Boato e applausi dalla platea della kermesse di Fratelli d’Italia a Bari per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Ho la coscienza a posto e non intendo mollare “. ha detto la Meloni celebrando il record del suo governo, diventato il più longevo nella storia della Repubblica italiana, e rivendica la stabilità dell’esecutivo davanti alla platea di Fratelli d’Italia nella convinzione che “le pagine più belle sono ancora da scrivere”. “Mi regalate un’emozione immensa con questa piazza”, ha detto la premier aprendo il suo intervento alla festa del partito, prima di entrare nel merito dei risultati raggiunti e delle prossime sfide del governo. Per seguire la maxi manifestazione sono stati accreditati circa 450 operatori dell’informazione, tra cui 70 giornalisti stranieri, inclusi quelli di New York Times e Le Monde.
La premier è stata accolta dal pubblico con una lunga ovazione. “Da oggi siamo l’esecutivo più longevo” ha detto la presidente del Consiglio, specificando che “siamo alleati per qualcosa, non contro qualcuno” e che “la stabilità la più grande riforma” per il Paese. “Non siamo più i malati, oggi l’Italia viene presa sul serio” spiega la Meloni. “Ce la stiamo mettendo tutta, noi siamo in pace con la coscienza” ribadisce, assicurando che “non ho mai mollato e non intendo farlo adesso“.

La Meloni si è detta fiera “non di governare da 1.413 giorni, ma di avere da voi, ancora dopo 1.413 giorni, un consenso più alto di quello che avevamo il primo giorno di questo governo”. Nonostante il record di longevità dell’esecutivo, aggiunge, “io continuo a credere che le pagine più belle di questa storia debbano ancora essere scritte” perché il nostro “traguardo è sempre stato molto più ambizioso”. “Il nostro traguardo è un’Italia nella quale chi ha un’idea possa realizzarla, un’Italia nella quale chi lavora possa avere una casa, costruire una famiglia, guardare al futuro con fiducia“, ha detto ancora Giorgia Meloni.
La premier risponde al telefono, era la figlia Ginevra
“Scusate, era mia figlia”. Si è scusata così la premier, Giorgia Meloni, dopo aver interrotto per qualche istante il lungo comizio dal palco del porto di Bari, all’evento di Fratelli d’Italia per celebrare il record di esecutivo più longevo della Repubblica. «Ha chiamato tre volte», ha aggiunto dopo aver risposto al cellulare e aver bisbigliato poche parole per dire «Ti richiamo».

Giustizia e femminicidi
La premier è passata poi al tema della giustizia e del sovraffollamento carcerario, escludendo il ricorso a provvedimenti di clemenza. “Stiamo costruendo nuove carceri perché vogliamo garantire certezza della pena. Non risolveremo mai il sovraffollamento con indulti e amnistie”, sottolinea. La Meloni ha dedica un passaggio al tema della violenza contro le donne, richiamando l’ultimo caso di femminicidio. “L’orrore che ha strappato ieri la vita a Lorena ci stringe il cuore e ci ricorda che il femminicidio esiste, eccome se esiste. E combatterlo non significa dire che la vita di un uomo vale meno significa riconoscere che nel femminicidio c’è un aggravante, si uccide una donna perché ha osato essere libera e questo nella civiltà europea e cristiana non è previsto”, afferma la presidente del Consiglio. Poi torna ad attaccare l’opposizione: “Sono ottanta anni che la sinistra usa l’antifascismo come arma di distrazione di massa per avere il potere”.
“Abbiamo protetto le donne. L’omicidio di Lorena ci stringe il cuore, e ci ricorda che il femminicidio esiste, eccome, e combatterlo non significa dire che la vita di un uomo vale meno, ma riconoscere che nel femminicidio c’è un’aggravante: si uccide una donna perché ha osato essere libera e questo nella società europea e cristiana non è previsto“. ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni citando l’uccisione di Lorena Isceri da parye dell’ex fidanzato.
Meloni non molla nemmeno sulla sconfitta del referendum sulla giustizia. La definisce “un’ occasione persa” annunciando che continuerà a dare risposte su questo tema. Così come sulla legge elettorale, argomento toccato in apertura, per consentire ai cittadini di scegliere “la coalizione, il programma, il candidato premier”, una riforma “contro i ribaltoni e contro gli accordi di palazzo che vuole il Pd“. Un messaggio chiaro e forte rivolto ai franchi tiratori di Montecitorio.

