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20 Marzo 2026 00:27

Il semplice trucco per difendersi dai furti hi-tech alle automobili

Gli esperti evidenziano che la protezione migliore resta quella combinata. Accanto alla schermatura delle chiavi, tornano utili anche strumenti “tradizionali”: blocchi al volante, allarmi visibili e parcheggi in aree illuminate continuano a rappresentare deterrenti efficaci.

Il furto delle automobili non passa più da vetri infranti o fili collegati sotto il cruscotto. Ai nostri giorni i ladri puntano direttamente alla tecnologia, sfruttando le vulnerabilità dei sistemi di apertura senza chiave. Una minaccia silenziosa, spesso invisibile, che sta spingendo sempre più automobilisti a ricorrere a soluzioni tanto semplici quanto efficaci: avvolgere le chiavi dell’ auto nella carta stagnola.

Come funziona l’attacco per aprire l’auto

I moderni sistemi “keyless” comunicano tramite onde radio a bassa frequenza tra telecomando e veicolo. Una comodità ormai diffusa, che però ha aperto la porta a nuove tecniche criminali. Tra queste, la più utilizzata è il cosiddetto attacco a relè: due malintenzionati, muniti di dispositivi di amplificazione, riescono a intercettare il segnale della chiave anche se si trova dentro casa.

Un ladro si posiziona vicino all’abitazione, il “socio”a delinquere” accanto all’auto. Il segnale viene esteso artificialmente fino al veicolo, che “crede” che la chiave sia presente: si sblocca e può essere avviato senza alcuna effrazione. Il tutto in pochi secondi. A ciò si aggiungono strumenti sempre più economici in grado di intercettare e replicare i codici radio dei telecomandi, rendendo il fenomeno accessibile anche a ladri meno esperti.

La gabbia di Faraday domestica la soluzione low-cost

In questo scenario, una contromisura sorprendentemente efficace arriva dalla fisica ottocentesca. Avvolgere le chiavi nella carta stagnola crea infatti una gabbia di Faraday, principio scoperto da Michael Faraday. Il metallo blocca le onde elettromagnetiche: i segnali radio non riescono né a entrare né a uscire. Di fatto, il telecomando diventa invisibile ai dispositivi dei ladri.

Per funzionare davvero, però, l’operazione deve essere eseguita con attenzione:

  • copertura completa del telecomando
  • almeno due o tre strati di alluminio
  • bordi ben sigillati, senza fessure
  • sostituzione periodica della pellicola

Un’alternativa più resistente è rappresentata dalle custodie schermate anti-RFID, basate sullo stesso principio.

Una difesa a più livelli più efficiente della carta stagnola

Gli esperti evidenziano che la protezione migliore resta quella combinata. Accanto alla schermatura delle chiavi, tornano utili anche strumenti “tradizionali”: blocchi al volanteallarmi visibili e parcheggi in aree illuminate continuano a rappresentare deterrenti efficaci. Un controllo periodico può fare la differenza. Per chi vuole eliminare il rischio alla radice, alcune case automobilistiche permettono di disattivare completamente l’accesso keyless: una rinuncia alla comodità in cambio di maggiore sicurezza

Fondamentale anche la manutenzione dei sistemi di sicurezza di serie, come immobilizzatori e GPS, spesso trascurati fino al momento del furto. Di cosa si tratta il GPS : è un piccolo dispositivo da avere sempre in auto, dotato di Sim apposita (ma esistono anche quelli senza) e collegamento GPS, sempre per controllare il veicolo in ogni momento. Rispetto alla scatola nera, l’antifurto non è collegato ad alcuna polizza assicurativa, ma è un mezzo “privato” per avere sempre sotto controllo la posizione dell’auto (ancora grazie a un’app).

Utilizzati per rintracciare oggetti come smartphone, borse, fino a cani o gatti, i tracker GPS sono diventati di uso comune da quando Apple li ha resi un accessorio “pop” e poi sono arrivati anche per chi possiede uno smartphone Android. Sono dei rilevatori che, agganciati all’oggetto di riferimento, riescono a dare sempre la posizione esatta di dove si trovi nel mondo, una volta aperta l’app per il loro tracciamento. 

Una brutta disavventura (ma a lieto fine) con protagonista la cantante Bianca Atzei. Le venne rubata la macchina a Milano, ma dopo l’appello social del compagno e l’intervento della polizia, è stata fortunatamente ritrovata, anche grazie alle coordinate GPS fornite da un’app collegata proprio al veicolo grazie a un dispositivo

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