Formula 1, ecco la nuova Ferrari SF 90: rosso meno acceso ed inserti neri

di Francesca Laura Mazzeo

ROMA – E’ di un inedito colore rosso opaco e rappresenta la sfida della Ferrari per la Formula 1  2019, e si chiama SF90. E’ la prima monoposto “partorita” sotto la presidenza John Elkann e dei nuovi vertici, l’ad Louis Camilleri e il team principal Mattia Binotto. La presentazione è avvenuto questa mattina a Maranello, negli spazi della Nuova logistica dello stabilimento Ferrari, con una cerimonia in stile “Odissea nello Spazio“: la vettura che compare sul palco da una piattaforma girevole circondata da effetti laser,  luci e suoni.

Il claim della giornata, e del nuovo corso, è #essereFerrari. “Essere Ferrari significa l’orgoglio di una squadra che unisce un intero paese e che rappresenta il meglio dell’Italia” ha detto John Elkann.  Dopodichè tutti sul palco con il cappellino rosso per la foto di rito che è anche un messaggio: “Ci unisce l’orgoglio di essere Ferrari.

La Scuderia Ferrari  fondata nel 1929 dal genio visionario di Enzo Ferrari, la cui passione per le corse è da sempre nel dna del team, festeggia i suoi Novanta anni . L’aspetto che colpisce subito dopo la linea è la livrea: il nuovo rosso sotto le luci artificiali  si avvicina all’arancio rossastro,  con degli inserti neri, mentre la presenza del bianco è collegata solo al logo di qualche sponsor. Sarà necessario di vederla sotto luce naturale domenica a Barcellona per giudicarla. Le nuove modifiche apportate interessano le ali: quella anteriore è  20 centimetri più larga , mentre quella posteriore è più alta di 10 e larga di 7 cm come previsto dalle nuove regole. Le fiancate risultate più strette e la linea in genere è più affilata. Nonostante le bocche cucite degli ingegneri, anche il motore,  avrebbe ricevuto una bella iniezione di cavalli in più senza dover sacrificare l’affidabilità.

Il nuovo team manager Binotto spiega:  “Non è una rivoluzione, ma un’evoluzione rispetto all’anno scorso” . La Ferrari SF71H era nata bene, ma ha avuto alti e bassi. Adesso la nuova  Ferrari SF90 ha l’obiettivo di correggerne gli errori e puntare a un titolo che manca da undici anni. La coppia di piloti non vede l’ora di provarla in pista. Dice Vettel: “Se avessi qui la tuta, mi metterei subito al volante”. Più compassato il francese Leclerc: “Sono emozionato, è un sogno che si realizza”.

Secondo le simulazioni effettuate la nuova Rossa di Maranello andrà più forte. I tecnici hanno registrato prestazioni migliori rispetto al 2018 nonostante le nuove regole rallentino le monoposto. Poi però bisognerà vedere e confrontarsi con le innovazioni e da come hanno lavorato gli avversari, a partire dai tedeschi della Mercedes Benz. Il primo confronto in pista si svolgerò lunedì nei test a Barcellona, anche se la Ferrari SF90 scenderà in pista già da domenica per filmare un video promozionale e per rodare il motore.

La grande sfida, quella che conta,  però comincerà il 18 marzo in Australia nel primo dei 21 gran premi di Formula Uno..




Taranto ? “Questa è una città da commissariare” . Quello che i giornalisti…tarantini non hanno il coraggio di scrivere

ROMA – Permetteteci di complimentarci con l’amico e collega Enzo Ferrari direttore del quotidiano Taranto Buona Sera , uno dei pochi giornalisti seri e capaci  in un deserto intellettuale e culturale come quello del giornalismo tarantino, per l’intervista odierna al collega tarantino Angelo Mellone, che anni fa ha avuto l’intuizione e la buona idea di trasferirsi anni fa a Roma per fare una carriera (in RAI) degna di essere chiamata tale .

Angelo Mellone nella sua intervista dice delle verità, esprime dei concetti di cui condividiamo parola per parola, a partire dalla vertenza Ilva-Taranto, che nel suo complesso, sembrerebbe essere costata 16 miliardi di euro. “Un danno enorme prodotto dal peggior meridionalismo e dalla peggiore grettezza culturale che una parte di Taranto ha sfoggiato in questi anni

“A quale Taranto si riferisce?” gli chiede Enzo Ferrari.  “A quella lagnosa, vitttimista, rivendicazionista e autolesionista risponde Mellone – della quale fanno parte pezzi di giornalismo e ambientalismo che con la loro propaganda continuano a fare un male devastante a Taranto

Angelo Mellone, giornalista RAI

“Ce l’hai con gli ambientalisti” continua Ferrari . “L’ambiente è un tema troppo serio per relegarlo a gruppi che hanno necessità di trovare qualcuno a cui aggrappare le loro lagne. Come io non sono industrialista, loro non sono ambientalisti. Ci sono vie di Roma – dice Mellone – lo dicono i dati dell’Istituto Superiore della Sanità  che hanno valori di inquinamento superiori a quelli di via Machiavelli, ai Tamburi. Eppure a Roma nessuno si è mai sognato di far girare manifesti che ritraggono i bambini con la maschera antigas. In quei manifesti c’è tutta l’impotenza culturale di questi della paura. Giocare sulla pelle dei bambini è una operazione indecente, folle, terribile“.

