OPERAZIONE JAPAN. LA PROCURA ANTIMAFIA DI LECCE E LA QUESTURA DI TARANTO ARRESTANO 17 PERSONE

OPERAZIONE JAPAN. LA PROCURA ANTIMAFIA DI LECCE E LA QUESTURA DI TARANTO ARRESTANO 17 PERSONE

Operazione della Polizia di Stato nei confronti di 17 persone responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, estorsione con metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi, anche da guerra. ALL’INTERNO IL VIDEO DELL’OPERAZIONE, L’ORDINANZA E TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI ED INDAGATI

di REDAZIONE CRONACHE

La Polizia di Stato di Taranto ha eseguito ieri mattina un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. dr. Sergio Maria Tosi del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, nei confronti di numerose persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dall’avere la disponibilità di armi, detenzione illecita di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, anche da guerra, con relativo munizionamento, estorsione aggravata dal metodo mafioso, ricettazione furto e minaccia. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati due chili di stupefacenti. Fra gli arrestati anche un avvocato Francesco Di Pietro, 44anni e suo fratello Cristiano 41anni, considerato molto “vicino” al pluripregiudicato Pignatelli.

Durante l’operazione sono state effettuate numerose perquisizioni dagli agenti della Polizia di Stato anche con l’ausilio dei cani dell’antidroga del nucleo della Polizia di Brindisi. Le indagini, avviate nel 2017 attraverso i tradizionali metodi investigativi e con il supporto di quelli più tecnologicamente avanzati, hanno delineato un’articolata e verticistica organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti che aveva come base principale il Quartiere Paolo Sesto,  con ramificazioni nei Quartieri Tamburi e Città Vecchia.

Sin dall’avvio dell’indagine, è apparso evidente il profilo di capo indiscusso di “Giappone” il quale, tuttavia, consapevole di essere oggetto di attenzioni da parte delle Forze di Polizia, utilizzava tutte le precauzioni necessarie per rendersi invisibile alle stesse, dalla maniacale attenzione nelle conversazioni attraverso i telefoni cellulari fino alla sostituzione, con inusuale frequenza, delle vetture in uso. L’attività investigativa della Squadra Mobile ha fatto emergere continui e pressoché giornalieri incontri con i suoi sodali da parte del capo clan che si vantava di essere ormai uno dei pochi rimasti ai vertici della malavita tarantina.

“Giappone”, parlando di se stesso continuava ad utilizzare il “noi”, si vantava di una ormai consolidata egemonia criminale sul territorio, tanto che era sufficiente la sua presenza per ottenere quanto voluto anche senza ricorrere all’uso della violenza.

Dalle indagini eseguite dalla Squadra Mobile diretta dal vice questore dr. Fulvio Manco risultano indagate per gli stessi reati, anche altre otto persone a piede libero, tra cui una donna. Al centro dell’operazione odierna il gruppo che avrebbe fatto capo al noto pluripregiudicato tarantino Cosimo Cesario, di 61 anni, conosciuto con il soprannome di “Giappone“, sfuggito alla retata ed attualmente braccato dai poliziotti della Mobile.

il capo della Mobile di Taranto, vice questore dr. Fulvio Manco

Nell’ambito dell’attività investigativa è emersa un’altra figura di rilievo nel panorama criminale tarantino. Si tratta di Patrizio Pignatelli pluripregiudicato il quale, gravato da precedenti penali per il reato di omicidio e di associazione di stampo mafioso, dopo 16 anni di detenzione, ha tenuto plurime condotte delittuose aggravate dal metodo mafioso realizzate quale dipendente di un ente incaricato del servizio di trasporto sanitario privato. Pignatelli si era sottratto all’arresto, dandosi alla fuga, ma successivamente si è presentato in Questura dove è stato tratto in arresto ed associato alla casa circondariale. A suo carico ed a altri soggetti a lui vicini sono stati contestati reati in materia di armi.