Poi uno sguardo al futuro che suona come un rilancio del suo impegno in politica. “Continuo a credere che le pagine più belle devono essere ancora scritte. Se siamo arrivati fin qui, significa che possiamo ancora andare avanti”, ha detto la premier. “Il nostro traguardo – ha aggiunto – non è mai stato diventare il governo più longevo della storia della Repubblica, il nostro traguardo è sempre stato molto più ambizioso“.
“Il nostro traguardo è un’Italia nella quale chi ha un’idea possa realizzarle, un’Italia nella quale chi lavora possa permettersi una casa, costruire una famiglia, guardare al futuro con fiducia, un’Italia nella quale nessuno sia costretto ad andarsene per diventare quello che sogna di essere, una nazione nella quale, ovunque si trovi, ogni italiano sia fiero di dire a voce alta da dove viene, un’Italia nella quale chi è partito possa trovare 1000 ragioni per tornare”.
“Il nostro traguardo è un’Italia che non chiede più il permesso a nessuno”. Infine: “Lo so che 4 anni non bastano, ma so che non intendo arrendermi e non intendo accontentarmi semplicemente perché questa nazione lo merita e finché io avrò l’onore e la possibilità di farlo continuerò a combattere, a scommettere e a rilanciare anche quando sarà difficile, perché lo sarà“
Liste di attesa
Sul palco Meloni affronta anche il tema della sanità e delle liste d’attesa, respingendo le accuse rivolte al governo. “Abbiamo lavorato sulla sanità, nonostante le tante bugie che raccontano. Le liste d’attesa sono iniziate con il governo Meloni? No, esistevano 5, 6 anni fa ma nessuno se ne era occupato. La sinistra le ha lasciate a noi. E noi ci siamo chiesti come si potesse fare meglio”,. La presidente del Consiglio rivendica in particolare l’introduzione di un sistema di monitoraggio delle prestazioni: “Non esisteva in Italia uno strumento che dicesse quante persone stessero aspettando, e dove. Siamo partiti dal monitoraggio, territorio per territorio, prestazione per prestazione. Tutti quelli che ci fanno la morale a questo non avevano pensato. Su 10 prestazioni 8 sono erogate nei tempi previsti e 2 no: sono troppe, ma almeno ora sappiamo dove intervenire”.
La Meloni ha affrontato poi il tema della natalità e del calo demografico, rivendicando le misure messe in campo dal governo a sostegno delle famiglie. “Non vogliamo rassegnarci all’idea che l’Italia, l’Europa e l’intero Occidente siano impotenti di fronte al declino demografico”, ha affermato la presidente del Consiglio. La premier cita quindi i congedi parentali: “Prima per stare con tuo figlio dovevi rinunciare al 70% dello stipendio, oggi per tre mesi prendi l’80%”, oltre “al bonus mamme da 60 euro al mese, al contributo di 1.000 euro per ogni nuovo nato e all’esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee fino a 90 mila euro”.anche 15 anni fa e sono aumentate… La sinistra le ha lasciate a noi” evidenzia la presidente del Consiglio.

Carburanti
Sul costo dei carburanti, dopo la proroga del taglio delle accise sul diesel al 10 settembre, “adesso dobbiamo fare delle misure più mirate, perché non possiamo continuare a spendere soldi per chi non ne ha bisogno e viene a fare benzina dalla Francia”.
Lavoro
“Il precariato in questa nazione aumentava quando al governo c’erano loro!” attacca parlando della sinistra. “E la capisco la frustrazione (della sinistra, ndr.) la capisco la frustrazione quando ci si rende conto che non ci sono mai state così tante donne che lavorano in Italia”. “Vogliamo essere il governo di chi lavora e si impegna, quello dei fannulloni lo lasciamo agli altri” ribadisce la premier.
Migranti
Sul tema dei migranti Meloni ha voluto rivendicare la linea del governo. “Ci hanno chiamato estremisti per anni e poi ci hanno copiato tutto in Europa” sottolinea.
Il piano casa
“Arriva il Piano Casa” dice Meloni, specificando che “si parte da 100.000 alloggi in 10 anni, a prezzi calmierati per le giovani coppie, per le famiglie, per chi lavora, comprese 60.000 case popolari inagibili, occupate abusivamente, che stiamo sgomberando perché l’Italia nella quale i prepotenti hanno la meglio sulle persone per bene deve finire”.