“Credi che riusciremo ad uscire da questa vertenza così lacerante?”  “La vertenza si risolverà, – risponde Angelo Mellonenonostante la minoranza urlante, la borghesia inutile, l’inesistente classe dirigente della città. Io mi auguro che alla fine si possa davvero arrivare all’ambientalizzazione dello stabilimento e alla bonifica del territorio. Ma se la vertenza si risolverà sarà sempre per un intervento esterno, non per ciò che la città è in grado di produrre“.

“Vuoi dire che Taranto da sola non riuscirà mai a farcela?” domanda Enzo Ferrari. “Taranto è una città di proprietà dello Stato. – risponde Mellone –  Senza lo Stato resterebbe solo la borghesia inutile e parassitaria. E lo dico con dolore. Pensiamo che in oltre mezzo secolo di siderurgia non è mai nata una impresa di trasformazione dell’acciaio. Taranto andrebbe commissariata, non è in grado di governarsi, è vissuta sempre grazie all’intervento esterno e quando lo Stato ha cominciato a ritirarsi sono arrivati i dolori” che rispondendo alla domanda  “qualche segnale incoraggiante arriva dalla valorizzazione di alcuni simboli della nostra cultura, come il Castello Aragonese e il Museo non credi ?”  conclude ricordando qualcosa che ai tarantini sfugge “Il Castello è stato rilanciato dall’ammiraglio Ricci, che non è di Taranto, e il museo ha ripreso a brillare con la nuova direttrice, che non è di Taranto. L’unica realtà tarantina che ha saputo emergere a livello nazionale è la Ionian Dolphin di Carmelo Fanizza”

Un pò poco per sperare in un risveglio socio-economico-culturale della città di Taranto.  Marco Travaglio in un suo intervento al concerto tarantino del 1 maggio  disse che “I giornali a Taranto non scrivono nulla perchè sono comprati dalla pubblicità”.  Una sacrosanta verità. Il problema è che ancor prima di comprare i giornali, si sono comprati con quattro soldi i giornalisti. Quasi tutti. A partire da qualcuno che infatti è “specializzato” nel pubblicare interviste su commissione, rigorosamente in ginocchio (come scrisse tempo fa il Nuovo Quotidiano di Puglia) , qualcuno che predilige occuparsi di “monnezza”. La sua specialità…




Elezioni Taranto 2017. La grande “monnezza”: la stampa

di Antonello de Gennaro

ROMA – Questo giornale come i nostri lettori hanno avuto ben modo di verificare è sinora stato silente osservatore su quanto accade in vista delle prossime elezioni amministrative. Lo abbiamo fatto perchè al contrario di finti moralisti dell’ultima ora non abbiamo alcun interesse personale e diretto con alcuna candidatura anche se a questa competizione (si fa per dire…) elettorale partecipa una mia lontana parente che porta il mio stesso cognome, e con la quale sono in aperto contrasto ideologico e caratteriale. Ma di quest’ ultimo particolare a molti non importerà nulla, mentre qualche frustrato adesso potrà mettersi il cuore in pace.

La “Grande Monnezza” è  variegata, variopinta, composta da un mix di giornalisti, pennivendoli e scribacchini, pronti a passare da una lista ad un altra in cambio di soldi o di qualche promessa.

Una “Grande Monnezza” al cui interno sguazzano non pochi  “pennivendoli” (chiamarli giornalisti sarebbe offensivo per quei pochi seri) che fanno questo mestiere calpestando tutte le norme deontologiche, lavorando sotto mentite spoglie per candidati, politici, aspiranti tali, vendendo il loro tesserino per qualche centinaia di euro in più. Nella mia breve permanenza tarantina, durante la quale la solita mano vigliacca mi ha incendiato la macchina (inutilmente) , ho fatto il mio lavoro: osservato, parlato con candidati, partecipato a conferenze stampa, ed ho avuto notizia di giornalisti “profughi” di un giornaletto fallito da tre anni che si propongono a questo o quel candidato per qualche migliaio di euro, addirittura in accoppiata con il/la rispettiva consorte.

Giornalisti in cassa integrazione (e quindi retribuiti dallo Stato) come Pierpaolo d’ Auria che manda in giro comunicati autodefinendosi “addetto stampa del consigliere regionale Liviano.“. Giornalisti che nelle conferenze stampa si stracciano le vesti della professionalità illudendosi che non sappiamo che quella stessa stessa persona viene indicata da un parlamentare della provincia  come “mio addetto stampa”.

