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7 Agosto 2022 23:52
7 Agosto 2022 23:52

Crollo sulla Marmolada, 7 morti, 8 feriti, 13 dispersi. Il maltempo impedisce l’arrivo in elicottero del premier Draghi a Canazei, dove arriva in auto.

Il giorno dopo il crollo di un enorme seracco dal ghiacciaio della Marmolada, ci sarebbero 15 dispersi. I morti accertati sono 8. Ricerche sospese per il maltempo. Soccorritori: quasi impossibile trovare vivi i dispersi. identificate quattro vittime: Filippo Bari, guida alpina, Tommaso Carollo, Paolo Dani e Davide Miotti

Quella che si è consumata nel pomeriggio di ieri sulla Marmolada, a Punta Rocca, tra Veneto e Trentino-Alto Adige, è una delle peggiori tragedie della montagna di sempre in Italia. “Una carneficina umana” per usare le parole del procuratore di Trento, Sandro Raimondi che ha aperto un fascicolo modello 44 ipotizzando il reato di disastro colposo. Il caldo record che da settimane ha investito tutt’ Italia ha fatto staccare dal ghiacciaio un seracco, un enorme blocco vecchio di secoli che ha investito le cordate di escursionisti che stavano salendo in vetta o scendendo a valle.

“I ghiacciai a causa dei cambiamenti climatici non sono più in equilibrio, soprattutto, al di sotto dei 3.500 metri, perché si è creato un clima diverso da 30 anni fa che non sostiene più la loro esistenza. Purtroppo, eventi tragici come quello accaduto sulla Marmolada sono, probabilmente, destinati a ripetersi. Per questo, serve mantenere la massima attenzione quando si scala» afferma il professor Renato Colucci, docente di glaciologia dell’Università di Trieste e ricercatore del Cnr. “L’alpinista migliore quest’anno è quello che sa adeguarsi alle nuove regole del gioco” commenta Franco Brevini.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, esprimendo il cordoglio per le molte vittime. “Il capo dello Stato”, ha detto Fugatti, “ha voluto trasmettere anche alla nostra comunità oltre che ai parenti delle vittime il proprio cordoglio. Allo stesso tempo ha espresso parole di gratitudine ai soccorritori che si stanno prodigando, in condizioni non certo facili, alla ricerca delle vittime della grossa frana che ieri pomeriggio ha causato morte e devastazione“.

Il premier Mario Draghi era atteso per le 12 a Canazei ma a causa di un temporale in corso l’elicottero non è riuscito ad oltrepassare le nubi ed è dovuto atterrare a Trento. Da qui, si pensava inizialmente, il premier avrebbe dovuto raggiungere il luogo in auto, invece è stato fatto tornare a Verona. Il premier è poi arrivato in auto a Canazei, dove è stata allestita la centrale operativa che coordina le operazioni di soccorso, per fare il punto della situazione con le autorità locali tra cui il governatore del Veneto, Luca Zaia ed i soccorritori, assieme al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e i presidenti del Veneto e delle province autonome di Trento a Bolzano.

Draghi ha tenuto poco fa una conferenza stampa, con il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il presidente Arno Kompatscher, ed il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Con loro l’ingegner Curcio, capo della Protezione Civile nazionale. “Oggi sono qui a Canazei per rendermi conto di persona di quel che è successo e, vi assicuro, è molto importante essere venuti“, ha sottolineato il premier Draghi, in visita al luogo della tragedia della Marmolada.

“Abbiamo fatto un punto tecnico operativo – ha aggiunto il premier – con tutti quelli che hanno collaborato alle operazioni, ma soprattutto sono qui per esprimere la più sincera affettuosa accorata vicinanza alle famiglie delle vittime, dei dispersi e dei feriti, e alle comunità che sono state colpite da questa tragedia. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in questo giorno e mezzo“.

Oggi l’Italia piange queste vittime e tutti gli italiani si stringono con affetto” ha detto il premier. “Questo è un dramma – ha dichiarato, commosso – che certamente ha delle imprevedibilità, ma certamente dipende dal deterioramento dell’ambiente e dalla situazione climatica. Il Governo deve riflettere su quanto accaduto e prendere provvedimenti perché quanto accaduto abbia una bassissima probabilità di succedere e anzi venga evitato”, ha affermato Draghi. “Bisogna prendere dei provvedimenti affinchè quanto accaduto sulla Marmolada non accada più in Italia“, così il premier Mario Draghi, durante un punto stampa a Canazei con le autorità locali.

Oltre agli aspetti operativi, c’è stata una visibile sofferenza umana. Il premier Draghi ha chiesto di fermarsi per pochi minuti con i parenti dei morti e dei dispersi, di chi domenica non è sceso dalla Marmolada: parla con loro, condivide il loro dolore. “È stato un momento toccante – racconterà dopo Zaia le ricerche le dobbiamo proprio a loro, andremo avanti fino all’estremo“. 

Il premier ha ringraziato innanzitutto i volontari, i vigili del fuoco, il Soccorso Alpino, le forze dell’ordine che hanno lavorando e stanno lavorando anche in queste ore. “Questa tragedia, che era difficilmente prevedibile, deve farci riflettere e deve essere una spinta ad agire per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Dobbiamo agire perché non si ripeta una tragedia simile“.

Il Premier Mario Draghi e Luca Zaia presidente della Regione Veneto

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha ricordato con queste parole la tragedia: “Un fronte di ghiaccio largo 200 metri, lungo venti e alto trenta, è precipitato come sapete a valle. da subito abbiamo fornito uomini e mezzi, elicotteri, e stiamo continuando anche se la situazione è ancora altamente pericolosa“.

Dal Piemonte, il presidente Alberto Cirio fa sapere di aver scritto ai colleghi “per esprimere la nostra solidarietà e mettere a disposizione il Soccorso alpino piemontese e il nostro sistema di Protezione civile per qualunque cosa dovesse servire“.

Un elicottero della Guardia di Finanza dotato con del sistema “Imsi Catcher” per intercettare i segnali di cellulari accesi, anche sotto diversi strati di neve, giungerà a passo Fedaia e opererà sul luogo del disastro della Marmolada. Il sistema è in grado di “leggere” il codice Imei dei terminali dei dispersi, ottenuti dai gestori telefonici e così li può localizzare.

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