Scandalo: quasi la metà degli appalti pubblici in Puglia sono irregolari

Scandalo: quasi la metà degli appalti pubblici in Puglia sono irregolari

Scoperti 50 grandi evasori nella Regione Puglia . La relazione del generale Augelli in occasione delle celebrazioni della Guardia di finanza.

ROMA – Nella Puglia dei “furbetti” del malaffare ed evasione scoperti dalla Guardia di Finanza, svettano gli appalti irregolari della pubblica amministrazione affidati molto spesso e volentieri con gare “pilotate” e con trucchetti attivati per bruciare milioni di euro, come si evince dalle gare sottoposte a controllo nell’ultimo anno dalle Fiamme Gialle , da cui è emerso che  il 40% è stato assegnato in modo illecito, per appalti illegittimi assegnati per 131 milioni .

” La corruzione esiste, è molto diffusa “ ha dichiarato il Generale Vito Augelli, comandante regionale per la Puglia , durante le celebrazioni per il 244° anniversario della fondazione del Corpo, “ed è la punta dell’iceberg di un sistema di inefficienze e sprechi di risorse” . I dati resi noti parlano chiaro  e raccontano che in Puglia la tutela dei soldi pubblici e della legalità, , è ancora una chimera, sopratutto dopo aver verificato che ben 997 persone sono state indagate per aver procurato all’erario (e quindi allo Stato) danni per 432 milioni di euro e che le frodi congegnate a danno della Unione Europea, dello Stato e della Regione Puglia,  in particolare quelle collegate all’uso di fondi e alle start up di nuove attività imprenditoriali e commerciali  arrivano a 300 milioni.

Gli amministratori locali (cioè la politica) e gli imprenditori sono risultati essere spesso capaci di progettare le trame di truffe con molti zeri, e persino i semplici cittadini non sembrano indifferenti dal tentativo di lucrare ovunque sia possibile per sottrarsi al Fisco. Gli accertamenti sui ticket sanitari, hanno evidenziato come il 93% delle persone controllate.  non abbia pagato i ticket dovuti e sia quindi riuscita a farsi assistere gratis nelle strutture sanitarie, pubbliche e sopratutto quelle convenzionate.

Ma non solo solo i piccoli “evasori” quelli che cercano un vantaggio, infatti, ci sono i maxi-evasori: 50 finti “Paperoni” di Puglia, che  sono riusciti a sottrarre allo Stato 95 milioni in un anno. la loro identità è stata scovata dagli investigatori delle Fiamme Gialle  incrociando e raffrontando i dati relativi ai bassi redditi dichiarati ed reale tenore di vita vissuto. Ville al mare ed in campagna,  auto lussuose, barche, shopping sfrenato con la carta di credito di beni di lusso, vacanze nei posti più esclusivi d’ Italia e del mondo, sono stati i “sensori” della sproporzione tra i guadagni dichiarate e le reali somme a  disposizione. Evasori che non agiscono soli ma si fanno supportare ed assistere  di studi di commercialisti e tributari, che a volte “pompano” fatture, mentre in non pochi casi  occultano la contabilità.

“L’aggressione ai patrimoni illeciti è una delle nostre priorità – ha aggiunto  il Generale Vito Augellinegli ultimi diciotto mesi abbiamo sequestrato o confiscato 250 milioni di euro tra denaro, beni mobili e immobili, aziende, assett societari, che facevano capo a soggetti pericolosi “. Origine delle ricchezze accumulate, sono le  attività di usura, estorsione, traffico di droga, riciclaggio. Ma sono presenti anche altre tipologie di illeciti, che stanno prendendo sempre più piede negli ultimi anni , come  ad esempio lo sfruttamento del lavoro irregolare a partire dalle grandi aziende per finire alle piccole attività turistiche, nella vendita illecita di carburanti “truccati” e l’installazione di slot machine d’azzardo. Tutti fenomeni questi percepiti da vicino dai cittadini nella propria vita quotidiana, così come quello della circolazione di soldi falsi che sembrano circolare in grande quantità in Puglia, come dimostra il sequestro di banconote, titoli e valori bollati contraffatti per 350.000 euro.

Gli evasori fiscali più spregiudicati si buttano in operazioni all’estero, con il più classico degli stratagemmi cioè trasferendo fuori dall’Italia i profitti e non pagando le imposte nel nostro Paese. I “colletti bianchi” rappresentano quindi uno degli obiettivi più importanti dei finanzieri, ma in una città “difficile” come Bari (ma anche nelle altre province pugliesi) l’attenzione  della Guardia di Finanza resta sempre elevata ed attenta sulla criminalità organizzata.

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