Ho letto la scorsa settimana un editoriale di un collega, e cioè Enzo Ferrari  direttore del quotidiano (Taranto) Buona Sera, il cui reale editore  come a tutti ben noto è la famiglia Signorile (Claudio ex ministro socialista) lamentarsi del modo di comunicare di una candidata sindaco, che preferisce comunicare via web (come fanno peraltro una marea di politici a partire dall’ ex-premier Matteo Renzi, dal leader dl M5S  Beppe Grillo e dal Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi, tanto per fare qualche nome…) che viene così  testualmente  accusata: “scavalco i giornali e faccio da me. Sembrano affermazioni di un candidato grillino, di quella parte della politicameglio, antipolitica – che ha nel suo codice genetico la delegittimazione del ruolo della stampa e l’uso della pseudo democrazia diretta attraverso la giungla dei socialnetwork, dove in verità il più delle volte si sviluppano discussioni che non sono proprio un esempio di civiltà e confronto”.

Caro collega Ferrari, la scelta della Baldassari non è delegittimazione, ma  secondo me  comunicare direttamente ai cittadini, agli elettori attraverso i social network sopratutto in una città come Taranto dove sono molti, troppi,  i giornalisti che stanno sul libro paga di qualcuno che non è il suo lettore o editore, è stata una sua legittima scelta che condivido ed apprezzo. Così facendo infatti la Baldassari ha oltrepassato la solita “mediazione” giornalistica di un tanto al chilo…. e costretto i giornali e siti a dover raccontare il suo pensiero senza travisarlo o interpretarlo difformemente dalla realtà.

Leggerlo poi su un quotidiano il cui ex-direttore (Michele Mascellaro) compare ancora oggi nella gerenza come “redazione di Bari” mentre nello stesso tempo è ufficialmente  retribuito ed  alle dipendenze del Gruppo PD al Consiglio Regionale della Puglia onestamente fa solo ridere, se non piangere per come viene calpestata la nostra deontologia professionale. Legittimo chiedersi se  il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Disciplina in Puglia esiste !  “Accogliendo l’ invito dell’Associazione della Stampa di Puglia, i nominativi per l’ufficio stampa sono stati selezionati tra i giornalisti iscritti all’Ordine” dichiarava a suo tempo con un comunicato (privo di firma) il PD pugliese. E Mascellaro nello stesso tempo lavora ed è dipendente anche del giornale che tu dirigi caro Ferrari. Tutto normale ?

Quello stesso Michele Mascellaro che da anni sfugge alle sue responsabilità (intercettazioni processo Ambiente Svenduto) grazie al silente menfreghismo dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia e del sindacato pugliese che lo “protegge”. Ma in cambio di cosa ? Il silenzio forse ? E su cosa…?

Vedere apparire un sito online come La Ringhiera edito non da un’editore, da una casa editrice, ma bensì da un’ A.P.S. cioè un’ Associazione di Promozione Sociale, che per legge non può avere profitti. mentre in realtà vende magliette ed incassa pubblicità attraverso la società compiacente Capera srl  che li ospita non a caso nel proprio ufficio, e che vanta due direttori (Angelo Di Leo e Michele Tursi) su soli due giornalisti dichiarati che vi scrivono , i quali peraltro vengono pagati ogni mese da oltre due anni dalla cassa integrazione, degli articoli inneggianti all’ Assostampa pugliese, ed alle calpestate (da loro stessi) norme deontologiche , fatemelo dire, va venire a dir poco il voltastomaco.

Uno dei due, e cioè Angelo Di Leo come tutti ben sanno a Taranto, ha  lavorato nello “staff” (parola che a qualche sindacalista da quattro lire non piace molto)  di  Rosanna Di Bello di Forza Italia quando era il Sindaco  del Comune di Taranto, per poi successivamente armi e bagagli  in occasione delle ultime regionali a Taranto, a fare il capo dello staff elettorale del consigliere regionale uscente Annarita Lemma, capolista nel PD, la quale è  uscita sonoramente “trombata” cioè non rieletta dai suoi elettori,  e vedere sulla testata dell’ associazione di promozione sociale La Ringhiera “sparata” (o meglio “spacciata”) come notizia il comunicato dell’ Assostampa che attacca chi usa “staff di comunicazione” fa sicuramente sbellicare dalle risate. Parlano proprio loro che non hanno mai fatto nulla per garantire ai disoccupati pugliesi il diritto al lavoro negli uffici stampa degli enti pubblici ai sensi della Legge 150.

