Dopo un anno e mezzo di prigionia Silvia Romano è tornata libera:”Sono stata forte. Ho resistito”

Dopo un anno e mezzo di prigionia Silvia Romano è tornata libera:”Sono stata forte. Ho resistito”

Il rientro della volontaria è previsto in Italia domani con un aereo dell’ Aise ( i servizi segreti italiani) che atterrerà all’ aeroporto di Ciampino-Roma alle ore 14. Il padre Enzo Romano: “Lasciatemi respirare, ancora non ci credo”.

ROMA – Dopo un anno e mezzo di prigionia trascorso cambiando tre volte covo, dopo una serie ipotesi e supposizioni finalmente Silvia Romano è stata liberata. tornerà a casa domani. “Sono stata forte e ho resistito. Sto bene e non vedo l’ora di ritornare in Italia” . Palazzo Chigi con un commento del premier via Twitter ha “ringraziato le donne e gli uomini dei servizi di intelligence esterna. Silvia, ti aspettiamo in Italia“.

Un annuncio che l’Italia aspettava da tempo. Una tra le più belle notizie di quest’anno che oggi si festeggia in tutta Italia. “Motivo di grande gioia per tutti gli italiani”, ha commentato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che aveva espresso “l’apprensione per le sorti di Silvia Romano, la giovane rapita in Kenya mentre svolgeva la sua opera generosa di solidarietà e di pace”. Oggi l’annuncio della liberazione. «Grande gioia per tutti gli italiani: invio un saluto di affettuosa solidarietà a Silvia e ai suoi familiari, che hanno patito tanti mesi di attesa angosciosa. Bentornata, Silvia! Riconoscenza agli uomini dello Stato impegnati nella liberazione» ha commentato il capo dello Stato.

La giovane volontaria di Milano, 25 anni, era stata sequestrata nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi in Kenya. Collaborava con la onlus «Africa Milele» che si occupa prevalentemente di infanzia abbandonata. Il 20 novembre di due anni fa una banda armata, aveva assaltato la sede dell’organizzazione rapendo la ragazza.

La scorsa notte è avvenuta la liberazione di Silvia Romano a 30 chilometri da Mogadiscio in una zona ridotta in condizioni estreme causate dalle alluvioni degli ultimi giorni. Ed in queste ore la volontaria italiana, finalmente libera, si trova in sicurezza nel compound delle forze internazionali.

il generale Gianni Caravelli 

La sua liberazione è avvenuta grazie a “un lungo e complesso lavoro sul campo” dei “servizi” dell’ AISE , con la collaborazione dei servizi turchi e somali. Silvia Romano era prigioniera nelle mani del gruppo terrorista somalo di Al Shabab, affiliato ad Al Qaeda. L’operazione viene indicata dal quotidiano online HuffPost  come un successo del numero 2 dell’AISE, il capo operazioni,  generale  Gianni Caravelli, che ha già ottenuto altri  successi per la liberazione di ostaggi, ed è ora in pole position per sostituire Carta, e la cui nomina è prevista per il prossimo Consiglio dei ministri.

La scelta di Caravelli, il primo vicedirettore per anzianità, affiancato finora dai vicedirettori Angelo Agovino, generale dei Carabinieri, e Giuseppe Caputo, generale di brigata della Guardia di Finanza, sembra orientata ad una irezione di continuità dell’operato dell’agenzia.

La collaborazione tra inquirenti italiani e keniani non si è mai interrotta dopo la rogatoria del pm di Roma Sergio Colaiocco. La convinzione che Silvia Romano si trovasse in Somalia è arrivata a seguito delle analisi dei “servizi” dell’ AISE sulla base dei documenti messi a disposizione delle autorità keniane.

