la corruzione, può fare grandi passi in avanti nello sviluppo e per l’occupazione”  aggiungendo: “La strada è la collaborazione tra pubblico e privato“.

Ad ascoltarlo presenti in platea  il sindaco di Bari, Antonio Decaro, parlamentari e consiglieri regionali di ogni schieramento politico e numerosissimi esponenti sindacali e dipendenti delle Sud-Est, il commissario Andrea Viero e i suoi vice Domenico Mariani ed Angelo Mautone .

nella foto Luigi Fiorillo

nella foto Luigi Fiorillo

Nell’assemblea dei soci del 30 luglio – ha proseguito il ministro Delriodaremo il via all’azione di responsabilità nei confronti di Fiorillo, abbiamo il via libera dell’Avvocatura dello Stato Ma oggi la priorità è garantire la qualità del servizio di trasporto pubblico ai pugliesi e in particolare a quelli del Salento che dipendono ancora di più dalle Sud-Est, affinché non si debba mai più dire “Niente treni la domenica”. E per quanto accaduto dobbiamo chiedere scusa ai pugliesi: entro tre-quattro mesi avranno risposte precise”.

Il libro – hanno detto gli autori Longo e Scagliarininon è un’inchiesta giudiziaria, ma svela un meccanismo che sembrerebbe un vero e proprio sistema per la spartizione di centinaia di milioni di fondi pubblici, spesi in consulenze e appalti senza alcun controllo: dei soldi hanno beneficiato personaggi riconducibili alla politica, senza distinzione di colore. Nelle Sud-Est, ad esempio, è stata consentita una parentopoli che vede coinvolti quasi tutti i sindacati. La gravità della situazione era ben nota da almeno tre anni, eppure nessuno dei predecessori del ministro Delrio ha mai ritenuto opportuno intervenire”.

La Guardia di Finanza su mandato del Procuratore Regionale  dott.ssa Carmela de Gennaro e del Vice Procuratore della Corte dei Conti dott. Pierpaolo Grasso  ha rintracciato e sequestrato in due banche 3 milioni 800mila euro all’ex ad delle Sud Est Fiorillo, e posto sotto sequestro tre immobili ubicati nel capoluogo, n. 11 rapporti bancari e finanziari e tutte le somme e le ragioni di credito spettanti ai due indagati Luigi Fiorillo ex amministratore unico delle “Ferrovie del Sud Est”  e di Francesco Paolo Angiulli dirigente dell’Area Investimenti della società pubblica

 




Bari. La Guardia di Finanza sequestra beni a Fiorillo ed a un funzionario delle Ferrovie SudEst per 4milioni e mezzo

Luigi Fiorillo

nella foto Luigi Fiorillo

Su richiesta del Procuratore Regionale  dott.ssa Carmela de Gennaro e del Vice Procuratore della Corte dei Conti dott. Pierpaolo Grasso, la Sezione Giurisdizionale per la Puglia – presieduta dal dott. Francesco Lorusso, ha disposto il sequestro conservativo di beni mobili ed immobili, nei confronti dell’ avvocato Luigi Fiorillo ex amministratore unico delle “Ferrovie del Sud Est”  nonché del dirigente dell’Area Investimenti Francesco Paolo Angiulli della società pubblica. La vicenda ha avuto origine a seguito di indagini patrimoniali, delegate dall’Autorità Giudiziaria Contabile e svolte dalle Fiamme Gialle, che hanno fatto emergere una serie di anomale consulenze con relativi compensi ottenute dai citati indagati nonché le retribuzioni – tra il 2011 ed il 2014 – dalle quali è emersa una notevole differenza tra le somme percepite e quanto a loro spettante per le cariche rivestite.

Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale di Bari insieme agli Ufficiali Giudiziari dell’UNEP di Bari, ha riguardato tre immobili ubicati nel capoluogo, n. 11 rapporti bancari e finanziari e tutte le somme e le ragioni di credito spettanti ai due indagati, a qualunque titolo, da parte delle Ferrovie del Sud Est e di enti previdenziali, fino all’ammontare dell’importo complessivo di circa 4,5 milioni di euro, ritenuto il danno erariale su cui indaga la Procura contabile.



Ferrovie Sud Est, uno scandalo senza fine: scoperte altre consulenze

Consulente per gli appalti della società pubblica e nello stesso tempo  subappaltatore dell’elettrificazione della Bari-Taranto, uno dei più importanti interventi degli ultimi anni. Ma non è tutto qui il “mistero” che avvolge un fantomatico signore di Torino, all’anagrafe Giorgio Garrone che in questa torbida vicenda ha assunto le vesti del Dottor Jeckyl e Mister Hyde , che ha portato a casa la bellezza di ben 36 incarichi di consulenza come “assistente al responsabile del procedimento”, tutti dell’importo di poco inferiore ai 40mila euro, che guarda caso si sono tutti conclusi con le dimissioni comunicate nello stesso giorno del 2011. Dopodichè altri 41 incarichi ottenuti fino al marzo 2015, sempre con la medesima causale, con un compenso complessivo di tre milioni e mezzo di euro.

Luigi Fiorillo

nella foto Luigi Fiorillo

La vicenda sa di incredibile, motivo per cui che il commissario Andrea Viero ha deciso di portare tutti i documenti rinvenuti dopo opportune verifiche contabili. sia alla Procura della repubblica  che alla Corte dei Conti  in quanto dai primi riscontri si è accertato che la presenza ed il ruolo nelle Ferrovie Sud Est di Garrone era strettamente collegato a quello del dirigente responsabile degli investimenti, cioè Francesco Paolo Angiulli licenziato a maggio,  il quale aver consentito all’ex amministratore unico, l’avvocato tarantino Luigi Fiorillo di incassare oltre al suo normale compenso di amministratore ulterori 4 milioni di euro come “assistente al Rup“. Esattamente lo stesso ruolo ed incarico di consulenza assegnato a Garrone con unica differenza che questo anonimo professionista piemontese, che avrebbe dei stretti collegamenti alla curia arcivescovile  e secondo quanto raccontano delle gole profonde  in azienda sarebbe molto amico anche di Fiorillo, ma a sua differenza, è sparito all’orizzonte della società di trasporti pugliese al momento giusto in tempo utile.