O vogliamo parlare del cosiddetto IlGiornalediTaranto, testata online di proprietà di un’associazione no-proft (di cui ci siamo occupati in passato – leggi QUI) presieduta dall’ex-assessore regionale Fabrizio Nardoni (ex-Sel-Vendola),   diretto dal pubblicista Angelo Lorusso, marito della giornalista Luisa Campetelli ( a sinistra nella foto) alla guida nel crack giornalistico-editoriale-fallimentare del CdG di Puglia e Lucania ?  Lorusso ha un’associazione che effettua corsi di formazione professionale (con i soldi “pubblici” della Regione Puglia) , ma dopo le due esperienze fallimentari  a capo dello staff elettorale-trombato di Fabrizio Nardoni, si prodiga da settimane per trovare una nuova collocazione, offrendosi come “spin-doctor” a chiunque gli capiti a tiro pur di  raccattare qualche migliaio di euro, alternando i suoi rapporti con il Sen. Dario Stefàno a Tonino Caramia, per finire al consigliere regionale barese Alfonso Pisicchio.

Dov’era l’ Assostampa di Puglia…. allorquando Michele Tursi ancora in forza , cioè socio-dipendente alla Cooperativa 19 luglio (editore del CdG di Puglia e Lucania successivamente fallito con una massa fallimentare di oltre 5 milioni di euro) lavorava quotidianamente alla Camera di Commercio di Taranto, con un contratto di 1.000 euro netti al mese  oltre contributi INPGI , senza che sia stata fatta alcuna selezione e/o bando pubblico, ed in un aperto contrasto deontologico che questo giornale  ha pubblicamente denunciato e raccontato  DOCUMENTALMENTE (leggi QUI)  senza che l’ Ordine dei Giornalisti di Puglia abbia mosso un solo dito.

Ma esiste un Consiglio di Disciplina in questo Ordine  ? E’ la domanda che nei prossimi giorni faremo ufficialmente e legalmente al Presidente del Tribunale di Bari che nomina il Consiglio su Disciplina su indicazione di una rosa di nomi ricevuta dall’ Ordine dei Giornalisti. informando per competenza la Direzione Generale Affari Civili del Ministero di Giustizia che vigila sugli ordini professionali territoriali.

Possibile che nessuno dei rappresentanti dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia e del loro “caro” sindacato si accorga di quanti conflitti d’interesse vi siano nel giornalismo tarantino ? Nessuno alla Gazzetta del Mezzogiorno a Taranto (redazione dove ci sono più sindacalisti che giornalisti), riceve i comunicati stampa per un candidato sindaco del centrosinistra inviati e firmati dalla giornalista Maristella Baggiolini, ex-collaboratrice dell’ex-assessore Fabrizio Nardoni alla Regione Puglia, che nello stesso tempo è  direttore responsabile del giornale online TVMED , dove all’improvviso è scomparso il suo nome !

Tutto normale questo per la Procura di Taranto che ha indagato tanto sul sottoscritto  spendendo inutilmente tanti soldi del contribuente ??

L’ Ordine dei giornalisti  di Puglia e l’Associazione della Stampa di Puglia (i nuovi Cicì & Cocò della pseudo informazione pugliese) , denunciano come “il fenomeno costituirebbe sicuramente una buona notizia, soprattutto in una fase di forte contrazione del mercato del lavoro giornalistico, se l’incontro fra domanda e offerta di prestazioni professionali avvenisse nel rispetto della dignità delle persone, prima ancora che del diritto a un’equa retribuzione sancito dalla Costituzione”. Ma lo sanno che il più vecchio quotidiano pugliese e cioè la Gazzetta del Mezzogiorno dove lavora il sindacalista-presidente Bepi Martellotta ed il suo vice-sindacalista Mimmo Mazza, pagano ai loro collaboratori l’importo di circa 5 euro netti ad articolo ? E questo sarebbe l’equo compenso ? Probabilmente è più equo il compenso delle donne delle pulizie che a Taranto percepiscono 8 euro l’ora !

Come non ridere (o meglio avere pena) delle dichiarazioni del sindacato pugliese dei giornalisti, di quello che voleva costituirsi parte civile nei miei confronti per una denuncia strumentale di “stalking”,  frutto della malsana fantasia e farneticazione del suo sodale ed iscritto Mimmo Mazza presentata nei miei confronti , che è stata annientata dal Gip di Taranto, dal Tribunale del Riesame e persino dalla Corte di Cassazione. Scrive l’ Assostampa sul suo sito : ““Pervengono al sindacato dei giornalisti – proseguono – segnalazioni, sulle quali sono in corso verifiche, di offerte di lavoro a condizioni economiche risibili. Forze politiche e candidati, che hanno già investito o si preparano a investire decine di migliaia di euro in campagne pubblicitarie, gadget, cene elettorali e altro, diventano parsimoniosi quando si tratta di stipulare un contratto con i propri addetti stampa.

