I Carabinieri durante ad un controllo a un cantiere navale scovano ed arrestano latitante bulgaro ricercato

I Carabinieri durante ad un controllo a un cantiere navale scovano ed arrestano latitante bulgaro ricercato

A carico del bulgato Iliev Mincho Marichev era pendente nello specifico un mandato di arresto europeo emesso nel 2010 dalle competenti Autorità Giudiziarie bulgare con richiesta di estradizione, per una rapina commessa nel 2002 in concorso con un altro uomo .

FOGGIA – L’ equipaggio della Motovedetta 817 “Costantini” dell’Arma dei Carabinieri in servizio presso la Compagnia di Manfredonia, nel corso di un  servizio predisposto in ambito provinciale dal Comando Provinciale Carabinieri di Foggia volto alla verifica dei cantieri navali presenti nella provincia, hanno proceduto al controllo di un cantiere navale dislocato a Marina di Lesina nel comune di Lesina, eseguendo un sequestro preventivo dello stesso cantiere per la totale inosservanza delle norme poste a tutela dell’ambiente. Il cantiere in cui vengono prodotte barche in metallo,  non aveva infatti alcun dispositivo idoneo a far defluire i rifiuti o i residui dei lavori effettuati.

Nel corso degli accertamenti i militari hanno proceduto a controllare anche i dipendenti dello stesso cantiere, e in particolare si sono soffermati su un operaio 40enne di nazionalità bulgara, successivamente identificato come Iliev Mincho Marichev, a carico del quale è emerso sin da subito un provvedimento di cattura internazionale.

Condotto presso la Stazione Carabinieri di Lesina competente per territorio al fine di poter effettuare gli opportuni approfondimenti del caso, si è potuto così constatare che a carico dell’uomo era pendente nello specifico un mandato di arresto europeo emesso nel 2010 dalle competenti Autorità Giudiziarie bulgare con richiesta di estradizione, per una rapina commessa proprio da Iliev Mincho Marichev in concorso con un altro uomo nel 2002. In particolare, a carico dell’uomo che aveva scontato un breve periodo di restrizione cautelare iniziale, vi è un residuo di pena divenuto oramai definitivo, fissato dalle Autorità Giudiziarie del Paese di provenienza in anni 4 mesi 1 giorni 3 di reclusione.

Al termine delle operazioni  l’uomo è stato tradotto dagli uomini dell’Arma di Manfredonia presso il carcere di Foggia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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