Tre dei sequestratori della giovane volontaria italiana, Moses Luwali Chembe, Abdalla Gababa Wario e Ibraihm Adam Omar – sono stati tratti in arresto e sono, tutt’ora sotto processo, anche se le udienze sono state interrotte a causa dell’epidemia di coronavirus che sta colpendo anche il Kenya. Uno dei tre, Ibraihm Adam Omar, considerato l’uomo più pericoloso dei tre, incredibilmente posto in libertà su cauzione dietro il pagamento di ben 26.000 dollari , una cifra enorme per il Kenya, si è reso latitate, ed ha fatto perdere le sue tracce. Da allora, dal giorno dell’arresto dei carcerieri kenyoti, avvenuto 26 dicembre 2018, non si è saputo piu’ nulla.

 Subito dopo la riguadagnata libertà Silvia Romano è stata portata in un compound del contingente internazionale a Mogadiscio e da lì è stata trasferita nella foresteria dell’ambasciata italiana della capitale somala.  “L’ho appena vista, mi pare stia bene, sia fisicamente che psicologicamente, è una ragazza molto forte, è una ragazza in gamba, mi pare che abbia resistito molto bene. Questa è l’impressione che ho avuto” ha detto all’Agenzia Adnkronos l’ambasciatore italiano in Somalia, Alberto Vecchi

il Generale Luciano Carta

La trattativa condotta dall’Aise diretta dal generale Luciano Carta si è sbloccata una ventina di giorni fa. Arrivata la prova che era in vita e si è trattato il prezzo per il suo rilascio.

Imbarazzante il commento del ministro del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, sulla liberazione spacciata come un “successo” dell’ AISE il servizio segreto  per la sicurezza esterna, “con sprezzo del pericolo”. In realtà la liberazione di Silvia Romano, non è stata un’operazione militare sul campo ma soltanto una negoziazione economica che ha consentito il rilascio della volontaria italiana. Va detto e ricordato che tutte queste operazioni sono avvenute previo pagamento di riscatti, utilizzando fondi pubblici provenienti dalle tasche dei contribuenti italiani che sono finiti nelle mani di gruppi terroristici.

Silvia domani salirà su un aereo CAI Compagnia Aeronautica Italiana dei “servizi italiani , . una squadriglia che ha attraversato le trame nazionali nella massima discrezione: il più famoso dei loro jet era immatricolato I-FICV, sigla letta come “Fatevi i cavoli vostri“.Appena arrivata in ItaliaItalia alle 14 atterrando a Ciampino (Roma) , la giovane volontaria italiana verrà ascoltata dai magistrati della Procura di Roma che hanno avviato sulla vicenda un’indagine per rapimento a scopo di terrorismo. Il colloquio con i pm romani verrà effettuato nel rispetto delle normative anti Covid che prevedono il distanziamento e l’uso di dispositivi di protezione. All’audizione parteciperà il magistrato Sergio Colaiocco titolare del fascicolo.

Al Casoretto quartiere della periferia est di Milano, dove Silvia Romano vive con la madre, decine di persone si sono affacciate dai balconi e dalle finestre e qualcuno ha messo la musica, canzoni care alla ragazza, come Viva la libertà di Jovanotti ed anche fino all’inno nazionale che tutti hanno cantato insieme. La parrocchia del quartiere ha suonato le campane a festa. In meno di un’ora dall’annuncio della notizia della sua liberazione su Twitter, l’effetto è dirompente , i tweet con l’Hastag #SilviaRomano è balzato in testa alle tendenze con 15 mila tweet.

I genitori: Il papà: “Lasciatemi respirare”, la mamma “Sono frastornata”

Il padre di Silvia, Enzo Romano, ha regito con grande emozione: “Lasciatemi respirare, devo reggere l’urto. Finché non sento la voce di mia figlia per me non è vero al 100 per cento. Devo ancora realizzare, mi lasci ricevere la notizia ufficialmente da uno dei miei referenti“. “La felicità è talmente grande che scoppia – ha aggiunto – non mi interessa di nessun altro, solo di riabbracciare mia figlia dopo 17 mesi“. Francesca Fumagalli la mamma di Silvia ha commentato “Sono felicissima, frastornata, non me l’aspettavo. Non l’ho ancora sentita, sto aspettando una telefonata dalla Farnesina“.

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