“Questa situazione – continua il ridicolo comunicato dell’ ASSOSTAMPA di Puglia  – talvolta favorita da comportamenti scorretti di sedicenti giornalisti che si offrono gratis al politico di turno nella speranza di ricavarne utilità e gratificazioni future, si va addirittura allargando all’affidamento della comunicazione a non meglio identificati “staff,” dai quali pervengono comunicati non firmati in barba alle principali regole della professione. Note, per di più, ricche di contestazioni nei confronti di quei giornalisti che si sono azzardati a svolgere regolarmente il loro lavoro esercitando il diritto di cronaca nei resoconti delle candidature e delle liste” e conclude “è inaccettabile oltre che offensiva della dignità e del decoro dell’intera categoria. E’ bene ricordare ai segretari dei partiti politici e ai singoli candidati, qualora lo avessero dimenticato, che quella giornalistica è un’attività professionale che ha regole, parametri retributivi e obblighi contributivi anche in Puglia e che non si può umiliare la dignità degli iscritti all’Albo. Tanto più è illegittimo affidare lo svolgimento di questa professione a chi la esercita abusivamente, in contrasto con le prescrizioni che l’attesa riforma dell’editoria ha finalmente sancito”.

E quale sarebbe la Legge che obbliga ad un candidato di comunicare ed inviare delle proprie dichiarazioni esclusivamente con un iscritto all’ Ordine ? E cosa vieterebbe eventualmente a tutti i laureati in Scienze della Comunicazione  di fare ciò legittimamente ?

O forse in vista dei prossimi congressi per il rinnovo delle cariche del Consiglio dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia qualcuno vuole far vedere che si occupa dei colleghi pugliesi ? La Cassazione ha stabilito anni fa che è legittimo criticare (con continenza) l’operato della magistratura e persino del capo dello Stato, Quindi cosa e chi vieterebbe a qualcuno di poter esercitare il proprio legittimo diritto di critica nei confronti di una stampa tarantina che nella stragrande maggioranza dei casi è asservita e corrotta ? O forse qualcuno a Taranto non si è accorto di un ente pubblico come la Camera di Commercio di Taranto che da qualche mesi dichiara come addetto stampa un avvocato-pubblicista, che da qualche mese firma i suoi comunicati stampa,  il quale in realtà si è sempre e solo occupato di conciliazioni, ed peraltro cugino di un “noto” magistrato tarantino ?

Dov’erano l’ Assostampa e l ‘ Ordine dei Giornalisti di Puglia quando il Comune di Taranto negli ultimi  10 anni ha avuto ed usato come addetto stampa una gentile “vigilessa” (non iscritta all’ Ordine) ? E  dov’erano queste “verginelli” della professione, quando la Provincia di Taranto a partire dalla Presidenza Gianni Florido ad oggi ha avuto ed utilizzato a tutt’oggi come addetto stampa una persona che che in realtà è una segretaria dipendente dell’ ente provinciale, ed anch’essa non risulta iscritta all’ Ordine dei Giornalisti  ? O quando per anni l’ ASL Taranto ha avuto un addetto stampa che non era iscritto all’ Ordine al quale si è iscritto soltanto recentemente dopo le nostre denunce ?

Ma siamo proprio sicuri che a Taranto esiste una magistratura indipendente che applica a fa rispettare le norme di Legge ? I recenti accadimenti sulle vicende per il processo Ambiente Svenduto dicono purtroppo il contrario.

Secondo fonti abbastanza attendibili sembrerebbe addirittura che che una giornalista-sindacalista tarantina la cui firma appare molto spesso sull’edizione di Taranto della Gazzetta del Mezzogiorno svolga incarichi di comunicazione per il Commissario delle Bonifiche (in rigoroso silenzio ed anonimato…) ! E come mai nessuno si meraviglia e lamenta del fatto che l’ Autorità Portuale di Taranto organizza conferenze stampa, interviste, invii comunicati stampa senza che risulti assunto un giornalista idoneo a tale compito secondo la Legge 150 ? Forse qualcuno non si è tolto del tutto il cappuccio dalla testa per non riuscire a vedere tutto ciò….

Dov’erano questi “censori” e paladini di una finta deontologia, degni dei frequentatori di un bar…citato in un’ormai celebre affermazione del prof. Umberto Eco, allorquando giornalisti e collaboratori della redazione tarantina della Gazzetta del Mezzogiorno venivano lautamente ricompensati da un ente pubblico per le loro collaborazioni ad associazioni di categoria ed enti pubblici ?

Appunto cari lettori, questa è la stampa “monnezza”. Ecco perchè l’informazione a Taranto muore lentamente di giorno in giorno. E prima del sottoscritto lo ha detto pubblicamente un certo Marco Travaglio ….  in occasione dell’ultimo concerto del 1 maggio. E nessuno ha fiatato e protestato.

1/continua




“Tabloid Inferno. Confessioni di una cronista di nera” il libro di Selene Pascarella presentato anche a Taranto

Martedì 3 gennaio, ore 17.30 presso il Nautilus (a Taranto, in viale Virgilio n. 2) si terrà la presentazione del volume “Tabloid Inferno. Confessioni di una cronista di nera” di Selene Pascarella. Un incontro per discutere del volume, che a metà tra romanzo e autofiction sviscera il funzionamento e i linguaggi della cronaca nera in Italia, alla presenza dell’autrice, dell’ avv. Mirella Casiello, presidente dell’ Oua ed Enzo Ferrari, direttore del quotidiano tarantino BuonaSera. Un pomeriggio dedicato alla cronaca nera e giudiziaria e al viaggio delle narrazioni tossiche tra media e aule di tribunale.

