“Monnezzopoli”. La Guardia di Finanza sequestra beni e soldi per oltre 28milioni di euro

“Monnezzopoli”. La Guardia di Finanza sequestra beni e soldi per oltre 28milioni di euro

Attese anche le notifiche di fine indagine della Procura della Repubblica di Taranto sui tronconi paralleli all’inchiesta T REX , che coinvolgono anche l’indagato “eccellente” massafrese Antonio Albanese, patron della CISA spa di Massafra che fu colui che informò la “cricca” di Tamburrano, Lonoce e Venuti sulle intercettazioni in corso da parte della Guardia di Finanza.

ROMA – I finanzieri Militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto guidati dal T.Col. Antonio Marco Antonucci, in applicazione delle norme sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti, hanno eseguito nella mattinata odierna un decreto di sequestro preventivo su quote sociali, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di 28 milioni e 300 mila euro.

Il Gip dr.ssa Vilma Gilli

Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. Dr.ssa Vilma Gilli del Tribunale di Taranto, , su proposta della Procura della Repubblica di Taranto rappresenta l’ulteriore sviluppo dell’operazione denominata “T-REX” che aveva già portato all’esecuzione di ordinanze cautelari nei confronti di sette persone, tra imprenditori e pubblici ufficiali, a vario titolo coinvolti in reati di corruzione e turbata libertà degli incanti ravvisati nelle procedure amministrative per la concessione dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica sita in contrada Torre Caprarica del Comune di Grottaglie, gestita dalla società bresciana LINEA AMBIENTE srl.

Le indagini delle Fiamme Gialle avevano fatto emergere che l’ imprenditore Pasquale Lonoce, attivo con la sua società UNIVERSAL SERVICE snc, con sede a San Marzano di San Giuseppe (Taranto) nel settore dei rifiuti, aveva stipulato con la società lombarda LINEA AMBIENTE srl attraverso iil suo procuratore speciale Roberto Natalino Venuti dei contratti risultati poi gonfiati allo scopo di costituire fondi neri in parte da destinare ai pubblici ufficiali corrotti.

In tal modo la società proprietaria della discarica aveva ottenuto l’autorizzazione all’ampliamento illegittimo della discarica di Grottaglie (TA) in località La Torre Caprarica, denominata “III lotto” grazie al quale aveva conseguito ricavi per poco meno di tre milioni al mese, per un ammontare complessivo pari a circa 26 milioni di euro in nove mesi.

La discarica di Grottaglie (TA) in località La Torre Caprarica, denominata “III lotto”

La società UNIVERSAL SERVICE snc, aveva a sua volta incassato guadagni illeciti derivanti dai contratti parzialmente inesistenti con la LINEA AMBIENTE srl per un ammontare complessivo di circa due milioni di euro in poco più di anno.

I beni sequestrati costituisconol’illecito profitto derivante dai reati commessi dai legali rappresentanti pro-tempore e dagli altri indagati nell’interesse e a vantaggio delle due società UNIVERSAL SERVICE snc e LINEA AMBIENTE srl che sono state iscritte nel Registro degli indagati.

Le operazioni di sequestro sono state eseguite, oltre che nel territorio tarantino, anche nelle province di Milano e Brescia con la collaborazione dei rispettivi Nuclei di Polizia Economico Finanziaria.

Gli sviluppi investigativi odierni testimoniano la volontà della Guardia di Finanza, con il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, di aggredire gli illeciti profitti facendo leva anche sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti nell’ambito delle proprie prerogative di polizia economico-finanziaria a tutela dell’economia legale.

il comizio elettorale del sen. Vitali nell’azienda di Lonoce. Alla spalle Antonio Albanese, colui che secondo gli investigatori avvisò la “cricca” che erano intercettati dalla Finanza

Attese a breve anche le notifiche di fine indagine della Procura della Repubblica di Taranto sui tronconi paralleli all’inchiesta “T REX” , che coinvolgono anche l’indagato “eccellente” massafrese Antonio Albanese, patron della CISA spa di Massafra cioè colui che dagli atti investigativi risulta essere colui che informò la “cricca” di Tamburrano, Lonoce e Venuti sulle intercettazioni in corso da parte della Guardia di Finanza. Rivelazioni queste che costrinsero gli investigatori a chiedere ed ottenere le misure cautelari per evitare la fuga ed occultamento di prove da parte degli indagati.

Una “soffiata” grazie allo zampino di due finanzieri infedeli, Francesco  Lacorte (originario di San Marzano di S. Giuseppe) e  Giuseppe  Marzella (originario di Massafra) il quale prestava servizio in sala ascolto a registrare le intercettazioni, e risulta essere molto amico e frequentatore del cognato di Albanese, tenente colonnello della Guardia di Finanza che presta servizio Bari.

l’ ex presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano

Coinvolto nel provvedimento di sequestro anche l’ex presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano, al quale sono state poste sotto sequestro due abitazioni (una nel centro di Taranto ed una a Massafra) e due autovetture.

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