Si svolge oggi un vertice a Milano tra i magistrati titolari del fascicolo sul caso di Nicole Minetti, con lo scopo di trovare chiarezza e coesione sugli sviluppi dell’indagine supplementare collegata alla grazia presidenziale concessa all’ex consigliera lombarda di Forza Italia ed ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, condannata in via definitiva per peculato e sfruttamento della prostituzione a 3 anni e 11 mesi complessivi da scontare ai servizi sociali.
Alla riunione partecipano la procuratrice generale della Corte di Appello di Milano Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa, i quali faranno il punto della situazione e analizzeranno i primi esiti, ancora parziali, degli accertamenti internazionali richiesti all’ Interpol nell’ultima settimana. Le verifiche si stanno concentrando su più fronti, a partire dalla procedura di adozione di un bambino uruguaiano da parte di Nicole Minetti e del compagno, l’imprenditore Giuseppe Cipriani.
I magistrati della procura generale di Milano intendono acquisire la copia originale degli atti di adozione e determinare se i genitori biologici del minore lo abbiano effettivamente abbandonato all’Inau, l’ente uruguaiano per le adozioni, e se la madre sia davvero scomparsa ed irreperibile. Contestualmente, si stanno verificando anche eventuali indagini in corso e procedimenti penali a carico di Nicole Minetti in Spagna e in Uruguay, in quanto al momento risulta non avere ulteriori pendenze rispetto a quelle per cui ha ottenuto la clemenza.

L’esito delle verifiche in corso sarà certamente determinante, in quanto qualora dovessero emergere incongruenze o elementi sfavorevoli rispetto a quanto dichiarato nella richiesta di grazia, la Procura Generale di Milano potrebbe rivedere il proprio parere, fino a ipotizzare un ribaltamento della decisione. Gli accertamenti, ad ampio raggio, oltre all’adozione del figlio ottenuta in Uruguay e in Italia insieme al compagno Giuseppe Cipriani, riguardano anche i flussi finanziari della coppia, in particolare quelli legati alle operazioni benefiche e ai progetti elencati nell’istanza di grazia presentata dalla Minetti, accolta ed ora oggetto di riesame.
Un altro aspetto dell’indagine riguarda la ricostruzione ed il tracciamento degli spostamenti della Minetti tra Punta del Este (Uruguay), Ibiza (Spagna) Milano e Roma in Italia e Boston (Usa) , dove il bambino sarebbe stato curato, oltre alla verifica e valutazione della sua effettiva presa di distanza dal passato, elemento ritenuto centrale per la concessione della grazia. Un capitolo a parte nell’inchiesta della procura generale è quello relativo alle frequentazioni della coppia e alle feste organizzate nel lussuoso ranch di Punta del Este: tutto verrà minuziosamente analizzato per stabilire se, come riportato nella richiesta di grazia, la Minetti abbia effettivamente “decisamente compreso il disvalore dello stile di vita precedente, prendendone nettamente le distanze, dedicandosi al lavoro, al volontariato e alla costruzione del nuovo nucleo familiare, garantendo il suo costante supporto al figlio bisognoso di cure”.
Sui viaggi e sulle attività della coppia Ciproiani-Minetti starebbe facendo verifiche anche la giustizia uruguaiana, in particolare in relazione alla regolarità degli spostamenti in uscita e in ingresso nel Paese. Secondo i media locali, l’intenzione sarebbe verificare possibili incongruenze nelle procedure di registrazione e identificazione degli accompagnatori, ed eventuali incongruenze amministrative o procedurali.
Come sottolineato nell’istanza di grazia della Minetti “Giuseppe Cipriani è un imprenditore noto nel panorama economico mondiale che, proprio in virtù della propria attività lavorativa, ha sempre viaggiato, spesso accompagnato anche dalla compagna. Tra i numerosi paesi visitati vi è stato anche l’Uruguay, un Paese che egli frequenta da oltre trent’anni, inizialmente per passione, poi anche per lavoro“. Viene quindi descritto il colossale progetto di ricostruzione dello storico Hotel San Rafael a Punta del Este, un investimento da centinaia di milioni di euro che, nell’ultimo periodo, è finito sotto la lente d’ingrandimento in relazione ai movimenti e alle attività della coppia.
Nell’istanza di grazia si legge anche che “proprio grazie a questo legame così forte con l’Uruguay, nel 2018 il compagno della dottoressa Minetti ha deciso di acquistare lo storico Hotel San Rafael, dando il via a quello che è considerato il più grande investimento nella storia del Paese”. Un progetto che prevede la ricostruzione fedele dell’hotel “e offrirà lavoro a più di mille persone. In parallelo nascerà anche un’accademia per l’ospitalità, unica nel suo genere, che verrà collocata all’interno dell’Hotel Mantra, non lontano dal San Rafael”.

