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20 Ottobre 2026 16:29

Omicidio Diabolik, arrestate sette persone

Michele Senese indiziato come mandante apicale, Leandro Bennato e Alessandro Capriotti sono tra gli arrestati. Gip: "Delitto premeditato con metodo mafioso"

Svolta investigativa nell’omicidio dell’ultrà della Lazio Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, ucciso nel Parco degli Acquedotti a Roma il 7 agosto del 2019. Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nelle prime ore della mattinata, i carabinieri e gli agenti della polizia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Livio Sabatini nei confronti di 7 soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, di omicidio aggravato con metodo mafioso, estorsione con armi da guerra, tentato omicidio e associazione finalizzata al narcotraffico.  Secondo gli inquirenti c’era un accordo criminoso integrato tra diverse compagini delinquenziali operanti a Roma, volto a tutelare i rispettivi interessi nel lucroso mercato del narcotraffico.

Gip: “Delitto premeditato con metodo mafioso”

La complessa e premeditata organizzazione del delitto, eseguita in pieno giorno, è stata qualificata dal gip del Tribunale di Roma come azione con metodo mafioso, finalizzata ad agevolare il clan Senese, egemone nell’area in cui il delitto è stato consumato. E’ quanto scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare per i presunti mandanti dell’omicidio che, si sottolinea, ha generato nel territorio romano un diffuso clima di assoggettamento e omertà, palesato dall’evidente reticenza dei testimoni oculari e dei sodali più stretti della vittima. Attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche e l’analisi di chat criptate, gli inquirenti hanno raccolto gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un accordo criminoso integrato tra diverse compagini delinquenziali operanti a Roma, volto a tutelare i rispettivi interessi nel lucroso mercato del narcotraffico.

Michele Senese indiziato quale mandante apicale

Michele Senese, Leandro Bennato e Alessandro Capriotti sono tra gli arrestati. Le indagini individuano, in particolare, gravi indizi di reità a carico di tre esponenti di primo piano della criminalità romana, gravemente indiziati di essere i promotori e mandanti dell’omicidio. Michele Senese (indiziato quale mandante apicale): storico capo dell’omonimo clan, avrebbe fornito l’assenso preventivo determinante per l’uccisione di Piscitelli. L’azione punitiva serviva a riaffermare il potere del clan su un proprio affiliato che, resosi autonomo nel traffico di stupefacenti insieme a Fabrizio Fabietti, rifiutava di corrispondere la dovuta quota sui profitti delle sue attività illecite, versando somme irrisorie (circa 2.000-3.000 euro mensili a fronte di ingenti quantitativi di droga commercializzati).

Leandro Bennato (indiziato quale mandante e organizzatore), al vertice del gruppo criminale operante su tutta la città di Roma con propaggini che dall’estrema periferia di Roma Sud/Est (Tor Bella Monaca) si prolungano sino a quelle di Roma Nord-Ovest (zona Casalotti/Primavalle), avrebbe deliberato l’eliminazione di Piscitelli per estrometterlo, considerandolo un concorrente scomodo sul mercato della cocaina e conquistare il controllo criminale della zona della Tuscolana. Bennato avrebbe pianificato la logistica sul luogo, effettuando sopralluoghi preliminari e, il giorno del delitto, avrebbe fornito supporto diretto scortando il killer Raul Esteban Calderon a bordo di uno scooter rubato. Alessandro Capriotti (indiziato quale gancio e mandante): noto broker di cocaina, avrebbe agito in concorso, concordando la trappola mortale. Capriotti avrebbe infatti fissato un appuntamento fittizio con Piscitelli presso la panchina del parco di via Lemonia alle ore 19.00 del 7 agosto 2019, attirandolo scientemente nel raggio d’azione del sicario, già travestito da runner e appostato nell’area.

Capriotti era stato minacciato dall’ex utras della Lazio e da Arindi Boci con un’arma da guerra per riscuotere un credito di 400mila euro, pari a una partita di 24 chili di cocaina che Diabolik aveva venduto all’ex sodale.

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