“Le Olimpiadi non convengono e portano solo debiti”. Analisi di una menzogna a 5 Stelle !

“Le Olimpiadi non convengono e portano solo debiti”. Analisi di una menzogna a 5 Stelle !
di Ghino di Tacco

Secondo i vertici  del Movimento 5Stelle  “Le Olimpiadi e i grandi eventi in generale non convengono economicamente e lasciano debiti a chi li organizza“.  Questi ragionamenti non a caso posso provenire esclusivamente da politici senza visione e prospettiva, e vengono portate avanti dalle orde di fondamentalisti della politica di questo schieramento politico che fa dell’ anti-politica il suo “credo”. Ma tutto questo fa parte della propaganda anti-politica, del populismo, della demagogia. Virus che in Italia  viene riscontrato cronicamente in molta gente.

Quando  delle autentiche idiozie del genere vengono espresse da intellettuali seri, stimati, equilibrati, non si può restare indifferenti. Si tratta di “personalità” che nei rispettivi settori e professioni si esprimono con misura analizzando onestamente e rigorosamente i dati, mentre invece quando si tratta di questioni a così alto quoziente di visibilità si lasciano prendere dal fascino masochista del “no” all’italiana, che sconfina nella mitomania.

CdG colosseo olimpiadi

E’ più che normale vedere grandi aree cittadine che per organizzare due banali settimane di gare sportive si sottopongono a anni e anni di cantieri, progetti, investimenti, rischi giudiziari e sacrifici economi, possa apparire folle. Così come è  altrettanto ovvio che limitarsi ad osservare soltanto il freddo conto economico di questi eventi non possa che evidenziare dei numeri in rosso. Ancor più normale e necessaria però sarebbe avere una lucidità  ed onestà intellettuale, sulle recenti polemiche per “Roma Olimpiadi 2024” , che purtroppo nessuno ha dimostrato di avere, e  non si è palesata neppure dei più accesi sostenitori delle Olimpiadi.

Considerare che mentre la previsione delle “uscite” è facilmente misurabile, non è altrettanto facile verificare e calcolare sin d’ora la previsione delle “entrate” . Quello che voglio dire è che è pressochè impossibile poter quantificare numericamente quanto un grande evento di portata mondiale come l’organizzazione delle Olimpiadi possa portare  “profitto” alla città o al Paese che lo ospita.  Calcolarlo, analizzarlo, è praticamente impossibile. Impossibile. Chi invece lo fa basandosi su una vecchia ricerca dell’Università di Oxford che analizzava i grandi eventi dal 1999 (appena qualche anno fa….!) compie un evidente inconfutabile atto di disonestà intellettuale. Questa gente ideologicamente “falsa” non si pone una semplice : coma mai Londra, Parigi e Los Angeles vogliono organizzare le Olimpiadi ?

CdG masterplan roma 2024

In questi giorni abbiamo letto e sentito gente che si è permessa, senza alcuna competenza ed informazione documentata,  di considerare le Olimpiadi Invernali di Torino 2006 come un episodio negativo. Come un baluardo, un sostegno da aggiungere al muro dei “no“. Si tratta di valutazioni ridicole e profondamente ingiuste. Gli anni di preparazione ai Giochi olimpici invernali  infatti hanno rappresentato e costituito per la città di Torino un percorso di crescita rivoluzione civica insperata. Il capoluogo piemontese ha letteralmente cambiato aspetto,  ha cambiato mentalità, si è dato un obbiettivo, una prospettiva, un orizzonte, una speranza di crescita. Ha rigenerato e consolidato il proprio ruolo in Italia ed all’interno dell’ Europa.

Affermare che la metropolitana, il nuovo aeroporto, gli svincoli, le strutture olimpiche cioè le infrastrutture realizzate all’epoca ed oggi riutilizzate stiano dando benefici alla città anche oggi e che ne daranno per i prossimi decenni potrebbe sembrare una banalità.  Ma invece non lo è quando si analizza che quel cambiamento di vita negli occhi dei torinesi, quella nuova impostazione urbana fatta  di idee, di decoro urbano e nuovi alberghi e nuovi ristoranti è nata proprio grazie allo stimolo olimpionico.

