“MAZZETTE” NEL TRIBUNALE DI BRINDISI : 6 ARRESTATI FRA CUI UN GIUDICE. 21 PERSONE INDAGATE COMPRESI DUE MAGISTRATI

“MAZZETTE” NEL TRIBUNALE DI BRINDISI : 6 ARRESTATI FRA CUI UN GIUDICE. 21 PERSONE INDAGATE COMPRESI DUE MAGISTRATI

Le indagini per associazione a delinquere e su presunti favoritismi nelle vendite fallimentari inizialmente sono state coordinate dal sostituto procuratore di Brindisi Raffaele Casto, e successivamente in seguito al coinvolgimento dei magistrati sono state trasferite a Potenza, per competenza funzionale, coinvolge avvocati, ingegneri e altri professionisti . ALL’INTERNO TUTTI I NOMI

di REDAZIONE CRONACHE

Anche il giudice Gianmarco Galiano del Tribunale fallimentare di Brindisi tra le sei persone arrestate su mandato del Gip di Potenza, nell’ambito di un’inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, che coinvolge altri due magistrati al momento indagati. Galiano era stato coordinatore della sezione distaccata di Francavilla Fontana e successivamente giudice della sezione Fallimentare del Tribunale di Brindisi.

L’inchiesta era partita nel 2017 in seguito alla richiesta di concordato preventivo avanzata da una società del Brindisino. Le indagini inizialmente sono state coordinate dal sostituto procuratore di Brindisi Raffaele Casto, e successivamente in seguito al coinvolgimento dei magistrati sono state trasferite a Potenza, per competenza funzionale. Tra il 2017 e il 2018 sono state eseguite una serie di perquisizioni negli studi dei professionisti coinvolti nelle procedure fallimentari.

Questa mattina su ordine della Procura di Potenza che ha ereditato l’inchiesta iniziale avviata dalla Procura di Brindisi, sono stati arrestati dai finanzieri dalla Guardia di Finanza brindisina guidata dal Colonnello Nicola Bia, con le ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, oltre al giudice Gianmarco Galiano, anche l’imprenditore Massimo Bianco e il commercialista Oreste Pepe Milizia. Posti agli arresti domiciliari: l’avv. Federica Spina ex moglie del giudice Galiano, , l’avv. Francesco Bianco e Annalisa Formosi ex presidente dell’ Ordine degli Ingegneri di Brindisi, moglie del commercialista Pepe Milizia . Risultano essere cugini l’imprenditore Massimo Bianco e e l’avv. Francesco Bianco , legati quindi anche da rapporti di parentela . 

L’associazione sarebbe stata finalizzata a compiere reati di corruzione in atti giudiziari, falsi in atto pubblico, concussioni, abusi d’ufficio, riciclaggio, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni in esistenti. Il “malaffare” giudiziario ruotava intorno alle consulenze ed incarichi giudiziari che sarebbero stati assegnati illecitamente. 

Nell’ordinanza si legge come il giudice Galiano, allo scopo poter mantenere un elevato tenore di vita ed di arricchirsi, sfruttava sistematicamente le funzioni e i poteri inerenti la sua carica, abusandone e facendola diventare una vera e propria moneta di scambio o strumento di indebita pressione. Galiano secondo gli inquirenti non avrebbe esitato a speculare su tragedie umane, spregiudicatamente.

il giudice Gianmarco Galiano

Come nel caso della disabilità di un bambino, le cui precarie condizioni di salute sarebbero state causate da responsabilità dei medici medica al momento della nascita. La famiglia del bambino che versava in concrete difficoltà economiche, sarebbe stata convinta, con varie pressioni, ad affidarsi all’ avvocato Federica Spina ex moglie del giudice Galiano , nella sua veste di legale, per poi cedere una quota di risarcimento del danno. I genitori del bambino disabile sarebbero stati anche minacciati di ritorsioni giudiziarie qualora avessero protestato, con minacce di ritorsioni che avrebbero riguardato la potestà genitoriale su figlioletto.

Il bambino disabile vive in uno stato vegetativo a causa di alcuni danni cerebrali alla nascita causati dal personale sanitario. La famiglia del bambino aveva fatto causa alla ASL di Brindisi ed ottenuto dalla compagnia di assicurazioni un risarcimento di 2milioni di euro. Una di queste cause sarebbe stata gestita dal giudice Giuseppe Marseglia.

La vicenda è stata ricostruita dagli stessi genitori, che hanno messo a verbale il tutto ai finanzieri. Un giorno il giudice Galiano con la moglie Federica Spina si è presentato a casa dei genitori del ragazzo che vivono in campagna. Galiano passò al sodo ed avrebbe chiesto prima legittimamente i soldi per la parcella della moglie, ma non si sarebbe accontentato solo di questo.

“Disse che dovevamo dare a lui 150mila euro. Disse in modo arrogante – racconta il padre – e sprezzante che vivevamo in una piccola casa in campagna non certamente arredata in modo di lusso, e che lui conoscendo il sindaco, conoscendo i servizi sociali, la polizia, ci avrebbe fatto togliere il bambino perché non eravamo in grado di assisterlo adeguatamente. Disse che lui conosceva buoni e cattivi. Mi disse che avrei dovuto fargli degli assegni da consegnare direttamente a lui, e su un bigliettino mi scrisse il nome a cui avrei dovuto intestarli. Ovviamente io e mia moglie terrorizzati non potemmo fare altro che assecondare la sua richiesta“.

Sono 21 le persone indagate al momento, tra i quali due magistrati in servizio nella sezione Fallimentare del capoluogo brindisino: Francesco Giliberti e Giuseppe Marseglia, “indagati a vario titolo e secondo la rispettiva responsabilità” . Il procuratore di Potenza, Francesco Curcio, si è recato personalmente a Brindisi per coordinare il lavoro della Guardia di Finanza, che sta effettuando delle perquisizioni.

Questi i nomi degli indagati: Ada ARGENTIERI di Francavilla Fontana (BR), Maria DELLA CROCE BRUNETTI di Manduria (TA) , Mauro CALO‘ di Galatina (LE) , Antonio DE GIORGI di Brindisi, Olga DE SIATO di S. Pietro Vernotico (BR), Annamaria DI COSTE di Francavilla Fontana (BR), Pietro DI COSTE di Francavilla Fontana (BR) , Vincenzo FRANCIOSO di Mesagne (BR), Francesco GILIBERTI di Martina Franca (TA) , Concetta Alessandra LAPADULA di Francavilla Fontana (BR), Giuseppe MARSEGLIA (Bari) Alessia MODEO di Manduria (TA) , Rocco PALMISANO di Francavilla Fontana (BR), Marina PELUSO di Nardò (LE), Massimo RIBEZZO di Oria (BR).

Il gip nella sua ordinanza descrive come allarmante la capacità dimostrata da questa organizzazione criminosa di infiltrarsi nel tessuto economico, e della incredibile facilità con cui disponevano di documenti falsificati. La rete dei collegamenti e delle complicità venute alla luce dalle indagini delle Fiamme Gialle va oltre i soggetti indagati, e coinvolge anche dipendenti di banche. Infatti basta considerare che solo in due occasioni sono state effettuate dai bancari delle segnalazioni per operazioni sospette nonostante le evidenti anomalie nella gestione delle ingenti somme. Nelle prossime ore inizieranno gli interrogatori.

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