La Guardia di Finanza sequestra beni e disponibilità finanziarie per oltre 7milioni e mezzo di euro

La Guardia di Finanza sequestra beni e disponibilità finanziarie per oltre 7milioni e mezzo di euro

L’attività s’inquadra nel più ampio contesto di contrasto all’illecito fenomeno delle frodi fiscali ed in particolare di quegli operatori che con la loro condotta illecita e ingannevole non soltanto frodano il Fisco, ma alimentano la concorrenza sleale a danno di chi opera quotidianamente e con grande difficoltà nel rispetto delle norme fiscali e contributive.

TARANTO – Finanzieri della Compagnia di Martina Franca guidata dal capitano Federica Iervoglini, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un totale di 7 milioni e 670 mila euro, nei confronti di Luca Ricci nato a Massafra nel 1980 residente a Monteiasi, titolare della ditta individuale L.G. Distribuzione , Oronzo Antonio Maria Amato classe 1958  residente a Molfetta (BA) rappresentante legale della società INGROSS LEVANTE s.p.a. a Molfetta (BA) , Michele Piccolo classe 1948  nato e residente in S. Anastasia (NA)  rappresentante legale della società SI.D.I Piccolo –Sistema Distributivo Innovativo s.r.l., aziende operanti nel settore della distribuzione nelle province di Taranto, Bari e Napoli .

L’operazione ha origine da una verifica fiscale alla ditta L.G. Distribuzione, che dichiarava di occuparsi di liquidi e saponi,  risultante priva di alcuna sede operativa, ma che dalle fatturazioni invece trattava bibite e bevande. A seguito dell’accesso delle Fiamme Gialle, presso l’ abitazione del titolare Luca Ricci a Monteiasi (Taranto)  i finanzieri non reperivano alcuna documentazione contabile e fiscale della ditta individuale, ma trovavano invece documentazioni palesamente false di una ditta LG Global D.O.O. con sede legale a Capodistria in Slovenia, riconducibile al Ricci, che in realtà veniva usata per fatturazioni false alla ditta italiana, ma anche alle altre società indagate per fatturazioni soggettivamente inesistenti. Fra le documentazioni scovate dai finanzieri persino delle fatture intestate a società riportanti la partita iva di altre società, e quindi palesamente false.

 

La società INGROSS LEVANTE s.p.a era gia stata coinvolta nel maxi processo dinanzi ai giudici di Trani su un inchiesta sui reati fiscali legati alla gestione della società  più nota come Migro Cash & Carry.  che utilizzando fatture inesistenti e a società fantasma con tanto di partita Iva, costituite in diversi paesi dell’Unione europea da prestanome e pregiudicati, riuscendo a evitare il pagamento dell’Iva e a piazzare in nero la merce, poi rivenduta a prezzi più bassi in molti supermercati della Puglia e della Campania per un valore superiore a 230 milioni di euro.  Quella della Ingross Levante è la storia della Famiglia Amato. Da un piccolo Emporio a conduzione familiare, sorto a Molfetta nel 1938, al primo Cash & Carry Amato aperto a Terlizzi nel 1985, fino a una rete che oggi conta 17 punti vendita e 3 piattaforme CediCash.

 

Il provvedimento, emesso dal G.I.P.  dott.ssa Rita Romano del Tribunale di Taranto,  consegue ad una attività ispettiva della Compagnia di Martina Franca della Guardia di Finanza , originariamente avviata nei confronti di un’azienda di Massafra e successivamente estesa alle altre due aziende, all’esito della quale è stata accertata una frode fiscale di oltre 13 milioni di euro, nonché la constatazione di ricavi sottratti a tassazione per 15 milioni di euro ed un’I.V.A. evasa per 3 milioni e 260 mila euro. Il sequestro è stato così suddiviso: 5.500.000 a carico della L.G. Distribuzione di Luca Ricci, 1.937.000 nei confronti della INGROSS LEVANTE s.p.a. e 67.400 euro alla SI.D.I L’ammontare complessivo del sequestro odierno è pari al totale delle imposte evase in materia di imposte dirette ed I.V.A.

L’attività s’inquadra nel più ampio contesto di contrasto all’illecito fenomeno delle frodi fiscali ed in particolare di quegli operatori che con la loro condotta illecita e ingannevole non soltanto frodano il Fisco, ma alimentano la concorrenza sleale a danno di chi opera quotidianamente e con grande difficoltà nel rispetto delle norme fiscali e contributive.

 

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