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14 Aprile 2026 16:42

Il 17enne fermato per l’uccisione di Giacomo Bongiorni è un campione di boxe toscano: avrebbe sferrato il colpo fatale

Il giovane è stato interrogato dai magistrati della Procura di Genova che, dopo l’interrogatorio, hanno deciso che fosse recluso in una comunità

Quindici, massimo trenta secondi. È in poco meno di un minuto, insomma, che avviene tutto. Ed è in questo «film» — registrato dalle telecamere di piazza Palma, poco dopo l’1.20 di sabato scorso — che i Carabinieri del Comando provinciale di Massa stanno cercando di capire come sia morto Giacomo Bongiorni, il carpentiere di 47 anni, ucciso sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio di 12 anni. Nel decreto di fermo si legge che “la lite è iniziata per futili motivi“e che “un pugno ha determinato la caduta a terra” dell’uomo. Poi i colpi sono continuati nei confronti di Bongiorni che sarebbe stato accerchiato da cinque giovani: non solo i due maggiorenni — i romeni Alexandru Ionut Miron di 23 anni e Eduardo Alin Carutasu di 19 anni — e l’italiano di 17 anni, finiti poi in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, ma anche altri due minori, sedicenni, che risultano indagati a piede libero per rissa aggravata dall’evento della morte.

Le indagini

Le indagini stanno rapidamente delineando un quadro che gli inquirenti definisconochiaro nella dinamica generale, ma ancora da completare nei dettagli decisivi”, soprattutto per quanto riguarda il colpo o i colpi che hanno determinato la morte dell’uomo. Secondo quanto emerso dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, visionate dagli investigatori dei carabinieri e al centro dell’analisi tecnica, Bongiorni sarebbe dunque stato colpito più volte da un gruppo di giovani, cadendo a terra dopo un primo pugno. Le stesse riprese mostrerebbero poi una prosecuzione dell’aggressione anche quando la vittima era già a terra, in una fase che gli inquirenti stanno definendo cruciale per la ricostruzione giuridica dei fatti. “Stiamo ancora lavorando per ricostruire con esattezza quanto accaduto – ha spiegato il procuratore della Repubblica di Massa, Piero Capizzoto –. L’elemento più oggettivo di cui disponiamo sono i filmati, privi però di audio. Dobbiamo ancora ascoltare la persona ferita presente al momento dei fatti, che non era in grado di parlare nelle prime ore successive”.

Giacomo Bongiorni

Dalle prime ricostruzioni investigative emergerebbero due gruppi distinti. Da un lato cinque giovani – tre minorenni e due maggiorenni – attualmente indagati; dall’altro la vittima e il cognato, rimasto ferito. Secondo gli inquirenti, i due gruppi non si conoscevano e non vi sarebbero stati contatti precedenti all’episodio. Un elemento che rafforza l’ipotesi di un’aggressione scaturita da una discussione improvvisa poi degenerata rapidamente. Le immagini mostrerebbero un 17enne, attualmente sottoposto a fermo, colpire Bongiorni con un pugno che lo fa cadere a terra. Da quel momento, secondo la ricostruzione della Procura, si sarebbe verificata una sequenza di ulteriori colpi inferti mentre l’uomo era già privo di difesa. “Allo stato attuale non è possibile individuare con certezza il colpo mortale – ha precisato Capizzoto –. Non è stato un solo colpo a provocare il decesso, ma una pluralità di azioni violente. Sarà l’autopsia a stabilire quale lesione sia stata determinante”. L’esame autoptico, che sarà eseguito oggi a Genova, rappresenta il passaggio fondamentale dell’intera inchiesta. L’incarico per la consulenza medico-legale è stato affidato dalla Procura per i Minorenni al professor Francesco Ventura, chiamato a chiarire la natura delle lesioni e la loro compatibilità con la dinamica ricostruita dalle telecamere.

