L’ ILVA paga regolarmente gli stipendi. Domani gli operai protesteranno con il premier Renzi alla Fiera del Levante

L’ ILVA paga regolarmente gli stipendi. Domani gli operai protesteranno con il premier Renzi alla Fiera del Levante

Oggi l ‘ILVA  ha erogato regolarmente gli stipendi con ogni competenza dovuta ai dipendi  dello stabilimento siderurgico di Taranto. A comunicarlo via e-mail agli stessi dipendenti  è stata la stessa azienda, che ha pubblicato anche una breve nota sul portale interno aziendale. La comunicazione è firmata da Enrico Martino, il  responsabile delle Risorse umane del gruppo ILVA,  Il pagamento  è stato possibile «grazie all’impegno profuso dal commissario straordinario  –  si precisa  – che ha permesso di ottenere ad oggi la prima tranche del prestito ponte da parte delle banche», per un importo di circa 125 milioni di euro.

Quindi i dipendenti dello stabilimento ILVA di  Taranto «vedranno accreditate sui propri conti le rispettive spettanze, con regolare valuta, al 12 settembre, al più tardi con visibilità lunedì 15 settembre». . Nel frattempo però  il coordinamento provinciale di Taranto  dell’Usb  (l’ Unione sindacale di base – n.d.r. ) conferma lo sciopero di 24 ore indetto per domani per i lavoratori dello stabilimento ILVA e degli appalti e organizza una manifestazione di protesta a Bari in occasione dell’inaugurazione della Fiera del Levante e dell’arrivo del presidente del consiglio Matteo Renzi. Gli autobus con gli operai partiranno alle ore 10.30 alla volta di bari, dalla Concattedrale di Taranto.

«Il Governo – riporta un volantino del sindacato – 26 mesi fa si impegnò a tutelare ambiente, salute e lavoro, da allora si sono succeduti tre presidenti del Consiglio, una decina di ministri, una settantina di segretari e sottosegretari. Il risultato lo conosciamo tutti: ambiente devastato, salute rubata e ora ci scippano anche il lavoro». L’Usb contesta inoltre  che gli interventi previsti dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) «al punto di partenza, impianti fatiscenti, stipendi a rischio tutti i mesi o come nel caso dei lavoratori dell’appalto, diverse mensilità arretrate. L’unica grossa opera finora realizzata è la copertura, ma non di certo dei parchi minerali. Hanno solo coperto i lavoratori e i cittadini di chiacchiere». Mentre a Genova «i colleghi entravano col trattore in Prefettura, qui a Taranto per protestare – ricorda il sindacato di base – qualcuno si faceva visitare dal collega. Tiriamo fuori la dignità, ribelliamoci e chiediamo il conto a 26 mesi di bugie e ingiustizie, a 26 mesi di isolamento, il governo si deve prendere le proprie responsabilità. Cacciate fuori i soldi. Senza soldi – conclude l’Usb – non si risana, non si tutela l’ambiente, non si lavora sicuri. Senza soldi si chiude».

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