Il museo di Taranto fra i 20 musei più importanti d’ Italia

Il museo di Taranto fra i 20 musei più importanti d’ Italia

Una scommessa importante per valorizzare il patrimonio culturale italiano, sinora un pò troppo dimenticato ed abbandonato al suo destino.

di Valentina Taranto

Il MarTaMuseo Archeologico di Taranto,  è stato incluso tra i 20 musei più importanti d’ Italia Italia dove a seguito di un bando internazionale, arriveranno entro il 1 giugno,  i nuovi direttori prescelti. Si tratta, appunto, di locations d’eccellenza, infatti accanto al Museo tarantino, compaiono anche  la Galleria Borghese, la Reggia di Caserta, il Polo Reale di Torino, gli Uffizi di Firenze cioè coloro ai quali con il  decreto Art Bonus e la riforma del Mibact è stata concessa l’autonomia fiscale, amministrativa e gestionale. Il bando è stato pubblicato online sul sito del ministero, ed anche sulle pagine del prestigioso settimanale economico-culturale inglese L’Economist.

Il ministro Dario Franceschini, presentando alla stampa estera l’iniziativa del Governo italiano, peraltro anticipata qualche settimana prima anche dal premier Matteo Renzi, ha parlato di “un’occasione unica per gli storici dell’arte di tutto il mondo” a condizione che siano dotati di titoli di studio e sopratutto con una “comprovata qualificazione professionale“. Quindi un bando aperto anche professori e direttori di museo stranieri, con la speranza e l’augurio -come si augura il ministro Franceschini di vedere ritornare nel nostro Paese qualcuno delle tante competenze ed eccellenze italiane “in fuga” all’estero.

Al bando, che scade il 15 febbraio di quest’anno, possono competere alla pari, chiaramente, anche gli italiani e cioè gli attuali direttori delle eccellenze dell’ arte italiana, come Antonio Natali attuale responsabile degli Uffizi , che si è subito dichiarato pronto e disponibile ad entrare nella competizione per l’assegnazione degli incarichi. che non sono pochi, infatti sono già partire le previste procedure “d’interpello” per selezionare come previsto dalla riforma anche i responsabili dei 17 Poli Regionali , e quindi gli altri direttori e soprintendenti.

Puntiamo a farcela entro il 1 febbraio” ha detto il ministro Franceschini, precisando che uno dei criteri di applicazione della riforma  sarà “»quello della rotazione, che fa sempre bene”. In attesa che si concluda il Grande progetto di restauro, è stata esclusa solo Pompei,  ove ci sarà un cambio totale.

Una volta identificati e prescelti, i 20 direttori rimarranno in carica per quattro anni percependo degli stipendi non indifferenti che arrivano ai 145 mila euro lordi annui dei 7 siti più importanti , come ad esempio gli Uffizi di Firenze e la Reggia di Caserta, con una media prevista intorno ai 78 mila, sempre lordi, per gli altri 13 musei, che la legge considera “uffici di livello dirigenziale non generale“.

Degli importi discutibili, come ricordato in conferenza stampa da un giornalista americano al ministro  Franceschini dicendogli  Non penso che il direttore del Louvre verrebbe mai qui a queste condizioni”  nonostante allo stipendio base , il bando prevede anche l’aggiunta di una “retribuzione di risultato” sino ad un tetto di 40 mila euro per i sette siti più importanti, e fino a 15 mila per gli altri.

Cambiano certamente in maniera considerevole, gli spazi di manovra gestionali, con un elenco di incarichi e responsabilità non indifferenti, che partano dalla “programmazione, l’indirizzo, il coordinamento e il monitoraggio di tutte le attività di gestione del museo, compresa l’organizzazione di mostre, nonchè di studio, valorizzazione, comunicazione e promozione del patrimonio museale“, per arrivare alla gestione del personale che in ogni caso, almeno per il momento rimane  alle dipendenze dal ministero, gli orari, il prezzo dei biglietti, l’autorizzazione dei prestiti, l’affidamento delle attività e dei servizi pubblici di valorizzazione del museo.

Una scommessa importante per valorizzare il patrimonio culturale italiano, sinora un pò troppo dimenticato ed abbandonato al suo destino.

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