Garrone godeva di grande rispetto alle Ferrovie Sud Est , in quanto praticamente tutti in azienda credevano che  fosse un ex dirigente del Ministero delle Infrastrutture, mentre in realtà è  un imprenditore, presidente della società romana  Itw&Lkw Geotermia Italia spa  azienda con un capitale sociale di 1milione euro  con sede legale a Torino ed amministrativa a Roma, che si occupa di energie rinnovabili, controllata da un gruppo austriaco con sede legale nel paradiso fiscale del Liechtenstein,  che aveva ricevuto un subappalto dall’Ati (associazione temporanea fra imprese) costituita da  Eredi Mercuri, Sirti e Caf che si era aggiudicata la gara per i lavori di elettrificazione della tratta Bari-Taranto per un importo di  95 milioni di euro.

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In uno dei lotti dell’appalto per la precisione il terzo, del valore 20 milioni, la Itw&Lkw risulterebbe subappaltatrice al 15%, anche se si si sta ancora cercando di accertare di cosa si sia in realtà occupata e quello che qualcuno sarà chiamato a rispondere dinnanzi alla magistratura, è come sia stato mai possibile che uno degli “assistenti del Rup” il cui reale compito sarebbe stato quello di controllare, rendicontare e  contabilizzare i lavori effettuati nello stesso tempo sia stato a sua volta un subappaltatore degli appalti da controllare ! Se così fosse realmente, come emerge dalle prime documentazioni rinvenute  raccolte dal commissario  Viero, ci sarebbe non solo il problema dei controlli mai effettuati  nonchè quello di un conflitto d’interesse enorme.

E’ proprio sui collaudi e commissioni di gara  che si è già soffermata l’attenzione del vice-procuratore Pierpaolo Grasso della Corte dei Conti, che  ha più volte inviato recentemente  la Guardia di Finanza a sequestrare le documentazioni e carteggi vari sugli incarichi e sui pagamenti effettuati per accertare e capire  se le persone che abbiano ottenuto legittimamente quegli incarichi e sopratutto e abbiano rispettato tutte le norme vigenti in materia. Infatti in molti casi si tratta infatti di dipendenti pubblici , funzionari e dirigenti di strutture territoriali del Ministero delle Infrastrutture, che avevano l’obbligo di chiedere l’autorizzazione al Ministero. E chi non l’ha fatto, adesso dovrà restituire i lauti compensi percepiti.




Sequestrati in due banche 3 milioni 800mila euro all’ex ad delle Sud Est Luigi Fiorillo

CdG ferrovie sud-estLuigi Fiorillo, l’ avvocato tarantino ex amministratore unico delle Ferrovie Sud Est,  società interamente controllata dal Ministero dei Trasporti attualmente in gestione commissariale dopo che sarebbe stata svuotata  secondo le indagini della Procura di Bari,  avrebbe tentato di monetizzare due polizze vita a suo nome del valore di 3,8 milioni di euro spostando il denaro su un conto corrente con il fine di far perdere le tracce di quelle disponibilità finanziarie soldi.

I finanzieri del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari hanno così eseguito un sequestro preventivo d’urgenza    disposto dal pm Isabella Ginefra e che adesso dovrà essere convalidato dal gip, in quanto rientra nel procedimento penale sulla presunta truffa dei vagoni da oltre 20 milioni di euro, che attualmente si trova nella fase fase di udienza preliminare.

Un intero gruppo di magistrati della procura barese è nel frattempo al lavoro sul secondo filone d’inchiesta sulla gestione della società, valutando una ipotesi di dissipazione di fondi ben più consistente. Si tratta di più di 300 milioni di euro di sprechi delle Ferrovie Sud Est fra compensi e consulenze d’oro, costi di manutenzione dei mezzi e incarichi. Indagine che ha preso avvio grazie alla relazione depositata dai commissari di Ferrovie Sud Est nei mesi scorsi, incaricati di mettere a punto un piano di risanamento aziendale.  Indagine con ipotesi di reato di truffa e peculato, che, al momento si trova ancora agli inizi.

cdG Pm Isabella GinefraSi avvia alla conclusione nel frattempo l’udienza preliminare e il contestuale processo con rito abbreviato nei confronti dei sette imputati per i quali il pm Isabella Ginefra (a sinistra nella foto) ha chiesto il processo. Il prossimo 13 giugno si tornerà in aula dinnanzi al gup Annachiara Mastrorilli del Tribunale di Bari per discutere la posizione di Tomasz Zaboklicki e Zygfryd Franciszek Zurawski, rispettivamente presidente e componente del direttorio della società polacca Pesa Bydgoszcz Sa e quella degli altri cinque imputati: lo stesso Luigi Fiorillo; il responsabile tecnico di Fse Nicola Alfonso; Giuseppe Fiaccadori, rappresentante legale di Railconsulting srl; Marco Mazzocchi, all’epoca rappresentante legale della società Varsa Sp. Z.o.o., e l’ ex procuratore speciale dell’azienda polacca Carlo Beltramelli, che rischiano il rinvio a giudizio.

Secondo la Procura barese , i 27 treni pagati 93 milioni di euro e interamente finanziati dalla Regione Puglia, acquistati dalle Ferrovie Sud Est dalla società polacca,  sarebbero costati 12 milioni in più, con la relativa truffa all’ente. Altre 25 carrozze ristrutturate sarebbero poi state pagate 22 milioni 500mila euro cioè il doppio, secondo quanto ritiene l’accusa,  del valore di mercato dei vagoni.

Per questa vicenda sia Fiorillo che Alfonso hanno già subito un sequestro conservativo di beni per 11 milioni di euro – poi ridotti a 7 – su disposizione della Corte dei conti. Adesso è intervenuta la magistratura penale, la quale su segnalazione ricevuta dalla Banca d’Italia  che aveva eseguito il blocco amministrativo dello smobilizzo dei 3,8 milioni e segnalato l’operazione alla Guardia di Finanza  ha disposto il sequestro preventivo di urgenza per le due polizze di Fiorillo.




