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30 Giugno 2022 15:29
30 Giugno 2022 15:29

Lo stadio di Barletta intitolato a Pietro Mennea, ennesimo spreco di denaro pubblico e conflitto d’interessi dei soliti “furbetti” di Puglia

Legittimo chiedersi come mai la Procura di Trani e la locale Guardia di Finanza non abbiano acceso i riflettori su questo spreco di denaro pubblico. A questo punto c'è solo da auspicare che il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ed il prossimo sindaco del Comune di Taranto rimuovano Elio Sannicandro dall' attuale incarico anche di direttore del Comitato Organizzatore del Giochi del Mediterraneo 2026.

Chiuso al pubblico dal 3 maggio 2015, dopo oltre sette anni di lavori di restyling costati oltre sei milioni di euro, non è stato aperto utilizzato neanche un giorno. Parliamo dello stadio Cosimo Puttilli di Barletta, ennesimo emblema di soldi pubblici sprecati in Puglia grazie ai soliti “noti”….L’impianto sportivo è stato gestito dal Coni e dal Comune di Barletta, con un conflitto di interessi per all’assegnazione della realizzazione del progetto per la pista di atletica affidata al nipote dell’ex presidente del Coni pugliese Elio Sannicandro attualmente indagato dalla magistratura barese, che a suo tempo per non farsi cacciare dal CONI optò per le dimissioni. Ma l’ultima sorpresa che sa di beffa per gli sportivi è l’avvenuta installazione sugli spalti di seggiolini fuori norma e le recinzioni esterne di altezza non idonee al campionato di calcio Serie D.

Elio Sannicandro, ex presidente del Coni Puglia ed attuale direttore di ASSET (Regione Puglia)

L’adeguamento funzionale venne avviato nel 2011 un progetto  esecutivo per la costruzione di nuove strutture metalliche costate oltre 2 milioni di euro, appaltato alla società Cms Srl di Nocera Inferiore, e proseguita riuscendo persino a a perdere nel 2013 un finanziamento regionale da un milione e mezzo di euro . Per non parlare dei conflitti di interessi già denunciati dal nostro giornale. Nel gennaio 2016, il Coni Puglia dispone il rifacimento della pista di atletica dello stadio Barletta, sulla quale ha corso ed è diventato un campione mondiale Pietro Mennea, collegandolo al progetto “Sport per le periferie”, che assegnava soldi pubblici per la ristrutturazione di impianti sportivi in zone degradate.

In tutta Italia vennero finanziati sette progetti per altrettanti impianti sportivi, fra i quali quello di Barletta. Il finanziamento concesso e ricevuto era di 3 milioni e mezzo di euro e il 21 gennaio 2016  venne approvato lo schema del protocollo d’intesa fra il comitato regionale del Coni pugliese ed il Comune di Barletta. Dopo solo una settimana, a tempi record, il Coni Puglia presentava uno studio di fattibilità che prevedeva una serie di interventi per 785mila euro. Lo studio portava la firma degli estensori, l’ ingegnere Pierino Profeta, nipote dell’allora presidente del Coni Puglia, Elio Sannicandro, e dell’ ingegnere Luca La Bombarda che era il collega di studio di Profeta. Della serie “tutto in famiglia”… 

Elio Sannicandro quando presideva il CONI PUGLIA

Sannicandro è stato assessore del Comune di Giovinazzo(Bari) , ed anche in quel caso aveva affidato incarichi allo studio di progettazione dove lavora suo nipote in aperto conflitto di interesse, circostanza questa che venne denunciata dal Comitato per la salute pubblica di Giovinazzo. “Il nostro Comune – scrivevano in una nota a Sannicandro (all’epoca dei fatti presidente del Coni Puglia n.d.r) – le ha assegnato un incarico nel novembre 2013 relativo al collaudo statico di opere per un campo a 5. Per queste sue attività lei indica lo studio che ha sede in corso Alcide de Gasperi 340, in Bari, con telefono […], numero che compare ancora nel curriculum da lei depositato. Alla stessa sede fanno riferimento gli ingegneri Pierino Profeta e Luca La Bombarda, soci della società cooperativa Architesis che ha sede allo stesso indirizzo“.

In poche parole Sannicandro lavorava nello stesso studio dei tecnici che nominava come assessore al Comune di Giovinazzo ed in seguito come presidente regionale pugliese del Coni . Ma c’è dell’altro, infatti Sannicandro conosce l’ingegnere La Bombarda da quando è nato: è suo nipote, figlio della sorella della moglie. Ma incurante della parentela, come avevano denunciato a Giovinazzo, da assessore al Comune di Giovinazzo, il 5 agosto del 2015 gli ha dato un incarico di manutenzione straordinaria per la manutenzione straordinaria della palestra di una scuola media.