Il pugno fatale che ha causato la caduta ed il decesso di Giacomo Bongiorni, il carpentiere massese di 47 anni morto sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio di 11 anni in piazza Palma a Massa, sarebbe stato sferrato da un 17enne promessa della boxe toscana che dopo essere stato interrogato dai magistrati della Procura dei Minori di Genova, hanno diposto dopo l’interrogatorio, che fosse ristretto in una comunità. Ai magistrati avrebbe dichiarato di aver subito una “testata sul naso da Bongiorni”. Affermazione che i carabinieri stanno cercando di accertare attraverso la visione dei filmati registrati dalle telecamere di sicurezza che hanno ripreso la scena della aggressione, ed hanno sequestrato anche il cellulare del ragazzo: si cercano eventuali altri indizi nella chat del telefonino del giovane. I carabinieri, dopo aver visto i filmati telecamere, hanno perquisito i giovani e hanno sequestrato i vestiti che sono considerati compatibili con quelli indossati nella notte dell’aggressione mortale.

Il 17enne sottoposto a fermo per l’omicidio avrebbe detto agli inquirenti, durante gli interrogatori avvenuti domenica, che Bongiorni lo avrebbe colpito al setto nasale e quindi di aver reagito. Analogo racconto sarebbe stato fatto da Alexandru Miron, 23 anni, uno dei due maggiorenni fermati in carcere. Inoltre anche i genitori degli altri arrestati dicono che i loro figli si sarebbero difesi da un’aggressione di Bongiorni e del fratello della fidanzata Gabriele Tognocchi, davanti al kebab di piazza Palma la sera di sabato 11 aprile.

Il minorenne, italiano di seconda generazione, è una delle promesse del pugilato toscano. Cinquantadue chili, aveva all’attivo numerosi incontri e diverse vittorie, compresa la qualificazione alla semifinale dei campionati giovanili italiani e un importante torneo vinto nel 2023. Fino a quell’anno militava nella Pugilistica Massese, che ha aderito alla fiaccolata di martedì sera in ricordo di Bongiorni. Nel luglio 2022 il giovane 17enne aveva partecipato al memoriale «Samuele Morabito», atleta della stessa società scomparso a 22 anni per una grave malattia.

La Procura per i Minorenni di Genova, guidata dalla procuratrice Tiziana Paolillo, ha sottolineato la delicatezza del procedimento, che coinvolge sia presunti autori di reato sia vittime indirette minorenni. In una nota ufficiale, l’ufficio giudiziario ha evidenziato la necessità di mantenere un equilibrio tra diritto di cronaca e tutela dei soggetti coinvolti, in particolare dei minori, mentre le indagini proseguono su più fronti. Sul piano giudiziario, l’inchiesta dunque si è allargata rapidamente. Dopo il fermo di un 17enne con l’accusa di omicidio volontario, e i provvedimenti nei confronti di due maggiorenni – ritenuti responsabili di concorso in omicidio volontario – altri due giovani sono stati iscritti nel registro degli indagati, anch’essi minorenni tra 16 e 17 anni. Le misure sono state disposte in coordinamento tra la Procura di Massa e la Procura per i Minorenni di Genova, con il supporto operativo del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Massa Carrara e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Massa. Il 17enne fermato è attualmente collocato presso un Centro di Prima Accoglienza a Genova, in attesa dell’udienza di convalida.

Determinante per la svolta investigativa è stato il sistema di videosorveglianza della zona. Le immagini avrebbero permesso di identificare rapidamente i soggetti coinvolti e di ricostruire la sequenza dell’aggressione quasi minuto per minuto. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato materiale ritenuto utile alle indagini e stanno procedendo all’analisi delle testimonianze raccolte nelle ore successive ai fatti. Il procuratore Capizzoto ha parlato di un’indagine “rapida ma complessa”, resa possibile dalla combinazione tra prove tecniche e delle dichiarazioni dei presenti all’aggressione del branco, anche se ancora parziali.


Stasera invece a Massa, nel centro storico, c’è la fiaccolata per ricordare Giacomo Bongiorni
promossa dall’Amministrazione Comunale e dalla Diocesi. La famiglia Tognocchi sarà presente : “Ci saremo — sottolinea mamma Anna —, a costo di svenire dal dolore“. 

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