Cesario coadiuvato da altro componente di elevato spessore criminale era a capo di tutto l’illecito traffico di droga, con compiti di decisione e di pianificazione del programma criminoso, di gestione dei contatti con i fornitori delle sostanze stupefacenti e di supervisione delle operazioni criminose volte a reperire il denaro necessario per l’approvvigionamento di ingenti quantitativi di cocaina, eroina ed hashish. A dare supporto al gruppo criminale, altri uomini di massima fiducia di “Giappone” che si occupavano, mettendo anche a disposizione i loro mezzi di trasposto, del ritiro delle sostanze stupefacenti dagli abituali fornitori e della successiva e capillare distribuzione nei Quartieri della città, avvalendosi dell’aiuto di altro partecipe al quale spettava altresì il compito di procacciare nuova clientela e di provvedere allo spaccio al dettaglio dello stupefacente acquistato.

Dal quadro investigativo è emerso un vincolo associativo di natura permanente tra gli arrestati, qualificato da un’organizzazione evoluta e strutturata gerarchicamente, destinata a perdurare anche dopo la consumazione dei delitti programmati e connotata dal progetto criminoso volto al compimento di una serie di delitti. La condivisione del comune interesse è rilevabile nel comportamento di alcuni consociati che ponevano stabilmente a disposizione dell’associazione i mezzi e gli strumenti, anche economici, necessari per il funzionamento dell’organizzazione stessa e per l’attuazione del suo programma.

Le lunghe indagini, scandite anche da numerosi sequestri di droga e di armi,  hanno messo in evidenza un importante disponibilità di sostanze stupefacenti per svariati kilogrammi e con un giro di affari di centinaia di migliaia di euro, nonché una notevole disponibilità di armi, spesso clandestine, e del relativo munizionamento, finanche al possesso da parte di uno degli indagati di una mitraglietta SKORPION.

 L’esecuzione dell’ordinanza è avvenuta con il concorso dei Reparti Prevenzione Crimine di Lecce e Bari, dei Reparti Cinofili antidroga della Questura di Bari e della Polizia di Frontiera di Brindisi e del IX Reparto Volo di Bari.

il Questore di Taranto dr. Giuseppe Bellassai

“Taranto è diventata uno snodo nel traffico di droga” ha detto in conferenza stampa il Questore di Taranto, Giuseppe Bellassai il crimine tarantino ha riconvertito la propria attività in questo settore, grazie anche all’alta redditività del traffico e spaccio” aggiungendo “in questo territorio operano associazioni mafiose che fanno della droga fonte dei loro principali profitti“. Bellassai ha evidenziato anche come siano pericolosi certi gruppi di tipo mafioso a Taranto, come il ritrovamento e sequestro di pistole e mitragliette confermano.

Questi gli arrestati :

1) BENEFICO Giuseppe, nato a Taranto il 19.12.1997.
2) CAPUANO Emanuele, nato a Taranto il 02.03.1981
3) CESARIO Cosimo, soprannominato “Giappone“, nato a Taranto il 18.12.1960.
4) CHIULLI Alessandro, nato a Taranto il 24.07.1980.
5) DABBICCO Alessandro, nato a Taranto il 05.08.1981.
6) DI PIETRO Cristiano, nato a Taranto il 16.02.1980.
7) DI PIETRO Francesco, nato a Taranto il 17.08.1977.
8) LATAGLIATA Ernesto, nato a Taranto il 31.10.1976.
9) LEONE Umberto, nato a Taranto il 28.2.1992.
10) MASIELLO Vincenzo, nato a Taranto il 27.09.1985.
11) MAZZUTI Roberto, nato a Manduria il 15.10.1976.
12) PAVESE Cosimo, nato a Taranto il 27.01.1979,.
13) PEDONE Giovanni, nato a Taranto il 10.11.1956.
14) PIGNATELLI Patrizio, nato a Taranto il 05.06.1970.
15) QUARTO Francesco, nato a Taranto il 23.02.1987.
16) SEBASTIO Filippo nato a Taranto il 28.06.1979.
17) SIMONETTI Cosimo nato a Taranto il 15.10.1980.

L’ ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Lecce

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