Il grillino Toninelli perde la memoria davanti ai giudici sui decreti sicurezza

Il grillino Toninelli perde la memoria davanti ai giudici sui decreti sicurezza

Imbarazzante squallida testimonianza dell’ex ministro dei Trasporti al processo Salvini. L’avvocato Giulia Bongiorno gli mostra decine di suoi post sui social e persino un decreto a sua firma. La sua risposta: “Se ho firmato… ma non ricordo il contesto”

di REDAZIONE POLITICA

La testimonianza dell’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli al processo Gregoretti, durata oltre due piena di imbarazzanti “non ricordo“, “è passato tanto tempo“, “io non ero a nessun tavolo” si è trasformata in una squallida sequenza tragicomica di risposte all’ ex collega di governo Giulia Bongiorno, nella veste odierna di legale difensore di Matteo Salvini, che ha trasformato le decine di post scritti da Toninelli sui social durante l’anno in cui era al governo davanti al quale Toninelli ha inanellato una serie di incredibili risposte diventate un vero boomerang.

La difesa di Salvini ha raccolto ogni testimonianza mirata a documentare il coinvolgimento di vari membri del governo, tra i quali sono ricordati anche un tweet di Conte e diversi post dello stesso Toninelli. Lo stesso che, celebrando la scelta politica di chiudere i porti, scriveva sui social: “Non abbiamo obbligo di sbarco“. Tutte prove che saranno utilizzate nel processo, così come il video in cui il premier Conte “parla del governo e del ruolo dell’esecutivo nella decisione sugli sbarchi in Italia di migranti come idea condivisa“, spiega l’avvocato Giulia Bongiorno. Questi ed altri elementi sono “nella memoria difensiva già depositata agli atti del procedimento“, ha rivela ancora il legale del leader della Lega.

Una sintesi del botta e risposta tra la Bongiorno e Toninelli : riuscita a ricostruire.

Avvocato Bongiorno: “Ricorda il contenuto del contratto di governo sull’immigrazione?”.

Toninelli: “Non l’ho seguito io“.

Avvocato Bongiorno: “Ricorda le modifiche richieste al trattato di Dublino?”.

Toninelli: Non ricordo esattamente come volessimo modificare Dublino e al ministero non me ne occupavo. Nei Consigli dei ministri non emerse alcun indirizzo politico sulla modifica di Dublino. Mai“.

Avvocato Bongiorno: “Come avveniva la redistribuzione dei migranti?”.

Toninelli: “Non so, non era competenza del mio ministero, per il ricollocamento non ebbi competenza. Io non sapevo delle attività diplomatiche. La mia competenza finiva quando la nave attraccava al molo”.

L’avvocato Bongiorno allora stringe sul caso Gregoretti:Come mai è stato indicato come porto Catania?“.

Toninelli: “Non compete a me, non lo decidevo io. Non so dire perché la nave attraccò lì (ma la nave non ha mai attraccato a Catania, bensì ad Augusta, ndr). Non ricordo se ci fu un Consiglio dei Ministri all’epoca. Portate pazienza”.

Avvocato Bongiorno: “L’allora ministro Salvini non fece mai sbarcare i migranti prima della redistribuzione. Lo fece da solo o ne eravate a conoscenza?“.

Toninelli: “Non ne ho contezza”.

Avvocato Bongiorno: “E i decreti sicurezza li ricorda?“.

Toninelli: “Ricordo il principio”.

Avvocato Bongiorno: “Ricorda i tweet scritti da lei: non li faremo sbarcare?“.

Toninelli: “Non ricordo ma potrei averlo scritto. È dibattito politico, non giuridico”.

Avvocato Bongiorno: Sul divieto di ingresso in acque territoriali di Open Arms c’era la sua firma. Lo ricorda? La riconosce?“.

Toninelli: “Se ho firmato sì, ma non ricordo il contesto”.

Avvocato Bongiorno: “Quando ci furono casi di polemiche sugli sbarchi, lei scriveva post: siamo al lavoro“.

Toninelli: “Era dibattito politico, era un post su Facebook…”.

Parole che alla fine costringono persino il giudice Sarpietro a intervenire: Sì, ma questo dibattito politico a qualche provvedimento amministrativo deve pure aver portato perché la gente in mare, sa, continua ad andare e anche a morire.”

Lo sgomento della Bongiorno

A restare basita per l’atteggiamento del senatore pentastellato è anche Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e legale di Matteo Salvini. “Tantissimo imbarazzo per Toninelli. Tutto mi sarei aspettata, ma non dire ‘no, non partecipavo, non mi ricordo’. Io ero in quel governo e ricordo benissimo quello che accadeva. Prendevano tutte le decisioni insieme“, rivela l’avvocato. “C’erano Toninelli, Moavero, il presidente Conte, Salvini e Di Maio. Io che non facevo parte di quelle riunioni, ma ricordo lucidamente che scrivevo a mio figlio che avrei fatto notte, perché nella stanza accanto stavano decidendo chi fare sbarcare e chi no“. La conferenza stampa della Bongiorno si conclude con la ripetizione di un concetto già espresso in tante altre occasioni: Salvini ha sempre detto che rivendica la linea del Conte 1 e che è una linea condivisa da tutti i ministri competenti”.

L’attacco di Italia Viva a Toninelli

Una frase, quella contestata, che ha scatenato perplessità e battute al vetriolo anche da parte degli alleati (almeno fino a questo momento ancora è così) di Italia Viva, che hanno affondato il colpo in modo decisamente esplicito.“Tra tutte le motivazioni che si possono dare in un tribunale, ‘non ricordo’ (cito testualmente) è la meno credibile per uno che ha fatto il ministro per oltre un anno. Toninelli sa che a firmare quel decreto ci fu anche lui. Se ne assuma la responsabilità“, ha dichiarato tramite Twitter Marco Di Maio deputato di Italia Viva .

Ancora più pesante il commento della collega di partito di Di Maio, Vicepresidente vicario di Italia Viva al Senato, Laura Garavini.”Gravi e imbarazzanti i non ricordo di Toninelli. Si trattava di decidere sulla vita di centinaia di profughi. Donne, bambini, giovani vite in pericolo, in mare. Come può l’ex ministro non ricordare che posizione avesse assunto rispetto al salvataggio di vite umane?“.

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