Quarto suicidio in un mese a Taranto, e tutto tace…

Quarto suicidio in un mese a Taranto, e tutto tace…

Un ragazzo di 22 anni in località Le Canne, a Marina Pulsano. si è ucciso impiccandosi nel bagno di una villa.  E’ il quarto suicidio avvenuto nella provincia di Taranto  in meno di un mese. Sul posto sono intervenuti per competenza territoriale i Carabinieri del Comando di Manduria , che hanno avviato le indagini per cercare di scoprire le ragioni che hanno spinto il giovane a togliersi la vita.

Due giorni fa si era suicidato, lanciandosi dal balcone di un appartamento di via Lazio, un 37enne cassintegrato che aveva perso il lavoro a Modena. Dopo quest’ultimo suicidio era intervenuto con una nota l’arcivescovo di Taranto, mons.Filippo Santoro, che aveva parlato dell’esistenza nella società “di una profonda solitudine”.  Così , mons.Santoro, commentava qualche giorno fa  i primi tre suicidi verificatisi a Taranto in una settimana.“Non è difficile pensare che simili episodi generino smarrimento nella comunità e che chiamino qualche filo logico, il perchè della negazione della vita e dell’autodistruzione. Una ragione non c’è, se non quella che sotto la traccia della nostra società c’è una profonda solitudine, quando non proprio l’isolamento. Innanzitutto – sottolineava  l’arcivescovo – il mio pensiero va ai familiari dei defunti, che si trovano nella sofferenza, nei dubbi, stravolti da questi gesti di estrema gravità. Mi unisco a loro spiritualmente e manifesto paterna vicinanza. Viviamo in una comunità così ‘social’ e così poco comunionale, lontana dalla condivisione. Siamo spesso così informati e al contempo indifferenti”.

Se dovessimo analizzare, puntualizzò mons.Santoro, “i sintomi saremmo tentati nella diagnosi di una città depressa, senza speranza, ma non voglio assolutamente rassegnarmi a quest’idea. Pur in gravissime difficoltà, a Taranto, non diversa dalle altre città del mondo, noi abbiamo tante falde di speranza, come ad esempio la fede, la famiglia, l’accoglienza, il valore dell’amicizia e di una solidarietà che scorre naturale nelle nostre vene. Invito tutti all’apertura e all’attenzione all’altro”.

Dalla politica non una sola parola, riflessione. Forse per qualche senso di colpa, o per la consapevolezza che il malessere economico e sociale della società a Taranto, dipende dalla loro incapacità progettuale e pochezza politica ?

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