Selene Pascarella è nata a Taranto nel 1977 e dal 2005 svolge il mestiere che sognava da bambina: fare la giornalista. Attualmente “freelance”, si occupa di cronaca nera, horror fiction e produzione seriale televisiva. Ha militato in svariati tabloid italiani (che non le sono sopravvissuti) e attualmente collabora con il Fatto Quotidiano e cura il blog www.mondogiallo.it. . Nel 2011 ha pubblicato il saggio “L’alba degli zombie. Voci dall’apocalisse:il cinema di George Romero” con Danilo Arona e Giuliano Santoro. Riguardo ai gialli più discussi si sente spesso parlare dell’esistenza di tre verità: fattuale, mediatica e giudiziaria. Ma i piani sono molto più intrecciati di quanto si pensi.

Selene per quattro anni esplora dall’interno il funzionamento della cronaca nera in Italia. Come giornalista  freelance di tabloid di serie zeta scopre del paese in cui vive (e di se stessa) molte cose che avrebbe preferito ignorare. Qualsiasi pezzo scritto con coscienza, sensibilità e impegno viene trasformato in un capolavoro pulp a colpi di titoloni sensazionali e foto scabrose. Ma i “titolisti” non inventano nulla, pescano solo il lato più oscuro nel brodo avvelenato servitogli dal cronista.

Confessando con schiettezza e autoironia il modo con cui ha narrato i principali fatti di cronaca nera degli ultimi anni, l’ autrice svela i meccanismi che regolano l’universo dell’informazione giudiziaria e scandalistica. Un delitto non è mai un delitto ma una novel fiction che si sviluppa nell’arco del tempo, come una soap opera o un serial televisivo. Prevalgono i personaggi standardizzati, il codice fiabesco e l’abuso del colpo di scena. Le vittime che bucano la soglia dell’attenzione mediatica sono quasi sempre quelle che il pubblico trova piacevoli da guardare e i casi di femminicidio vengono trasformati in parabole lacrimevoli e morbose. Quando si parla di sangue il labile confine tra informazione alta e bassa salta del tutto e le narrazioni tossiche della cronaca nera non restano rinchiuse entro i confini dei tabloid, della tv del pomeriggio e della colonna destra dei grandi portali d’informazione. Rompono la diga, infiltrando gli atti processuali e l’attività investigativa, influenzando lo sguardo del pubblico, dove andranno a pescare le loro prossime vittime.

Anche se non avete mai posato gli occhi su un magazine a base di “sangue & sesso”, nemmeno voi siete immuni da una narrazione tossica ben costruita. La storia di Selene, del suo compagno d’ armi Potito e del loro magister Senpai vi aiuterà a sviluppare gli anticorpi per non cedere alla contaminazione.

 




Arrestati alla Salinella grazie ad un “confidente” della Polizia i killer dell’omicidio Axo

Schermata 2016-02-28 alle 11.12.38Nella notte appena trascorsa grazie alle informazioni “soffiate” alla Polizia di Stato da una fonte confidenziale, come riferitoci da autorevoli fonti della Procura della Repubblica di Taranto,  gli agenti della Squadra Mobile  hanno potuto identificare e fermare intorno alle 2 di notte i fratelli  Antonio Bruno, di 34 anni, e  Francesco Bruno di 32 anni, entrambi pregiudicati. I due fratelli reo-confessi dell’omicidio accaduto ieri a Taranto,  intorno alle ore 13.30 di  in via Lago di Montepulciano, al quartiere Salinella, avevano aspettato in un vero e proprio agguato,  il noto pregiudicato 32enne Giuseppe Axo che era alla guida della sua autovettura Lancia Y, nel tratto di strada che conduce dalla clinica Villa Verde allo stadio Erasmo Iacovone’ e quindi nelle vicinanze anche della Questura di Taranto. Axo ha visto e riconosciuto i due fratelli che gli hanno puntato la mitraglietta per sparargli e tentava la sua fuga inutilmente, venendo raggiunto  dopo qualche decina di metri e colpito mortalmente.

Schermata 2016-02-28 alle 11.27.20

nella foto la mitraglietta Skorpion cal. 7,65 utilizzata nell’agguato mortale

L’uomo è stato raggiunto e colpito alle spalle da 5 proiettili andati a segno nel corso dell’inseguimento, in cui sono stati esplosi 17 colpi d’arma da fuoco con una mitraglietta automatica Skorpion cal. 7,65 che è stata successivamente recuperata (su indicazione di uno dei due fratelli Bruno)  sempre in zona Salinella nascosta in un cespuglio, e quindi posta sotto sequestro. Giuseppe Axo  non ha avuto scampo, spirando poco dopo il suo arrivo in ambulanza all’ Ospedale SS.Annunziata. Nel corso della sparatoria sono stati feriti, in maniera non grave, anche due passanti,  Leonzio Fontana, di 40 anni, e Tiziano Galileo, di 43, pregiudicati anche loro, i quali  si trovavano casualmente sulla scena del crimine, trovandosi sfortunatamente sulla linea di tiro dei killer sono stati feriti di striscio,  il primo ad un piede, ed il secondo al fianco e ad un piede .

