Il Consiglio comunale ha votato per non procedere alla redazione del “piano Cimino”

Il Consiglio comunale ha votato per non procedere alla redazione del “piano Cimino”

A seguito di una reiterata serie di diffide e messe in mora che le Gallerie Auchan spa  che vorrebbe ampliare il proprio centro commerciale per accogliere i due colossi francesi  Decathlon e Leroy Merlin e la società  Due Mari srl ( che vorrebbe costruire 500 abitazioni)  lo scorso 5 novembre hanno notificato al Comune di Taranto,  il ricorso presentato dinanzi al Tar di Lecce per accertare e dichiarare la illegittimità del silenzio-inadempimento adottato dal Comune di Taranto in relazione al procedimento relativo al Piano Particolareggiato “Cimino”. Il ricorso  faceva espressa richiesta di conclusione del procedimento da parte del Comune, sollecitando nell’eventualità che l’immobilismo continuasse, addirittura la nomina di un commissario ad acta il quale avrebbe dovuto provvedere all’adozione di tutti gli atti necessari per la conclusione del procedimento amministrativo  in ballo.  Ma il Comune di Taranto non si è fatto impressionare replicando con chiarezza che «la redazione del Piano Particolareggiato non è stato mai avviato poiché mai è stato deliberato un atto d’indirizzo del Consiglio Comunale ex lege necessario per la sua redazione, con la conseguenza che nessuna inerzia può dirsi fondatamente sussistente».

Quindi è stato approvato dal consiglio comunale con 15 voti a favore di buona parte parte della maggioranza, più Tribbia e Bonelli dell’opposizione,  l’ordine del giorno sottoscritto dal Sindaco Stefàno, dai Capigruppo dei partiti Gianni Azzaro, Francesco Di Giovanni, Paolo Ciocia, Ernesto D’Eri, Cosimo Gigante e Salvatore Brisci  la decisione-espressione della maggioranza consiliare ,  sul “Piano Particolareggiato Cimino”, conferendo mandato al dirigente all’Urbanistica di non procedere alla redazione dello stesso. Quattro i consiglieri astenuti , Cataldino, Illiano e Lupo di Realtà Italia e Capriulo del gruppo “Noi democratici della cittá che vogliamo“). Soltanto e 2 invece i voti contrari , espressi dal centrodestra all’ ‘opposizione con i consiglieri Vietri e Cannone di Forza Italia).

I firmatari dell’ordine del giorno, sostengono che è volontà del sindaco, “valorizzare la conservazione del patrimonio edilizio ed ambientale esistente senza soccombere alle suggestioni di un’ulteriore, quanto dannosa, espansione urbanistica” anche e soprattutto in considerazione che il mercato immobiliare dal 2006 ad oggi ha subito un notevole decremento così come si evince anche dagli studi della Banca d’Italia, esposti nel convegno tenutosi il19 Novembre 2014 presso la ex Caserma Rossarol” e pertanto ,  l’ Amministrazione Comunale ha deciso di «dare priorità all’intervento nel Borgo della Città e nelle periferie,  in considerazione dei numerosi edifici in stato di abbandono e nelle altrettanto numerose aree interessate dall’abusivismo edilizio per riqualificarle e superare in tal modo la carenza di infrastrutture primarie, dei servizi e degli spazi pubblici».  Il Comune di Taranto ha fatto quindi sapere di aver già dato avvio «alla predisposizione di un idoneo strumento urbanistico (P.I.R.U.) procedendo, da un lato, all’individuazione delle necessarie risorse finanziarie; dall’altro, all’avvio delle procedure per l’individuazione delle professionalità esterne necessarie per la redazione dello stesso strumento urbanistico».  E quindi tutto ciò premesso e considerato ,  «il Consiglio Comunale dà mandato al Dirigente della Direzione Urbanistica ed Edilità di non procedere alla redazione del Piano Particolareggiato in località Cimino – Sottozona n.32 della TAV 5/3 del vigente P.R.G. “

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