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7 Febbraio 2026 08:09

L’ Ussi, Unione stampa sportiva italiana condanna il comportamento degli editori della Gazzetta del Mezzogiorno

Il Consiglio nazionale Ussi, nel sottolineare la piena solidarietà ai colleghi e alle colleghe della ‘Gazzetta del Mezzogiorno’, evidenzia, altresì, il fatto che Edime ha beneficiato di un finanziamento pubblico di un milione e 800 mila euro a partire dal 2024, somma auspicabilmente da destinare a chi, ogni giorno, garantisce l’uscita del giornale. Così non è accaduto e non rappresenta un corretto atteggiamento da parte dell’editore

In cassa integrazione a zero ore dall’8 gennaio: 24 giornalisti e giornaliste delle redazioni decentrate di Lecce, Taranto, Foggia, Bat e Potenza della ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ vivono da oltre quattro mesi una situazione occupazionale pesante e senza prospettive. I colleghi e le colleghe, tutti con contratto a tempo indeterminato, sono stati assunti dalla Edime srl, proprietaria della testata, a gennaio 2022 e dopo meno di due anni di fatto ‘espulsi’ e umiliati dalla proposta di trasformare la loro posizione contrattuale in co.co.co.

Il Consiglio Nazionale dell’Ussi, riunito oggi a Roma, presenti anche i presidenti dei gruppi regionali, con la partecipazione del presidente della Fnsi Vittorio Di Trapani, condanna il comportamento di un editore interessato solo al taglio del costo del lavoro, scaricato sulla pelle dei giornalisti, togliendo loro tutte le tutele. I territori hanno bisogno di narratori qualificati, che non possono essere demansionati, imponendo loro gli stessi carichi.

gli ex “sindacalisti” Mazza e Martellotta, “sistematisi” come direttore e vice, sulla pelle delle redazioni periferiche

Il Consiglio nazionale Ussi, nel sottolineare la piena solidarietà ai colleghi e alle colleghe della ‘Gazzetta del Mezzogiorno’, evidenzia, altresì, il fatto che Edime ha beneficiato di un finanziamento pubblico di un milione e 800 mila euro a partire dal 2024, somma auspicabilmente da destinare a chi, ogni giorno, garantisce l’uscita del giornale. Così non è accaduto e non rappresenta un corretto atteggiamento da parte dell’editore l’aver salvato la sola redazione di Bari, a fronte di cinque chiusure, con la penalizzazione di chi lavora nelle sedi periferiche e che, fra pochi mesi, rischia di trovarsi senza occupazione.

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