IL FLOP DEI BANCHI A ROTELLE VOLUTI DAL GOVERNO CONTE: 100MILIONI DI EURO BUTTATI AL VENTO !

IL FLOP DEI BANCHI A ROTELLE VOLUTI DAL GOVERNO CONTE: 100MILIONI DI EURO BUTTATI AL VENTO !

Polemiche a parte per i soldi spesi rimane il fatto comprovato che alla riapertura delle scuole dello scorso il 14 settembre 2020 nelle aule scolastiche i banchi monoposto sono veramente pochi, e la fornitura venne completata due mesi dopo, cioè alla fine di novembre. Ancora oggi, in un deposito merci di Pomezia, giacciono inutilizzati 26 mila banchi, tra consegne e rese. Infatti vi sono stati dirigenti scolastici incapaci di elaborare numeri corretti che ne hanno richiesti in più, e altri che incredibilmente hanno sbagliato i calcoli degli spazi e li hanno rimandati indietro !

di REDAZIONE POLITICA

La storia dei banchi a rotelle costati circa 95 milioni di euro voluti dall’ex ministra Lucia Azzolina è ormai il simbolo più eclatante del fallimento delle iniziative di prevenzione anti-covid del precedente Governo Conte, costellata da decine di inchieste, arresti e sequestri della Magistratura in lungo e largo nella penisola italiana. Non caso sui social si trovano centinaia di irridenti videoclip nei quali gli alunni rientrati nelle classi indossano mascherina, casco e danno via al il banco- scontro nei corridoi . Per non parlare poi dei diecimila banchi che la ministra Azzolina definiva “sedute didattiche innovative” lasciate a marcire nella polvere in un deposito di Pomezia, alle porte di Roma, senza essere stata mai consegnati nelle scuole. Altri novemila banchi mai consegnati nei depositi del Veneto, consegnati dalla struttura commissariale ma tornate nel cellophane ed abbandonate al proprio destino degli sprechi. Non è un caso che alla Guardia di Finanza ed alla Corte dei conti sono pervenute numerose denunce .

Negli uffici di viale Trastevere presso il ministero dell’Istruzione, guidato ora da Patrizio Bianchi circolano dati, che danno la esatta dimensione del “flop”: il 50 per cento dei banchi-seduta con rotelle acquistati a prezzi spropositati come misura anti-Covid non è stato utilizzato. Li aveva voluti l’allora ministra in carica Azzolina. “Era necessario garantire il distanziamento sociale nelle aule, ma abbiamo ragionato anche per fare investimenti che non fossero per forza legati al Covid”, si giustificava lo scorso dicembre la ministra Lucia Azzolina con i giornalisti ed in consiglio dei ministri.

Una decisione adottata dopo che il Comitato tecnico scientifico nella seduta del 22 giugno 2020 interpellato sulle misure cautelative da adottare per un rientro protetto a scuola, aveva indicato la distanza minima di un metro per sicurezza da tenere tra gli alunni , raccomandando l’uso di banchi monoposto senza alcun cenno a sedute mobili, quelle con le rotelle. L’idea dei banchi con le rotelle costata 219 euro a banco, era arrivata all’ Azzolina da un suo collega del Movimento 5 Stelle Salvatore Giuliano ex sottosegretario all’Istruzione ed originariamente preside scolastico. Giuliano conferma di essere stato l’esempio a cui l’ex-ministra Azzolina si era ispirata. “Sono state un successo. A Brindisi siamo stati tra i primi, dieci anni fa, a sperimentare le sedute innovative” dice orgoglioso “Rappresentano però la fine di un percorso, non il principio. Per usarle, e usarle bene, serve rinnovare la pratica didattica quotidiana” .

L’ex commissario straordinario Domenico Arcuri fu incaricato dell’infelice compito di trovare sul mercato i banchi monoposto con le rotelle, il cui numero da acquistare venne stabilito ed indicato dal ministero dell’Istruzione (a guida M5S) , sulla base delle indicazioni raccolte da 16 mila istituti scolastici italiani. Ad Arcuri lo scorso luglio venne comunicato dalla Azzolina l’indicazione di acquistare 2,4 milioni di banchi, 434.344 dei quali con le rotelle, e di consegnarli in tempo per il rientro a scuola. Secondo il sistema industriale del nostro Paese, tarato sui 200 mila pezzi all’anno, si trattava di produrre in tre mesi quanto produce in dodici anni, come affermò il loro rappresentante di categoria in Confindustria in una puntata del noto programma tv “Porta a Porta” su RAiUno condotto da Bruno Vespa.

Arcuri dopo la selezione dell’ennesima commissione aggiudicatrice esterna, affidò l’appalto a dodici aziende, italiane e straniere. Le sedute innovative con le rotelle vennero realizzate e fornite dalle aziende Arredalab, Estel e Principle. Il costo di ognuna era di 219,17 euro, inferiore agli iniziali 307 euro previsti, per una spesa totale di 95 milioni, importo che unito a quello per i banchi tradizionali, è arrivato a circa 400 milioni di euro.

Polemiche a parte per i soldi spesi rimane il fatto comprovato che alla riapertura delle scuole dello scorso il 14 settembre 2020 nelle aule scolastiche i banchi monoposto sono veramente pochi, e la fornitura venne completata due mesi dopo, cioè alla fine di novembre. Ancora oggi, in un deposito merci di Pomezia, giacciono inutilizzati 26 mila banchi, tra consegne e rese. Infatti vi sono stati dirigenti scolastici incapaci di elaborare numeri corretti che ne hanno richiesti in più, e altri che incredibilmente hanno sbagliato i calcoli degli spazi e li hanno rimandati indietro !

Per avere un’idea immune dal pensiero politico del quale Fratelli d’Italia e Lega hanno fatto una vera campagna d’opposizione contro-informazione è sufficiente ascoltare un preside Alfonso D’Ambrosio, uno degli entusiasti della sperimentazione: “Ho richiesto al ministero 30 sedute mobili. Altre 70 le abbiamo comprate con i fondi del bilancio comunale, ci sono costate 150 euro a pezzo ( cioè 69,17 euro in meno di quelle acquistate del Commissario Arcuri n.d.r.) , e secondo me sono anche migliori“, dice D’Ambrosio. “Le trenta erano per una classe delle medie, ma ho dovuto toglierle perché gli studenti più alti avevano dolori alla schiena“.

Questo il risultato di quando a decidere le sorti del nostro Paese vengono nominati dilettanti ed incapaci mandati allo sbaraglio, solo e soltanto in virtù della tessera del M5S in tasca. Avrà la Corte dei Conti il coraggio, la capacità, indipendenza e la forza di chiamare i responsabili di questo ennesimo spreco di denaro pubblico ? Ne dubitiamo fortemente, ma in cuor nostro lo speriamo.

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