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16 Gennaio 2026 07:50

Scontro sulla prescrizione nel Governo: lite Bongiorno-Bonafede

Il ministro leghista della PA: "Stop alla prescrizione è una bomba nucleare sui processi". La replica del Guardasigilli grillino : "L'unica bomba è la rabbia dei cittadini". "Beata ingenuità - ironizza il presidente degli avvocati penalisti Giandomenico Caiazza - come se si potesse barattare un principio fondamentale della giustizia con uno stanziamento, per di più annunciato e basta".

ROMA –  Lo stop alla prescrizione come “bomba nucleare sul processo“. Il reddito di cittadinanza da dare “alle imprese e non ai cittadini”. Suona un nuovo campanello d’allarme in casa M5s, per le posizioni espresse dalla Lega. Prima il ministro Giulia Bongiorno, poi il sottosegretario Armando Siri frenano su due cavalli di battaglia dei “grillini”. E, secondo la lettura M5s, minacciano così di violare il contratto di governo: vorrebbe dire, sottolineano, far saltare l’esecutivo.

E’ Giulia Bongiorno, ministro leghista della P.A., ad aprire le ostilità: “La sospensione della prescrizione” al primo grado di giudizio “è una bomba nucleare sul processo. Sono molto preoccupata“. Il riferimento è all’emendamento alla legge anticorruzione presentato dal M5s, che fa discutere da giorni la maggioranza. “Bongiorno sbaglia – replica il Guardasigilli Alfonso Bonafedela bomba atomica che rischia di esplodere è la rabbia dei cittadini di fronte all’impunità“.

Il ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, ospite de L’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24

E a più voci dal M5s ricordano che non solo la riforma della prescrizione è nel contratto di governo ma lo stesso Matteo Salvini l’aveva auspicata davanti alle vittime della strage di Viareggio. Fonti leghiste spiegano che in realtà la linea è più morbida di quello che le parole di Bongiorno lascerebbero intendere: lei stessa dice che un “accordo” su come riformare la prescrizione, senza fermarla del tutto, si troverà. Per lunedì è in programma una riunione tra i parlamentari di M5s e Lega per trovare una soluzione.

Per il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, lo stop alla prescrizione ha un senso, e non significa allungare a dismisura i processi, perché è in arrivo uno stanziamento straordinario di 500 milioni di euro e un piano record di assunzioni. “Beata ingenuità – ironizza il presidente degli avvocati penalisti Giandomenico Caiazzacome se si potesse barattare un principio fondamentale della giustizia con uno stanziamento, per di più annunciato e basta“.

Ma la situazione nella maggioranza è tutt’altro che sotto controllo, ammettono fonti di entrambi i partiti. Tra le cose da fare Salvini cita la legittima difesa (attualmente è in seconda lettura alla Camera), stop sbarchi (il decreto sicurezza, su cui c’è la fronda M5s, in settimana è in Aula al Senato), redditodi reinserimento al lavoro” e riforma della Fornero con quota 100. Ma tra i nodi c’è quello enorme della Tav e ancora tante nomine in stand by (Consob, Antitrust, servizi, direzioni di rete Rai).

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