Schermata 2016-02-28 alle 11.16.17

nella foto il pregiudicato Antonio Bruno, arrestato dalla Squadra Mobile

Le indagini degli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Taranto , che si è avvalsa di una fonte “confidenziale” negli ambienti della malavita tarantina, hanno accertato che  Giuseppe Axo e  Francesco Bruno  avevano avuto recentemente un forte litigio nel corso della quale quest’ultimo aveva riportato varie lesioni al volto tra cui la frattura del setto nasale, e consentito l’identificazione ed il fermo degli autori dell’efferato delitto, trovati nascosti in un cantiere edile  dove il padre espleta le mansioni di guardiano, i quali sono stati interrogati per tutta la notte in Questura dal pubblico ministero Maurizio Carbone, al quale hanno confessato l’omicidio e consentito anche il ritrovamento della mitraglietta  automatica Skorpion utilizzata per l’omicidio, è stato quindi un vero e proprio regolamento di conti.

Schermata 2016-02-28 alle 11.16.46

nella foto il pregiudicato Francesco Bruno, arrestato dalla Squadra Mobile

Nel corso della pressochè inutile conferenza stampa odierna, in quanto la notizia era trapelata e pubblicata da un quotidiano con dovizia di particolari, nomi e cognomi degli arrestati, dove scrivono due giornalisti specializza in “copia & incolla” di informazioni riservate, abbiamo contestato con il massimo rispetto ed educazione, alla Procura della Repubblica ed alla Questura di Taranto, la “fuga” notturna delle informazioni, e quindi il mancato rispetto per l’omessa applicazione della dovuta “par condicio”  dovuta dalle Istituzioni a tutti i giornalisti intervenuti alla odierna conferenza stampa, a cui hanno partecipato fra i vari colleghi,  il nostro direttore Antonello de Gennaro , il direttore di Studio 100 Walter Baldacconi ed il direttore di (Taranto) BuonaSera Enzo Ferrari , fornendo le pressochè inutili informazioni che sono state successivamente rese note pubblicamente alla Stampa dalla Questura di Taranto soltanto questa mattina alle ore 12. Non è stata data alcuna risposta o giustificazione alle nostre contestazioni. Se è questo lo stile “istituzionale” tarantino capiamo tante altre vicende poco piacevoli avvenute negli ultimi tempi in una città dove si spara con estrema facilità in tutti i quartieri della città, facendo diventare la città non un “far-west” , ma un avamposto della criminalità organizzata.

Schermata 2016-02-28 alle 14.20.54

Schermata 2016-02-28 alle 18.52.57Il nostro quotidiano, che come ben noto è edito e realizzato a Roma, dove è regolarmente iscritto nel Registro della Stampa del competente Tribunale della Capitale, aveva già pubblicato alle 11 di questa mattina tutte le informazioni principali ed essenziali, comprese le fotografie degli arrestati , in quanto testata giornalistica presente nella “mailing list” ufficiale del Dipartimento della Polizia di Stato del Ministero dell’ Interno , e quindi abbiamo potuto fornire e pubblicare con il dovuto rispetto ai nostri lettori un’informazione corretta e completa a 360° ancor prima della conferenza stampa della Questura di Taranto e della ricezione dell’inutile comunicato stampa inviato ai giornali tarantini soltanto alle ore 13:20.

Purtroppo a Taranto, città di provincia, alcune cosiddette “istituzioni” sono ancora affascinate dal titolo, la citazione e fotografia sulla carta stampa, non sapendo che in tutto il capoluogo e la provincia jonica si vendono quotidianamente soltanto una media di 6.000 copie nelle edicole, comprendenti tutte le testate quotidiane (nazionali, regionali, sportive, provinciali ecc.) .mentre questa notizia pubblicata nostro quotidiano online è stato letta in appena 2 ore, giusto per darvi un dato “ufficiale” sul socialnetwork Facebook, da oltre 30mila lettori, cioè quasi cinque volte i lettori di tutti gli altri organi d’informazione messi insieme ! Ma questi risultati, questi numeri cari lettori e  sopratutto “care” istituzioni tarantine, si raggiungono solo quando si da un’informazione completa, documentata e non “soffiata” o fotocopiata dai soliti giornalisti-ventriloqui…




Il processo “Ambiente Svenduto” colpisce la stampa: Mascellaro lascia la direzione di (Taranto) BuonaSera

