Per il magistrato Alfonso Sabella “L’avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto”

Per il magistrato Alfonso Sabella “L’avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto”

Se colpa o dolo lo accerterà il giudice. A questo punto l’avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto. Per colpa o per dolo siamo davanti all’ipotesi di reato continuato di falso ideologico in atto pubblico

Schermata 2016-06-20 alle 16.08.26Alfonso Sabella è un magistrato. Ancora prima di essere il possibile capo di gabinetto di Roberto Giachetti in caso di una sua vittoria ed essere stato assessore della Giunta Marino . Sulla “vicenda Raggi”, rivelata dal giornalista Marco Lillo vicedirettore del Fatto Quotidiano , analizzate le carte, si dice certo sull’esito, : “A questo punto l’avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto. Per colpa o per dolo siamo davanti all’ipotesi di reato continuato di falso ideologico in atto pubblico”.

Ricapitolando i retroscena svelati da Marco Lillo sul Fatto. Virginia Raggi neo sindaco di Roma Capitale, che di professione fa l’avvocato, ha ricevuto dalla Asl di Civitavecchia due incarichi legali di recupero crediti per un totale di 13 mila euro , il primo nel 2012, il secondo nel 2014.

In questo secondo incarico, la Raggi,  che già consigliere comunale in Campidoglio, ha assunto l’incarico nonostante non facesse parte dell’albo di professionisti istituito nel novembre 2012 dal quale, per regolamento, bisogna selezionare i nomi dei legali a cui rivolgersi.

Schermata 2016-06-20 alle 16.09.46Incarichi questi che la candidata dei 5Stelle non solo non ha dichiarato nel suo famoso “curriculum pubblico”, dove ha omesso anche la sua collaborazione con lo studio Previti, ma neanche nei documenti ufficiali che un consigliere comunale ha l’obbligo di compilare. La Raggi, infatti si è limitata solamente a dichiarare una parte del compenso nel 2015. Praticamente quando ha emesso ed incassato la prima fattura. Questa è la sua linea difensiva.


Alfonso Sabella
in questo caso può essere utile
a far chiarezza regolamenti e leggi alla mano sulla vicenda, sopratutto nel suo ex ruolo di Assessore alla Legalità, chiamato da Ignazio Marino dopo l’esplosione dell’inchiesta giudiziaria nota come “Mafia Capitale”: “Fui io a controllare le autocertificazioni  – dice il magistrato intervistato dall’ Huffington Poste, guarda caso, la Raggi dichiara l’incarico dopo che iniziano i controlli, non prima”.

Ecco l’intervista integrale:

Si spieghi meglio.
Quello che mi colpisce è che la Raggi dichiara il suo incarico del 2012 solo nel 2015, cioè dopo che scoppia Mafia Capitale e dopo che, arrivato in Campidoglio, tra le prime cose che faccio c’è quella di controllare le autocertificazioni.


E l’altro incarico?

Non ne ho traccia.

Schermata 2016-06-20 alle 16.10.10Dice La Raggi: l’ho dichiarato quando ho emesso fattura.
Calma. Stiamo alla legge altrimenti si fa confusione. La legge e il modulo predisposto dal Comune prevedono che devi dichiarare i compensi percepiti e gli incarichi ricevuti dalla pubblica amministrazioni comunque comportanti oneri a carico della finanza pubblica. Capito? Devi dichiarare l’incarico, prima ancora del compenso.

Dunque: se ho un incarico lo devo dire, anche se sarò pagato in seguito.
Certo, e si capisce il principio di trasparenza cui è ispirata la norma. I cittadini vogliono sapere quali incarichi hai non quanto guadagni. Per questo nel modulo c’è scritto: data dell’inizio dell’incarico e quanto dura. Ebbene,  la Raggi non dichiara l’incarico del 2012 né nel 2013, quando diventa consigliere comunale, né nel 2014. Ma solo nel 2015, dopo che è scoppiata Mafia Capitale e dopo che io iniziai a verificare le autocertificazioni.


Schermata 2016-06-20 alle 16.10.21Il legale della Raggi dice: lo ha comunicato al Comune.

Non è vero: nelle autocertificazioni non c’è. Vada a controllare, lei che è un giornalista preciso. Io ne sono certo. Ripeto: non conta quando emette fattura, conta per la legge se dichiara o no l’incarico.

Però, Sabella, quella della Raggi potrebbe essere solo una svista.
Tutto potrebbe essere. Ma colpa o dolo lo accerterà il giudice. A questo punto l’avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto. Per colpa o per dolo siamo davanti all’ipotesi di reato continuato di falso ideologico in atto pubblico. La Raggi, infatti, nel 2013 e nel 2014, ha fornito due false autocerficazioni dichiarando di non aver avuto incarichi della Pubblica Amministrazione con oneri a carico della finanza pubblica, qual è invece l’incarico conferitole dalla Asl di Civitavecchia. Questo dal punto di vista giudiziario. Dal punto di vista politico poi…


Dal punto di vista politico.

Non vedo la differenza con Ignazio Marino. Anche per lui era un indagine per quattro scontrini. Mi colpisce che un avvocato che si candida a sindaco commetta questo tipo di errori. E’ una vicenda politicamente molto rilevante.

Insomma, per lei l’avviso di garanzia è un atto dovuto. Ma è eleggibile o no ai sensi della Severino?
Per me è eleggibile. Non trattandosi di reato contro la pubblica amministrazione e non essendo realisticamente ipotizzabile una pena superiore a due o tre anni di reclusione – in casi del genere la condanna è due o tre mesi – un’eventuale condanna non comporta ineleggibilità o incandidabilità.

(intervista tratta dal quotidiano Huffington Post)

Questa mattina il Presidente dell’ Ordine Nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino, e la collega Federica Angeli Schermata 2016-06-20 alle 16.22.02brava e valida cronista di nera e giudiziaria della redazione romana del quotidiano La Repubblica hanno reso noto e documentato su Twitter, che in realtà il fascicolo dell’ esposto risulta regolarmente depositato in Procura  e quindi altrettanto dovutamente aperto dalla Magistratura.

Di seguito l’incarico ricevuto dalla Raggi dall’ ASL di Civitavecchia

 

 

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