Il presidente della Cassazione "spacca" in due il Consiglio Superiore della Magistratura

Il presidente della Cassazione "spacca" in due il Consiglio Superiore della Magistratura

“Il giudice Neri fa il presidente di sezione? Ma se non ha neppure le qualità per fare il magistrato. Ma di che cosa stiamo parlando? Questo è un caso clamoroso!” ha detto Canzio .  Il magistrato Neri attualmente in servizio presso il Tribunale di Catanzaro, nominato nel 2007 magistrato di sorveglianza del Tribunale di Catanzaro, dal 2015 ,era stato successivamente confermato nell’incarico semidirettivo anche per il quadriennio successivo,  e doveva essere valutato per conseguire la settima ed ultima valutazione di professionalità arrivato all’apice della sua carriera .

di Antonello de Gennaro

ROMA –  Non ha certamente usato la diplomazia il primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio quando ha preso la parola per contestare (giustamente secondo noi)  la decisione adottata mercoledì dal plenum del Consiglio superiore della magistratura di riesaminare la valutazione di professionalità del dott. Giuseppe Neri, con una votazione che ha letteralmente “spaccato” in due il Csm.

il primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio

“Il giudice Neri fa il presidente di sezione? Ma se non ha neppure le qualità per fare il magistrato. Ma di che cosa stiamo parlando? Questo è un caso clamoroso!” ha detto Canzio .  Il magistrato Neri attualmente in servizio presso il Tribunale di Catanzaro, nominato nel 2007 magistrato di sorveglianza del Tribunale di Catanzaro, dal 2015 ,era stato successivamente confermato nell’incarico semidirettivo anche per il quadriennio successivo,  e doveva essere valutato per conseguire la settima ed ultima valutazione di professionalità arrivato all’apice della sua carriera .

La motivazione sulla valutazione “negativa” espressa dal Csm

CsM_caso Giuseppe Neri

La sezione disciplinare del Csm però lo aveva sanzionato con una semplice “censura” a seguito dei suoi ingiustificabili vergognosi  ritardi nel deposito delle sentenze, effettuate anche con ritardi di oltre cinque anni. La sanzione che se da un lato gli aveva impedito il raggiungimento dell’agognata settima valutazione di professionalità, non gli aveva però impedito di ottenere l’importante nomina a presidente di sezione penale del Tribunale di Catanzaro.

Siamo di fronte a un deficit di diligenza così clamoroso da rasentare il dubbio che non vi sia anche il deficit di altri elementi presupposti per rivestire la qualità di magistrato!  Si sta discutendo di un magistrato– ha tuonato Canzio nel silenzio glaciale del plenum contrariato dalla volontà manifestata di rivalutarne la valutazione –  che si presenta con oltre cinque o sei anni di ritardo in decine e decine di sentenze, con picchi di ritardo che rasentano i duemilaquattrocento giorni per numerose sentenze: la media dei tempi con cui deposita è di milletrecento giorni!»”   .

il presidente Canzio e Giovanni Legnini all’inaugurazione dell’ anno giudiziario in Cassazione

Condivisibile l’invito dal presidente della Corte di Cassazione ad una riflessione rivolto a tutti i componenti  il Plenum. “Proviamo ad uscire da questa sala e mettiamoci nei panni della comunità, delle parti, dei difensori, di coloro che attendono la sentenza. Mi ha colpito il fatto che una di queste sentenze riguardava un’opposizione all’esecuzione che durava da cinquantuno anni e Neri è stato capace di depositarla dopo 2435 giorni!” ha detto Canzio  al plenum del Csm  “Di fronte a questo quadro, è uno scandalo persino che sia diventato presidente di sezione!” non condividendo che cosa voglia ancora accertare il Csm.

“Un ritorno in Commissione della pratica è inutile – ha poi concluso il presidente Canzio nel suo intervento – servirebbe solo per evidenziare che questi ritardi sono scandalosi“.

Le rigorose e giuste affermazioni espresse dal primo presidente della Corte di Cassazione, da sempre molto duro nei confronti di quei magistrati che depositano le sentenze con ritardi ” record”,  nei confronti del comportamento di Neri, hanno ricordato  come questo magistrato “abbia esposto lo Stato italiano alla possibilità di essere censurato dalla Corte dei diritti dell’uomo per la violazione della ragionevole durata del processo”, come era stato evidenziato nella motivazione (un pò deboluccia…..) della sanzione disciplinare della “censura” applicata a suo carico:

Ma una risicata maggioranza del plenum del Csm di 13 voti trasversali fra le correnti della magistratura a partire dal consigliere Massimo Forciniti di Unicost, per arrivare al togato Lucio Aschettino di Magistratura democratica, ha reso possibile che adesso il Neri avrà incredibilmente persino la possibilità di essere nuovamente valutato con buone possibilità, quindi, di conseguire la settima ed ultima valutazione di professionalità. Contro la possibilità di una seconda possibilità di valutazione a Neri, 11 voti fra i quali anche quello del vicepresidente del Csm Giovanni Legnini che notoriamente non vota quasi mai astenendosi .

Il presidente Canzio da noi avvicinato a margine del plenum ha detto laconicamente “nelle carte è contenuta la vergogna dell’operato di questo giudice, non aggiungo altro perchè semplicemente c’è poco o nulla da aggiungere ai fatti che sono documentati”. Altri consiglieri invece si soffermavano su un quesito rimasto a margine. Dov’ erano  i vertici degli uffici giudiziari di Catanzaro in questi anni quando il Neri “collezionava” scandalosi ritardi da record ?

E sopratutto aggiungiamo noi, sulla base di quali elementi avevano sempre espresso valutazioni lusinghiere sul loro collega ? Come faranno d’ora in poi i componenti del Csm a sanzionare giudici ritardatari dopo un caso (e sopratutto una votazione) del genere E poi qualcuno si lamenta della politica..!

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