La Curia di Taranto vuole occuparsi di ambiente ed economia… Ma alle “anime” chi ci pensa ?

La Curia di Taranto vuole occuparsi di ambiente ed economia… Ma alle “anime” chi ci pensa ?

Schermata 2016-01-25 alle 21.53.36di Antonello de Gennaro

Accogliendo l’invito di un amica, ieri sera abbiamo partecipato ad una conferenza dal tema “equivoco”: Laudato Si e Taranto organizzata dall’ associazione di volontariato e solidarietà “Madonna delle Grazie” presente sul territorio jonico da quindici anni, presieduta attualmente da Mary Luppino un’ambientalista in passato molto vicina al gruppo che faceva riferimento all’ex-consigliere comunale Angelo Bonelli, il quale proprio oggi ha rassegnato le sue dimissioni dal Consiglio Comunale di Taranto, e che negli ultimi tempi si è avvicinata al centrosinistra.

Con nostro stupore abbiamo assistito ad una conferenza più “politica” che cattolica di don Antonio Panico,  vicario episcopale dell’ Arcidiocesi di Tarantoper i problemi sociali e la custodia del Creato“, svoltasi per pochi intimi (meno di 50 le persone presenti) seppure per i partecipanti fosse previsto un attestato valido ai fini dell’attribuzione di un credito formativo. don Panico, stretto collaboratore del vescovo di Taranto mons. Filippo Santoro, ha espresso una serie di giudizi sulla politica del Governo Renzi sull’ ILVA, sul lavoro ed ambiente, che in definitiva con il “Creato” aveva ben poco a che fare !

Ma non ci siamo meravigliati di tutto ciò , essendo a conoscenza delle riunioni con la politica organizzate dalla Diocesi con la politica e l’imprenditoria locale, che starebbe per sconfinare nell’organizzazione di una Fondazione ed una lista civica da presentare alle prossime elezioni amministrative per il Comune di Taranto. La settimana scorsa don Panico infatti non a caso aveva invitato ad un incontro “privato” i parlamentari eletti nel collegio di Taranto e provincia.

Sullo sfondo del palco  della Sala Agorà della Cittadella delle Imprese alla Camera di Commercio di Taranto, durante la conferenza scorrevano immagini, con messaggi di stampo più economico-sociale-politico che cattolico ! Chiaramente non è stato possibile fare alcuna domanda, altrimenti davanti agli inviti a non sprecare energia, soldi, confort della vita, avremmo voluto fare alcune domande a don Panico, il quale probabilmente credeva di parlare ad una platea di chierichetti !

Avremmo ricordato ben volentieri le dichiarazioni del  cardinale Geoge Pell, scelto da Papa Francesco come superministro dell’Economia del Vaticano: “Mi piace il capitalismo e il libero mercato. Amo citare la Thatcher, che spiegava che senza soldi il buon samaritano non avrebbe mai potuto aiutare il povero“.

A parte che plaudire al capitalismo iperliberista e muscolare della Thatcher è scelta assai poco misericordiosa (forse sarebbe meglio che la Chiesa prendesse ad esempio dei modelli economici che tentano di combattere le diseguaglianze) il cardinale ama viaggiare in business e che dà al suo segretario personale 15 mila euro nette al mese dimentica che proprio il Vaticano non usa le sue enormi ricchezze per aiutare i più bisognosi. Ma li tiene in saccoccia, al massimo li spende per le necessità dei dicasteri. Il buon samaritano, vedesse oggi i conti della Santa Sede, si metterebbe le mani tra i capelli.

don Marco Gerardo

nella foto don Marco Gerardo

Per tornare alla diocesi tarantina, va ricordato che il vescovo mons. Filippo Santoro e don AntonioPanico , continuano a mantenere al loro posto don Marco Gerardo, parroco della Chiesa del Carmine, condannato in primo grado dal Tribunale di Taranto all’interno del processo “Ambiente Svenduto”

don Panico invece di ripetere frasi tipo “ve lo assicuro io”…”ho parlato con tanta gente“….avrebbe dovuto esprimersi sugli articoli dell’Osservatore Romano, unico giornale del Vaticano, che ha attaccato duramente la Rai sostenendo che la bestemmia scritta in un sms in sovraimpressione, inviata da un cretino di Massafra (Taranto)  altro non sarebbe che un tentativo di “rincorrere lo share“.

Invece di occuparsi dell’errore umano di un poveraccio che doveva controllare migliaia di sms e che è stato pure sospeso dal lavoro, riteniamo che l’Osservatore Romano si dovrebbe occupare delle malefatte dei vari Cardinal Bertone ed i tanti “mercanti “del tempio che vivono a due metri dalla sede del giornale vaticano. Anche perchè così facendo la Chiesa rischia di cadere davvero nel ridicolo annientando l’opera eccezionale di Papa Francesco Bergoglio.

nella foto Emiliano Fittipaldi

nella foto il giornalista Emiliano Fittipaldi

Come non dare ragione all’amico e collega Emiliano Fittipaldi, (a destra nella foto) quando ricorda che Il Vaticano dice che il processo contro i giornalisti “non è contro la libertà di stampa“, ma che in realtà serve a capire se il nostro collega ha ottenuto in modo “illecito” i documenti segreti pubblicati nel suo libro-best seller “Avarizia”  sugli scandali in Vaticano . Affermazioni queste poco condivisibili anche perchè sappiamo bene che Fittipaldi ha rispettato ogni regola giuridica e deontologica.

