Le “Missioni segrete” del comandante “Alfa” uno dei fondatori del Gis dei Carabinieri

Le “Missioni segrete” del comandante “Alfa” uno dei fondatori del Gis dei Carabinieri

Il Comandante Alfa si è augurato che i giovani in particolare al Sud possano resistere alle tentazioni di soldi facili e potere della criminalità organizzata: ““Spero che i giovani possano avvicinarsi alle forze armate dopo aver letto questo libro”.

ROMA – “Il nostro più grande risultato è risolvere situazioni difficili senza dover sparare un colpo. Non sempre è possibile, come ad esempio in occasione della liberazione di Cesare Casella, tenuto in ostaggio dall’Anonima sequestri calabrese dall’88 al 90. Operazioni simili fanno capire come non sia facile vivere una vita come membro del GIS. Dai 20 ai 40 anni, per chi ce la fa, si tratta di rinunciare del tutto alla vita privata, alla prospettiva di costruirsi una famiglia o di veder crescere i propri figli”. ha raccontato il Comandante “Alfa”, uno dei 5 soci fondatori del GIS il  Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri, il, incontrando gli studenti della Università Lum Jean Monnet, a Casamassima (Bari) dove ha presentato il suo ultimo libro dal titolo “Missioni segrete” che, come riporta il sottotitolo, è dedicato alle “operazioni militari che gli italiani non conoscono“.

“Vengo dal Sud, ancora più sud di qui – ha raccontato parlando del suo paese natale. Castelvetrano, nel trapanese, è la città famosa per il super latitante Matteo Messina Denaro. Ma è anche il luogo che ha dato i natali al Comandante. “Giocavo con i figli dei boss, gli invidiavo, avevano tutto. Ma vedendo ora quegli uomini ringrazio la mia vita. Durante l’infanzia, per una prova di coraggio che avevo superato rispetto ai figli dei boss, quest’ultimi malmenarono il cane che mio nonno mi aveva regalato” – spiega così come è nata la passione per la giustizia. Ha evitato la violenza e ha atteso la sua vendetta. Si è arruolato nell’Arma appena terminate le scuole, ha arrestato quei boss che adesso vivono la prigionia.

 

Il GIS è corpo speciale dell’Arma dei Carabinieri per missioni ad alto rischio, contro il terrorismo, liberazioni ostaggi, cattura dei più pericolosi criminali, in azioni in Italia e all’estero. Il reclutamento avviene solo tramite il reparto paracadutisti e acrobatico dell’Arma stessa. Nata come unità di supporto alle teste di cuoio, oggi il GIS è l’unità specializzata in missioni ad alto rischio .

L’ identità del Comandante Alfa da poco andato in pensione con il grado di luogotenente dopo ben 26 anni di onorato servizio da comandante del gruppo ,  viene mantenuta segreta, anche se lui stesso ha deciso di raccontare la sua “vita nell’ombra”  Attualmente  il Comandante Alfa,   è vice presidente di“ Bsqs21 Onlus-Società Coop. Sociale” e “Brianza sicura qs21” due realtà costituite con il fine  di supportare i soggetti in situazione di svantaggio, promuovendo la cultura della legalità.  Entrambe le iniziative sono state intitolate alla qs21, la scorta di Paolo Borsellino. Alcune delle iniziative realizzate grazie alle associazioni vi sono la realizzazione della piccola palestra “Peppino Impastato” e la “Casa della Musica”, entrambe ubicate a Lurago d’Erba (Como).

Il nome mi è stato dato dai miei allievi durante alcune missioni – ci ha raccontato il Comandante – “ poiché ero sempre il primo ad avanzare. Era, ed è, un modo anche per infondere coraggio nei miei colleghi. Un modo per dirgli: vi proteggo io.”

 

Oggi il GIS vanta circa 300 unità e tutti si sentono appartenenti ad una grande famiglia. È un messaggio che il Comandante ci ha tenuto a sottolineare. Il GIS lavora insieme, si supporta insieme, si regge sull’unità del gruppo. Non esistono solitari o singoli: le peculiarità e le specialità di ognuno rafforzano l’intero gruppo.

Il vero battesimo di fuoco per i GIS è stato in Puglia. A Trani la prima missione difficile” – ricorda ancora il Comandante sulla rivolta nel carcere pugliese – “vi erano 15 ostaggi e siamo riusciti a recuperarli tutti senza ferire nessuno.” È la vera sorpresa di questo corpo speciale: non usano la forza se non è necessario, non sparano per il solo gusto di aprire il fuoco. “Siamo Carabinieri” precisa con vigore. “Sparare poco e risolvere la situazione” è l’obiettivo del GIS. “In occasione della missione di Trani abbiamo acquisito la consapevolezza e maturità dei nostri mezzi e quale realmente fosse il significato di  GIS. Aiutare gli altri”  ha spiega con orgoglio il Comandante.

I GIS dei Carabinieri

Il Comandante Alfa contribuisce alla realizzazione di tali iniziative raccogliendo fondi attraverso la partecipazione a convegni in tutta Italia e la pubblicazione di libri in cui racconta la sua eccezionale esperienza di uomo e di militare. Dopo il successo del primo titolo “Cuore di rondine,”, grande risonanza ha anche ottenuto il suo secondo libro  “Io vivo nell’ombra”, i cui proventi sono stati devoluti in favore dell’Ospedale di Castelvetrano (Trapani), consentendo di acquistare attrezzature sanitarie e defibrillatori.

“Spero che i giovani possano avvicinarsi alle forze armate dopo aver letto questo libro”. che ha raccontato qualche aneddoto sulla sua lunga carriera passate nelle “Teste di cuoio” dell’ Arma dei Carabinieri , in particolare su alcune operazioni effettuate  nella città di Bari. “Erano gli anni ’90 – racconta il Comandante Alfaquando facemmo un’irruzione nella città vecchia per fermare ed arrestare alcuni spacciatori di droga. Quello era un periodo particolare e questi soggetti non tagliavano bene la sostanza stupefacente, tanto da mandare in overdose alcuni ‘fruitori’. Ci chiamarono e mi rimase impressa la resistenza di una donna che si attaccò ai mobili pur di non essere portata fuori. Ma la cosa più assurda è che quando portammo via anche il figlio, lo stesso ci chiese se fossimo davvero noi le Teste di cuoio. Insomma, gli facemmo un autografo su richiesta”.

 

Il Comandante Alfa si è augurato che i giovani in particolare al Sud possano resistere alle tentazioni di soldi facili e potere della criminalità organizzata, parlando anche un altro rischio di strettissima attualità è quello del terrorismo islamico. “È diverso da quello che abbiamo vissuto in Italia.  Non è negoziabile ma spero che il prossimo Governo attui almeno un terzo di quello che è stato promesso in tema di sicurezza. Ma costa – conclude il fondatore del Gis e non bisogna di certo tagliare le forze dell’ordine”. “Alfa” Ha alle spalle un impressionante curriculum militare e ha ricevuto elogi per varie missioni, tra cui: Kabul (Afghanistan); Missione Antica Babilonia Nassiriya (Iraq); Missione NTM – I Baghdad (Iraq). Il suo impegno è stato premiato con diversi riconoscimenti istituzionale, tra cui la Croce d’oro al merito dell’Arma dei Carabinieri e i titoli di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana

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