Nell’estate del 2016, cioè dieci anni dai Giochi Invernali, la città di Torino ha segnato il record di turismo mentre nel frattempo Roma continuava purtroppo a perdere posizioni. Torino oggi, ancor prima dell’arrivo del nuovo sindaco grillino, è attrezzata per accogliere, per organizzare, per la convegnistica, per la cultura: è una città assolutamente credibile a livello internazionale e nazionale. È diventato un crocevia nel panorama mondiale delle destinazioni turistiche di business. Non lo sarebbe stato senza Olimpiadi, ed infatti non lo era negli anni Novanta quando viveva una crisi di identità clamorosa.

Ma quanto vale tutto questo?   Chi può affermare che il cambiamento di Torino sarebbe avvenuto lo stesso senza quel fondamentale stimolo delle Olimpiadi invernali di dieci anni fa?  Nei giorni scorsi qualcuno ha persino dato importanza ad una pista di bob abbandonata. Ma quanto “pesa”, vale una pista di bob di fronte alla crescita di Torino , che è la la terza più importante città del Paese ? Quanto sarebbe costato tutto ciò a Torino ,  quello stesso stimolo investendo su altro e non su un grande evento come le Olimpiadi ? Sarebbe costato di più o di meno? E quali risultati avremmo avuto? Quale è il valore monetario dell’uscire dalla depressione, del darsi un obbiettivo di medio periodo, del lavorare assieme come comunità urbana per raggiungerlo?

Ma pensando a Roma, alla Capitale d’ Italia, quanto vale tutto questo  quando sei in una condizione di crisi, di declino, di depressione? Quanto vale tutto questo quando la tua immagine è distrutta e devi cercare di recuperare posizioni, appeal ?

CdG virginia raggi

Penso che l’importanza di tutto è  incalcolabile, ma sicuramente è molto ma molto più grande del miliardo, dei due miliardi, dei tre miliardi (comunque facilmente evitabili) di debiti che un grande evento può generare. Infatti quello che il Movimento 5 Stelle ed i pagliacci alla  Beppe Grillo, o la “Carbie” telecomandata della nuova sindaca Virginia Raggi, si dimenticano di ricordare che le Olimpiadi le paga lo Stato, e non sfiora il debito della città !

Anche nel caso ci fosse una perdita di gestione, queste cifre rappresentano una percentuale irrisoria, ma non dobbiamo dimenticare che è anche per questo che paghiamo tasse altissime. Le tasse le paga chi le paga ( a fronte della più grande evasione d’ Europa !) affinché il nostro Paese abbia dei margini di spesa per poter fare degli investimenti che abbiano un ritorno di lungo periodo, per scommettere sul futuro, per dare una visione e una prospettiva ai giovani: non soltanto per effettuare la manutenzione dell’attuale stato delle cose.

Tutto questo raddoppia se non triplica il proprio valore in un Paese dove una folle inutile burocrazia  e  non ancora completamente riformata obbliga ai grandi cantieri percorsi accidentati che vengono semplificati esclusivamente in presenza di grandi progetti nazionali. In pratica la linea  D della Metropolitana di Roma, o la Linea 1 della Metropolitana di  Torino o la M5 della Metropolitana  di Milano le puoi realizzare anche senza Olimpiadi, senza Giochi Invernali o senza Expo2015. Ma sicuramente si potrebbero fare con una velocità giusta ed inferiore senza quelle indispensabili scorciatoie burocratiche che ti fanno perfino passare la voglia di realizzarle o addirittura rischiare di perdere i necessari finanziamenti. Questa è la realtà dei fatti ed anche questo è un valore enorme che pesa sull’analisi delle “entrate”.