Ferrovie Sud Est: Luigi Fiorillo indagato per truffa e peculato

L’ex amministratore unico delle Ferrovie Sud Est, il tarantino Luigi Fiorillo, è iscritto nel registro degli indagati  della Procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta relativa a consulenze d’oro e sprechi nella gestione della società di trasporti, per  i reati di peculato, abuso d’ufficio e truffa. L’indagine, aperta sulla base della relazione della Deloitte fatta propria dai commissari e depositata nei giorni scorsi nelle mani del procuratore di Bari Giuseppe Volpe e dell procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, è stata affidata ad un pool di cinque magistrati, i quali dovranno accertare le eventuali responsabilità nella gestione della società di trasporti pugliese.

Della vicenda,  si occuperanno per i reati contro la pubblica amministrazione i pm Luciana Silvestris e Claudio Pinto, per le vicende legate alle presunte truffe i sostituti Marcello Quercia e Francesco Bretone, e per gli eventuali reati societari Bruna Manganelli.

CdG controlli finanzaLa relazione dei commissari individua numerose irregolarità nella gestione del denaro pubblico e costituisce per la magistratura barese un punto di partenza su cui costruire l’indagine penale a carico degli ex amministratori. Accertamenti che la Guardia di Finanza di Bari è già stata delegata a svolgere nei mesi scorsi su delega della magistratura contabile.

Nel frattempo, il gup del Tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli ha respinto le istanze di costituzione di parte civile dei 18 lavoratori delle Ferrovie Sud Est con le quali chiedevano  di essere ammessi nell’udienza preliminare per il rinvio a giudizio di 7 persone in relazione alle presunte truffe per l’acquisto dei 27 vagoni nuovi e dei 25 ristrutturati. Il giudice, ha ritenuto che i lavoratori, (tutti salentini), non hanno subito alcun danno dai reati contestati. Ammessa la costituzione di parte civile della Regione Puglia, ritenuto dal Gup unico ente realmente danneggiato dalla truffa.

Il pm Isabella Ginefra contesta agli imputati nelle udienze preliminari in corso il reato di “concorso in truffa aggravata transnazionale” in relazione ai fatti accaduti nel periodo compreso fra il 2006 e il 2012. A rischiare il processo Luigi Fiorillo,  legale rappresentante e “dominus” per anni delle  Ferrovie Sud Est, insieme a Carlo Beltramelli e Marco Mazzocchi, rispettivamente procuratore speciale e rappresentante legale della società polacca “Varsa Sp. Z.o.o.” di Varsavia, il responsabile tecnico di ‘Ferrovie Sud Est’ Nicola Alfonso, il rappresentante legale della  “Railconsulting srl” di Marmirolo (MN), Giuseppe Fiaccadori,  ed i polacchi Tomasz Zaboklicki e Zygfryd Franciszek Zurawski, rispettivamente presidente e membro del Direttorio della società polacca “Pesa Bydgoszcz Sa“.

La prima truffa contestata è relativa all’acquisto di 27 vagoni nuovi interamente finanziati dalla Regione Puglia, dalla società polacca Pesa, e pagati 93 milioni di euro. Secondo la Procura barese la truffa sarebbe nell’aver incluso nel prezzo d’acquisto la somma di 12 milioni di euro di provvigioni sulle vendite pagati dalla Pesa alla società Varsa. La seconda truffa è quella relativa all’acquisto dalla società Varsa di altre 25 carrozze ristrutturate, pagate 22 milioni 500mila euro, e secondo la Procura, il doppio del reale valore di mercato dei vagoni. I difensori degli imputati hanno depositato documentazione tecnica relativa al costo dei vagoni e al loro valore di mercato.

Il prossimo 5 maggio si torna dinnanzi al Gup per la discussione nell’udienza preliminare.




Ferrovie Sud Est: tutte le carte della “gestione Fiorillo” al vaglio della Procura e di Cantone (Autorità Anticorruzione)

La relazione dei commissari sulla gestione di Ferrovie Sud Est, su delega ricevuta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,  Graziano Delrio, alla luce della due diligence effettuata dalla Deloitte, è stata trasmessa  questa mattina alla Procura generale della Repubblica di Roma, alla Procura regionale della Corte dei Conti per il Lazio e all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

CdG procuratore Volpe

nella foto il procuratore capo di Bari, Giuseppe Volpe

Il sub-commissario delle Ferrovie Sud Est Domenico Mariani, accompagnato dall’avvocato Michele Laforgia,  ha consegnato ieri nelle mani del Procuratore capo della repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, affiancato dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, coordinatore del pool pubblica amministrazione degli uffici inquirenti baresi, la relazione sulle presunte consulenze d’oro e sprechi nella gestione dell’azienda di trasporti pugliese . Mariani ha annunciato che sono in corso “approfondimenti sugli investimenti e seguirà una relazione aggiuntiva. Il procuratore ha assicurato che darà corso alle indicazioni individuate nella relazione”  ha poi aggiunto che è venuto alla luce – “un sistema che partiva a raggiera e confluiva sull’amministratore unico, quindi era lui che si interfacciava con le singole aree e i singoli uffici.Il nostro compito – ed ha concluso – era quello di chiudere questa prima fase della relazione perché questo era il mandato ricevuto dal ministro. Ora dobbiamo preoccuparci solo del futuro di Fse“”

La relazione della Deloitte, che ha individuato numerose irregolarità nella gestione del denaro pubblico da parte dell’ ex-amministratore unico, l’avvocato tarantino Luigi Fiorillo , costituisce per la magistratura barese un punto basilare di partenza dell’indagine penale che dovrà individuare  ed  accertare eventuali reati a carico degli ex amministratori. Accertamenti che la Guardia di Finanza di Bari sta svolgendo da mesi a seguito della delega ricevuta dai magistrati della Corte dei Conti.

