Frecciarossa deragliato: operai indagati, cinque destinati ad altro incarico

Frecciarossa deragliato: operai indagati, cinque destinati ad altro incarico

La decisione del gruppo Ferrovie dello Stato a seguito dei rilievi tecnici. Emerge l’ipotesi dell’errore durante nei lavori di manutenzione su uno scambio nella notte tra mercoledì e giovedì.

ROMA – Nell’inchiesta sul disastro del Frecciarossa c’è una svolta nelle indagini . La Procura della Repubblica di Lodi ha iscritto le prime cinque persone nel registro degli indagati per “disastro ferroviario”, “omicidio colposo” e “lesioni plurime“. Si tratta degli operai della squadra che aveva lavorato nella notte tra mercoledì e giovedì sul deviatoio dal quale s’è innescato il deragliamento.

L’impulso alle indagini è scattato dopo una giornata di rilievi tecnici eseguiti dai poliziotti del Nucleo operativo incidenti ferroviari della Polfer e della Scientifica sui resti dell’Atr 1000. Adesso però è doveroso e fondamentale analizzare in maniera approfondita lo scambio che ha innescato il disastro. Un atto dovuto nei confronti degli operai che hanno lavorato quella notte sullo scambio e sui quali già dal primo giorno si è concentrata l’attenzione degli investigatori.

Verranno eseguiti gli esami irripetibili previsti dall’incidente probatorio e che per questo devono vedere la presenza dei legali e dei consulenti delle persone potenzialmente indagabili. E’ stato quindi a garanzia delle difese degli indagati , la decisione del dr. Domenico Chiaro procuratore capo di Lodi  di disporre la notifica delle informazioni di garanzia per verificare eventuali responsabilità colpose nell’incidente.

Gli operai  ascoltati inizialmente  dagli investigatori  come “persone informate sui fatti” già nel primo pomeriggio di giovedì, avevano dichiarato di aver lasciato lo scambio nella posizione corretta rispetto alla direzione di marcia del Frecciarossa. Ma gli investigatori hanno trovato il “deviatoio oleodinamico” in posizione “rovesciata” cioè aperto verso un binario di servizio. Una circostanza non segnalata dal sistema di monitoraggio della centrale di Bologna poichè lo scambio era stato “isolato” dai tecnici durante e dopo i lavori di manutenzione.

Alle 4.45, uno dei cinque tecnici indagati aveva inviato un fonogramma a Bologna per avvertire che lo scambio era stato “isolato” dal sistema di segnalazione e soprattutto per comunicare che il deviatoio era stato posto “in posizione normale” (quindi in linea col tracciato del treno). E’ per questo motivo che gli inquirenti adesso  vogliono ricostruire cosa sia effettivamente avvenuto e quali lavori siano stati svolti dagli operai, non sospesi dalla società  Rete Ferroviaria Italiana (gruppo Ferrovie dello Stato) ma nel frattempo sono stati posti “ad altro incarico”.

I tecnici di Rfi avevano lavorato sulla linea nel tratto tra Livraga e Ospedaletto da mezzanotte alle 5. Trentacinque minuti dopo, il passaggio del treno e lo schianto. Durante i lavori lo scambio è stato “isolato” dal centro controllo di remoto di Bologna, venendo manovrato dalla consolle del centro manovra Livraga, l’edificio contro il quale s’è schiantata la prima vettura del Frecciarossa, a 350 metri dallo scambio saltato.

i due macchinisti del treno. Mario Di Cuonzo e Giuseppe Cicciu deceduti

E quindi per questo motivo i sensori di sicurezza non potevano trasmettere il segnale di deviazione che avrebbe subito fatto rallentare la corsa del treno. Conseguentemente il convoglio lanciato a 290 chilometri orari è uscito dai binari e la vettura di testa s’è staccata dal resto del treno andando a sbattere e ribaltandosi contro una palazzina delle Ferrovie presente lungo il percorso, causando la morte dei macchinisti Mario Dicuonzo e Giuseppe Cicciù.

Da ieri si lavora per togliere i detriti disseminati lungo i binari e sulla stradina a fianco, con l’obiettivo di riaprire il più presto possibile la linea Milano-Bologna. I tempi però saranno sicuramente più lunghi delle prime previsioni.