La grande “bufala sui Pooh”: smentito un articolo del quotidiano La Repubblica da Taranto

La grande “bufala sui Pooh”: smentito un articolo del quotidiano La Repubblica da Taranto

Contrariamente a quanto pubblicato dal quotidiano LA REPUBBLICA in una corrispondenza da Taranto


ROMA- Ancora una volta il giornalismo “tarantino”
varca il ponte girevole per fare solo figuracce pubblicando bufale su bufale, per qualche decina di euro in più (il compenso dell’ articolo) ed in questo caso, ancor più grave, sull’edizione pugliese del quotidiano La Repubblica, in una corrispondenza da Taranto. Ma quanto ancor più grave, e che dovrebbe richiedere l’intervento del consiglio di disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia, è quanto riportato nella corrispondenza-bufala da Taranto :

Ragazzi, stiamo dismettendo il nostro magazzino di Milano e vorremmo che prendeste voi la nostra roba “. La telefonata raccontata da Repubblica sarebbe stata fatta da Red Canzian e Roby Facchinetti dei Pooh con il sapore del passaggio di testimone. Leggendo quanto scrive il poco attendibile giornalista “dall’altro capo del telefono, in Puglia, ci sono Pier e Claudio Giuffrida, fondatori dell’unica tribute band autorizzata: i Palasport. “Non ce lo siamo fatti ripetere due volte e in un sol colpo abbiamo portato via due camion di palchi, scenografie, costumi e perfino strumenti musicali“.

Ma il bello viene dopo quando la Repubblica “virgoletta” delle dichiarazioni smentite ieri da POOH: “Un vero e proprio museo della band più longeva d’Italia ora è custodito con amore in un magazzino di Statte, in provincia di Taranto. “Facchinetti ha detto che è in buone mani, mentre Dodi Battaglia ci ha scritto che è felice perché tratteremo quel materiale con cura e rispetto” lasciando intendere di aver ricevuto in regalo dal gruppo musicale le loro attrezzature”

Ma all’improvviso ieri si è rivelata una “pasquetta” amara per il giornalista tarantino, che è stato smentito ufficialmente e pubblicamente proprio da  Dodi Battaglia dei Pooh il quale ha scritto sulla sua pagina Facebook : “Ciao a tutti”  inizia così il post  “è stato pubblicato un articolo nel quale viene affermato che i Pooh avrebbero regalato parte del loro materiale storico ad una tribute band. Già da tempo i miei colleghi ed io avevamo annunciato che avremmo venduto attrezzature ed arredi scenici non più di nostro interesse. In virtù di questo proponimento diverse band hanno ACQUISTATO parte del materiale. Stessa cosa è avvenuta la scorsa settimana: non è stato donato nulla, non sono stati operati favoritismi“. Con questo chiarimento mi auguro che si dissipino eventuali equivoci e timori infondati sulla dispersione della memoria storica dei Pooh. Dodi

A scanso di equivoci abbiamo verificato anche sulle pagine Facebook  di Red Canzian e Roby Facchinetti, sulle quali della millantata “donazione” in realtà non compare nulla. Abbiamo quindi fatto contattare Red Canzian il quale ci ha ulteriormente smentito quanto apparso su LA REPUBBLICA.

Basta leggere i commenti dei lettori e fans dello storico gruppo musicale italiano, per verificare la pessima figura fatta dal giornalista tarantina che riceve smentite su smentite.

Scrive Manu Bosi su Facebook: ” Eh, sì, ma in questo caso c’era una notizia su Repubblica, mica su un giornaletto scandalistico qualunque.  Per loro, tutto sommato, forse è meglio spendere due parole.  Ma se becco CHI ha scritto che il materiale è stato “donato“…”Bravo Dodi!” scrive Silvana Adami  “Hai fatto benissimo a chiarire. Quando l’ ho letto non ci credevo, si sa come sono certi giornalisti.”

Rincara la dose di critiche Mara Marcon “Come al solito c’e gente che apre la bocca o in questo caso clicca sul computer solo perché non ha niente di meglio da fare ……grande Dody che ci metti a conoscenza di queste notizie fasulle……I mitici sono sempre Mitici

Ma cosa aspettarsi da uno come Ricapito che fa l’addetto stampa all’ Ordine degli Avvocati di Taranto e  contestualmente scrive di cronaca giudiziaria in un conflitto d’interessi enorme quanto il Palazzo di Giustizia ?  Poverino… e pensare che voleva diventare direttore responsabile del magazine “Ribalta di Puglia” nonostante non fosse più pubblicato da anni.

Ma anche in questo caso Vittorio Ricapito è rimasto ribaltato…

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