CdG Corte-dei-Conti PugliaInfatti la sezione pugliese della Corte dei Conti aveva già aperto un nuova inchiesta, affidandola al vice-procuratore Pierpaolo Grasso che nei giorni scorsi ha incontrato ed ascoltato per oltre un’ora il commissario Andrea Viero. Dopo aver attivato il recupero di oltre 5 milioni per i vagoni d’oro, il procuratore Grasso dovrà ad occuparsi anche della gestione “allegra” dell’ex amministratore Luigi Fiorillo, e con qualche problematica in quanto la Corte di la Cassazione dovrà stabilire se la competenza giuridica sulla vicenda  spetta alla magistratura civile o quelli contabili . Infatti l’unica via per cercare di recuperare le somme distratte dalle casse delle Ferrovie SudEst è quella di attivare delle azioni di responsabilità, che però dovrebbero limitarsi – al contrario dei poteri della Corte dei Conti – anche a degli eventuali dipendenti e collaboratori responsabili delle distrazioni economiche.

nella foto Luigi Fiorillo

nella foto Luigi Fiorillo, ex amministratore unico delle FSE

Il “crack economico” scoperto dal commissario Andrea Viero,  affiancato da due sub commissari nominati anche questi dal ministro Graziano Delrio, ammonta a 280 milioni di euro, frutto -come si legge nella relazione – di sprechi e clientelismi, come le consulenze, costate in circa 10 anni la somma complessiva 132 milioni di euro a fronte dei 150 milioni all’anno incassati dall’azienda. Dalle indagini interne effettuate per conto dei commissari dalla Deloitte, sugli ultimi vent’anni di “malagestione” Fiorillo,   sono emersi non poche intrallazzi di natura politica, arrivando addirittura a collegamenti con ambienti romani collegato al Vaticano.

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Analizzando la natura ed i destinari delle consulenze d’ “oro” affidate dall’ex-amministratore unico la Deloitte si è giunti alla “Fondazione Italiani” , dell’avvocato Angelo Schiano che ha incassato 27 milioni di euro, fondazione, che come si legge anche sul suo sito Internet, si pregia di collaborare con il Pontificio Consilio per i Laici e persino con l’ex premier russo Michail Gorbaciov, nonchè di aver costituito l’ Ocmie organismo di conciliazione e mediazione Italo-Estero e non è un caso quindi  se Fiorillo sottoscrive proprio  davanti a questo organo nel 2012 e  successivamente nel 2015   degli accordi che riconoscono a Schiano la non indifferente somma di 15 milioni di euro, delle quali 10 milioni pagate a rate annuale di 500mila euro.

Fausto Vitucci

Fausto Vitucci

Nella sua relazione, la Deloitte spiega che “la Fondazione è stata costituita il 22 giugno 2004, tra gli altri, dall’avv. Angelo Schiano, che – in quanto rappresentante di un socio fondatore – siede nel cda dell’ Ocmie. La Fondazione Italiani, inoltre, ha nominato come (proprio) revisore dei conti il dott. Fausto Vittucci”, cioè lo stesso commercialista che certifica i bilanci delle Ferrovie Sud-Est e contemporaneamente nella mediazione ha “certificato” i crediti vantati da  Schiano. Ma gli intrecci non sono finiti, in quanto le Ferrovie Sud-Est nella procedura di mediazione si fa assistere guarda caso….dall’avvocato Domenico Giampietruzzi, un “professionista che risulta – come  spiega la Deloitteavere avuto rapporti di collaborazione con l’avv. Angelo Schiano e Pino Laurenzi “. Quest’ultimo, il collega di studio di Schiano.

nella foto l'ing. Sandro Simoncini

nella foto l’ing. Sandro Simoncini

Sarebbe sempre riconducibile all’ avv. Schiano anche folle gestione contrattuale, dell’inutile sede a Roma delle Ferrovie Sud-Est, che senza alcun motivo e valida ragione funzionale, avevano  un ufficio nella Capitale sino al 2014,  che costava 280mila euro l’anno. Il contratto di locazione venne sottoscritto nel gennaio 2013 e disdetto l’anno successivo a seguito delle contestazioni e pressioni del collegio sindacale delle FSE, che ritenevano ingiustificata la locazione di 6 stanze all’interno dell’immobile romano ubicato  via Severano. Ad affittare la sede romana era la Sogea, una società romana riconducibile all’ingegnere Sandro Simoncini il quale  “ha avuto rapporti professionali diretti con Fse – come ha accertato la Deloittealmeno dal 2004 al 2015″  arrivando a maturare al 31 dicembre scorso dei crediti vantati per 730mila euro. Andando a curiosare che è l’ ing. Simoncini si scopre qualcosa di inquietante. L’ingegnere romano risulta coinvolto, come l’ avvocato Schiano,  nell’indagine penale sul cosiddetto “Madoff dei Parioli“, il broker finanziario che ha truffato mezza Roma,  Gianfranco Lande, il quale  aveva proprio Schiano e Fiorillo tra i suoi clienti.

CdG schiano

in foto l’avv. Angelo Schiano

In un processo a stralcio della vicenda processuale sul “Madoff dei Parioli“, nel maggio 2015 Schiano  è stato condannato con rito abbreviato a due anni per “bancarotta fraudolenta” sentenza che è stata appellata dai suoi difensori, mentre invece l’ing. Simoncini, che ha scelto di farsi giudicare con il giudizio ordinario, ed è attualmente sotto processo dovendo rispondere anch’egli di bancarotta . Secondo  il  pubblico ministero romano capitolino Luca Tescaroli, come si evince dalle carte processuali Simoncini era il “fiduciario” di Schiano in un’operazione immobiliare milionaria. E quindi questo groviglio di interessi ed affari incrociati spiegano molte cose sulla consulenze “allegre” delle Sud Est.

Ricapitolando, Schiano, avvocato “vicino” ad ambienti al Vaticano riceve dalle Ferrovie Sud-Est incarichi di consulenza per 27 milioni di euro. Fiorillo, quale amministratore unico delle  Ferrovie Sud-Est incarica la certificazione del loro bilancio al commercialista di fiducia della Fondazione creata da Schiano, e sempre lo stesso commercialista viene chiamato incaricato anche di  certificare i crediti dell’avvocato romano vantati nei confronti dell’azienda ferroviaria pugliese. Ciliegina sulla torta le Sud-Est aprono la propria inutile sede romana in un immobile riconducibile a un ingegnere ( Simoncini n.d.r.) considerato “fiduciario” dell’avvocato Schiano, e Simoncini riceve anch’egli dalle Sud-Est consulenze ed incarichi per centinaia di migliaia di euro.