Tutto questo raddoppia  il proprio valore di un Paese come l’ Italia bravissimo nelle sfide quando è con l’acqua alla gola, ma incapace nella programmazione quotidiana e nella pianificazione organizzata. Fuggire dalle sfide, che sono l’unica cosa dove siamo vincenti e capaci, ha solo un nome: istinto al suicidio economico-sociale.

schermata-2016-09-26-alle-13-40-29Abbiamo parlato dell’  Expo2015. Lo Stato ha speso alcuni miliardi, cioè lo zero virgola zero zero del proprio bilancio annuale, che solitamente viene impiegato su interventi tra l’altro molto meno utili e necessari,  e magari vi è stato qualche milione di perdita? Ed allora, dov’è il problema ? Qual’è lo scandalo ?

E’ forse la scuola è in utile? E’ forse la  sanità pubblica in utile? E’ forse l’ Università statale in utile? Sono tutti pubblici servizi, investimenti necessari per la crescita del Paese: si spendono i soldi delle tasse per migliorare le cose e non ci aspetta certo un ritorno immediato. Grazie alle tasse dei contribuenti, ma anche delle società che producono utili e danno lavoro alla gente, il nostro Stato ha potuto organizzare un evento come quello dell’ Expo 2015 di Milano che ha costituito uno stimolo tale per la città ospitante che oggi, per la prima volte nella storia della nazione, consente all’Italia di avere una metropoli internazionale spendibile, credibile, rispettabile.
Non era mai successo prima e tutto ciò è accaduto grazie a questo grande evento mondiale. Il ritorno economico negli anni successivi ne siamo assolutamente certi sarà straordinario. Con l’ Expo2015 Milano è una città, per la prima volta da quando è stata fondata che dopo quel passaggio non ha paura di nulla, per la prima volta nella sua storia non si pone limiti, e si propone come una delle capitali d’Europa in maniera seria .
Quanto vale tutto questo? Che ce lo spiegassero gli opinionisti da tastiera. E’ qui di a dir poco pietoso, vergognoso, patetico vedere, che di fronte a tutto questo cambiamento,  certa gente vada a controllare il conto economico della manifestazione quasi con la bava alla bocca eccitato dall’idea di poter trovare qualche voce in “rosso”. Ma come si può analizzare il bilancio di un evento mondiale che avrà riflessi positivi per i prossimi vent’anni ed anche per cinquanta?
CdG milano centro expo 2015
Con l’ Expo 2015 a Milano si è ottenuto il risultato cioè quello di riuscire a cambiare la testa dei milanesi; modificare il modo con cui centinaia di migliaia di persone guardavano in precedenza alla vita, agli affari, alla vita sociale. Questo è il vero presupposto a qualsiasi successivo sviluppo sociale ! È costato alcuni milioni di euro di perdite ? E quanto sarebbe costato farlo in un’altra maniera? E quanto sarebbe stato invece il costo di non farlo?  Nel maggio del 2015, a margine dell’apertura dell’ Expo milanese , un gruppo appartenente al racket dei centri sociali e dei soliti movimenti antagonisti manifestò a Milano devastando la città.
Il giorno dopo capeggiati dal Sindaco Giuliano Pisapia migliaia di milanesi scesero in strada  e pulirono tutto con le loro mani dando una lezione incredibile all’Italia e al mondo. 10 o 15 anni prima tutto questo sarebbe stato impensabile. Quante decine di miliardi vale sviluppare l’orgoglio dell’appartenenza ad una comunità?  Ecco perchè il M5S in Lombardia non fa presa nell’elettorato, e viene snobbato-ignorato dalla gente che produce e che lavora onestamente e seriamente.
CdG giubileo roma

