La Procura di Taranto chiede il processo per Salvatore Micelli, noto faccendiere pluriprotestato

La Procura di Taranto chiede il processo per Salvatore Micelli, noto faccendiere pluriprotestato

Micelli, secondo le accuse della Procura alla luce delle indagini eseguite dalla Polizia Giudiziaria, si è sostituito illegittimamente ad una persona facendolo “falsamente figurare quale suo creditore, formando in suo nome e per suo conto una falsa dichiarazione di avvenuto pagamento di precedenti obbligazioni pecuniarie con relativa apposizione di firma apocrifa, nonché presentandosi come Scarano Claudio presso gli uffici del Comune di Taranto, al fine di “ottenere la cancellazione del proprio nome dal registro informatico dei protesti “.

Salvatore Micelli

ROMA – Ancora una volta il CORRIERE DEL GIORNO aveva raccontato la verità quando iniziammo ad occuparci del noto faccendiere-truffatore Salvatore Micelli, per il quale è stato richiesto il rinvio a giudizio dalla Procura di Taranto a seguito delle indagini disposte dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone per “sostituzione di persona“, “falsità ideologica in atto pubblico“, “calunnia“.

Micelli, secondo le accuse della Procura alla luce delle indagini eseguite dalla Polizia Giudiziaria, si è sostituito illegittimamente ad una persona facendolo “falsamente figurare quale suo creditore, formando in suo nome e per suo conto una falsa dichiarazione di avvenuto pagamento di precedenti obbligazioni pecuniarie con relativa apposizione di firma apocrifa, nonché presentandosi come Scarano Claudio presso gli uffici del Comune di Taranto, al fine di “ottenere la cancellazione del proprio nome dal registro informatico dei protesti “.

Rinvio a giudizio MICELLI_TER

E non solo. Infatti il Micelli si era presentato come Scarano Claudio presso gli uffici del Comune di Taranto, munito di un copia fotostatica della carta di identità dello Scarano, inducendo in errore  una dipendente dell’ufficio anagrafe comunale, la quale autenticava la firma apposta sulla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con la quale (il finto) Scarano dichiarava di aver ricevuto dal Micelli il pagamento di svariate somme promesse con assegni bancali e cambiali protestate. Non contento… il Micelli  in data 18 maggio 2016 si presentava presso la Stazione dei Carabinieri di Taranto Centro dichiarando falsamente a verbale di aver smarrito 7 assegni bancari e una cambiale aventi come unico beneficiario lo Scarano, così accusando ingiustamente gli effettivi detentori dei suddetti titoli di credito del delitto di ricettazione.

 

Il vero fine di Salvatore Micelli era quello di presentare presso la sezione Volontaria Giurisdizione presso il Tribunale di Taranto un’ istanza finalizzata alla riabilitazione e alla cancellazione del proprio nome dal registro informatico dei protesti corredandola della dichiarazione falsa a firma dello Scarano e della strumentale falsa denuncia resa dinnanzi ai Carabinieri, formati illegalmente per indurre in errore il Tribunale di Taranto, che in virtù della documentazione presentata dal Micelli, attestante falsamente l’avvenuto adempimento delle obbligazioni relative ai titoli di credito protestati, con decreto dichiarava la sussistenza delle condizioni previste dalla legge e concedeva la riabilitazione del faccendiere-truffatore protestato. L’udienza a carico di Salvatore Micelli richiesta dal pm Carbone si terrà il prossimo 14 settembre 2018 dinnanzi al Gip dr. Benedetto Ruberto del Tribunale di Taranto.

 

Micelli peraltro dovrà comparire giovedì 21 giugno come richiesto dalla pm  dr.ssa Antonella De Luca dinnanzi ad altro Gip del Tribunale di Taranto per rispondere dei reati di stalking, diffamazione e minacce commessi nei confronti del nostro direttore Antonello de Gennaro che ha depositato regolare querela all’ Autorità Giudiziaria. Questa è la prima delle udienze dinnanzi al giudice per le indagini preliminari per Salvatore Micelli, infatti anche la pm dr.ssa Daniela Putignano. lo scorso 14 maggio 2018 ha chiesto un successivo nuovo rinvio a giudizio nei confronti del Micelli, la cui udienza è stata fissata dinnanzi al giudice per le indagini preliminari dr. Carriere per il prossimo 10 dicembre 2018.

 

Peraltro Micelli essendo di fatto protestato, con una riabilitazione falsa, come accertato dalla Procura di Taranto, non potrebbe firmare alcun assegno nella qualità di legale rappresentante legale della Cooperativa Indaco. Infatti un soggetto come Micelli nella fattispecie che subisce il protesto di un assegno, o di una cambiale, va incontro anche alla revoca di sistema. Gli iscritti al Registro dei protestati e cattivi pagatori non possono quindi emettere cambiali né firmare assegni, sino a quando sussiste il protesto.

il faccendiere pluriprotestato Salvatore Micelli

In questa vicenda giudiziaria c’è da augurarsi che il Comune di Taranto e la Camera di Commercio di Taranto si costituiscano parte civile come loro diritto-dovere per tutelare sopratutto l’operato della pubblica amministrazione e di quei poveri dipendenti che sono stati indotti senza saperlo al compimento delle azioni illegittime e quindi illegali del Micelli.

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