Una vicenda torbida dove siamo pressochè certi la Magistratura e la Guardia di Finanza faranno luce al più presto.




Delrio manda le carte delle Ferrovie Sud Est in procura: “Azione di responsabilità su amministratori”

In questo periodo – dice Delrio nella sua dichiarazione – il commissario, e i sub commissari Angelo Mautone e Domenico Mariani, oltre a scoperchiare i conti hanno iniziato a revocare consulenze e a recuperare risorse sugli sprechi. Molto resta da fare in una situazione gravemente compromessa: il debito della società è di 311 milioni. C’era, dice il commissario, ‘un’azienda fuori dall’azienda’, dove la missione istituzionale del trasporto pubblico aveva un ruolo ancillare e risorse minime, mentre la gran parte veniva dispersa in consulenze inutili, con incarichi senza gara. Così, nel trasporto pubblico pugliese ci sono carrozze ferme e mai utilizzate, ritardi e disservizi, mentre qualcuno si abbuffava di denaro pubblico“.”Come ministero – aggiunge e conclude Delrio – valuteremo l’azione di responsabilità e consegniamo ufficialmente le carte alla Procura. Poi, a breve, un piano industriale serio, con un risanamento profondo, per dare alla Puglia un servizio pubblico degno di questo nome. Un atto dovuto verso i cittadini e verso i 1.300 lavoratori dell’azienda che, siamo certi, avremo al nostro fianco per ripartire“.

CdG-FiorilloAd essere messa sotto accusa è fondamentalmente la gestione pluriennale ed a dir poco “allegra” dell’ex amministratore unico Luigi Fiorillo (nella foto a sinistra). Nella relazione del commissario è riportato ed indicato che tra il 2006 e il 2012 Fiorillo avrebbe intascato 13 milioni e 750 mila euro, somma che comprende anche le consulenze affidate a se stesso. Da non dimenticare che Luigi Fiorillo per una presunta truffa transnazionale che le Ferrovie del Sud Est avrebbero pagato a caro prezzo è uno dei sette imputati nell’udienza preliminare in corso dinanzi al gup del Tribunale di Bari . Inchiesta questa che riguarda l’acquisto di 52 vagoni (27 nuovi e 25 ristrutturati) costati all’azienda, tra il 2006 e il 2012, circa 22 milioni di euro.

Il Gup di Bari  il prossimo 8 aprile stabilirà se accettare la richiesta di costituzione di parte civile depositate dalla Regione Puglia e dai 18 lavoratori delle Ferrovie del Sud Est . E tutto ciò mentre  il commissario Viero non esclude che  con il tempo”ci sia altro da scoprire“.



ESCLUSIVA ! La relazione del Commissario sulle Ferrovie SudEst sotto la gestione fallimentare di Fiorillo

CdG ferrovie sudestE’  stata resa nota oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge 28/12/2015 n. 208, art. 1, comma 867)  la relazione del commissario della Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici Srl. In considerazione della grave situazione finanziaria della società Ferrovie del Sud Est e servizi automobilistici, il comma 867 della Legge di Stabilità 2016 prevedeva infatti il commissariamento, avvenuto con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, il 12 gennaio 2016 con la nomina del commissario Andrea Viero e dei sub commissari Domenico Mariani e Angelo Mautone.

CdG ferrovie sud est busIl commissario era incaricato, tra l’altro, di predisporre e presentare entro il 1′ aprile 2016 al socio unico, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “una dettagliata e documentata relazione in merito allo stato finanziario e patrimoniale della società, alle cause che hanno determinato la grave situazione finanziaria, anche al fine di consentire al Ministero di valutare le condizioni per l’esercizio dell’azione di responsabilità“.

Dopo le carrozze pagate a peso d’oro e gli svantaggiosi accordi per l’azienda di trasporti pugliese con i broker assicurativi, adesso viene fuori anche il caso delle consulenze legali lampo.  Dodici consulenze legali, tutte in affidamento diretto, e tutte ad un unico studio associato,  chiaramente sotto la soglia dei 40mila euro, sei delle quali miracolosamente avviate in uno stesso giorno ! Mentre sprofondava sempre di più nei debiti per centinaia di milioni di euro, le Ferrovie Sud Est approvavano e pagavano studi per la valorizzazione delle sue stazioni e addirittura si cimentava in altre analisi per avviare il trasporto dei rifiuti negli Ato pugliesi tramite i treni.

CdG Marcello VernolaA beneficiare di tutto ciò è stato lo  Studio Legale Associato Vernola, che fa capo all’ex presidente della Provincia di Bari, Marcello Vernola, e a suo fratello Massimo. Marcello Vernola era peraltro molto legato sin dai  tempi del suo impegno nei giovani democristiani con Luigi Fiorillo, anch’ egli un ex-giovane DC.  Lo studio Vernola dal giugno 2013 sino a febbraio 2015 ha lavorato come consulente legale per Fse riuscendo ad incassare, competenze a fronte delle 12 proprie consulenze, la maggior parte delle quali riguardavano programmi di valorizzazione con annesso studio di fattibilità di diverse stazioni ferroviarie, incassando la somma complessiva di 294mila 550 euro.

Il 22 gennaio del 2014, la Fse ha sottoscritto con lo Studio Vernola i programmi di valorizzazione delle stazioni di Martina Franca, Alberobello, Tricase e Sammichele di Bari. Attualmente sono tuttora ignoti, anche alla società Deloitte che ha effettutao la due diligenze sul dissesto delle Ferrovie del Sud Est , le ragioni per le quali sia stati conferito ad uno studio legale, dei piani di fattibilità e valorizzazione che prevedono in realtà competenze di tipo tecnico-economico. E dimostrare di avere a cuore…il proprio lavoro, sempre quello stesso giorno, e cioè il  22 gennaio 2014, la società Fse e lo Studio Vernola sottoscrivono altri due studi di fattibilità, uno dei quali riguardante il possibile trasporto dei rifiuti degli Ato pugliesi sulla rete ferroviaria Fse. In un solo giorno e tramite queste sei consulenze , tutte rigorosamente frazionate, per poter effettuare l’ affidamento diretto essendo sotto soglia per l’obbligo di bandire delle gare,  lo Studio Vernola ha porta a casa la bellezza di 110mila euro.

