Nel procedimento legale per la richiesta nomina di un amministratore di sostegno per Vittorio Sgarbi il Tribunale di Roma ha rigettato l’istanza di revoca del consulente tecnico d’ufficio depositata dal legale dalla figlia Evelina, un avvocato tarantino che non nominiamo per evitare che ottenga la pubblicità mediatica che notoriamente insegue da tempo, il quale ancora una volta ha dimostrato di non avere contezza delle situazioni e del diritto . Un altro punto in favore del critico d’arte, per il quale la figlia secondogenita si è detta preoccupata insieme a sua madre per le condizioni di salute di Sgarbi aveva chiesto la nomina di un tutore. Una strategia sostenuta anche dalla madre di Evelina, Barbara Harry, che ha accusato un presunto “cerchio tragico” di tenerlo lontana dalla ragazza.
Ma la giudice tutelare, Paola Scorza, ha respinto l’istanza di revoca del consulente tecnico di ufficio depositata da Evelina in relazione alla perizia medica disposta per valutare la capacità dello storico e critico d’arte di affrontare decisioni straordinarie. Precedentemente il Tribunale di Roma aveva rigettato la richiesta di ricusazione del giudice tutelare, avanzata sempre dal legale della figlia Evelina, nel procedimento per la nomina di un amministratore di sostegno, richiesta anche questa respinta.

Per il Tribunale di Roma: “Richiesta tardiva”
Nel provvedimento pubblicato ieri, 26 febbraio, la giudice inizia dalla tempistica e ammonisce affermando che “appare del tutto tardiva l’istanza di revoca del consulente tecnico di ufficio motivata sulla asserita “incompetenza professionale specifica” dello stesso, atteso che, come tutti i provvedimenti emessi dal giudice tutelare il provvedimento avrebbe dovuto essere oggetto di reclamo entro dieci giorni dalla nomina del perito, di cui, sin da subito si conosceva la competenza professionale specifica (…), e continua : “Appare alquanto ultroneo ad avviso di questo giudice dover chiarire che il primo colloquio con i periziandi non può che essere di mera natura conoscitiva e che per lo svolgimento dello stesso, pertanto, non è in alcun modo necessario essere già in possesso di tutta la documentazione medica, indispensabile, invece, nel prosieguo per il successivo espletamento dell’incarico professionale. Del tutto corretta, pertanto, si appalesa l’attività espletata sin qui dalla dottoressa Romeo alla quale nessuna censura può in tal senso essere mossa (…)“.
Vittorio Sgarbi Sgarbi, recentemente assolto dall’accusa di riciclaggio per il quadro di Rutilio Manetti, riapparso in pubblico provato dopo la depressione e il ricovero in ospedale e di nelle ultime interviste al Corriere della Sera aveva chiesto alla figlia Evelina di “non dichiarare di pensare al mio bene quando mi porta in tribunale. Non capisco, o forse lo capisco fin troppo bene, perché Evelina interpelli i giornali e le televisioni e non me, neanche dopo questa assoluzione, giusto per dirmi che le fa piacere. E non mi spiego ancora perché certa tv si appassioni così tanto alla sua vicenda che per quanto mi riguarda avrebbe una natura squisitamente intima. Ma non sono stato certo io a volere lo spettacolo. Io voglio essere solo lasciato in pace“.

“Media avvisati, grave violazione della privacy”
Il provvedimento della giudice si sofferma anche sulla privacy, a detta della giudice violata: “Nonostante le ripetute richieste da parte di questo giudice di non far trapelare le date e il luogo di svolgimento della consulenza tecnica di ufficio onde consentire al beneficiando di sottoporsi alla stessa nel rispetto della sua privacy e, soprattutto, in condizione di maggiore serenità possibile in occasione del primo incontro tra periti svoltosi in data 12 febbraio 2026 molti giornalisti si sono trovati all’esterno dello studio del consulente e hanno tentato, inseguendo con i microfoni, come, tra l’altro è stato trasmesso nelle reti televisive, di intervistare il prof Sgarbi”. si legge ancora nel provvedimento.
“Trattasi di una grave violazione della privacy del beneficiando – conclude la giudice – il quale è stato sottoposto alla perizia medica pur contro la sua volontà e al quale devono essere assicurate da questo tribunale le stesse garanzie e le stesse tutele di qualsiasi altro comune cittadino che si reca presso uno studio medico per essere sottoposto a visita su incarico di un giudice“.

La compagna di Sgarbi, Sabrina Colle avvia iniziative legali
Sabrina Colle ha annunciato la volontà di adire le vie legali contro Evelina Sgarbi, il suo legale e le emittenti Mediaset, sollevando una controversia che intreccia profili familiari, sanitari e mediatici. L’ ordinanza del Tribunale di Roma che disponeva una perizia cognitiva su Vittorio Sgarbi e respingeva la nomina di un amministratore di sostegno, con la contrastante lettura del provvedimento da parte delle parti ha innescato accuse reciproche di manipolazione informativa e diffamazione mediatica, con potenziali riflessi civilistici e penali e un’eco significativa sui mezzi di comunicazione nazionali. I fatti registrano poi la pubblica presa di posizione di Sabrina Colle, che contesta la rappresentazione mediatica annunciando querela.









