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29 Giugno 2026 07:09

Disney+ rinvia il lancio della serie tv su Sarah Scazzi

Anica e l'Associazione Produttori Audiovisivi-Apa: grave lesione di quel principio di libertà di espressione chiaramente tutelato anche a livello costituzionale e che deve essere garantito al racconto audiovisivo italiano

“Groenlandia e Disney confermano che, per ottemperare al provvedimento emesso in assenza di contraddittorio tra le parti dal Tribunale di Taranto, il lancio della serie attualmente intitolata “Avetrana – Qui non è Hollywood” è rinviato. Le parti non concordano con la decisione del Tribunale (che ha accolto il ricorso d’urgenza presentato dal sindaco di Avetrana) e faranno valere le proprie ragioni nelle sedi competenti” Lo comunicano in una nota congiuntala casa di produzione Groenlandia e Disney della serie tv sull’omicidio di Sarah Scazzi presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma lo scorso 18 ottobre che doveva essere programmata sulla piattaforma Disney dal 25 ottobre.

“Viva sorpresa per la decisione senza precedenti, espressa dal Tribunale di Taranto, di sospensione cautelare della messa in onda della serie ‘Avetrana – Qui Non è Hollywood’, prodotta da Groenlandia e Disney. E’ quanto esprimono in una nota congiunta Anica e Apa. “La serie, appena presentata al Festival del Cinema di Roma, si limita a raccontare fatti di risonanza pubblica oggettivamente legati a un determinato contesto, storico e geografico, come tante volte capitato in passato – dichiarano le associazioni dell’audiovisivo – gli autori non prendono posizione riguardo al risultato delle sentenze, ne’ le mettono in dubbio: la serie racconta infatti quanto emerso dagli atti processuali”.

Secondo Chiara Sbarigia, presidente di Apa,il blocco preventivo della serie, ancora inedita, appare come una grave lesione di quel principio di libertà di espressione chiaramente tutelato anche a livello costituzionale e che deve essere garantito al racconto audiovisivo italiano. Guardate le nostre serie, giudicatele, ma non chiedetegli di non esistere solo perché raccontano la realtà“, aggiunge.

Continua Benedetto Habib, presidente dell’Unione produttori di Anica:Obbligare le opere audiovisive a non fare riferimenti alla cronaca e alla realtà è un pericoloso precedente. I titoli basati su fatti realmente accaduti sono una costante della storia del cinema – aggiunge – indipendentemente dalle opinioni del pubblico o dei protagonisti sui fatti trattati, se si mantiene il rispetto verso le comunità coinvolte: esplorare la realtà aiuta a esercitare il senso critico dello spettatore. La libertà di espressione nel nostro paese è garantita dalla Costituzione, e la comunità dei produttori non vuole svegliarsi in un mondo dove questa libertà non è più agibile”, conclude.

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