Schermata 2016-03-19 alle 20.34.58Nella sua due diligence effettuata è infatti la Deloitte nella sua analisi a criticare questi incarichi di consulenza che,  “data la fase di difficoltà in cui si dibatteva l’azienda risultano di non prioritario interesse e utilità”, si osserva e contesta “il mancato rispetto da parte dell’amministratore unico dell’obbligo di motivare gli affidamenti in economia, di divieto di frazionamento artificioso e di rotazione, implicando anche ripercussioni per quanto attiene al rispetto dei principi di proporzionalità, trasparenza e non discriminazione“. Lo Studio Vernola contattato dalla stampa ha reso noto di non voler fare alcuna dichiarazione.

Ma sfogliando l’analisi impietosa ed attenta della Deloitte  è facile evincere che quello delle consulenze legali è soltanto uno dei tanti casi anomali riscontrati e contestati dalla Deloitte che fanno riferimento alla gestione dell’ azienda, durata quasi un ventennio, sotto la gestione dell’ex amministratore Luigi Fiorillo . “Si potrebbe solo incidentalmente rilevare che mentre nel 2014 non si riusciva a pagare il tfr ai dipendenti  — fanno notare gli analisti — che andavano in quiescienza, si spendevano decine di migliaia di euro in studi di valorizzazione”.

Con una nuova interrogazione a prima firma del deputato leccese pentastellato  Diego De Lorenzis chiede ai Ministri Delrio e Padoan di chiarire le responsabilità di chi doveva controllare l’attività di Fiorillo e di FSE. “Se Fiorillo ha potuto fare quello che voleva con le Sud Est, un motivo ci sarà. Il Ministero dei Trasporti detiene il 100% delle quote di FSE ma la domanda logica che sorge spontanea è: chi controllava dal Ministero l’operato delle FSE e di Fiorillo?” – commenta De Lorenzis, capogruppo M5S della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati – “Sembrerebbe che l’ex amministratore unico delle Ferrovie Sud-Est sia stato anche consulente della stessa: praticamente si autoassegnava le ingenti consulenze! Risulterebbe che in questo arco di tempo abbia ricevuto circa 250mila euro come amministratore e quasi 1 milione e mezzo di euro come assistente del responsabile degli appalti.

Gli incarichi dati a Fiorillo da Fiorillo” – aggiunge Diego De Lorenzis del M5S – “ come collaboratore del dirigente responsabile degli investimenti avrebbero fruttato un compenso di 410 mila euro, nel solo 2013, impiegando tali importi dal bilancio di Ferrovie Sud Est. Inoltre, il dirigente responsabile degli investimenti sarebbe lo stesso che ha dato ripetutamente incarichi anche all’ingegnere Prato, senza alcuna trasparenza. Inoltre la stampa ha rivelato che Fiorillo è stato anche dirigente di una società del Gruppo Ferrovie dello Stato da cui ora risulterebbe in pensione, cumulandola con i compensi di FSE. Insomma hanno spolpato FSE, creando grandissimi debiti, con procedure per nulla trasparenti: possibile che nessuno al Ministero se ne sia reso conto?

Per tutti questi motivi” – conclude il deputato De Lorenzis del M5S,  – “i Ministri Delrio e Padoan devono chiarire chi sia il dirigente responsabile degli investimenti di FSE che ha dato incarichi a Fiorillo e all’ingegnere Prato e se lo stesso dirigente attualmente ricopra incarichi nei confronti di società partecipate dallo Stato. Inoltre pretendiamo di sapere chi siano i soggetti del Ministero dei Trasporti responsabili della vigilanza su Ferrovie Sud-Est nel periodo in cui Fiorillo era a capo della società; crediamo sia giusto far sapere ai cittadini se tali soggetti siano ancora presso le strutture del Ministero dei Trasporti, quali ruoli ricoprano e se nei loro confronti siano stati avviati procedimenti disciplinari in autotutela, in attesa dei risvolti giudiziari. Infine, per trasparenza verso i contribuenti, chiediamo di sapere quale sia la società del Gruppo FS di cui Fiorillo è stato dirigente e quali ruoli abbia ricoperto.

Vi lasciamo leggere la relazione “originale” integrale del commissario Andrea Viero, che è stata inviata proprio oggi 19 marzo 2016, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con allegata la relazione finale di due diligence che potrete reperire attraverso questo link (clicca QUI) , o scaricarla qui sotto :

1. Prj FSE_Due Diligence Report_Vol I_Financial DD

2. Prj FSE_Due Diligence Report_Vol II_Tax DD

3. Prj FSE_Due Diligence Report_Vol III_Legal DD

4. Prj FSE_Due Diligence Report Addendum_Vol 1_Financial DD

5. Prj FSE_Due Diligence Report Addendum_Vol 2_Legal DD




Sullo scandalo Ferrovie Sud-Est, scoperte consulenze d’oro al tarantino Luigi Fiorillo

Il tarantino Luigi Fiorillo, un ex democristiano saltato su vari carri politici pur di restare a galla nella 2a repubblica, Dal 2011 oltre a essere amministratore delle Ferrovie Sud-Est sino a novembre 2015, quando è stato azzerato e mandato via , è stato anche consulente dell’ azienda che amministrava. Una consulenza superpagata, visto che ha portato a casa in cinque anni circa 250mila euro (lordi) come amministratore e circa un milione e mezzo di euro come consulente-assistente del responsabile degli appalti. Ma ora la Corte dei Conti potrebbe chiedergli di restituire questi soldi incassati illegalmente come consulente.

Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari ha infatti predisposto e depositato una informativa al vice procuratore della Corte dei Conti pugliese, il magistrato Pierpaolo Grasso. L’accertamento erariale è scattato, nello scorso novembre, a seguito del sequestro che i giudici della Corte dei Conti avevano disposto a carico di Luigi Fiorillo per la nota vicenda delle “carrozze d’oro” cioè i treni usati acquistati dalle Ferrovie Sud-Est in Polonia a prezzi elevati rispetto al  reale valore di mercato.

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nella foto, Luigi Fiorillo, il primo da sinistra in giacca nera e le sue frequentazioni giornalistiche tarantine

Sui conti correnti di Fiorillo la Guardia di Finanza ha trovato la liquidità versata per complessivi 5 milioni di euro, così distribuiti: 418mila euro presso la filiale romana di Banca Intesa in piazza Barberini, 2,5 milioni depositati ed investiti presso Intesa Private Banking, 49mila euro presso Barclays, 1,1 milioni presso la Banca Popolare di Bergamo e 831mila euro presso la Banca Popolare di Bari, a fronte del proprio compenso di  appena 48mila euro lordi all’anno, quasi 24 mila netti, percepiti come amministratore delle Sud-Est

CdG guardiadifinanza-controlliI finanzieri hanno quindi radiografato le dichiarazioni dei redditi del cosiddetto “manager” tarantino, appurando che lo stipendio di Fiorillo come dirigente di una società del Gruppo FS (ove al momento risulta in pensione) veniva in realtà rimborsato dalle Sud-Est, e non solo in quanto il manager aveva percepito altri compensi come consulente dalle Ferrovie Sud-Est . Come per esempio i 20 incarichi che nel solo 2013 gli avevano fatto incassare 410mila euro come “collaboratore” del dirigente responsabile degli investimenti (ora rimosso), cioè quello stesso dirigente, che aveva affidato la stragrande maggioranza degli incarichi di progettazione e direzione lavori all’ingegnere salentino Vito Antonio Prato, che aveva portato a casa  in 10 anni, 54 milioni di parcelle professionali.

Le auto-consulenze del Fiorillo erano venute alla luce sin dalla verifica fiscale che la Guardia di Finanza di Bari aveva compiuto negli scorsi mesi, e che si è conclusa con una denuncia penale nei suoi confronti per violazioni tributarie. Contestazione questa che ha permesso all’attuale commissario delle Sud-Est, Andrea Viero, di approfondire le verifiche da cui sarebbe emerso che le somme retribuite e versate a Fiorillo non arrivavano dai quadri economici degli appalti, che essendo in gran parte finanziati con fondi europei, sono quindi anche soggetti a verifica da parte della Regione Puglia, bensì dal bilancio economico dell’azienda. Circostanza questa che se fosse confermata, alimenterebbe l’ipotesi investigativa che che il manager tarantino abbia provato a nascondere i pagamenti incassati delle Ferrovie Sud-Est sotto forma di consulenza.

CdG corte conti pugliaA questo punto la Corte dei Conti pugliese dovrà valutare e nel caso confermare l’ipotesi scaturita dalle indagini della Guardia di Finanza, e cioè che i frutti economici di quelle consulenze siano state incassati in maniera illegittima e quindi illegale, e pertanto decidere se ne andrà richiesta la restituzione. La presenza di una nuova indagine era stata confermata dal procuratore regionale della Corte dei Conti Francesco Paolo Romanelli, il quale giovedì scorso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, aveva fatto un espresso riferimento proprio ai “benefit e compensi elargiti indebitamente” al Fiorillo, cioè ’ex amministratore unico della più importante ferrovia concessa d’Italia.

Per quanto riguarda la vicenda giudiziaria delle “carrozze d’oro”, a carico di Luigi Fiorillo e di altre sei persone, è attualmente in corso l’udienza preliminare, in cui la Procura della Repubblica di Bari hanno ipotizzato, le accuse di “truffa ai danni dello Stato “e nei confronti di altri due coindagati al Fiorillo, anche di corruzione.




Rimosso Fiorillo: Viero nuovo presidente del consiglio di amministrazione Ferrovie Sud Est

CdG Fiorillo

nella foto, Luigi Fiorillo

Esce finalmente  dalle Ferrovie Sud Est il tarantino Luigi Fiorillo, che da  22 anni era alla guida della società, il quale peraltro incredibilmente era stato da poco riconfermato,  ma sulla cui gestione e persone gravano diverse indagini della magistratura a seguito dei numerosi  scandali legati alla gestione ormai inadeguata della società di trasporto ferroviario pugliese, che attraverso il servizio su ferro e gomma attraversando le province di Bari, Brindisi,Lecce e Taranto trasportano  ogni anno 17 milioni di cittadini pugliesi.  Il ministro Delrio ministero aveva annunciato un radicale cambio della gestione, affinchè il Governo possa decidere la parziale ricapitalizzazione dell’azienda, che sino ad oggi ha accumulato 242 milioni di debiti , versando in una condizione finanziaria che non consentiva persino le operazioni più semplici di manutenzione.

A guidare il nuovo consiglio di amministrazione è stato chiamato  Andrea Viero, docente dell’ Università Bocconi, già direttore generale e vice presidente della multiutility Iren, che verrà affiancato nel CdA da  Angelo Mautone Dirigente  della Direzione Trasporto Pubblico Locale del Mit,  e Domenico Mariani, che vanta competenze professionali tecnico-amministrative nella gestione del personale e nei rapporti con le organizzazioni sindacali nei servizi pubblici locali. I nuovi consiglieri di amministrazione hanno accettato la richiesta del Ministro con spirito di servizio, mettendo a disposizione le loro competenze professionali,  per consentire un nuovo corso delle Ferrovie Sud Est in grado di affrontare le criticità in una prospettiva di stabilizzazione, chiarezza e prospettive di una società che eroga servizi ai cittadini avvalendosi del contributo di oltre 1.300 lavoratori. Oggi si svolgerà il primo consiglio di amministrazione della nuova gestione.




