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17 Settembre 2026 03:34

Gli arrestati per la bomba a casa di Ranucci interrogati dal pm

In corso nel carcere di Rebibbia gli interrogatori agli attentatori Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello. L'avvocato Generoso Pagliarulo: "Servirà a chiarire la loro posizione e i confini del mandato"

L’avvocato Generoso Pagliarulo, difensore insieme ad Antonio Falconieri di tre dei quattro arrestati accusati di essere i presunti esecutori materiali dell’attentato contro il conduttore di Report Sigfrido Ranucci,Lentrando nel carcere di Rebibbia hanno affermato che “oggi i nostri assistiti risponderanno alle domande del pubblico ministero che ha richiesto i due interrogatori”. A sottoporsi all’ interrogatorio oggi, saranno Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello. Secondo l’ avv. Pagliarulo, l’interrogatorio odierno servirà innanzitutto a fornire la loro versione dei fatti e a chiarire “quale era la loro posizione e i confini del mandato ricevuto“. Gli interrogatori di D’Avino e Passariello rappresentano un nuovo passaggio dell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci. I due indagati sono chiamati a rispondere alle domande del pubblico ministero e a fornire la propria versione sulle accuse formulate nei loro confronti.

“L’obiettivo di questo interrogatorio è anche cercare di far cadere l’aggravante mafiosadi spiegare appunto dei dettagli utili” ha aggiunto il legale . I difensori ritengono infatti che l’aggravante mafiosa sia già venuta meno e che gli interrogatori possano offrire ai magistrati elementi decisivi per valutarne l’insussistenza.
“Riteniamo che non ci sia l’aggravante mafiosa, ma che già da tempo sia caduta. L’interrogatorio darà un contributo decisivo alla valutazione dei magistrati”, ha ribadito l’ avvocato Pagliarulo.

In relazione alle accuse a carico dei suoi assistiti il legale ha sottolineato chela contestazione attualmente li vede indagati per strage, detenzione di materiale esplosivo e danneggiamenti”. I due arrestati, ha spiegato il legale, “forniranno la loro versione dei fatti per chiarire quale era la loro posizione e i confini del mandato”. I difensori prima di entrare a Rebibbia hanno inoltre contestato la necessità della custodia cautelare in carcere: ” Secondo noi non dovrebbero stare in carcere, anche perché riteniamo che non ci sia l’aggravante mafiosa“. Continua Pagliarulo. “Esistono tante altre misure – ha aggiunto -. Non vedo il pericolo di fuga. E il pericolo di reiterazione del reato, laddove vi sia, potrebbe essere anche salvaguardato con altre misure meno afflittive“.

“Oggi risponderanno alle domande dei pm”

“I nostri assistiti non conoscevano né Ranucci, né Lavitola. Aspettiamo le domande oggi e loro risponderanno. L’interrogatorio non lo abbiamo chiesto noi ma è del pubblico ministero, quindi è lui che farà le domande e noi daremo la nostra versione difensiva. I nostri assistiti non conoscevano né Ranucci, né Lavitola. Aspettiamo le domande oggi e loro risponderanno. L’interrogatorio non lo abbiamo chiesto noi ma è del pubblico ministero, quindi è lui che farà le domande e noi daremo la nostra versione difensiva”.

Quanto alla possibilità che gli indagati chiariranno i confini del mandato che avevano ricevuto, l’avvocato Pagliarulo ha risposto che “penso sarà una delle domande e a fronte di questo saranno i nostri assistiti a chiarire qual era la loro posizione. La loro versione sarà un contributo decisivo ai fini della valutazione dei magistrati”, ha concluso.

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