Alla luce dei procedimenti disciplinari aperti dal consiglio di disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Bari, nei confronti dei giornalisti intercettati dalla Procura della Repubblica di Taranto nell’inchiesta “Ambiente Svenduto“, cade la prima “testa”. Quella del giornalista barese Michele Mascellaro, ex-direttore del quotidiano Taranto Sera, successivamente “riciclatosi” con lo stesso quotidiano che ha cambiato nome, società e testata trasformandosi in (Taranto) BUONA SERA con lo scopo di attingere alle provvidenze di legge sull’editoria per i quotidiani editi dalle cooperative.  Secondo voci circolanti in città, ed abbastanza attendibili, dal 1° agosto Mascellaro lascerà la direzione del quotidiano del pomeriggio edito da un paio di mesi da una nuova cooperativa editrice  “SPARTA Cooperativa” (l’ennesima) costituita sempre dagli stessi soci della precedente “Dossier Coooperativa“. Ma questa volta compare un amministratore unico, che sinora era rimasto  sempre dietro le quinte: l’ex-ministro socialista Claudio Signorile. A sostituire Mascellaro sarebbe stato chiamato il giornalista Enzo Ferrari, che ha già lavorato a Taranto Sera, e successivamente è stato anche il  direttore dello sfortunato periodico WeMag, nella cui vecchia sede di piazza del Carmine, per ironia della sorte si  sono trasferiti recentemente i giornalisti del “carrozzone” Signorile-Bagnardi.

CdG Archina_Mascellaro

Ecco uno stralcio delle intercettazioni che emergono dall’ordinanza del gip di Taranto, che riguardavano proprio il giornalista… Michele Mascellaro e Girolamo Archinà.

Schermata 2015-07-29 alle 02.50.45

Schermata 2015-07-29 alle 02.51.18

Schermata 2015-07-28 alle 15.17.18

A nulla è servito l’ “aiutino” successivo e recente che  il direttore uscente di (Taranto) Buona Sera avrebbe chiesto al solito “amico degli amici” in divisa, il quale a sua volta per ironia del destino seguirà la stessa sorte di Michele Mascellaro. Infatti anche l’  “amico degli amici” dal 1 settembre non lavorerà più a Taranto, e finalmente in città si respirerà un’ aria più pulita e tranquilla, e vi saranno anche meno “pressioni” ingiustificate, ma sopratutto grazie (lasciatecelo dire) al Corriere del Giorno che come ormai è ben noto a Taranto, non fa sconti a nessuno, e sopratutto non si inginocchia a nessuno, sarà possibile per i lettori ricevere finalmente un’ informazione più trasparente e non “manipolata”.  Il “barese” Mascellaro  quindi potrà tornarsene presto nella sua “cara” città natale dove avrà tutto il tempo di poter preparare con tutta calma…la propria difesa dinnanzi al Consiglio di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia che lo ha convocato proprio per il prossimo settembre, per chiedergli conto delle sue intercettazioni e del suo comportamento che di deontologico e professionale, hanno sicuramente ben poco.

Il paradosso è che come  ha scritto la collega Sandra Amurri su Il Fatto Quotidiano lo scorso 17 novembre 2013 “la fotografia della connivenza dell’ Ilva (Gruppo Riva n.d.r. )  con stampa, politica e sindacato l’ha scattata il procuratore Sebastio: “È una situazione che va analizzata dal punto di vista economico, politico e sociale più che penale”. E queste parole, come non condividerle ?

*   *   *   *   *   *   *

Eccovi il giochetto delle tre carte….:

CdG TarantoSera logoQuesto era il 1° giornale Taranto Sera diretto da Michele Mascellaro, la cui casa editrice (in realtà sempre gli stessi editori…) non ha avuto buona fortuna, ed è scomparsa oberata di debiti.

 

CdG Buonasera logoA Questo era il 2° giornale e cioè Buona Sera rilevato insieme alla società cooperativa DOSSIER, che lo editava in un piccolo paese della Campania, e trasferiti a Grottaglie,  quotidiano sempre diretto da Michele Mascellaro, a cui “furbescamente” avevano apposto (ma non in Tribunale nel Registro della Stampa) la parola “Taranto” per ricordare il giornale precedente.

CdG Buonasera logoB

Questo è l’ultima versione grafica del nome del giornale, utilizzato ingannevolmente dal quotidiano “made in casa” Signorile-Bagnardi che ha apposto il nome Taranto sulla testata Buonasera, senza che in realtà il giornale si chiami così. Il vero nome registrato in Tribunale e quindi valido ed utilizzabile ai sensi di Legge  è Buona Sera . Non è quindi caso che proprio sulla Cooperativa DOSSIER vi siano attualmente in corso degli accertamenti ed indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Taranto, su delega del Nucleo Speciale Radiodiffusione ed Editoria che alcuni mesi ha sequestrato nei precedenti uffici tarantini di via Berardi della cooperativa “grottagliese”, scatole e scatole di documenti… Da qui la nascita dell’ultima Cooperativa Sparta. Quando durerà questa volta ? Ai posteri, (o alle Fiamme Gialle …)  l’ardua sentenza !