Scandalo carrozze d’oro Sud-Est. Delrio: “attendo soluzioni da Emiliano”

CdG ferrovie sud-estNon ha usato mezzi termini ed i soliti giri di parole in “politichese”,  il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, nel corso della trasmissione televisiva “Ballarò” andata in onda martedì sera su Rai3, intervenendo sulla vicenda delle Ferrovie Sud-Est, la società pubblica operante in Puglia perchè si trova  al centro di un’indagine della Procura della repubblica di Bari e della Corte dei Conti pugliese,  per una presunta frode – secondo gli inquirenti –  collegata all’acquisto di 25 vagoni che sono stati ristrutturati. a un prezzo doppio a quello di mercato. “Non ho mai confermato Fiorillo, anzi ho chiesto al governatore Emiliano di risolvere questa situazione: a giorni lo vedrò e ascolterò le sue proposte”.

Il sequestro

Luigi Fiorillo

nella foto, Luigi Fiorillo

Nei giorni scorsi la Corte dei Conti regionale di Puglia ha convalidato il sequestro conservativo di beni per circa sei milioni di euro nei confronti dell’amministratore unico della società,  il tarantino Luigi Fiorillo (un ex-esponente del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana), e dell’ex dirigente, Nicola Alfonso.

  Durante il programma televisivo condotto dal giornalista Massimo Giannini, ex-vice direttore del quotidiano La Repubblica, sono state ricostruite e raccontate le fasi salienti della vicenda: secondo quanto emerso dalle indagini, l’operazione si sarebbe articolata in tre passaggi: le Ferrovie Sud Est avrebbero acquistato da due società 25 carrozze passeggeri dismesse al prezzo di 37.500 euro ciascuna spendendo 912mila euro; successivamente i vagoni sarebbero stati venduti a una società polacca per la ristrutturazione al prezzo di 280mila euro ciascuno per un ricavo di 7 milioni; infine le Ferrovie Sud-Est avrebbero riacquistato successivamente dalla stessa società polacca le 25 carrozze ristrutturate al prezzo di 900mila euro ciascuna pagando complessivamente 22 milioni e mezzo.

 La perizia

Nel corso delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Bari ed avvalendosi anche di una CTU (consulenza tecnica d’ ufficio) effettuata da un professionista esperto del settore, si è evinto che il prezzo congruo e reale per il riacquisto sul mercato sarebbe stato di 11 milioni e 206mila euro, cioè la metà di quanto versato.




I soliti noti:Maurizio Lupi,La Cascina,Compagnia delle Opere,i Ciellini . Peccato che i Carabinieri del Ros non ci siano anche a Taranto…

CdG maurizio LupiSono decine e decine le telefonate del ministro ciellino Maurizio Lupi (Ncd) allegate agli atti dell’inchiesta di Firenze che ha portato in carcere l’alto funzionario Ercole Incalza e l’imprenditore Stefano Perotti. Pressioni, interventi, richieste. Molte telefonate intercettate dimostrano come sia stato proprio il ministro delle Infrastrutture a chiedere di trovare un lavoro per suo figlio Luca, laureatosi da poco  in Ingegneria. Ma non solo. In fatti in un’occasione lo stesso Lupi secondo gli atti dell’inchiesta in corso si  sarebbe speso direttamente per garantire a Perotti un incarico per un appalto pubblico.

Un vero e proprio centro di potere quello rivelato dall’indagine dei pubblici ministeri di Firenze, coordinati dal procuratore Giuseppe Creazzo, che hanno accertato l’esistenza di una maggiorazione sui lavori assegnati dalla struttura guidata da Incalza

Corruzione

IL FIGLIO DI LUPI – I primi contatti per trovare una sistemazione a Luca Lupi (figlio del ministro) cominciano nei primi giorni di gennaio 2014. Le numerose conversazioni intercettate dai Carabinieri del Ros guidati dal generale Mario Parente, dimostrano che è stato proprio il Ministro a richiedere a Incalza di incontrare suo figlio  ed immediatamente il dirigente del ministero, si è attivato proprio con Perotti. Alla fine del mese, guarda caso, come per incanto tutto è risolto. Il giovane Lupi ottiene un incarico in un cantiere dell’Eni dove proprio lo stesso Perotti aveva ottenuto la direzione dei lavori. Ma probabilmente ai Lupi (mai cognome più appropriato…)  tutto ciò non era sufficiente. Scrive il Gip nell’ordinanza di cattura: “L’aiuto fornito da Stefano Perotti a Luca Lupi non è limitato al conferimento dell’incarico sopra descritto. Il 4 febbraio 2015 Perotti chiede all’amico Tommaso Boralevi che lavora negli Stati Uniti, di dare assistenza ad un loro ingegnere che al momento lavora presso lo studio Mor e verrà impiegato a New York. E dice: “Lavorerà in una prima fase per lo studio Mor come commerciale per cercargli delle opportunità eccetera. Gli abbiamo dato anche noi un incarico collegato per le nostre attività di direzione lavori, management, te lo volevo mettere in contatto che sicuramente tu che sei una specie di motore acceso qualche dritta gliela puoi dare no?“.

LA MOGLIE DI LUPI – Negli atti dell’indagine fiorentina i pm analizzano anche i rapporti degli indagati con i familiari del ministro. E scrivono negli atti che che in occasione di una convention del NCD-NuovoCentroDestra organizzata a Bari proprio da Lupi, uno degli arrestati Francesco Cavallo “si attiva per procurare un biglietto aereo (tratta Milano-Bari) alla moglie del Ministro Lupi, Dalmiglio Emanuela“. “Il prezzo di questo biglietto è di 447,03 – viene spiegato dagli inquirenti – la ricevuta del pagamento risulta intestata al Cavallo, cui viene trasmessa via mail dall’indirizzo di posta elettronica di Pietroletti Gabriella della Coop. La Cascina (non è dato sapere se tale spesa sia stata rimborsata)”.

Nell’inchiesta e nell’ordinanza di custodia cautelare compaiono anche i rapporti e gli affari di Perotti con le Ferrovie Sud Est guidate dall’ex-politicante tarantino (un ex-giovane DC) Luigi Fiorillo. Ma di questo vi parleremo più approfonditamente nei prossimi giorni.