IL COVID HA UCCISO 5.000 PUGLIESI, MA EMILIANO E LOPALCO CHE FANNO ?

IL COVID HA UCCISO 5.000 PUGLIESI, MA EMILIANO E LOPALCO CHE FANNO ?

Un vero e proprio fallimento della gestione sanitaria per l’emergenza Covid, per il quale, le opposizioni chiedono al Governo il commissariamento. Il senatore pugliese Dario Damiani di Forza Italia contesta la gestione Emiliano-Lopalco. Zullo (Fratelli d’ Italia): “abbiamo bisogno di capire perché in Puglia si muore di più rispetto a tutte le Regioni meridionali e insulari”.

di REDAZIONE POLITICA

I numeri parlano meglio di tante parole, e talvolta sono anche impietosi . L’ultimo bollettino quotidiano della Regione Puglia traduce in numeri la situazione dell’emergenza Covid ed è quello dei decessi: 70 morti, 50 dei quali nella sola provincia di Bari, che da inizio emergenza sono diventati 5.000 . Un numero negativo, che sommando i numeri dei giorni scorsi a quelli che non erano stati conteggiati, nell’ultima settimana in Puglia danno un totale di 224 morti da Covid. Un dato che spiega senza tanti giri di parole e giustificazioni la verità su quello che sta accadendo, sopratutto se analizzati considerando i 2.240 ricoveri, dei quali in terapia intensiva. Infatti i 475 casi positivi riscontrati sono proporzionali al basso numero di tamponi effettuati nei giorni delle festività pasquali.

Ignazio Zullo con Raffaele Fitto (Fratelli d’ Italia) in occasione del sopralluogo ispettivo alla Fiera del Levante

Settanta decessi riportati nell’ultimo bollettino quando ne sono stati persi 55 nei giorni scorsi, risulta un dato difficile da capire ed interpretare, come evidenzia Ignazio Zullo capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale Pugliese, che ne chiede conto all’ assessore alla sanità Lopalco: “Ci dica come mai sfuggono 55 morti in una settimana, non faccia finta che è una cosa normale perché abbiamo bisogno di capire perché in Puglia si muore di più rispetto a tutte le Regioni meridionali e insulari“.

Tutto ciò accade mentre non si ferma il lavoro di coloro i quali si prodigano per non far esplodere il sistema sanitario pugliese, attivando nuovi posti negli ospedali ma sopratutto cercando di aumentare l’assistenza domiciliare dei contagiati. La Asl Bari ha aumentato il servizio dei medici delle Usca- Unità speciali di continuità assistenziale portandolo da 18 a 36 ore, attrezzandoli con ecografi portatili, saturimetri palmari e kit per i tamponi, nel tentativo di evitare l’ospedalizzazione laddove possibile. Il Policlinico di Bari proprio a questo fine ha disposto una nuova diminuzione per gli interventi chirurgici non indifferibili , che era già stata imposta dalla Regione verso la metà di marzo, ma non tutti avevano seguito il volere dell’ assessorato alla sanità, e quindi si è continuato a programmare molte operazioni , giustificate dalla causale dell’urgenza.

Per cercare di reperire anestesisti da distaccare presso l’ospedale Covid alla Fiera del Levante, , in una struttura costata circa 20 milioni di euro contro la metà prevista, sul quale sta indagando il pool della pubblica amministrazione della Procura di Bari guidato dal procuratore aggiunto Alessio Coccioli , sono stati attivati altri 14 posti-letto di rianimazione.

Attivati anche 120 dei 152 posti disponibili, grazie ai sacrifici richiesti al personale, che non si è sottratto a doppi turni pur di garantire l’accoglienza dei pazienti , nonostante permanga la mancanza di anestesisti che resta una problematica inconfutabile, in quanto per attivare i posti di Terapia intensiva Covid in Fiera servono assolutamente gli anestesisti.

Il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore sostiene che fra il Policlinico ed il nuovo presidio in Fiera sia ricoverato il 30 per cento dei pazienti Covid di tutta la Puglia. All’epoca della prima emergenza Covid fra marzo ed aprile 2020 il picco massimo di ricoveri in Rianimazione era stato di circa 40 pazienti, mentre adesso bisogna fronteggiare più del doppio. L’ assessore regionale Lopalco ha assicurato l’impegno della Regione Puglia a reclutare anestesisti da altre aziende sanitarie ma al momento gli unici che si sono effettivamente spostati per due mesi verso la struttura ospedaliera in Fiera sono stati soltanto 4 medici e 4 infermieri in servizio all’ospedale San Paolo.

il senatore Dario Damiani di Forza Italia

Un vero e proprio fallimento della gestione sanitaria per l’emergenza Covid, per il quale, le opposizioni chiedono al Governo il commissariamento. Con una nota il senatore pugliese Dario Damiani di Forza Italia contesta la gestione Emiliano-Lopalco: “La Puglia continua a macinare record negativi nella gestione dell’emergenza sanitaria grazie al duo sciagura Emiliano-Lopalco. Ultima ‘perla’, la maglia nera nella somministrazione dei vaccini: appena 10 mila al giorno, un dato che colloca la nostra regione all’ultimo posto in Italia. Di questo passo, la campagna vaccinale si concluderà nel 2022, con un anno di ritardo rispetto all’obiettivo nazionale fissato a settembre 2021. La denuncia delle associazioni sindacali dei medici è un atto d’accusa contro la totale incapacità del governo regionale di farsi carico e gestire la situazione”

Noi lo dicevamo da mesi e più volte abbiamo chiesto anche l’intervento del ministero affinché avviasse un’indagine sui tragici disservizi sanitari pugliesi, ma senza trovare ascolto. Oggi l’ennesima conferma con i pessimi dati sulle vaccinazioni, lasciate al caos più totale da Emiliano, che evidentemente ‘regna ma non governa’. Per non parlare della gestione della scuola, in cui la Puglia fa ‘diritto’ a sé, andando puntualmente contro la normativa nazionale pur di non assumere una posizione chiara e univoca. Si continua a giocare a scaricabarile sulla pelle dei cittadini, che nelle ultime settimane, nonostante la zona ‘rosso scuro’, subiscono l’impennata dei contagi come mai prima d’ora. Il sistema Puglia è ormai fuori controllo ed Emiliano che fa? Batte la ritirata affidandosi all’autogestione dei pugliesi: è la firma che certifica il suo fallimento di amministratore”. conclude il sen. Damiani.

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