MENU
3 Febbraio 2023 04:25
3 Febbraio 2023 04:25

Gli industriali dell’ indotto ILVA di Taranto protestano a Palazzo Chigi

di Marco Ginnneschi

Alla vigilia dell’amministrazione straordinaria della “nuova ILVA” , c’è un nuovo allarme rosso: quello occupazionale e dei fornitori da pagare. Questa volta, a protestare,  non sono gli operai ed i loro sindacati ma bensì gli imprenditori dell’indotto dello stabilimento siderurgico di Taranto. A seguito dell’imminente passaggio dell’azienda dell’acciaio dalla proprietà Riva, al commissariamento Gnudi e quindi all’amministrazione straordinaria sono circa quattromila tra diretti e indiretti lavoratori a rischio . Oltre 3mila quelli messi in libertà dalle imprese di Taranto, ed 800i dipendenti dello stabilimento del siderurgico inattivi per la fermata degli impianti a causa della mancanza delle forniture.  I fornitori delle materie prime, infatti,  hanno sospeso le consegne preferendo  effettuarle dopo che l’ILVA entrerà nella nuova procedura, in quanto non vogliono correre il rischio di non essere pagati durante la fase di transizione.

Questa mattina gli imprenditori dell’indotto protestano a Roma, in piazza Montecitorio, sotto la guida della Confindustria Taranto, che ormai sembra agitarsi come i sindacati, ed alle 10 si ferma un altro impianto ( la zincatura 2) dello stabilimento di Taranto. Gli imprenditori di Taranto vorrebbero essere ricevuti dalla presidenza del Consiglio per richiedere interventi immediati sull’amministrazione straordinaria, ma sopratutto per avere la certezza dei loro pagamenti arretrati, in quanto dopo un anno e mezzo di gestione commissariale, i fornitori dell’indotto siderurgico hanno un forte timore con il  passaggio dell’azienda all’amministrazione straordinaria di veder azzerati i loro crediti verso l’ILVA, e di venire  pagati solo in parte (si parla di suddivisione in pagamenti al 15%,  chi al 20% , solo i più fortunati al 25% delle somme vantate ed impagate) .

Temiamo che le migliorie del Parlamento al decreto arrivino in ritardo rispetto all’avvio dell’amministrazione straordinaria – ha dichiarato ancora il presidente di Confindustria TarantoAndando a Roma, vogliamo chiedere direttamente al governo di intervenire dando garanzie ai lavoratori e alle imprese di Taranto“. Lo scorso primo agosto a Taranto,  a causa dei mancati pagamenti dell’ ILVA duemila persone manifestarono per le strade della città, e gli imprenditori marciarono accanto ai  loro dipendenti . Sempre oggi, riprendono le audizioni del Senato sul nuovo decreto legge.

Anche la Cgil e la Fiom di Taranto hanno contestato la mancanza di garanzie, assenti nel nuovo decreto, per i lavoratori dell’indotto,  facendo notare che al contrario delle garanzie sono state puntualmente date alle banche quando è stato concesso il famoso prestito ponte garantito dal Governo,  ottenendo rispetto agli altri creditori una tutela  nel caso in cui l’ ILVA dovesse fallire, ed è stato infatti solo e soltanto a seguito di queste garanzie che gli istituti di credito  hanno anticipato altri 250 milioni all’ ILVA, che era già notevolmente indebitata .

La decisione di manifestare e protestare a Roma di fronte alla Camera dei Deputati, è scaturita dall’assemblea autoconvocata, è stata presieduta da Vincenzo Cesareo Presidente di Confindustria Taranto  e si è svolta presso la sala convegni della Camera di Commercio di Taranto a seguito della totale partecipazione da parte delle numerose imprese, a cui si sono associati anche  il Presidente della CdC Cav. Luigi Sportelli, il Presidente dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Taranto dr.  Cosimo Damiano Latorre , diverse associazioni di categoria come la Confersercenti, Casartigiani, Cna, Confartigianato e Confapi, le quali al termine dell’ assemblea  insieme a tutte le imprese presenti,  hanno aderito e firmato un documento sulle iniziative da intraprendere. Incredibilmente assente la Confcommercio di Taranto, anche se la la cosa incredibile è che la Confindustria di Taranto non sia riuscita a far presentare ed introdurre ai parlamentari eletti a Taranto e provincia alcun emendamento al decreto legge contestato.  Propria incapacità, sfiducia nei parlamentari e senatori eletti a Taranto o indifferenza della politica ?

 

 

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

È possibile sostenere ilcorrieredelgiorno.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT46E0306903248100000007883

Articoli Correlati

Polizia di Stato e Eni rinnovano l’accordo sulla prevenzione e il contrasto dei crimini informatici
Guardia di Finanza: a gennaio 989 violazioni riscontrate su 2.500 controlli ai benzinai
Poste Italiane: con Polis nasce la "Casa dei servizi digitali" in 7.000 uffici postali
Poste Italiane si conferma leader globale nella lotta al cambiamento climatico
Acciaierie d' Italia, Falck, Renewables e BlueFloat Energy: siglato accordo sulle rinnovabili
Ex-Ilva: Presidente Toti (Regione Liguria): "Alle istituzioni interessa occupazione, non guerra tra acciaio e logistica"
Archivi
Ecco chi è Alfredo Cospito(dagli attentati al 41 bis) difeso dal PD ed i suoi alleati
Il guardasigilli Nordio smentisce la sinistra: “Donzelli non ha svelato atti segreti o classificati”
Arrestato in Francia il latitante della ’Ndrangheta Edgardo Greco ricercato da 17 anni
Arriva in aula il processo Mark Caltagirone: imputate le due agenti della showgirl Pamela Prati
Perquisito l’ufficio anagrafe del Comune ad Alcamo, caccia ai complici di Messina Denaro

Cerca nel sito