Le verifiche anche sulla beneficenza
Non viene trascurata la parte benefica: molte iniziative sarebbero state organizzate per il “desiderio di restituire qualcosa a questa terra che li stava accogliendo con calore“, in particolare quelle a favore dell’orfanotrofio di Maldonado, istituzione nazionale conosciuta come Inau, che ospitava circa 20 bambini. “I signori Minetti e Cipriani hanno cercato, nel loro piccolo, di dare una mano: non solo hanno donato beni utili all’istituto e assunto un educatore specializzato che lavorava con i bambini (organizzando per loro diverse attività), ma negli anni hanno aperto le porte della propria casa ai bimbi dell’orfanotrofio, consentendo di trascorrere tutte le domeniche presso di loro, organizzando a tal fine molteplici attività“, si legge ancora nella documentazione. In queste occasioni la coppia avrebbe conosciuto il piccolo poi adottato. Dopo un lungo confronto interno l‘Inau, l’ente delle adozioni in Uruguay ha deciso di affidare definitivamente il minore alla coppia italiana, preferendola a un’altra uruguaiana che era precedentemente in attesa, nella convinzione che fosse la scelta migliore per il piccolo, con gravi problemi di salute. Una procedura piena di ombre ora sotto esame dalla magistratura uruguaiana.
Il procedimento non è stato molto lineare. “Sono intervenuti diversi magistrati, poiché a un certo punto è stato persino presentato un ricorso per tutela costituzionale”. Questo sarebbe accaduto nella fase di affidamento provvisorio. Poi c’è stata la “sentenza che ha decretato la separazione dalla famiglia biologica e l’adozione piena”.
In Uruguay si sono riaccesi i riflettori sulla morte degli avvocati Ana Mercedes Nieto e Mario Cabrera, deceduti il 15 giugno 2024, entrambi tutori del minore adottato, a causa di un incendio nella loro abitazione a Colinas de Garzón. Le perizie incluse nel fascicolo sul rogo, divampato nella casa a Colinas de Garzón, parlano di un incidente, versione messa in dubbio dalle consulenze di parte. Il pubblico ministero Sebastián Robles, pur in presenza di perizie che indicano un possibile incidente domestico, sinora non ha archiviato il caso e ha deciso di acquisire il fascicolo relativo all’adozione del minore. L’ avvocato Ana Mercedes Nieto aveva infatti ricoperto il ruolo di difensore d’ufficio del bambino durante la procedura, conclusa nel 2023. L’obiettivo degli inquirenti uruguaiani è quello di verificare se esistano eventuali collegamenti tra l’attività professionale svolta dall’avvocata e la sua morte.

Giuseppe Cipriani: “Io e Nicole Minetti stiamo pensando di adottare un altro bambino. È una madre fantastica”
Giuseppe Cipriani, l’imprenditore compagno di Nicole Minetti, in un’intervista al Corriere della Sera respinge punto per punto le accuse sul caso che coinvolge lui e la ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, e dichiara che, anche sapendo quello che sarebbe successo, rifarebbe tutto. Ed aggiunge: “Io e Nicole stiamo pensando d’adottare un altro bambino, sempre qui in Uruguay. Non abbiamo ancora fatto le carte. Speriamo che si calmino le acque»” ed aggiunge che la bufera mediatica esplosa “ha distrutto Nicole. Le han detto di tutto, poveretta, peggio di così… Lei è una madre fantastica, che sta facendo il suo dovere di mamma e crescendo questo figlio in maniera speciale. Ma dall’Italia, le è stato davvero gettato addosso un mare di merda. Notizie false”.
E racconta la sua versione: “A partire dall’adozione, che definiscono illegale. Ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi… L’Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente. E i soldi non servono a niente, anzi: è un Paese socialista, certe cose non si comprano”. Peccato però che la decisione dell’ INAU di affidare loro il bambino in questione, si basa proprio sulla disponibilità economica della coppia italiana.
Sul percorso sanitario del bambino, Cipriani spiega: “Noi lo portiamo a Boston ogni sei mesi, per i controlli. E sarà così fino ai 18 anni”. La sua malattia “è come togliere un chewing gum dai capelli: devi tirare, sperando di non strappare tutto”. Per questo “serve una persona sempre con lui: la mamma è la persona più vicina a un bambino, mi sembra una cosa abbastanza logica”. Ed aggiunge: “In Italia non abbiamo strutture all’altezza per questa malattia, che da noi non è comune e che invece lo è in Africa. Il medico che cura il bimbo ha fatto volontariato in Africa per cinque anni, di queste operazioni ne ha fatte migliaia. Siamo andati dal miglior esperto al mondo”. Ma se in Italia non ci sono strutture all’altezza, come mai Cipriani e la Minetti hanno chiesto dei consulti a due medici italiani prima di andare a Boston ?
Nell’istanza di grazia era scritto che la soluzione estera era stata consigliata dagli specialisti degli ospedali di Padova e San Raffaele di Milano: ma entrambe le strutture hanno smentito, ma su questo a Cipriani non vengono fatte domande. In compenso, l’intervistatore chiede “cosa l’abbia ferito di più”. E qui la risposta è pronta: “L’invidia. Che nel nostro Paese, purtroppo, non ci permette di crescere. L’Italia “è un Paese d’invidiosi, si cerca sempre il male pure dove non c’è. A mio figlio, quando sarà grande, spiegherò che questa schifezza è stata solo una storia d’invidia. Il male peggiore”. Non novrà spiegare nulla sui precedenti connessi nalla prostituzione per i quali la Minetti è stata condannata in Italia: in Uruguay, come sostengono im loro legali, è un attività legale !
Cipriani nel merito, non smentisce nulla di quanto scritto dal Fatto Quotidiano che ha scoperto la vicenda. A partire dal fatto che il bimbo adottato dalla coppia, gravemente malato e presentato nell’istanza di grazia come “abbandonato alla nascita”, nella realtà avesse due genitori vivi e identificati, ai quali la potestà è stata avocata solo nel 2023 all’esito di una causa intentata da lui e Minetti.





