Svago e tempo libero: le province pugliesi in fondo alla classifica. Altro che le "fake news" di Emiliano !

Svago e tempo libero: le province pugliesi in fondo alla classifica. Altro che le "fake news" di Emiliano !

La classifica generale dell’indice del tempo libero è il terzo passaggio di avvicinamento alla “Qualità della vita 2019”, che quest’anno celebra i 30 anni dell’indagine svolta Sole 24 Ore sul buon vivere. L’indice del tempo libero è determinato dall’analisi di dodici indicatori, ciascuno dei quali evidenzia un diverso aspetto del tempo libero trascorso da turisti e residenti sul territorio: l’attrattività, la diffusione di bar e ristoranti, di librerie e agriturismi, l’offerta in termini di spettacoli, ma anche la spesa al cinema o a teatro,

ROMA – Le sei province pugliesi non attraggono per svago e tempo libero e restano abbastanza indietro nella speciale graduatoria, dell’indagine condotta da Il Sole24Ore, che ha messo a confronto i fattori che determinano l’attrattività e le potenzialità di svago nelle province italiane, il capoluogo pugliese Bari è la città pugliese  meglio classificata e si colloca al 61° posto con 201 punti di media.

I punti di media sono scaturiti dai dodici indicatori presi in esame dal quotidiano confindustriale,  e nelle posizioni generali Lecce si è piazzata soltanto al 70° posto con 186.3 punti poi, molto ravvicinate tra loro, Brindisi (82a), Taranto (85a) e Foggia (86a) rispettivamente con 161.6, 160.4 e 159.8 punti. Più indietro si è piazzata la Bat, al 97° posto con 128.4 punti di media. La classifica conferma Rimini (545.3 punti) come “capitale” italiana  del turismo e degli eventi, e declassa senza tante scuse il sud. Infatti negli ultimi tre posti della graduatoria delle province italiane troviamo Agrigento (105° posto), Isernia (106°) e Enna (107° e ultimo posto).

La classifica generale dell’indice del tempo libero è il terzo passaggio di avvicinamento alla Qualità della vita 2019“, che quest’anno celebra i 30 anni dell’indagine svolta Sole 24 Ore sul buon vivere. Il quotidiano economico spiega che il primo posto di Rimini evidenzia un importante sviluppo storico. “Fin dalla fine degli anni Cinquanta – commenta Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, commentando il primato – è stata la capitale delle vacanze nel Paese; oggi la traiettoria di sviluppo va verso una Rimini meta turistica e dell’ospitalità per dodici mesi all’anno, superando il clichè della città balneare“. L’indice del tempo libero è determinato dall’analisi di dodici indicatori, ciascuno dei quali evidenzia un diverso aspetto del tempo libero trascorso da turisti e residenti sul territorio: l’attrattività, la diffusione di bar e ristoranti, di librerie e agriturismi, l’offerta in termini di spettacoli, ma anche la spesa al cinema o a teatro, ricorda il Sole24 Ore.

“Ogni indicatore indaga una diversa componente del tempo libero e della sua gestione. E mette in luce primati (positivi e negativi) differenti. Rimini è prima per densità turistica, ma se si parla di permanenza, la leadership spetta alla provincia di Crotone, seguita da Fermo e Vibo Valentia – scrive il Il Sole24Ore -. Nel complesso, quest’indicatore premia Calabria e Sardegna: nella top dieci, infatti, ci sono anche Cosenza (9°, la terza calabrese) e tre province sarde (Nuoro, Sud Sardegna e Sassari). Se si parla di ricettività e natura, dove a vincere è Bolzano, il primato spetta alle province toscane: occupano tre posizioni tra le prime dieci. Verona trionfa invece per spesa pro capite in cinema e teatri: una vittoria comprensibile, se si pensa all’Arena e ai suoi spettacoli. L’Aida di Verdi, secondo l’Osservatorio Siae, è stato l’evento lirico campione d’incassi nel 2018“.

Le grandi città, d’arte e non, sono in cima alla classifica generale (non tutte: Napoli è al 43esimo posto) complice l’alta densità turistica – che, pur premiando sempre Rimini, vede Venezia, Napoli, Milano, Roma e Firenze tra le prime dieci – e l’offerta ampia e la spesa pro capite sia negli spettacoli nel loro complesso, che catturano un’audience internazionale, magari attirata proprio dall’evento (un concerto, una partita di calcio) in sé, sia in cinema e teatro che raccolgono spettatori soprattutto nel bacino locale”.

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