Fittipaldi giustamente si “sorprende però che tanta fermezza sia usata dalla Santa Sede solo contro i giornalisti che fanno il loro lavoro, e non contro i cardinali che rubano e malversano i denari delle elemosine scoperti dagli stessi giornalisti“. Mistero della fede.

Ma torniamo a don Panico che sostiene che a Taranto sia possibile un’altra impresa, economia al posto dell’ ILVA, azienda questa che quando era privata e sotto il controllo della famiglia Riva ha dispensato contributi su contributi alla Diocesi tarantina che era ben silente sulle problematiche ambientali. Sarebbe interessante chiedere alla Diocesi di Taranto, con che soldi vorrebbero assicurare il lavoro ai 14.100 dipendenti (e famiglie) del colosso siderurgico tarantino. E con che soldi andrebbero fatti degli investimenti per creare un economia alternativa a quella industriale.

don Panico dimentica che non è caritevole  e di buon esempio vivere come il cardinale Re e cioè in un appartamento da 400 metri quadri con terrazzo panoramico,  e che il cardinale capo (George Pell ) di un dicastero che in sei mesi ha speso 500 mila euro tra stipendi al suo segretario, voli in business classe, mobili di lusso e vestiti su misura. Ascoltare il collaboratore di Mons. Santoro parlare di  risparmiare energia per il riscaldamento, carburante per le macchine ecc.  ha riportato alla nostra memoria quanto scritto da Fittipaldi sul giubileo della misericordia, festeggiato come una festa ambientalista, voluta da un Papa che lotta contro le multinazionali.

Peccato che il Vaticano – attraverso conti segreti dell’ospedale Bambin Gesù che valgono quasi mezzo miliardo di euro – abbia investito in borsa comprando proprio azioni di società come la Esso e la Dow Chemical. Multinazionali finite in inchieste internazionali per aver causato enormi catastrofi ambientali. Lo scrive Emiliano Fittipaldi nel suo libro “Avarizia“. Credo che sia il caso di ricordarlo a chi oggi parla di ambiente a Taranto. O il Papa s’è espresso male nella sua enciclica, o c’è qualcosa che alla Diocesi di Taranto sfugge…

E’ molto facile parlare, criticare, pontificare, quando il portafoglio è quello degli altri. Anche perchè quando si tratta del proprio portafoglio, la Diocesi di Taranto  ha dimostrato di non avere alcuna capacità gestionale come avvenuto nella gestione deficitaria (fallimentare) della struttura ospedaliera della Cittadella della Carità.

nella foto Scattaglia

nella foto Scattaglia

Un anno fa, esattamente il 18 gennaio 2015 questo giornale, riportava le dichiarazioni della Diocesi, che è bene rileggere nuovamente oggi. “Il dott. Fabrizio Scattaglia ha accettato l’incarico di Direttore Generale della Cittadella: le sue capacità manageriali riconosciute e la sua alta professionalità sono garanzia per un cammino di rinascita. Le prime risposte che in queste ore stiamo cogliendo sono di grande apprezzamento, sia all’interno del presbiterio diocesano, delle comunità parrocchiali, come anche della città e della gente della terra ionica”.

Fu solo il Corriere del Giorno a contestare la nomina.  Mons. Santoro ed i suoi collaboratori  ben sapevano grazie al nostro articolo che in realtà con la nomina dell’ “integerrimo dirigente sanitario” in questione, in realtà stavano  violando delle leggi vigenti. Infatti, la Legge 190 del 6 nov. 2012 (sullaprevenzione e repressione della corruzione) Art. 1, comma 42, lettera L, indica che all’ articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:  l) dopo il comma 16-bis e’ aggiunto il seguente: «16-ter. I dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attivita’ lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attivita’ della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto dal presente comma sono nulli ed e’ fatto divieto ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti». Quindi di fatto la nomina di  Scattaglia era fuori legge. Oltre ad essere inopportuna ed incoerente.

CdG-cittadella-carita-420x226Nessuno della Diocesi di Taranto, che tanto si impegna negli ultimi tempi… nel voler dare lezioni di etica d’impresa e legalità alla politica locale ed ai tarantini, ha mai speso una sola parola, su quanto accaduto a novembre 2015 che coinvolgeva proprio la struttura ospedaliera della Cittadella della Carità.

Gli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto comandato dal T.Col. Renato Turco, ed il gruppo guidato dal T.Col. Dario Marano,  su delega  del pm Maurizio Carbone, sono giunti a delle conclusioni che hanno indotto la Procura ad ipotizzare il reato di “concorso in abuso d’ufficio” proprio  l’ex direttore generale Fabrizio Scattaglia (che il Vescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro voleva porre alla guida della struttura ospedaliera della Cittadella della Carità leggi QUI ).

Il Vaticano ha mandato a processo Fittipaldi per aver scritto “Avarizia“. Cioè aver denunciato ruberie, sprechi milionari e ricchezze della curia. “Avarizia” è considerato dalla Santa Sede un reato “contro la Patria”. Non è un processo contro di Fittipaldi, il Vaticano sta processando la liberta’ di stampa! Noi non abbiamo dimenticato.

Ecco perchè non resteremo fermi e silenti  mentre la gente di Comunione e Liberazione ed esponenti della Massoneria cercano di mettere le mani sulla città di Taranto. Noi vigileremo e non lo permetteremo. Statene pur certi.

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