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25 Ottobre 2026 20:47

Istat: redditi e consumi in rialzo, al top dal 2011

Aumenta il potere d'acquisto delle famiglie: +1,2% annuo. Il peso di imposte e contributi sul reddito nazionale è però salito di 0,3 punti. Il saldo è risultato negativo del 4,3% del Pil, in miglioramento di 0,6 punti sul 2016.

ROMA –  Nel primo trimestre del 2017 il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dell’1,5% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,3%. Lo rileva l’Istat, segnando per il reddito un rialzo annuo del 2,4% e per la spesa un aumento del 2,6%. In entrambi i casi si tratta degli incrementi tendenziali più alti dal terzo trimestre del 2011.

Quanto al potere d’acquisto delle famiglie, è cresciuto dello 0,8% nel primo trimestre del 2017 rispetto al trimestre precedente, quando si era registrato invece un calo. Su base annua segna un rialzo dell’1,2%. Analizzando il portafoglio delle famiglie, complice la dinamica asfittica dei prezzi si registra un aumento del potere d’acquisto. Il reddito disponibile lordo è salito infatti dell’1,5% sul trimestre precedente e del 2,4% annuo.Considerando il deflatore implicito dei consumi, si registra la crescita dei prezzi, il potere d’acquisto risulta in aumento di 0,8 punti in termini tendenziali e di 1,2 punti in termini congiunturali.

La propensione al risparmio delle famiglie (quota del reddito destinata al risparmio) nel primo trimestre 2017 è stata pari all’8,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente per effetto di una dinamica dei consumi inferiore a quella del reddito (+1,3% le spese). Sia nel caso del reddito disponibile che in quello dei consumi si tratta delle dinamiche più sostenute dal dal terzo trimestre del 2011.

Nel primo trimestre 2017 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche – rileva ancora l’istituto – in rapporto al Pil è stato pari al 4,3%, risultando inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2016 (quando era al 4,9%).  Si tratta del valore più basso del deficit, in base a confronti tendenziali (gli unici possibili), dal 2000, ovvero da 17 anni.

La pressione fiscale nel primo trimestre del 2017 è stata pari al 38,9%, segnando un aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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