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30 Novembre 2022 01:28
30 Novembre 2022 01:28

Il ritorno di Renzi (a Taranto) e le solite ridicole analisi giornalistiche tarantine sull’ ILVA

Palazzo Chigi ha reso noto che il presidente del consiglio Matteo Renzi, come promesso sarà di ritorno a Taranto, la prossima settimana, e dovrebbe arrivare venerdì o sabato  prossimo con l’intento di visitare insieme al commissario Pietro Gnudi lo stabilimento siderurgico dell’ ILVA, sul quale l’attuale governo in carica ha dimostrato un impegno sicuramente maggiore di quello dei suoi predecessori. Un giornalista tarantino, di un quotidiano di proprietà extra-pugliese, questa mattina ancora una volta ci ha fatto ridere a crepapelle, pubblicando le sue “analisi” campate in aria, prive di alcuna competenza giuridica e societaria, scrivendo che lo sblocco dei fondi per un 1miliardo e 200milioni di euro sequestrati dalla Procura di Milano  alla famiglia Riva ed assegnati dal Gip del tribunale del capoluogo lombardo all’attuale gestione commissariale dell’ ILVA  ,  che “Il nodo resta quello dei soldi: perchè se è vero che il Gip di Milano ha sbloccato le risorse sotto sequestro non è automatico nè immediato il trasferimento dei fondi“.

Il disinformato giornalista (ah…quanto ci costa definirlo tale) ignora che per aver sequestrato i fondi della famiglia Riva, sono già stati trovati dalla Guardia di Finanza, ed il sequestro dei conti ove giacevano è stato già effettuato dalla magistratura lombarda, avvalendosi delle normative internazionali che purtroppo pochi in provincia di Taranto conoscono o hanno mai studiato. Ed è certo il trasferimento dei fondi sui conti della gestione commissariale dell’ ILVA che dovrà utilizzarli nelle forme e modi indicate dal provvedimento del Gip milanese.

L’altra fesseria o inesattezza, definitele come meglio preferite, è che la seconda tranche bancaria del prestito ponte di 125 milioni di euro (che è garantito dal Governo n.d.a.) “è stata vincolata dalle banche. In pratica gli istituti di Credito hanno promesso che ritorneranno ad aprire i cordoni della borsa per l’ Ilva, soltanto quando ci sarà qualcosa più di concreto nella trattativa con i big player (toh ! ha pure imparato l’inglese – n.d.a.) internazionali interessati all’ingresso in società” , in quanto in realtà il credito bancario è basato su leggi italiane e comunitarie molto chiare e che non permetterebbero mai una simile negoziazione che sa molto di mercatino rionale o sagra paesana, dove evidentemente qualcuno si trova a suo agio,  ed inoltre non si tratta di ingresso in società, ma bensì in acquisizione della società che è ben altra cosa. Il prestito ponte all’ ILVA, infatti è stato garantito dal Governo Renzi, e non da qualche banchetta cooperativa di campagna !

Quello che il disinformato “analista” non è capace di spiegare, o non può, ignorando il diritto societario, è invece che è proprio grazie ai soldi  sequestrati all’ ILVA che presto verranno  trasferiti alla gestione commissariale di Gnudi, che la trattativa con alcuni operatori internazionale del settore ,  Accor-Mittal in testa, sarà più agevole per il Commissario che non avrà più l’acqua alla gola e potrà quindi negoziare al meglio con i potenziali acquirenti ed investitori. Lo stabilimento siderurgico di Taranto è bene ricordare è il più grosso ed importante d’ Europa. E non è detto anche che il Governo Renzi possa decidere di far ritornare l’ ILVA sotto il controllo dello Stato. Anche perchè soto la gestione Riva , di profitti ne ha fatti anche tanti, come i soldi sequestrati dimostrano. Peraltro, quando c’è di mezzo la politica, quella nazionale, e non quella fatta a Taranto…, tutto è possibile. Anche l’imprevedibile. Ma tutto questo nelle campagne della provincia tarantina difficilmente lo si apprende….

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