Sigfrido Ranucci continua a tenere in sospeso il capitolo della possibile discesa in politica, tra smentite nette e battute che inevitabilmente finiscono per alimentare le voci. Prima chiude. Dopo apre uno spiraglio. Dopodichè richiude, ma tutto questo non si sa fino a quando. L’ ormai ex conduttore di Report a latere della presentazione a Roma al Villetta Social Lab della Garbatella del suo libro “Il ritorno della casta”, aveva risposto così ai giornalisti: “Io candidarmi? Non ci penso. Poi se mi cacciano proprio dalla Rai…”. Una frase accompagnata da una risata, ma che basta a ipotizzare la possibile candidatura auspicata da Valter Lavitola.
Ranucci però, qualche ora dopo, adotta toni differenti. “Ma quale candidatura, ma quale politica: io voglio continuare a fare inchieste. Hanno fatto tutto questo casino per cacciarmi e togliermi da Report perché, forse, la politica mi teme più come giornalista d’inchiesta. Ho fatto inchieste per 35 anni. Mi hanno spostato e ancora non ho capito perché. Non scendo in politica: la politica è una cosa seria e non mi sento all’altezza, è un mestiere troppo serio per me”, ha aggiunto sorridendo alla Garbatella , “dove sono nato, non come altri che sono emigrati in questo quartiere. Ogni riferimento è puramente casuale”.





