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4 Aprile 2026 04:12

Inchiesta “Free Pass”. La Guardia di Finanza di Bari effettua tre arresti, oltre 100 indagati in provincia

Un'associazione per delinquere forniva false assunzioni per consentire il rilascio del permesso di soggiorno

CdG GdF Bari accertamentiI Finanzieri della Tenenza di Altamura comandati dal Ten. Lucia Lacalamita stanno eseguendo una vasta operazione di Polizia giudiziaria che ha portato all’arresto di 3 persone (1 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) nonché alla denuncia di oltre 100 indagati. I provvedimenti cautelari emessi a firma del G.I.P. Dott.sa Alessandra Piliego del Tribunale di Bari ,  costituiscono l’epilogo dell’indagine denominata “Free Pass”, coordinata dal pm Dott. Fabio Buquicchio della Procura della Repubblica di bari , nei confronti dei titolari di uno studio di consulenza e di un imprenditore altamurani. Agli arrestati sono stati contestati i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata a danno dell’I.N.P.S., nonché la violazione della normativa sul rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno.

In particolare, i titolari dello studio professionale, avvalendosi della propria struttura organizzativa, avrebbero creato e promosso un’articolata e stabile attività di favoreggiamento alla permanenza, in condizioni di illegalità, di numerosi cittadini extra- comunitari, sul territorio nazionale. Gli esiti investigativi hanno dimostrato come i professionisti, unitamente al titolare di una ditta individuale rilasciavano false assunzioni e relative buste paga, in cambio di lauti compensi. Il beneficiario era così in grado di esibire tali attestazioni al fine di ottenere alternativamente il permesso di soggiorno ovvero i benefici e le agevolazioni concesse in caso di sopraggiunta disoccupazione.

Fondamentale era il contributo fornito dall’imprenditore compiacente che formalizzava le numerose assunzioni presso la propria ditta e che, sin da subito, hanno insospettito i militari. La realtà imprenditoriale, infatti, non era tale da giustificare l’impiego di centinaia di dipendenti: così, a fine mese, erano i falsi assunti a pagare il datore di lavoro, in cambio delle preziose buste paga. Il danno per l’I.N.P.S. è stato quantificato in circa € 225.000.

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