Ma cosa accadde subito dopo ? Solo ulteriori ritardi e nuove spese. Arrivarono dal CIPE (il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) altri 2 milioni e 834mila euro, dei quali 2 milioni e 274mila per l’adeguamento funzionale e la demolizione primo e secondo lotto. I restanti 606.000 euro vennero utilizzati per il rifacimento della pista d’atletica, che fu inaugurata il 28 novembre 2017 alla presenze del presidente nazionale del CONI Giovanni Malagò e dell’allora premier in carica a Palazzo Chigi, Matteo Renzi , pista che però non venne mai utilizzata per gare ufficiali. Lo stadio Puttilli a sua volta resta chiuso, nonostante ben tre varianti di progettazione e lavori e anche a causa dei tanti errori dell’Ufficio Bandi e Gare, a partire dal 2011 quando non venne indicato tra i requisiti delle imprese che avrebbero dovuto partecipare alle gare d’appalto alla presenza di un professionista geologo per le verifiche statiche dell’impianto.

La corsa di Matteo Renzi sulla pista di atletica leggera dello stadio Cosimo Puttilli di Barletta, dedicata alla memoria di Pietro Mennea – che si allenava qui da ragazzo – accompagnato da tre campioni dell’atletica leggera: Veronica Inglese, Mimmo Ricatti e Vito Incantalupo.

Il successivo commissariamento prefettizio del Comune di Barletta che non ha un sindaco da novembre del 2021 hanno contribuito a bloccare ulteriormente l’impianto: dal 2020 ad oggi si è proceduto solo allo smaltimento dei detriti alle spalle della tribuna centrale e soltanto lo scorso 19 maggio 2022 è stata affidata per 59.780 euro alla società Barsa spa la gestione dei servizi di custodia, controllo accessi, pulizia, manutenzione terreno di gioco, pista di atletica, spalti ed aree verdi dello stadio Puttilli. Dimenticando la realizzazione di un cabina elettrica, dell’ accesso al tetto della tribuna per effettuare manutenzioni e controlli di sicurezza, una suddivisione minima per il settore ospiti, un piano di sicurezza (di competenza) della Prefettura di Barletta-Andria-Trani e la verifica dell’agibilità della struttura. 

Lo scorso 7 aprile è avvenuto il passaggio di consegne tra la società Sport e Salute ( ex Coni Servizi) ed il Comune di Barletta. Lo stadio “Cosimo Puttilli” di Barletta è tornato ufficialmente sotto il controllo dell’amministrazione cittadina, che ha preso in carico la struttura dopo che l’ex Coni Servizi ne aveva rilevato la competenza circa quattro anni fa. Con questo passaggio, si sono concluse le operazioni burocratiche di competenza dell’ente federale, lasciando al Comune di Barletta le ultime pratiche per la auspicata riapertura dell’impianto. Il sopralluogo dei dirigenti, comunali e di Sport e Salute, avevano dato esito positivo . I due enti hanno vidimato gli atti di presa visione del passaggio di consegne, procedura burocratica fondamentale per il trasferimento delle competenze.

Ma le sorprese non sono finite. Venerdì 20 maggio sono scesi a Barletta i tecnici della Lega Nazionale Dilettanti, per le necessarie sullo stadio Puttilli dove incredibilmente sono stati installati dei seggiolini nuovi ma che non sono non omologabili per la Serie D , la categoria di calcio conquistata dal Barletta poche settimane fa , dopo aver vinto il campionato di Eccellenza. I seggiolini sono alti 22 centimetri, quindi più bassi di 8 centimetri rispetto agli standard previsti. Così come manca l’omologazione anche per le recinzioni esterne, e per quella interna alta 1 metro e 20 centimetri, un metro in meno rispetto alla misura necessaria. Verifiche negative che hanno reso il campo non omologato per la Serie D, come non lo è lo stadio San Sabino di Canosa che ha ospitato la squadra nelle stagioni precedenti, e che hanno indotto la dirigenza della società calcistica “Barletta 1922” a comunicare dimissioni immediate e revocabili “solo a patto che si arrivi a una soluzione della questione entro il 15 giugno” come hanno scritto in una nota i soci.

Legittimo chiedersi come mai la Procura di Trani e la locale Guardia di Finanza non abbiano acceso i riflettori su questo spreco di denaro pubblico. A questo punto c’è solo da auspicare che il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ed il prossimo sindaco del Comune di Taranto rimuovano Elio Sannicandro dall’ attuale incarico anche di direttore del Comitato Organizzatore del Giochi del Mediterraneo 2026.

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