Il centrosinistra
“Anche loro oggi celebrano un traguardo perché se noi siamo il governo più duraturo della storia della Repubblica, loro sono l’opposizione più duratura della Repubblica“ sottolinea Meloni, facendo “gli auguri anche ai colleghi della sinistra, diecimila di questi giorni”. Ironizzando, poi, anche sul fatto che “quando c’erano loro, i banchi a rotelle arrivavano in orario“. “Si stava meglio quando c’erano loro, signora mia. Quando c’erano loro il salario era minimo davvero. Quando c’erano loro potevi lasciare la porta di casa aperta, tanto pure se la chiudevi la casa te la occupavano uguale…“, ha scherzato Meloni.
“La sinistra usa l’antifascismo come arma di distrazione di massa da 80 anni” per arrivare al potere. La sinistra sta avendo difficoltà a mettersi d’accordo, inventa ogni giorno una nuova emergenza: la Costituzione in pericolo, la repressione del dissenso… ci siamo abituati. Però, di grazia, quando avete finito con questo complottismo, potreste dire agli italiani cosa avete in mente per il loro futuro? Perché mandare a casa Meloni non mi sembra un programma molto articolato…” ha rimarcato Meloni.
Islam
“Noi rispettiamo ogni religione, ma non esiste che ci sia un pezzo di questa nazione in cui valgono altre regole, strade in cui una ragazza debba chiedere il permesso di studiare, come vestirsi, chi amare” mette in chiaro la premier, parlando della libertà delle donne che, ribadisce “non è negoziabile”. “Non esistono luoghi di culto che si sottraggono ai doveri di trasparenza e controllo e non esiste tolleranza per la propaganda fondamentalista e per chi forma cellule jihadiste“, ha rimarcato Meloni.

Ex Ilva
Nel passaggio dedicato alla Puglia, Meloni affronta anche il dossier dell’ex Ilva, definendolo “la più complessa delle questioni”, anche per la contrapposizione tra chi ne chiede la chiusura e chi punta invece a salvaguardare produzione, occupazione e indotto. “Non possiamo non pensare all’ex Ilva, la più complessa delle questioni, anche perché vede sul territorio tanto chi vorrebbe la sua chiusura, quanto chi vorrebbe salvaguardare la produzione, l’occupazione, il valore dell’indotto”, afferma la premier.
Meloni richiama poi gli interventi messi in campo dal governo e assicura che il confronto con il territorio proseguirà. “Non devo ricordare, perché – ha aggiunto – è nota a tutti, la situazione che abbiamo trovato, e gli sforzi che abbiamo fatto per garantire la prosecuzione delle attività anche con molte risorse che sono state investite, e quello che continueremo a fare, confrontandoci con le realtà locali, con i sindacati, con le associazioni datoriali. Il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica, ma anche preservare un patrimonio industriale che è importante per la Puglia e per la nazione intera”
Riforma della Giustizia
“La riforma della giustizia è stata un’occasione persa” con il referendum segnato dalla vittoria del No “ma noi continuiamo a lavorare”.
Difesa e sicurezza
“La nostra nazione non può essere esposta, la sicurezza è la precondizione per la libertà” ha detto Meloni dal palco. “Noi non possiamo permetterci di lasciare la nostra nazione esposta. La sicurezza nazionale non è l’alternativa alla libertà, è la condizione, la precondizione perché la libertà esista“, ha sottolineato la premier nel suo intervento. “Guardate, voglio dire anche che è falso che per difendere l’Italia dobbiamo rinunciare a curare gli italiani, a costruire una vita, a poter andare a scuola”, ha aggiunto la premier. “Noi possiamo tranquillamente rappresentare il nostro Paese, difendere il nostro modello sociale nello stesso tempo”, ha detto ancora. Meloni ha, quindi, rivendicato il lavoro del governo sul fronte della sicurezza: “E quindi ce la stiamo mettendo tutta anche sulla sicurezza. So che da noi ci si aspetta di più e però lo ripeto ancora una volta, serve anche che tutta la catena funzioni“.
Grazie Bari! pic.twitter.com/bYxOpvGX1X
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) September 4, 2026
L’Inno di Mameli e “A mano a mano” di Rino Gaetano
Con l’Inno di Mameli e “A mano a mano” di Rino Gaetano si conclude la kermesse di Fratelli d’Italia a Bari per celebrare i 1.413 giorni del governo Meloni. “È un onore per me servire” gli italiani, ha detto la premier terminando il suo intervento a Bari, alla festa di Fratelli d’Italia per il primato di durata raggiunto dal governo. Sul palco, la premier Giorgia Meloni, accerchiata dai giovani militanti di Fdi e dagli esponenti del partito, saluta la piazza al termine dell’evento. “Non intendo arrendermi e accontentarmi”, ha detto chiudendo la kermesse di FdI a Bari perché “il nostro traguardo è un’Italia che non chiede più il permesso a nessuno“. Si è poi concessa selfie e foto con i militanti presenti parlando di “un’accoglienza che scalda il cuore”. “Il vostro affetto è la mia forza” conclude