Fate attenzione: è successo anche a Roma, per il Giubileo del 2000. O qualcuno vuole criticare quel grande evento anche? La città – anche se il disastro attuale ce lo ha fatto dimenticare – ha avuto una crescita clamorosa sotto ogni punto di vista e ha vissuto il suo miglior decennio dal punto di vista del turismo, della qualità della vita, dell’accoglienza, dell’offerta culturale, della progettualità nella decade 1998-2008: dopodiché sono arrivati Alemanno , la sua banda di “affaristi” e “tangentisti”, alcuni dei quali guarda caso ancora oggi è presente  nel Comune di Roma,  riciclatosi nel “cerchio” del sindaco Virginia Raggi. Ma come si può calcolare il valore economico-sociale di  10 anni di benessere civico contrapposti a quelli pressochè certi di 10 anni di depressione, declino, tristezza, povertà e recriminazioni?Non credete a chi vuole mettere a bilancio la felicità, la gioia, la prospettiva di migliorare, l’ambizione, la progettualità, la voglia di fare, il rispetto del prossimo, il senso dell’accoglienza, il piacere della crescita e dello sviluppo. Non riusciranno mai a conteggiarle e dunque – come stanno facendo in questi giorni – questa gente le conteggeranno in bilancio con una cifra equivalente allo “zero“. Vengono considerate”zero” a Torino,”zero” a Milano, sono state considerate”zero” a Roma, altrimenti non si sarebbe potuto dire di no alla candidatura Olimpica.

Parlare con amici , con  professionisti ed imprenditori di Milano o di Torino che quindici anni fa ti dicevano “come è triste la mia città” o oggi ti dice “guarda quanto è bella la mia città” non può essere conteggiato nei bilanci dei grandi eventi, ma anche i grandi eventi attivano processi virtuosi di questo tipo che trasformano in meglio il volto alle città ed aprono la testa e la mente ai cittadini che le abitano. È l’esatto motivo, come diceva il compianto ministro Padoa Schioppa, per cui esiste una cosa bellissima che si chiama “pagare le tasse”. Ovvero rinunziare a qualcosa di proprio per contribuire alla vita della collettività. Privarsi di qualcosa oggi, affinché tutti un domani possano beneficiarne .

Ignorare questo ragionamento come fanno i “grillini”  è a dire poco semplicemente vergognoso e non ha nulla a che vedere con i principi ed i valori della civiltà occidentale evoluta. La ricorrente obiezione dei grillini che avete letto sui giornali, secondo cui “ma tante altre città rinunciano” è confutabile con poche semplici parole: chi rinuncia è perché non ne ha bisogno! Chi rinuncia è perché valuta di non aver necessità in quel preciso momento storico di questo stimolo. Non ne hanno bisogno Amburgo, non ne ha bisogno Stoccolma, ne può tranquillamente fare a meno Boston. Mentre invece ne ha bisogno Los Angeles, ne ha bisogno Londra, ne ha bisogno Parigi. Ne ha bisogno sopratutto Roma, cioè l’ Italia.
Torino nel 2006 ne aveva estremo bisogno e lo stimolo è stato dato: tutti in Italia abbiamo fatto un sacrificio ma oggi è il capoluogo piemontese una città credibile che ancora trae immensi benefici da quel sacrificio collettivo. Milano nel 2015 ne aveva estremo bisogno e lo stimolo è stato dato: tutti in Italia abbiamo fatto un sacrificio ma oggi abbiamo una città leader nell’occidente che, se saprà giocarsi la partita al meglio in questi anni, potrà dare soddisfazioni al nostro Paese per decenni e decenni uscendo da una crisi d’identità decennale e trascinando con se la parte attiva e produttiva del Paese .
Roma ha bisogno di uno stimolo ancor più di quanto ne avessero bisogno Milano e Torino messe assieme, ma qualche incosciente, qualche frustrato, qualche incompetente ha  deciso di tenerla relegata nella depressione, nella tristezza, nella umiliazione civica, nella povertà, nella bruttezza e nel declino. Privandola di qualsivoglia spinta e slancio civico, morale, economico, sociale. Tutto questo a consuntivo avrà un costo reale che purtroppo oggi è difficilmente misurabile, è molto di più elevato dell’eventuale mero ammanco finanziario non di una,  ma di dieci Olimpiadi.  Pensateci.
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